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venerdì 22 settembre 2017

fino al cap.5 Acqua in vendita? Come non sprecare le risorse idriche (Policy) (Italian Edition) Fredrik Segerfeldt

Acqua in vendita? Come non sprecare le risorse idriche (Policy) (Italian Edition)
Fredrik Segerfeldt, Oscar Giannino, and Diana Mengo
Last annotated on Friday September 22, 2017
131 Highlight(s) | 104 Note(s)
Note | Location: 180
manila: sveglia alle treopposizione: non ci si può guadagnare sulla sete altruichi avversa la priv.? i reduci che avversavano il libero scambio... poi ci sono i sindacati statalipragmatismo vs ideologia

Yellow highlight | Location: 181
Milagros Quirino e Fely Griarte vivono in una zona povera di Manila,
Yellow highlight | Location: 183
pochi litri al giorno.
Yellow highlight | Location: 184
«Spesso dovevamo alzarci alle tre del mattino per prendere l’acqua senza problemi,
Yellow highlight | Location: 189
1,1 miliardi di persone non hanno accesso a una fonte di acqua pulita e potabile,
Note:MONDO

Yellow highlight | Location: 191
Il 97 per cento della distribuzione totale dell’acqua nei paesi poveri è a carico di società statali,
Note:97

Yellow highlight | Location: 192
alcuni governi di nazioni povere si sono rivolti al settore privato, in generale con buoni risultati.
Note:IL PRIVATO DEI POVERI

Yellow highlight | Location: 201
la Water Manila,
Yellow highlight | Location: 201
nel 2000
Yellow highlight | Location: 202
A differenza dei 100 pesos a metro cubo che erano soliti pagare, l’attuale costo è di 15 pesos,
Note:DA 100 a 15

Yellow highlight | Location: 206
water privatization,
Note:STRINGA E OPPOSIZIONE

Yellow highlight | Location: 206
su Google, si ottiene come risultato 1.750.000 pagine, molte delle quali esprimono un qualche tipo di opposizione
Note:ccccccc

Yellow highlight | Location: 208
proteste e manifestazioni violente
Yellow highlight | Location: 217
Gli oppositori della privatizzazione non accettano l’idea che qualcuno possa trarre un guadagno
Note:Il RIFIUTO

Yellow highlight | Location: 218
L’acqua, dicono, è un diritto di tutti,
Note:SLOGAN

Yellow highlight | Location: 220
«L’acqua è un diritto fondamentale
Note:SLOGAN

Yellow highlight | Location: 222
«La gente non beve denaro, beve acqua»,
Note:cccccc

Yellow highlight | Location: 229
Avendo sostanzialmente perso la battaglia sul libero scambio, ora pretendono di attaccare nuovi avversari
Note:CHI SONO I NEMICI? UNO

Yellow highlight | Location: 230
sindacati dei lavoratori del settore pubblico
Note:DUE

Yellow highlight | Location: 231
Un terzo gruppo è costituito dai media,
Note:TRE

Yellow highlight | Location: 234
È difficile comprendere la posizione e le azioni degli attivisti se si tiene conto del fallimento assoluto del settore pubblico
Note:CFR

Yellow highlight | Location: 239
La filiale americana di CorpWatch afferma che gli interessi commerciali stanno portando avanti una forte campagna per il controllo delle riserve mondiali d’acqua.
Note:COMPLOTTO

Yellow highlight | Location: 246
un approccio totalmente pragmatico
Note:MEGLIO IL PRAGMA

Yellow highlight | Location: 246
Ronald Kasrils, ministro delle Risorse idriche e forestali del Sudafrica
Yellow highlight | Location: 247
marxista di vecchia data
Yellow highlight | Location: 258
ha assunto una posizione difensiva.
Note:BANCA MONDIALE

Yellow highlight | Location: 262
Esistono delle prove che indicano come le aziende si stiano già ritirando dai paesi in via di sviluppo a causa della forte pressione esercitata dalla società.
Note:ARRETRAMENTO DOVUTO AL CLIMA

Yellow highlight | Location: 277
le evidenze non potrebbero essere più eloquenti.
Note:RIFARSI ALLE EVIDENZE

Yellow highlight | Location: 280
Capitolo 2 – Acqua vitae
Note:i danni da mancanzail peggio: le grandi città del 3 mondo22 persone al minutotempo dedicato all approvigionamentoconflitti tra paesi da sempre

Note | Location: 281
2@@@@@@@@

Yellow highlight | Location: 283
Dal 60 al 70 per cento del nostro corpo è composto d’acqua, e in totale abbiamo bisogno di bere dai 3 ai 4 litri al giorno.
Note:ACQUA BENE BASE

Yellow highlight | Location: 288
La situazione più grave si presenta nelle grandi città del terzo mondo. Per esempio, a Bandung (Indonesia) il 62 per cento della popolazione non ha accesso alla rete idrica principale.
Note:GRAVE

