Visualizzazione post con etichetta dizionario cattolico. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta dizionario cattolico. Mostra tutti i post

martedì 3 novembre 2015

Una traduzione possibile del "giussanese". Glossario

Una traduzione possibile del "giussanese". Glossario
  • senso religioso = prima facie. semplicità del credere. onere della prova
  • urgenza = esigenza di significato. il motore del senso religioso
  • incontro = personalismo. centralità della testimonianza. conoscenza profonda
  • esperienza = pensiero critico tramite analogia (es. amore tra fidanzati/amore divino o dio/supereroe... ma devo fare esperienza del fidanzamento o dei supereroi) 
  • comunione = rinvia all'incontro
  • compagnia = rinvia all'incontro
  • liberazione = felicità
  • pedagogia dello sguardo = il bambino chiamato innanzitutto ad un incontro
  • verifica = rinvia all'esperienza
  • corrispondenza = rinvia alla verifica
  • verità = realismo
  • cuore = buon senso
  • moralismo = che si fonda sulla dicotomia fatto/valore
  • carisma = essere convincenti.
  • vaticano II = l'irrompere del soggetto
continua

giovedì 3 luglio 2014

Lessico cristiano

Così come esistono i meta-credenti - ovvero coloro che affollano le Chiese senza credere sul serio - può darsi che esistano anche i meta-atei.

E chissà che anche qualche meta-ateo non si salvi.

D'altronde è detto che esistono "vie speciali" attraverso cui salvarsi stando fuori dalla Chiesa. 

L'argomento è delicato ma anche molto indeterminato, si spende in merito solo qualche vaga parola. Forse quando andrà chiarendosi avremo uno spiraglio anche per il meta-ateo.

Immagino che il meta-ateo debba per lo meno aderire ad alcune verità che costituiscono il suo Catechismo minimale.

Non voglio con questo dire che il catechismo del meta-ateo debba essere diverso da quello ortodosso ma solo che darà risalto ad alcuni aspetti che sarebbe inutile enfatizzare se a leggere fosse un credente tutto d'un pezzo. Cambia solo il gergo senza che i concetti vengano intaccati.

Riconoscersi cristiani non è facile, è un lavoraccio che porta via un sacco di tempo: tra il lavoro, la famiglia, gli hobby, lo spazio che concediamo a questa scoperta è talmente limitato che uno rischia di essere potenzialmente un discreto credente senza accorgerse.

Qui cerco di facilitare l'agnizione liberando alcune verità della fede dal gergo teologico in cui sono intrappolate. La mia speranza è di non storpiarle e la mia convinzione è che si possano ricondurre al senso comune e quindi all'adesione di una platea più vasta rispetto a quella dei credenti.

Questa premessa farà suonare molti allarmi visto che di solito un discorso con questi accenti anticipa le eresie più provocatorie. Mi auguro vivamente che in questo caso non sia così, d'altronde non mi sento di buttare insieme alle eresie una premessa in sè valida.

Di seguito ho steso una quarantina di punti ciascuno dei quali meritevole di ben altro sviluppo, in effetti ho preferito privilegiare la quantità alla qualità. Alcuni non sono nemmeno in linea con l'ortodossia vigente, altri in palese contrasto (vedi quello sul Diavolo). Pazienza, si tratta solo di suggestioni, l' importante è che sia chiara l'intenzione di fondo, dopodichè le  correzioni di rotta sono sempre possibili.


