martedì 26 giugno 2018

BIOCONSERVATORI VS TRANSUMANISTI

BIOCONSERVATORI VS TRANSUMANISTI
E’ lecito progettare in laboratorio i bambini ancora in utero in modo da “potenziarli” e renderli "migliori"? Per il transumanista sì, per il bioconservatore no. No perché secondo lui l’unica medicina lecita è quella “terapeutica”, quella che cura; l’altra, quella che aumenta artificiosamente le nostre capacità di base, è eticamente sospetta. Ma qui cominciano i problemi, non è facile distinguere tra le due.
1) Come dobbiamo considerare le cure palliative? E la medicina preventiva? E quella dello sport? E la chirurgia plastica? E le cure per la fertilità? E la cosmesi odontoiatrica? Non sembrano interventi strettamente terapeutici, eppure sono comunemente accettati. Anche l’impiegato migliora le sue capacità assumendo caffé ma nessuno oserebbe levare la sua condanna. Ci sono poi gli esercizi fisici, la meditazione… tutte pratiche con cui ci potenziamo nel corpo e nell’umore.
2) Come considerare poi le vaccinazioni? Sono interventi su individui perfettamente sani finalizzati a rinforzare il loro sistema immunitario. Anche i trattamenti per rallentare la vecchiaia generano dubbi classificatori.
3) Per distinguere tra “cura” e “miglioramento” dobbiamo definire lo stato normale di salute, impresa tutt’altro che semplice. Per esempio, una persona puo’ essere affetta da disturbi che diminuiscono le sue capacità cognitive. Un intervento che ripristini lo stato originale è “cura” o “miglioramento” qualora la capacità deteriorata restasse comunque sopra la media? O ancora: la presenza nel 20% della popolazione di un gene che si correla negativamente con l’intelligenza puo’ essere considerata una patologia?
4) Le nostre capacità variano continuamente non solo a livello di popolazione ma anche nel corso della nostra vita. Un intervento che consenta a un ottantenne di riacquistare la vista e i tempi di reazione di vent’anni prima deve considerarsi terapeutico o migliorativo?
5) Bisogna anche stabilire quanto invasivo deve essere un trattamento per essere considerato “medico”: se non ci vedo posso risolvere il mio problema con il laser, oppure con le lenti, oppure con gli occhiali, oppure con lo zoom dell’e-book. Dove inizia e dove finisce la medicina? In etica bisogna essere precisi.
Conclusione: mentre il bioconservatore ha queste cinque gatte da pelare il transumanista puo’ permettersi di passare oltre sereno. Ecco il suo vantaggio.

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