Yellow highlight | Location: 289
Maputo
Yellow highlight | Location: 289
Madras
Yellow highlight | Location: 296
Ogni quattro casi di malattia registrati nel Bangladesh, tre sono legati alla contaminazione dell’acqua
Note:CONTAMINAZIO

Yellow highlight | Location: 297
La mancanza di acqua causa 12 milioni di morti l’anno.
Yellow highlight | Location: 297
acqua uccide 22 persone al minuto.
Yellow highlight | Location: 322
Nel mondo, la miseria è dovuta, in parte, a una produzione di alimenti inferiore al necessario.
Note:EFFICIENZA AGRICOLA

Yellow highlight | Location: 334
nei paesi poveri, molte persone dedicano una grande quantità del loro tempo – fino a sei ore al giorno, in alcuni casi – alla ricerca di acqua.
Note:TEMPO

Yellow highlight | Location: 343
Nakuru (la terza città più grande del Kenya) perse molti investimenti
Note:X L ACQ NN FORNITA

Yellow highlight | Location: 348
L’acqua pura e la crescita di Macao (Cina)
Note:tttttt

Yellow highlight | Location: 359
La gran parte degli esperti crede che la carenza d’acqua per l’umanità andrà sempre peggiorando, a meno che non si faccia qualcosa.
Note:SEMPRE PEGGIO

Yellow highlight | Location: 369
la carenza d’acqua, così come accade con altre risorse scarse, è fonte di conflitti fra paesi,
Note:CONFLITTI

Yellow highlight | Location: 382
Alcuni intendono la mancanza dell’accesso all’acqua potabile come una carenza di acqua in quanto risorsa, materia, e sostengono che la quantità di acqua a nostra disposizione non sia sufficiente
Note:IL BENE ACQUA

Yellow highlight | Location: 387
quanta acqua c’è nel mondo,
Yellow highlight | Location: 390
Capitolo 3 – A mancare non è l’acqua, ma le buone politiche
Note:k

Note | Location: 390
3@@@@@@@@@@

Yellow highlight | Location: 391
Ovviamente, le riserve idriche non sono illimitate.
Yellow highlight | Location: 395
ne abbiamo 113.000 km3, o 2.300.000 litri, pro capite.
Note:NUMERI

Yellow highlight | Location: 397
le precipitazioni nette sono pari a 41.000 km3. Ciò equivale a circa 19.000 litri a persona al giorno,
Note:ANNO... NETTO EVAPORAZ

Yellow highlight | Location: 398
Il consumo attuale è di circa 1.300 litri a persona al giorno, vale a dire, solamente il 6,8 per cento della quantità di acqua quotidianamente a nostra disposizione.
Note:6.8

Yellow highlight | Location: 424
le misure intraprese e le politiche hanno molta importanza.
Note:CORRELAZIONE POVERTÀ E ACQUA... NN È QUESTIONE DI FORTUNA

Yellow highlight | Location: 455
Molti paesi non si trovano ad affrontare una crisi d’acqua, ma una crisi di governance.[33]
Note:FORDUM SULL ACQUA

Yellow highlight | Location: 459
Questa è una crisi legata al governo dell’acqua, causata essenzialmente dalle metodologie erronee con le quali la si gestisce.
Note:cccccccc

Yellow highlight | Location: 476
Persino alcuni politici e commentatori con un orientamento progressista hanno ormai assimilato i benefici che si accompagnano all’ingresso nel settore delle imprese private:
Note:INGRESSO DELLE IMPRESE

Yellow highlight | Location: 487
investimenti nella distribuzione dell’acqua,
Note:PRIMO PROB

Yellow highlight | Location: 488
mancanze tipiche della sfera pubblica nei paesi poveri,
Note:SECONDO

Yellow highlight | Location: 490
le leggi e le norme applicate all’acqua,
Note:TERZO PROB

Yellow highlight | Location: 494
Gli investimenti non sono adeguati in termini quantitativi e qualitativi
Note:tttttttt

Yellow highlight | Location: 496
mancanza di investimenti e alla scarsa manutenzione
Note:TERZO MONDO

Yellow highlight | Location: 500
i tubi perdono, e se l’acqua non è contaminata quando entra, si contamina strada facendo.
Note:TUBI BUONI E DEPURATORI

Yellow highlight | Location: 501
Meno del 5 per cento degli investimenti in infrastrutture dei paesi in via di sviluppo è devoluto al settore idrico.
Note:5

Yellow highlight | Location: 510
investire 180 miliardi di dollari all’anno per i prossimi 25 anni,
Note:ACQUA E FOGNA X TUTTI

Yellow highlight | Location: 514
Oggi, gli investimenti sono tra i 70 e gli 80 miliardi di dollari l’anno: meno della metà
Note:OGGI

Yellow highlight | Location: 527
la quantità degli investimenti non è l’unico problema: la loro qualità, infatti, è ugualmente importante, se non di più.
Note:QUALITÀ

Yellow highlight | Location: 535
finanziava progetti monumentali con entusiasmo, e spesso elargiva denaro per costruire grandi dighe. Molte di queste dighe, però, erano dei grandi fiaschi
Note:GRANDI DIGHE GRANDI FIASCHI