  1. Dio. Il discorso è troppo lungo, comunque un pezzo è qua. 
  2. Le immagini della scrittura. Il non credente trova decisamente assurdi molti passaggi scritturali. A costui bisogna ricordare di contestualizzare storicamente gli eventi ma soprattutto bisogna ricordare che noi vediamo le verità ultime come attraverso uno specchio; molte descrizioni sono quindi solo un' immagine della verità. E' nostro compito interpretare queste immagini per avere un' idea la più fedele possibile dei concetti legati alla fede cristiana. Molto di cio' che risulta ostico al non credente si dissolve poi una volta che si approfondisce la metafora sottostante.
  3. Giudizio universale - La responsabilità individuale sta alla base dell' individualismo moderno, non dovrebbe essere difficile accettare un concetto come quello di Giudizio Universale.
  4. Provvidenza - In molti casi quell' ordine spontaneo con cui l' uomo moderno affronta la complessità emerge naturalmente senza un responsabile; superfluo far notare quanto echeggi il concetto di Provvidenza.
  5. Peccato originale - Viviamo in un mondo con risorse limitate, è l' assunto della modernità. Se il credente rigetta il senso di colpa che accetti almeno i suoi limiti, un riconoscimento in tal senso è più che sufficiente per penetrare il concetto teologico di peccato originale.
  6. Albero della conoscenza... - Nella vulgata liberale l' abuso della conoscenza è l' errore più grave anche nel mondo moderno
  7. Condanna della richezza. 
  8. Poveri di spirito: la fiducia, merce rara di cui la modernità è assetata, si costruisce anche con l' apporto di una certa povertà di spirito.
  9. Poveri di spirito - L' umile del Vangelo - Gesù in primis - non spreca energie per difendere il suo status e la sua immagine, se prendessimo esempio da lui, quanta invidia eviteremo, quante risorse risparmieremo.
  10. Fine del mondo. Ascoltando il Santone che proclama l' imminente fine del mondo con accenni millenaristi scatta l' ilarità. Eppure le riflessioni più pacate e razionali sul futuro del nostro pianeta confermano - sempre in termini probabilistici - una fine vicina.
  11. Paradiso/Inferno - Una vivida immagine della nostra responsabilità, ovvero di un' architrave delle società contemporanee.
  12. Inferno: c' è chi si è turbato per una pena tanto dura. Esimi giuristi hanno addirittura affermato che non è costituzionale. La mia impressione è che la profonda comprensione del diritto non sia accompagnata da una altrettanto valida comprensione della teologia. L' Inferno è un luogo fuori dal tempo nonostante le immagini che ce ne diamo. Se dovessimo davvero trasporlo nel tempo allora dovremmo immaginare i dannati come eterni recidivi. Ecco, una volta tradotto in termini rigorosi l' Inferno, una volta immaginati i dannati per quel che sono, l' immagine dell' Inferno non solleva più obiezioni gravose. 
  13. Povertà evangelica. L' esaltazione della povertà e la condanna della ricchezza che ricorre nei Vangeli crea imbarazzo nella mentalità contemporanea. In realtà crea imbarazzo anche in me e non so come uscirne. Forse il "ricco" dei Vangeli è semplicemente il disonesto, oppure il superbo. Arduo problema.
  14. Riti e sacramenti. Forse la liturgia religioso non incontra le simpatie della mentalità moderna che vede in essa, al limite, un affascinante arredamento. Eppure non si sottovaluti troppo la funzione che il rito ha giocato nella storia. Mi limiterei a considerare otto punti, chi li ritiene importanti sarà portato a rivalutare i sacramenti.
  15. Anima - La modernità non puo' prescindere da identità e continuità della persona e delle sue responsabilità.
  16. Anima in attesa di Giudizio. Sembra davvero assurdo che le anime possano vivere distaccate dai corpi, ed invero alcuni teologi lo negano. Eppure a guardar bene la cosa non è così impossibile. Innanzitutto non è impossibile da immaginare: pensate di svegliarvi e farvi delle domande al buio, l' ipotesi che non abbiate un corpo vi apparirà credibile. Ma c' è di più: attraverso gli esperimenti mentali del teletrasporto e del brain split è possibile constatare che il legame tra corpo ed identità è molto più tenue e problematico di quel che si pensa comunemente.
