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mercoledì 1 gennaio 2020

https://radicalxchange.org/blog/posts/2019-12-30-gqx4th/

Immagina la sociatà perfetta e cerca di correggere quella attuale in quella direzione. Questo atteggiamento differisce profondamente da quello consueto che diffida della "perfezione" e dell'"ambizione"

Un nome storico per questa filosofia è il radicalismo liberale.

Il radicalismo liberale tentò, ove possibile, di combinare la flessibilità e il dinamismo del capitalismo con lo spirito pubblico della democrazia e la propensione al bene comune. Il liberalismo classico è stato istanziato dal capitalismo ma nessuna idea istituzionale formale altrettanto eguale ha mai avuto un'istanza del radicalismo liberale.

Questo manifesto inizia spiegando perché i rendimenti crescenti sono così importanti e spiega come le altre dottrine politiche non lo sfruttino

Attraverso forme organizzative come città ed economie complesse, aumentiamo ciò che è disponibile per tutti noi da consumare, che si tratti di cibo, acqua o altri beni. Non potremmo vivere in villaggi isolati ed essere altrettanto benestanti. Tuttavia, la struttura dei rendimenti crescenti genera monopoli naturali.

L'ideologia politico-economica predefinita delle élite di oggi è il capitalismo o quello che a volte viene chiamato neoliberismo. Mentre molti degli argomenti fondamentali sono ben espressi da pensatori come Milton Friedman (ad esempio, nel suo classico "Capitalismo e libertà"),

M i concetti chiave del capitalismo no affrontano in modo produttivo il problema dei rendimenti crescenti. Il tipo di capitalismo di mercato basato sulla proprietà privata e sulla concorrenza non funziona bene in contesti con rendimenti crescenti.

Nel corso del ventesimo secolo, molti stati nazionali hanno sperimentato la socializzazione dell'economia. Il problema con lo "statalismo" il valore dello stato o più in generale di una politica storicamente arbitraria. Preoccupano quelle politiche che mirano a trasferire un significativo potere discrezionale agli stati nazionali attualmente esistenti.

Se vogliamo rifiutare il capitalismo e lo statalismo, cosa rimane? Il movimento RadicalxChange ha prodotto diverse idee politiche che si allontanano da queste insidie ​​e illustrano un diverso approccio sfruttando rendimenti crescenti per il bene dell'umanità. Molte delle idee politiche sono piuttosto specifiche.

Tutto può essere derivato, tuttavia, dalla stessa filosofia sottostante: il potere e i beni pubblici creati da fenomeni di rendimenti crescenti richiedono meccanismi di governance che allineino le politiche. Esempi chiave includono:

giovedì 11 ottobre 2018

Lavoratori di tutto il mondo: unitevi!

Lavoratori di tutto il mondo: unitevi!