Yellow highlight | Location: 541
I cattivi investimenti del settore pubblico in Perù e Sri Lanka
Note:tttttt

Yellow highlight | Location: 543
1993,
Yellow highlight | Location: 543
Perù
Yellow highlight | Location: 543
3,4 miliardi
Yellow highlight | Location: 544
solo il 6,6 per cento dei risultati attesi
Note:6.6

Yellow highlight | Location: 546
Il costo delle terre irrigate fu tra i 10.000 e i 56.000 dollari per ettaro, mentre un ettaro normale di terreno irrigabile nella stessa regione oggi costa 3.000 dollari.
Note:COSTO IRRIGAZIONE

Yellow highlight | Location: 548
Sri Lanka,
Yellow highlight | Location: 548
sviluppo del fiume Mahaweli,
Yellow highlight | Location: 549
6 per cento del PIL.
Note:COSTO DEL PROGETTO

Yellow highlight | Location: 551
le nuove terre coltivabili sono diventate troppo costose, al punto che il governo ha dovuto sovvenzionarle.
Note:INCONVENIENTE

Yellow highlight | Location: 560
a causa del diffuso coinvolgimento del governo, in Pakistan quasi il 10 per cento dei terreni coltivabili si è trasformato in terre salmastre.
Note:PAKISTAN

Yellow highlight | Location: 561
l’acqua salata filtra
Note | Location: 561
ESTRAZIONI A MONTE

Yellow highlight | Location: 562
in Arabia Saudita, nel Bahrain, a Gujarat (India) e a Giava.
Note:sssssss

Yellow highlight | Location: 564
per portare l’acqua alle piantagioni di cotone, le autorità deviarono i due fiumi più grandi dell’Asia centrale, affluenti del lago Aral. Il risultato fu una catastrofe ecologica:
Note:URSS ANNI 50

Yellow highlight | Location: 569
I difetti della burocrazia nel settore idrico
Note:tttttttt

Yellow highlight | Location: 571
il modo in cui agisce la burocrazia che si occupa del settore idrico nei paesi poveri.
Note:IL PROB N. 1

Yellow highlight | Location: 575
La frammentazione della burocrazia in Etiopia
Note:INCISO

Yellow highlight | Location: 576
Fino all’inizio degli anni ’90 alla gestione dell’acqua partecipavano otto istituzioni,
Note:ETIOPIA

Yellow highlight | Location: 582
la gestione del settore idrico è spesso troppo centralizzata
Note:CENTRO

Yellow highlight | Location: 583
aumenta il peso burocratico e allontana dalla realtà
Yellow highlight | Location: 592
Può sembrare contraddittorio affermare che un fenomeno possa essere frammentato e centralizzato allo stesso
Note:TANTI ENTI TUTTI A ROMA

Yellow highlight | Location: 598
in 32 città asiatiche, su un totale di 50, lo spreco di acqua è superiore al 30 per cento, e in America Latina è pari a una percentuale compresa tra il 40 e il 70
Note:QUANTIFICARE GLI SPRECHI

Yellow highlight | Location: 613
un ente pubblico manca degli incentivi per raggiungere la maggiore quantità possibile di utenti.
Note:RAGGIUNGERE TUTTI

Yellow highlight | Location: 619
invece che cercare dei modi per aumentare l’efficienza, tendono a chiedere una quota maggiore di fondi pubblici.
Note:BUROCRAZIA

Yellow highlight | Location: 622
innovazione e rinnovamento.
Note:ALTRA DIFFERENZA

Yellow highlight | Location: 630
quando si tratta di anticipare la domanda e i bisogni.
Note:ALTRA DIFF

Yellow highlight | Location: 636
La politicizzazione della distribuzione dell’acqua e la corruzione che essa porta
Note:CORRUZIONE

Yellow highlight | Location: 647
I politici, soprattutto, vogliono compiacere quegli elettori e quei gruppi d’interesse dai quali dipende la loro rielezione.
Note:LOBBY

Yellow highlight | Location: 655
i politici sbagliano nel decidere in che luogo l’acqua porterà maggiori benefici economici.
Note:IMPRENDITORE

Yellow highlight | Location: 659
André de Moor ha stimato che i sussidi pubblici per le attività di irrigazione nei paesi in via di sviluppo valgono fra i 20 e i 25 miliardi di dollari l’anno.
Note:SUSSIDI

Yellow highlight | Location: 683
Capitolo 4 – I diritti idrici: la soluzione a molti problemi
Note:4@@@@@@@

Yellow highlight | Location: 685
mancanza di diritti di proprietà,
Note:PROBLEMA

Yellow highlight | Location: 687
il diritto a utilizzare l’acqua,
Note:ccccc

Yellow highlight | Location: 690
“La tragedia dei beni comuni” è un concetto teorico, popolare tra i gruppi ambientalisti
Note:TRFAGEDIA

