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giovedì 9 aprile 2009

Il blues delle minuscole vite


... a costellare la narcosi di un giorno qualunque, sopraggiunge lo scoccare della lucertola nel cespuglio... il calpestio disperato del topo che incontra per un attimo la roccia, il rimbalzo breve della penna caduta sul duro... minuscole vite di pochi minuti...

... intanto tace il canto, e dietro il rintronare prosaico della sonora barzelletta si lamenta appena un blues sfiatato...

giovedì 22 gennaio 2009

Alla ricerca di una nuvola gelata


Aprì la tasca sbagliata e lui se ne sgusciò fuori scodando a ritmo di valzer verso i gelati nembi. Stettero subito meglio entrambi.



MFC Bruire

mercoledì 12 novembre 2008

Entomologia sonora


Alchemici innesti di organi e chitarre tentano di farci udire il verso segreto dell' insetto che ride mentre ci divora.



Claudette JFC

sabato 18 ottobre 2008

Ho visto le gengive di Chet Baker


Le ho viste veramente. Negli ultimi tempi, durante i soggiorni europei, faceva tappa allo Splasc (senz' acca) di Induno Olona. Qualche mese prima in California i suoi puscher gli avevano spaccato tutti i denti, non saldava i conti. Solo appoggiando il bocchino della tromba sulla dentiera poteva continuare a suonare. E lui doveva continuare a suonare. Sapeva fare solo quello, in tutto il resto era un debole, si perdeva continuamente, era un uomo-bambino, era un uomo nudo, nudo e vivo come una gengiva di alcolizzato.

Fu un attimo, lo incrociai nei bagni, per l' espletazione di chissà cosa si era tolto i denti finti facendo balenare il rosso vivo di mucose che ora tremolavano come la sua anima di vecchio imprevidente lasciato in balia di tutto.

Vecchio scemo californiano, nel tuo occhio bagnato perfino io ho colto un' ombra di estraneità in quei luoghi che per me erano quelli dove sono cresciuto!

Vecchio Chet, scommetto che se ti prendiamo in giro ridicolizzandoti ridi anche tu nella speranza che alla fine ti offriamo un cicchetto. Allora beccati questa...



MFC Baker

sabato 20 settembre 2008

Parti difficili

Se vuoi puoi ascoltare una ballata di Vincent Gallo (was) che va alla deriva sfaldandosi con una dolcezza pari a quella che dispettosa decompone il ragionamento all' assonnato. Il vigore e la voglia di articolare tornano poi solo nel sogno rem, e non fa niente se si sognano delle ingiustificabili prugne (quando si mangiano i crostini tutto è giustificato), e non fa niente se sentiamo su ogni muscolo pesare la pastoia onirica come fosse un pitone reticolato adulto. E' il momento che vogliamo dire la nostra anche se non abbiamo niente in testa... Ma, chissà, dalla sistole dell' organo o dalla diastole della chitarra, un messaggino verrà forse espulso per quanto il parto sembri problematico. Il nuovo nato... lui non si puo' dire che non abbia nè capo nè coda; un capo ce l' ha, anche se non ben definito; una coda ce l' ha, per quanto qualcosa sia senz' altro fuori posto; ma non è poi così importante, tanto è un messaggino per il mondo che non ascolta...