Mentre l’ “immigrazione” delle merci ci ha conquistato al punto che siamo piacevolmente circondati da articoli dalla provenienza più disparata, l’immigrazione massiccia di persone da altri paesi ci lascia invece pensierosi e con un giudizio combattuto.
Gli economisti, loro, la fanno facile: poiché la ricchezza globale aumenta quando tutti i fattori produttivi – beni, servizi, capitale, lavoro – sono autorizzati a spostarsi, occorre lasciarli liberi di farlo. Punto e fine del discorso.
Magari fosse così semplice! Tuttavia, sono proprio considerazioni di questo genere a far sorgere spontanea una domanda: cos’ha di così speciale l’immigrazione? Una buona risposta l’ho trovata nel saggio di Eric A. Posner e Glen Weylintitolato “Uniting the World’s Workers”. Lo consiglio a tutti.
UN PO’ DI STORIA
Prima un po’ di storia, che non guasta mai. Il Mediterraneo è stata la culla di quei commerci che hanno fatto prosperare città come Atene, Cartagine e Roma. Più tardi, rotte commerciali come la Via della Seta – attraverso il mondo musulmano e l’ Asia – contribuirono a sostenere la civiltà medievale dell’ Occidente. Poco prima l’ impero romano era collassato in seguito alla migrazione distruttiva di molte tribù nomadi del nord: germani, unni, mongoli, a cui era sempre congiunta la minaccia turca.
Dal ‘500 gran parte del pianeta cominciò ad essere occupato da popolazioni sedentarie dedite all’agricoltura, la questione dei commerci con lo straniero divenne “affare di stato”. La filosofia che ben presto si impose fu quella mercantilista: occorre vendere beni all’estero  importando il meno possibile. Da qui, sussidi alle esportazioni e dazi sulle importazioni. In questa fase a preoccupare non era l’immigrazione ma l’ emigrazione, sempre vista di cattivo occhio: riduceva la forza di lavoro nazionale. Le politiche mercantilistiche gravavano sulle persone comuni ma generavano risparmi per lo stato che i governanti potevano così usare per ottenere cio’ che più agognavano: la supremazia militare (e quindi sempre maggiori colonie). Mercantilismo e imperialismo procedono insieme.
Ma ecco, sul finire del 700, spuntare all’orizzonte la pattuglia agguerrita dei pensatori radicali: Bentham, Smith e David Hume compiono un ribaltone nel mondo delle idee. Costoro spostarono il fuoco dell’analisi economica dall’interesse dei sovrani all’accumulo di ricchezza complessiva e al desiderio della gente comune di godere della prosperità. L’obiettivo diventava “massimizzare il bene comune”, un “bene” senza confini, s’intende. Il mercantilismo venne soppiantato dal libero mercato finendo così tra i ferri vecchi della storia. In realtà, dei fenomeni migratori veniva detto ben poco sebbene la logica delle merci valesse anche per il lavoro.
IL DIBATTITO
Ma perché questo sbilanciamento nell’analisi? Perché occuparsi solo dei beni? Una ragione per porre l’enfasi sul commercio a scapito della migrazione era che nei secoli XVIII e XIX i guadagni dal commercio erano molto più cospicui rispetto a quelli possibili con la migrazione dei popoli. Diamo un semplice dato che la dice lunga: la disuguaglianza – misurata in termini % di scostamento da una distribuzione perfettamente egalitaria – TRA i paesi è aumentata da circa il 7% nel 1820 a circa il 70% nel 1980. D’altra parte, la disuguaglianza media all’interno dei paesi è cambiata molto più gradualmente durante questo periodo: da circa il 35% nel 1820 a circa il 38% nel suo apice poco prima della I guerra mondiale, per poi scendere a un minimo del 27% negli anni ’70. Da allora è scesa ancora fino al 24%. Tradotto: mentre oggi, dopo una grande esplosione, pesa la diseguaglianza internazionale, in passato è sempre stata quella interna a preoccupare. E’ chiaro che mentre il primo nemico (diseguaglianza internazionale) si combatte con la libera migrazione, il secondo si combatte con la lotta ai monopoli e con il mercato liberato da dazi e licenze. Nelle moderne economie sviluppate, una famiglia di reddito medio gode di uno standard di vita simile a quello delle famiglie più ricche dei paesi poveri, in un mondo come il nostro attuale la migrazione è necessariamente la via primaria per il benessere e la prosperità della maggior parte delle persone nel mondo. Ieri, al contrario, era naturale per i “radicali” concentrarsi sulla liberazione dei mercati dai privilegi aristocratici. Spero sia chiaro ora perché il grande dibattito intellettuale sulla migrazione iniziò solo tra la fine del diciannovesimo e l’inizio del ventesimo secolo.
In questo dibattito le attitudini verso la migrazione erano le più diverse, Karl Marx, ad esempio, temeva che l’uso strategico dell’immigrazione irlandese da parte dei capitalisti britannici dividesse la classe operaia internazionale e minasse il socialismo nascente. Ma in questa fase, a ben vedere, la tecnologia ha ben presto preso il sopravvento sulle idee, all’inizio del XX secolo si verificò un decisivo cambiamento: i transatlantici facilitarono il movimento delle masse lavoratrici, per esempio verso le americhe. L’ascesa di sentimenti etno-nazionalistici nelle popolazioni locali si sviluppò di pari passo. L’emigrato, per quanto alacre  lavoratore, era regolarmente un escluso, considerato come fonte di contaminazione venefica del prezioso patrimonio culturale locale. In questo senso quella istintiva avversione xenofoba che molti provano si pone in continuità con quanto si è sempre visto altrove in passato.
LA SVOLTA INTERNAZUONALISTA
La seconda guerra mondiale segnò il definitivo e catastrofico fallimento pratico dei nazionalismi mercantilisti, cosicché è del tutto naturale che dopo quella guerra i leader occidentali, memori del passato e del patrimonio di idee messo a disposizione dai “radicali”, cercarono di costruire un sistema internazionale. C’è stato così un rinnovato impegno per l’apertura del commercio  e un proliferare di governance più o meno internazionali ma, ancora una volta, mentre importanti risorse intellettuali e politiche furono impiegate  per organizzare un mercato a tutto campo dei beni e dei capitali, la migrazione ricevette scarsa considerazione. L’ UE, per esempio, si è sempre mostrata sensibile alle tematiche del commercio internazionale, della stabilizzazione monetaria e macroeconomica e della finanza per lo sviluppo. Immigrazione, nisba.