Yellow highlight | Location: 692
Garrett Hardin.
Yellow highlight | Location: 695
il caso di alcuni pastori che utilizzano lo stesso pascolo
Yellow highlight | Location: 698
nessuno si assumeva la responsabilità del pascolo,
Yellow highlight | Location: 700
I parchi sono di solito più sporchi dei giardini privati.
Yellow highlight | Location: 710
la “tragedia dell’acqua comune”.
Yellow highlight | Location: 710
La soluzione al problema è “privatizzare l’acqua”.
Note:SOLUZIONE

Yellow highlight | Location: 714
Il Cile ha introdotto la proprietà privata delle acque con buoni risultati.
Note:ESEMPIO

Yellow highlight | Location: 716
La fornitura d’acqua crebbe più velocemente che in qualsiasi altro paese.
Note:cccccccc

Yellow highlight | Location: 726
i proprietari (agricoltori) furono fortemente motivati a evitare gli sprechi
Note:PRIMO EFFETTO

Yellow highlight | Location: 729
decentramento della gestione della risorsa,
Note:DECENTRAMENTO

Yellow highlight | Location: 738
fa sì che l’acqua arrivi laddove apporta il massimo vantaggio economico,
Note:FA SÌ

Yellow highlight | Location: 752
L’acqua venduta a una città, e non a un altro agricoltore, viene utilizzata dall’industria o da privati. In entrambi i casi, l’agricoltore fa un buon affare.
Note:VENDERE ALLE CITTÀ

Yellow highlight | Location: 762
imposizione, a volte capricciosa, di prezzi e quote.
Note:ALLA MERCÈ DELLA POLITICA

Yellow highlight | Location: 764
In India, ad esempio, molti stati – e il Gujarat non fa eccezione – hanno mercati informali dell’acqua piuttosto sviluppati.
Note:MERCATI INFORMALI

Yellow highlight | Location: 771
per il 70 per cento dei corsi d’acqua studiati, esiste un certo grado di commercializzazione dell’acqua.
Note:PAKISTAN

Yellow highlight | Location: 776
nei primi anni ’90, durante una terribile siccità, gli agricoltori hanno iniziato a negoziare illegalmente i loro diritti sull’acqua.
Note:SUDAFRICA

Yellow highlight | Location: 784
Messico e Brasile per esempio, hanno introdotto in modo soddisfacente delle riforme
Note:MESSICO E BRASILE

Yellow highlight | Location: 799
Capitolo 5 – Mercati e conflitti
Note:5@@@@@@@@@@

Yellow highlight | Location: 801
«Il whisky è per bere, l’acqua è per combattere».
Note:TWAIN

Yellow highlight | Location: 801
Quando un bene è scarso, e non si sa con chiarezza chi ne è proprietario,
Note:DIRITTI

Yellow highlight | Location: 805
Da migliaia di anni nel mondo si lotta per questo bene. Come spiega Peter Gleick,
Note:MIGLIAIA

Yellow highlight | Location: 809
Nella sua Cronologia dei conflitti per l’acqua, Gleick ne sintetizza un centinaio, partendo da alcune leggende sumere
Yellow highlight | Location: 814
nel corso degli ultimi 50 anni, nel mondo ci sono stati 507 casi di conflitti interstatali per l’acqua,
Note:50

Yellow highlight | Location: 820
La Guerra dei Sei Giorni,
Yellow highlight | Location: 830
«Le guerre del XXI secolo saranno guerre per l’acqua».
Note:BANCA MONDIALE

Yellow highlight | Location: 839
Ma i conflitti non sorgono solo fra paesi. Di fatto, sono più frequenti le dispute fra province,
Note:TRA PROVINCE

Yellow highlight | Location: 849
Il perseguimento del profitto costituisce un potente incentivo per cercare di tutelare la risorsa e metterla al servizio dei propri clienti, invece che sprecarla.
Note:COMMERCIO E GUERRA

Yellow highlight | Location: 853
monetizzando un bene, lo si depoliticizza.
Yellow highlight | Location: 854
Hillel Shuval,
Yellow highlight | Location: 856
quando Israele ha accettato di vendere l’acqua ai palestinesi.
Note:COMMERCIO E PACE

Yellow highlight | Location: 857
[Il commercio] garantisce l’utilizzo razionale dell’acqua
Yellow highlight | Location: 873
Gli agricoltori rubano l’acqua perché non hanno altra scelta: la quantità assegnata loro politicamente non soddisfa
Note:INDIA

Yellow highlight | Location: 878
Alcuni studiosi sostengono che siano pochissimi i casi di guerra tra Stati la cui unica causa sia riconducibile a questo fattore.
SI ESAGERA?

