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lunedì 8 febbraio 2010

Mea culpa

Bambini malnutriti che giocano felici nella spazzatura, buontemponi handicappati che ridacchiano tutto il tempo nella saletta dell' istituto. Ma cosa avranno da ridere?

E' il mistero della felicità.

[Le iperboli sono belle ma un' avvertenza è dovuta: non crediate che quei bambini siano mediamente felici quanto i loro coetanei benestanti e in buona salute, o che i paraplegici lo siano quanto i normodotati. Insomma, non crediate ingenuamente che i beni materiali siano davvero estranei alla felicità.]

Di sicuro comunque quei bambini una cosa ce la dicono: lo spirito sposta le montagne.

Già, ma alla fine della fiera cosa ci consola? Cosa ci fa reagire? Cosa ci aiuta nella disgrazia?

1. Sapere prima che arriverà: meglio una disgrazia sicura al 100% che al 95%.

2. Frequentare i disgraziati.

3. Incolpare se stessi piuttosto che la sfortuna o (non sia mai) gli altri.

Delusi dalla scheletrica risposta?

In effetti sul tema ci si poteva scrivere un trattato, oppure tre righi. Ho optato per la seconda soluzione, l' unica alla mia portata.

Per chi invece avesse l' ardire di cimentarsi nel trattato, la prefazione ideale è già bella e pronta.