  17. Trinità - Dio è amore: 1) l' amore più nobile è quello tra pari e 2) la fiducia è contagiosa (si autoalimenta). Per il punto uno: Dio genera il Figlio per poter amare un suo pari. Per il punto duo: per la prosperità delle comunità la fiducia è un bene essenziale, lo spirito è la forza che lo diffonde.
  18. Trinità - Molte persone ritengono il concetto della Trinità cristiana un' assurdità, eppure tutti noi sperimentiamo di continuo la presenza di più persone in un unico soggetto. Esempio: io non voglio mangiare dolci, eppure, se ora mi trovassi di fronte ad un dolce non potrei fare a meno di divorarlo. È prorpio come se in me convivessero più persone. Il fenomeno è noto agli economisti come "incoerenza temporale". Inoltre, a ben vedere, potrei immaginare che in me c' è una terza persona che agisce strategicamente affinchè io non possa trovarmi di fronte ad un dolce. Un pò come Ulisse che si fece legare all' albero per non seguire il canto delle Sirene. Ebbene, qui forse non esiste alcuna analogia nel merito rispetto alla Trinità cristiana, tuttavia balza all' occhio come anche per l' uomo moderno la convivenza di più persone nello stesso soggetto sia tutt'altro che assurda
  19. Spirito - Il determinismo materialista non si coniuga bene con la responsabilità personale, concetto chiave della modernità. Come se non bastasse persino la scienza - ammesso e non concesso che spieghi tutto - smentisce i resoconti meccanicistici in cui le realtà materiali sono sufficienti a spiegare tutto.
  20. A immagine di Dio - L' uomo è un' intelligenza, di portata inferiore a quella divina ma pur sempre un intelligenza. In questo senso ci distinguiamo dagli altri animali. Una distinzione confermata dalla scienza, in particolare dalla linguistica.
  21. Il dominio sul creato - La concezione proprietaria è tipica delle civiltà più avanzate. Quando denunciamo un abuso di solito lo facciamo perché le vittime sono altre persone, altri esseri umani. Perché, per esempio, si condanna il riscaldamento globale? Perché questi processi rischiano di danneggiare le generazioni future, è più raro che lo si faccia per salvaguardare i ghiacci del Polo presi come risorsa naturale a se stante. Certo, qualcuno lo fa ma difficilmente la sua denuncia ci tocca. L' uomo, quindi, resta al centro di tutte le nostre preoccupazioni etiche, il creato è solo uno strumento a sua disposizione per consentirgli di prosperare.
  22. Perdono e giustizia. Molti osservatori delle cose della religione cristiana trovano difficoltoso conciliare perdono e giustizia. Secondo me questo imbarazzo si ridimensiona se andiamo a vedere cosa richiede il perdono cristiano: innanzitutto il pentimento, poi le scuse ed infine il risarcimento, almeno fin dove si può. A ciò si aggiunga anche un senso di debito perenne verso l' offeso. Mi sembra che in questa ottica l' atto del perdono assuma dimensioni molto più umane e prossime al senso comune.
  23. Perdono - Una certa tolleranza informa le società più dinamiche; l' azione è tutelata e si perdona molto a chi opera, spesso a scapito della passività.
  24. Gesù e la legge ebraica - Legalità e legittimità sono distinzioni tipiche della modernità
  25. Santi - La funzione trainante delle élites conta molto anche nelle società moderne.
  26. Vocazione - Valorizzare il proprio talento è un imperativo della modernità.
  27. I pani e i pesci - Moltiplicare i beni per distribuirli è l' obbiettivo di molte società moderne.
  28. Preghiera, obbedienza e clausura - Sono forme di passività molto apprezzate nelle società complesse dove domina incontrastato lo "specialista" (divisione del lavoro).
  29. Confessione ed esame di coscienza. L' introspezione è l' atto da cui parte ogni forma di conoscenza anche del mondo moderno.
  30. Pace - Il pacifismo cristiano a volte puzza d' ingenuità ma forse merita una riconsiderazione. La guerra è un mostro che raramente l' uomo è stato in grado di controllare, e se la dottrina della "guerra giusta" è in teoria la più corretta, la professione di un sano pacifismo alla fine dei conti risulta più pragmatico.