giovedì 15 giugno 2017

Diritto all'acqua

L’acqua, la vita, il diritto di Serena Sileoni.  - I beni comuni oltre i luoghi comuni (Policy) (Italian Edition) Eugenio Somaini
***
Prendendo per buone le stime dell’ONU, i polsi tremano. Solo il 3% dell’acqua del pianeta è acqua dolce, i 3/4 della quale è ghiaccio. Meno dell’1% è ciò che resta per l’uso domestico.{159} 748 milioni di persone non hanno accesso garantito all’acqua potabile e 2,5 miliardi non usano servizi sanitari.
Note:SCARSITÀ. I NUMERI
Per renderlo effettivo non bastano le dichiarazioni, né quelle universali con la “d” maiuscola, né quelle di principio, che riempiono ormai gli archivi delle organizzazioni internazionali e degli Stati sovrani. Solo tra il 2000 e il 2009, circa 200 Stati al mondo si sono pronunciati in favore del diritto all’acqua.{162} L’Assemblea generale delle Nazioni Unite lo ha fatto nel luglio del 2010.{163} Non stupirà che la delibera sia stata votata all’unanimità:
Note:IL DIRITTO ALL'ACQUA
dire acqua come diritto non vuol dire scavare pozzi, costruire acquedotti, gestire la fornitura domestica, purificare l’acqua, controllarne la salubrità.
Note:FARE
L’acqua come bene comune: una critica descrittiva
Ma di chi è, l’acqua? Genericamente parlando, negli ordinamenti contemporanei l’acqua non è proprietà privata. In altri termini, non è ammessa l’ipotesi che un soggetto privato ne abbia l’uso integrale e il godimento esclusivo.
Note:MAI PROPRIETÀ PRIVATA
Il fatto che l’acqua non possa essere proprietà di qualcuno non esclude, tuttavia, che possa essere gestita come un bene economicamente rilevante, seppur peculiare. In sostanza, il fatto che
Note:GESTIONE PRIVATA
Anche l’aria “funziona” allo stesso modo. L’aria è di tutti e di nessuno, eppure dall’approvazione del protocollo di Kyoto le emissioni di anidride carbonica possono essere scambiate singolarmente come beni economici.
Note:ARIA
La riconduzione della gestione dell’acqua a una questione (anche) economica ha, come noto, allarmato una vasta rete di intellettuali e movimenti sociali che vi vedono tanto il tradimento del concetto di diritto universale e fondamentale all’acqua… Tale movimento di opinione pubblica, variamente esteso in tutto il mondo, ritiene l’acqua uno dei beni comuni: un elemento naturale ed essenziale alla vita, aperto all’accesso ma scarsoUna gestione decentralizzata e una proprietà democratica che la sottragga alle «burocrazie dominanti», come le chiama Vandana Shiva, sarebbe quindi l’unico modo di rendere l’uso di tale bene efficiente, sostenibile ed equo….
Note:ACQUA BENE COMUNE
I diritti di proprietà non sono praticamente mai assoluti, tanto che gli Stati non riconoscono mai la proprietà privata come un diritto inviolabile. Quale sia dunque il quid pluris della nozione di bene comune che salvaguarderebbe la perpetuità e l’accesso alle risorse della Terra pare, almeno a chi scrive, poco chiaro.
Note:LA PROPRIETÀ PRIVATA NON È MAI CHIUSA
È proprio la gestione, anzi, piuttosto che la titolarità dei diritti di proprietà, a fare la differenza: una gestione che, nel rispetto del diritto di accesso, deve dimostrarsi non escludente, partecipata e sottratta tanto al monopolio capitalistico quanto al monopolio pubblico.
Note:GESTIONE E PROPRIETÀ
Ritenere che, in quanto superiore alle dinamiche economiche, il diritto all’acqua non possa essere garantito da una gestione anche privata della risorsa equivale a ritenere che, per garantire il diritto alla libertà di espressione, non dovrebbero esistere editori e librai.
Note:ANALOGIA CON LA LIBERTÀ D'ESPRESSIONE
Acqua e bene comune: gli effetti giuridici di una categoria giuridicamente inesistente. Il caso italiano
Nell’ordinamento italiano, la proprietà, dice la Costituzione, è pubblica o privata. Essa non è un diritto assoluto, ma un diritto economico, limitato dalla sua funzione sociale.
Note:PROPRIETÀ IN COSTITUZIONE
La legislazione vigente in materia ambientale ribadisce che tutte le acque superficiali e sotterranee, ancorché non estratte dal sottosuolo, appartengono al demanio dello Stato (art. 144, c. 1, d.lgs. n. 152/2006).
Note:ACQUA BENE DEMANIALE
Ciò non impedisce, in linea teorica, che la gestione del servizio idrico possa essere affidata a operatori di mercato, fermo restando il controllo pubblico e i limiti di operatività che garantiscano l’accesso all’acqua.
Note:GESTIONE PRIVATA
La proposta di legge prevedeva l’inserimento nel codice civile della categoria dei beni comuni, accanto a quelli pubblici e privati, definendoli come «le cose che esprimono utilità funzionali all’esercizio dei diritti fondamentali nonché al libero sviluppo della persona».