  31. Sacra famiglia - La famiglia monogamica "tradizionale" nasce con la proprietà privata, favorisce da sempre l' accumulo di capitale ed è quindi funzionale ad ogni società moderna capitalistica.
  32. Sacro – Premesso che la religione cristiana ha ridotto al minimo il ruolo del “sacro” nel vivere sociale, a volte scordiamo che anche la modernità ammette l’ esistenza di un nucleo oggettivo di realtà  “non negoziabile”. L’ equivoco alligna in chi mescola modernità e post-modernità, quest’ ultima propone una narrazione alquanto seduttiva ma, alla resa dei conti, presa sul serio solo da pochi intellettuali barricati nelle loro università.
  33. Legge naturale - Spesso dileggiata non è affatto un concetto strambo, specie per una mentalità liberale. Occorre però un minimo di approfondimento.
  34. Il dono della vita. Per un credente la vita è dono e per questa elargizione è tenuto a ringraziare il Creatore. Un atteggiamento spesso estraneo all' ateo, specie se misantropo. Eppure l' assioma delle preferenze rivelate (su cui si basa la scienza economica, forse la più "atea" tra tutte le scienze) prevede che se consegno cento euro a Tizio miglioro - o al limite mantengo stabile - il suo benessere. Se la cosa vale quando conferisco cento euro a maggior ragione vale quando conferisco "la vita". Se l'ateo misantropo è insensibile alle bellezze della vita che mediti per lo meno sugli assunti fondamentali delle scienze economiche che dominano la civiltà contemporanea.
  35. Laicità - In paradiso non ci sono solo i santi, eppure è un dovere tendere alla santità. Il confine tra diritto al paradiso e santità è un concetto che prefigura quello della laicità: c' è un minimo a cui siamo tenuti e un massimo a cui tendere. Deontologia e Virtù, in questo spazio si gioca la laicità della società cristiana.
  36. Extra ecclesia nulla salus. Il precetto extra ecclesia nulla salus non può essere digerito dall'ateo e mette in crisi anche molti cristiani. In effetti, se lo si approfondisce, si coglie una certa indeterminatezza, quasi che i lavori su questo punto siano ancora in corso: Dio salverebbe anche chi si colloca fuori dalla sua Chiesa attraverso "vie speciali". delle quali sappiamo poco o niente. Lasciamo perdere i bambini morti e le grandi personalità del passato e chiediamoci se esiste una speranza anche per le persone di buona volontà che non militano. Forse, chissà,  l'accettazione delle verità di senso comune espresse in questo dizionario, una volta completato e corretto, è un primo passo verso l'accesso alle cosiddette "vie speciali".
  37. Essenze. Credere a verità soprannaturali implica una fede nelle essenze. L' uomo moderno accoglie con disturbo la parola stessa. Ma per riconciliarlo basta tornare all' eterna questione degli universali. Esistono gli universali? Esempio: sappiamo che esistono i gatti bianchi, che esistono i cavalli bianchi… ma esiste la “bianchezza”? Ha senso parlarne come di qualcosa in sé? I nominalisti negano tale esistenza, i realisti immanenti la ammettono ma non “in sè” (essenza) bensì sempre legata indissolubilmente ai “particolari”. I platonisti invece sostengono che gli universali esistono e sono autonomi. La posizione nominalista mi sembra assurda mentre quella “immanentista” è più vicina al senso comune. Il platonismo è una posizione spesso non necessaria, specie quando si ragiona su concetti che non siano quelli di Dio o della persona umana (vedi anima). Perché spingersi dunque a tanto? Il realismo degli universali, però, è accettabile, innanzitutto perché un certo platonismo (temperato) facilita la grammatica delle dimostrazioni. Faccio un esempio: 1) il giallo è un colore, 2) l’ affermazione precedente è vera, quindi 3) il giallo esiste. Semplice no? Ma è facile dimostrare anche la falsità del nominalismo (l’ idea per cui “giallo” è solo una comoda parola di cui ci serviamo per indicare certi fenomeni): 1) il giallo è un colore e i limoni lo posseggono 2) non esistono parole che sono colori e che sono possedute dai limoni, quindi 3) giallo non è solo una parola. Facile no? Perché allora cercarsi rogne? Direi che oggi il nominalista rinuncia a queste comodità servite sul vassoio d’ argento solo perché ha dei secondi fini, per esempio è un empirista radicale e certe forme di platonismo gli romperebbero le uova nel paniere. La filosofia moderna, anche quella di genealogia empirista, per esempio con Putnam e Kripke, recupera un certo essenzialismo che sembrava morto e sepolto.