Note:COMMISSIONE RODOTÀ. PRIMO TENTATIVO DI DEFINIRE IL BENE COMUNE. DIGNITÀ E SVILUPPO DELLA PERSONALITÀ
«i fiumi, i torrenti e le loro sorgenti; i laghi e le altre acque; l’aria; i parchi come definiti dalla legge, le foreste e le zone boschive; le zone montane di alta quota, i ghiacciai e le nevi perenni; i lidi e i tratti di costa dichiarati riserva ambientale; la fauna selvatica e la flora tutelata; i beni archeologici, culturali, ambientali e le altre zone paesaggistiche tutelate».
Note:ELENCO
Perché, in altri termini, debbano rientrare tra i beni comuni i beni artistici e culturali e non l’accesso alle cure?
Note:MISTERI
Il referendum italiano sull’acqua: le parole contano
All’origine del referendum del 2011 sta la confusione tra proprietà dell’acqua e gestione dell’acqua, che non è tipica solo del dibattito italiano, se anche nell’ultima enciclica Laudato si’ si legge che «in alcuni luoghi avanza la tendenza a privatizzare questa risorsa scarsa» [30]. In realtà, non è l’acqua che si tende a privatizzare, ma – al più – la sua gestione.
Note:LA CONFUSIONE... ANCHE DEL PAPA
Gli effetti giuridici del referendum sull’acqua
è la distinzione tra beni comuni e beni pubblici che a fatica si può prendere sul serio. Il caso dell’acqua, in Italia, è proprio il caso emblematico.
Note:UNA DISTINZIONE PROBLEMATICA
se idealmente i beni comuni appartengono alla comunità e lo Stato ne è il gestore fiduciario, nella pratica questo non può che implicare un ritorno alla gestione pubblica, quale detentrice, sempre idealmente, dell’interesse comune, essendo impraticabile una gestione autenticamente collettiva, come insegnano Buchanan e Tullock.
Note:QUAL È L' ALTERNATIVA A PRIVATIZZAZIONE E NAZIONALIZZAZIONE?
«politiche pubbliche locali in grado di interpretare, a tutela dei soggetti più deboli e indifesi, la trasformazione dello Stato sociale»
Note:L'ALTERNATIVA DI LUCARELLI: IL LOCALISMO
ha utilizzato lo slogan dell’acqua come bene comune per ottenere non un risultato à la Ostrom, ma, più radicalmente, la ripubblicizzazione della gestione del servizio idrico.
Note:IL REFERENDUM SULL'ACQUA
la campagna referendaria si è giocata interamente su una duplice, ambigua sovrapposizione di concetti: quella tra comune e pubblico, e quella tra risorsa e gestione della risorsa.
Note:UNA CAMPAGNA TRUFFALDINA
Certo i promotori prospettano «un nuovo modello di pubblico», basato sulla «democrazia partecipativa, il controllo democratico e la partecipazione diretta dei lavoratori, dei cittadini e delle comunità locali», ma al di là delle belle parole e delle belle intenzioni l’effetto del referendum sarebbe stato, ed è stato, l’obbligo di ripubblicizzazione della gestione
Note:DEMOCRAZIA PARTECIPATIVA
Il valore dell’acqua come bene comune è servito, di fatto e di diritto, non a spingere per una gestione comune, dacché non esiste, ma a evitare le procedure a evidenza pubblica per la gestione dell’acqua e, nelle intenzioni dei promotori, a consentire il ritorno a una gestione pubblica del servizio idrico (e non solo di quello, ma questo è, lo si è appena detto, un altro inganno del referendum estraneo a questo discorso).
Note:DI FATTO RINAZIONALIZZAZIONE
La nuova organizzazione e configurazione della società pubblica di gestione del servizio idrico di Napoli, voluta all’indomani del referendum dall’allora assessore ai beni comuni (sic) Lucarelli, ne è il prototipo esemplare: la precedente Spa pubblica è stata trasformata in un’azienda pubblica, il cui elemento “partecipativo” si riduce a due componenti scelti tra le associazioni ambientaliste. In compenso l’azienda dovrebbe preoccuparsi di modulare le tariffe su criteri di reddito e di usare gli utili solo per migliorare le infrastrutture, ma dal 2007 al 2014 le tariffe sono cresciute del 20% e la dispersione è aumentata del 11%.
Note:DUE AMBIENTALISTI NEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE… E LE TARIFFE AUMENTANO
Acqua e bene comune: gli effetti economici di una questione culturale
Un sondaggio Demos svolto nel luglio 2011, subito dopo il referendum, mostrava che nel linguaggio degli italiani la parola individualismo fosse tra quelle impopolari, mentre bene comune fosse una espressione di successo.{169}
Note:LA PORTATA CULTURALE DEL REFERENDUM
impossibilità fattuale di una gestione autenticamente collettiva di questi beni
Note:IMPOSSIBILITÀ
se privatizzata, la (gestione dell’) acqua renderà i poveri sempre più poveri e assetati.
Note:LA PREOCCUPAZIONE DEI BENICOMUNISTI
l’abrogazione della remunerazione del capitale investito dal gestore fino a un massimo del 7%, cercando in tal modo di azzerare il profitto del gestore.
Note:UNA RICHIESTA DEI BENICOMUNISTI
Lasciando da parte la sciocchezza ideologica del profitto come qualcosa di ripugnante, l’abrogazione non rischia tanto di sacrificare questo, quanto, molto più gravemente per la qualità del servizio idrico, la capacità di investimento dei gestori o, più verosimilmente, la capacità tributaria dei cittadini. Dovendo le spese per investimento essere fatte per mantenere un certo standard di servizio, è evidente che il costo, se non può finire in bolletta, finisce nella fiscalità generale. Una visione certo inconsueta di bene comune.
Note:RISCHIO SOTTESO
ci sono milioni di persone che quel diritto non ce l’hanno. A questo punto, passando alla considerazione statistica, bisogna provare a chiedersi perché. Non ce l’hanno perché i loro sistemi giuridici non riconoscono l’acqua come bene comune?
Note:IL DIRITTO ALL'ACQUA
La gestione di un servizio idrico costa. E molto. Costruire acquedotti, mantenerli dal punto di vista igienico-sanitario e dell’efficienza, garantire la somministrazione dell’acqua h24, monitorarne la qualità e la quantità, individuare nuovi modi per rendere efficiente il servizio e consentire un approvvigionamento dell’acqua di giorno in giorno migliore (si pensi solo alla ricerca sulla desalinizzazione dell’acqua marina) sono operazioni straordinariamente ingenti, e non basta dire “diritto” o “bene comune” perché si trovino i mezzi per affrontarle.
Note:L'ACQUA NON COSTA NULLA MA IL SERVIZIO SÌ...
Dovremmo escludere, per principio, l’opzione di fare debiti pubblici che ricadono sulle generazioni future, dal momento che le teorie dei beni comuni sono teorie basate proprio sulla responsabilità intergenerazionale,
Note:COME REPERIRE LE RISORSE?
Le stesse Nazioni Unite mettono in guarda dalle tariffe basse. Se esse – si legge nel rapporto Water for a Sustainable World del 2015 – sono motivate dalla incapacità delle persone povere di pagare, «possono avere l’effetto di limitare la portata dei servizi e di escludere le categorie a basso reddito dai servizi idrici. Questa contraddizione è in parte dovuta al sotto-costo che impedisce l’estensione della rete e quindi mantiene le iniquità storiche
Note:L'ONU METTE IN GUARDIA DALLE TARIFFE BASSE. HO DETTO TUTTO
Il numero di persone che non hanno servizi sanitari né acqua potabile è impressionante. L’ho detto all’inizio. Quello che non ho ancora detto è che è un numero in riduzione. Negli ultimi due decenni, 2,3 miliardi di persone hanno avuto accesso all’acqua potabile, di cui 1,6 all’acqua corrente. Nello stesso periodo, 1,9 miliardi di persone hanno avuto accesso ai servizi igienici.
Note:I SENZA ACQUA SONO IN FORTE CALO NEL MONDO
Nel dibattito contemporaneo i beni comuni sono strettamente intrecciati alla nostalgia di un ideale mondo premoderno, dove la popolazione aveva accesso comune alle foreste, ai pascoli e alle altre risorse, e il livello di soddisfacimento era talmente basso da non creare un problema di scarsità, al punto da rendere la teoria dei beni comuni «una contro-narrazione della narrazione della modernità».{171}
Note:BENI COMUNI E MONDO PREMODERNO
Vandana Shiva rappresenta bene il collegamento esistente tra benicomunismo, ecologismo e decrescita felice, laddove sostiene che «i presupposti del mercato non vedono i limiti ecologici imposti dal ciclo dell’acqua […]»
Note:DECRESCITA FELICE
L’educazione è importante, certo, ma se la crisi idrica è così drammatica, c’è solo un modo per affrontarla: sfruttare meglio e con miglior efficienza quello che si ha. E quindi progredire e innovare. Il miglioramento degli ultimi decenni sull’accesso all’acqua, sul potenziamento delle reti fognarie e degli acquedotti, la ricerca per il controllo e l’uso efficiente delle risorse idriche, di cui si è detto, sono lì a provarlo.
Note:EFFICIENZA E INNOVAZIONE UNCHE ARMI. GUARDARE INDIETRO NN SERVE
Dal bene comune ai beni comuni: per andare dove?
Nell’opinione pubblica i beni comuni rappresentano un repertorio di immagini e significati di forte impatto emotivo. Nel caso italiano del referendum sull’acqua, tale riscontro emozionale e valoriale ha dissimulato l’unico reale effetto della battaglia per l’acqua bene comune: il tentativo di ripubblicizzazione della gestione dei servizi pubblici locali
BENI COMUNI NELL' IMMAGINARIO