  38. Alcuni valori cristiani sembrano del tutto incomprensibili a chi non vive dal di dentro la religione, eppure non è escluso che "la parte migliore della popolazione" li comprenda e li pratichi, magari inconsciamente. Prendiamo il valore della verginità: "...  In high school each extra IQ point above average increases chances of male virginity by about 3%. 35% of MIT grad students have never had sex, compared to only 13% of the average high school population. Compared with virgins, men with more sexual experience are likely to drink more alcohol, attend church less, and have a criminal history. A Dr. Beaver (nominative determinism again!) was able to predict number of sexual partners pretty well using a scale with such delightful items as “have you been in a gang”, “have you used a weapon in a fight”, et cetera. An analysis of the psychometric Big Five consistently find that high levels of disagreeableness predict high sexual success in both men and women..."
  39. Demonio e Angeli. A molti l' idea del Demonio e degli Angeli appare infantile. Devo dire che anch'io, nonostante le chiare affermazioni della Scrittura, non trovo il bisogno di credere all'esistenza di un diavolo personale, e nemmeno di angeli con una loro presenza reale, vedo invece queste figure come metafore. Naturalmente ciò non toglie che esista il Male ma è qualcosa che non esiste a prescindere da noi. Il Male sulla terra non deriva cioè dal pernicioso residuo della battaglia ingaggiata tra Dio e il Diavolo e vinta dal primo solo in parte, il Male è una precisa scelta divina allorchè viene elargita all'uomo la sua libertà, può essere immaginato quindi come una realtà metafisica ma immanente, come il colore "giallo", per fare un esempio, non mi sembra necessario immaginarlo platonicamente come una realtà a se stante. Quanto ho affermato mi sembra divergere dall'insegnamento ortodosso, che ammette perfino l' esorcismo,e quindi, ammetto, merita una meditazione ulteriore.
  40. Verità rivelate. Tu dici "rivelazione" e subito si pensa all'irrazionalità, al lato superstizioso della fede. Ma perchè? Anche il discorso del razionalista abbonda di rivelazioni. Lui magari gli chiama assiomi o postulati o premesse. Sta di fatto che sono verità indimostrate - sia fattuali che logiche - utilizzate ad ogni piè sospinto. Magari il razionalista sosterrà che la fonte di tali rivelazione è la dea ragione piuttosto che un qualche altro Dio, ma ciò qui non fa molta differenza visto che il mio intento è solo quelle di indicare come il concetto di rivelazione non sia affatto sparito nel pensiero moderno, si presenta solo in altre forme e neanche tanto velate. E d'altronde, come diavolo avrebbe potuto essere altrimenti?
  41. Preghiera. La preghiera intercessoria sembrerebbe un nonsense ma frse non è così. Se la nostra libertà toglie a Dio parte della sua onniscienza, ha senso allora mostrargli l'intensità dei nostri desideri. Forse lui non li conosce esattamente e constatandone la portata può intervenire per mutare le cose secondo le leggi della teodicea.
  42. Purgatorio. Il Purgatorio fa venire in mente tutti gli aspetti più bizantini della fede cristiana, lo avrà pensato anche chi tra gli uomini diChiesa non molto tempo fa voleva abolirlo. Eppure a me il Purgatorio sta simpatico, lo trovo consonante con la radicale libertà conferita all'uomo, una libertà che mette in crisi anche l'onniscienza divina e che costringe Dio a farci vivere per poterci giudicare. Ebbene, anche dopo morti Dio potrebbe non essere in grado di capire il bene e il male che ha compiuto una persona sulla terra. A questo punto diventano decisive le esternazioni intercessorie, ovvero le manifestazioni d'affetto, di quei testimoni ancora in vita. E per soppesarle con la dovuta calma un"parcheggio" quale il Purgatorio è l'ideale.
  43. continua...




...