venerdì 10 giugno 2011

Capire il “tubo”

Arrivano i referendum! Di solito preferisco non impelagarmi in argomenti di attualità ma, richiesto di un’ opinione sulla “questione dell’ acqua” in altra sede, non mi costa niente riportarla anche qui.
In realtà non si tratta nemmeno di un’ opinione, giusto quattro pensierini in croce che servono da premessa per iniziare un discorso sensato.
Nel frattempo davanti a noi si staglia l’ attivissimo popolo dei pervertitori linguistici che con trucchetti da due lire appena possono trasformano con la bacchetta magica lo “statale” in “pubblico”. Questo è il momento in cui producono il massimo sforzo.
Ebbene, lasciamoli perdere e veniamo al sodo:
1. Se al mondo c’ è qualcosa che non manca è l’ acqua.
Non è che siamo fortunati, è che altrimenti la natura avrebbe scelto per noi un altro pianeta, risolvendo l’ affare in partenza.  Quel che manca sono i “tubi”, in ballo non c’ è un problema di “diritti” ma di “creazione della ricchezza”. Fatto l’ “uomo” (con l’ aiuto della natura e del buon dio), bisogna fare l’ “uomo ricco” (con l’ aiuto della saggezza).
Gregory Thielker  DIPINGERE CON LA PIOGGIA
2. Il privato è sempre più efficiente dello stato.
Se le scienze umane sono mai riuscite a spiegare qualcosa, è proprio questo. E la teoria sembra quadrare: in caso contrario la Germania est avrebbe assorbito la Germania ovest, La Corea del Nord avrebbe fagocitato quella del sud e Cuba manderebbe aiuti umanitari in California e Giappone.
3. la privatizzazione della gestione idrica e il problema della povertà sono cose distinte.
Un prezzo troppo basso crea persino più danni sociali di un prezzo troppo alto (lettura obbligatoria: l’ assalto ai forni  descritto da Manzoni nei Promessi Sposi). Il fatto è che se voglio fare l’ elemosina a un bisognoso, molto meglio dieci euro e un mondo pieno di scaffali da cui servirsi piuttosto che un bicchiere d’ acqua su cui faccio la cresta.
4. Ci sono mille tipi (contratti) di privatizzazione ma una sola statalizzazione.
L’ apertura ai privati ci proietta in un mondo dove possiamo sempre imparare dai nostri errori. Sbagliare non è mai bello, la strada del “trial and error” è faticosa ma anche l’ unica che ci spinge in avanti.
piove
Pongo queste premesse con l’ aiuto del buon senso e del prezioso libretto di Frederik Segerfeldt (Water for Sale) in cui sono analizzati nel dettaglio venti casi di privatizzazione nel mondo.
Ottima occasione, questa dei referendum, per rispolverarlo.
Sembra comunque che che per il “no” sull’ acqua il referendum sia perduto. Il termine “privatizzazione” da noi fa paura, specie se al governo c’ è la destra. Uno spin-doctor onesto potrebbe proporre “responsabilizzazione”.
A proposito di esiti: per chi fa sul serio credendo di poter incidere, niente voto. Cavolo, se il voto fosse anche un dovere, il suo valore-netto come diritto scenderebbe ulteriormente fino a rasentare pericolosamente lo zero.
E il nucleare? Le discussioni in tema sono ancora fumanti.
E il terzo quesito? Francamente non so neanche cosa sia e non ho tempo d’ informarmi. Purtroppo la democrazia funziona così, baby.
p.s. La Lega sembra per il “no” sull’ acqua. Non stento a crederlo, ha occupato in grande stile i consigli delle municipalizzate con i candidati perdenti alle elezioni. Sono minimo tre mila e rotti euro al mese, mica paglia, da noi questa sistemazione “romaladronesca” è nota come “il paradiso dei trombati”. Il pdl dà invece libertà di voto, un’ altra delusione e un’ altra occasione per augurarsi sia investito dall’ ennesima tramvata.
p.s. i cattolici si dividono, certo non pensavo una schiera tanto nutrita per i “no” sull’ acqua. Ci sono i conservatori ma anche parecchi progressisti (anche qui). Che strano, uno di notte si sogna la Bindi…

lunedì 20 dicembre 2010

Landsburg e Pratesi

Ricordate l' uscita di Fulco Pratesi?: sono ecologista e quindi mi lavo una volta ogni sette giorni.

Nel ragionamento "verde" c' è qualcosa che non va; il miglior modo di farlo capire senza dirlo esplicitamente l' ha escogitato il solito Landsbourg (cito da "fair play")

"My daughter Cayley's teachers have pronounced from on high that because water is valuable to others, we should be exceptionally frugal with it… Yet teachers rarely argue that “because building supplies are valuable to others, we ought to build fewer schools”; even more rarely do they argue that “because skilled workers are valuable in industry, we ought to have fewer teachers.”

mercoledì 2 aprile 2008

Un blog per chi ha sete

Tutto dedicato all' acqua.

Soluzioni coasiane per la produzione e somministrazione di un bene essenziale.

martedì 19 febbraio 2008

Nestle spinge per un mercato dell' acqua

Troppi sprechi bisogna fare qualcosa.

"...A market for water needs to be established to drive conservation and avoid serious effects from over-use in agriculture, industry and energy production, according to Swiss food giant Nestle SA..."

martedì 11 dicembre 2007