Sul finire del XXI secolo alle crescenti disuguaglianze tra paesi ricchi e paesi poveri e ai notevoli progressi nel settore dei trasporti si è unita una tecnologia dell’informazione che ha ulteriormente facilitato gli spostamenti. Le sponde del Rio Grande che separano USA e Messico, nonché il Mediterraneo che separa Europa e Africa, sono diventate campi di battaglia in cui un buon numero di vittime è stato mietuto.
LE SOLUZIONI IMPROVVISATE
Negli USA il messicano è sempre stato visto come un “lavoratore stagionale”: la tolleranza per l’immigrazione clandestina consentiva di coniugare la presenza di una forza lavoro precaria utile ai produttori con il sentimento ostile dei locali che poteva così dirsi giustificato. In Germania, altro esempio, il governo ha permesso ai lavoratori turchi di stabilirsi nel paese, ma non ha concesso loro la cittadinanza. Stando in Europa possiamo ben dire che le prime tensioni si sono già manifestate con la migrazione “interna”, in particolare con il movimento da paesi dell’Europa orientale a bassi salari (come la Polonia) verso  paesi con salari più alti come Francia o Regno Unito. Ulteriori tensioni sono state create nel 2015 e nel 2016, quando l’Europa ha accettato a malincuore un massiccio afflusso di rifugiati dalla Siria dilaniata dalla guerra.
LA NUOVA FRONTIERA DELLA RICCHEZZA
Oggi possiamo ben dire che il guadagno da un’ulteriore apertura degli scambi internazionali di beni è minimo. Abbiamo spremuto il limone, insistere non vale la pena. Allo stesso tempo, i benefici della liberalizzazione migratoria si sono notevolmente ampliati. Facciamo un esempio: un tipico migrante messicano che si trasferisce negli Stati Uniti aumenta i suoi guadagni annuali da circa 4.000 dollari a circa 14.000, e il Messico è un paese abbastanza ricco per gli standard globali. Figuriamoci casi estremi come per esempio Haiti e Francia, che in comune hanno persino la lingua!
Esperimento mentale: supponiamo che il club dei paesi ricchi accetti sul suo territorio un numero di migranti tale da raddoppiare la propria popolazione. Supponiamo poi che ciascun migrante incrementi il suo reddito di 11.000 dollari (stima conservativa, vedi caso messicano). Bè, cio’ significherebbe aumentare in media il reddito di ogni persona sul pianeta di circa di circa 2.200 dollari. Un esito spettacolare: circa il 20% in più nel reddito planetario. E i guadagni andrebbero soprattutto ai più deboli. Coloro che soggiornano nei paesi poveri, infatti, sarebbero notevolmente avvantaggiati dal fatto che la maggior parte dei migranti rimette buona parte di quanto guadagna nei paesi di origine.
E allora: perché, come dicono gli economisti, non aprire i confini a tutto campo? Mentre l’enorme ondata migratoria ridurrebbe in parte i salari dei lavoratori nei paesi ricchi, il benessere globale aumenterebbe in modo spettacolare. Una teoria non campata in aria ma con applicazioni ben precise: i confini degli Stati Uniti sono stati completamente aperti per più della metà della storia di questo paese e gli effetti, come previsto, sono stati entusiasmanti in termini di prosperità realizzata e potenza acquisita. I problemi sociali causati dalle migrazioni sono stati spesso gravi, compresa una considerevole quantità di conflitti civili, ma tutto sommato gestibili.
IL DITO NELLA PIAGA
Il dito nella piaga lo hanno messo studiosi come Wolfgang Stolper e Paul Samuelson (“Protection and Real Wages”):mentre il commercio tra una coppia di paesi aumenta quasi sempre in modo abbastanza armonioso la ricchezza aggregata di entrambi, l’immigrazione può avere effetti redistributivi pesanti per alcune categorie di persone poiché avvantaggia i capitalisti nei paesi ricchi e i lavoratori nei paesi poveri a spese dei lavoratori dei paesi ricchi e dei capitalisti nei paesi poveri. In altri termini, l’immigrazione riduce gli stipendi dei lavoratori locali il cui background è più simile a quello dei migranti, il tutto a fronte di un cospicuo beneficio per i migranti stessi e i loro datori di lavoro.
In questo senso l’ Europa è messa ancora peggio degli USA (terra di università in grado di attirare la crema): la maggior parte dei migranti che giunge in Europa oggi è non qualificata e proviene per lo più da ex colonie, oppure sono rifugiati accolti principalmente per motivi umanitari piuttosto che economici. E’ chiaro che in un caso del genere i più colpiti da questa immigrazione di bassa lega sono persone già in difficoltà. Senza contare che i paesi europei hanno un insieme più generoso di benefici sociali elargiti. Conclusione: i migranti diretti verso l’Europa – molto più che quelli diretti verso gli USA – sono poco qualificati e in competizione con la classe di cittadini più disagiata,  sia per il lavoro che per il welfare.  Molti europei non sono solo astrattamente consapevoli della possibilità che i migranti competano per i limitati servizi sociali, ma constatano la cosa ogni giorno con i loro occhi. Basta una gita al Pronto Soccorso per verificare di persona. L’impressione generalizzata è che, in buona parte, il lavoratore migrante rappresenti un onere aggiuntivo per i servizi pubblici.
Riassunto: enormi vantaggi ai migranti stessi e alle loro famiglie a casa, ai datori di lavoro, ai capitalisti e ai lavoratori altamente qualificati che possono collaborare con un lavoratore a loro complementare. Svantaggi invece per la manodopera generica, già colpita dalle grandi imprese, dall’automazione e dal potere crescente delle concentrazioni finanziarie. A questo, per completare il quadretto, aggiungiamo l’istinto tribale tipico di ogni gruppo umano.
Le élite che controllavano a quei tempi i governi nei vari paesi e che sostenevano la migrazione riuscirono ad eludere il malcontento generalizzato varando leggi dure che poi però lasciavano nei fatti inapplicate: la presenza di molti clandestini dava comunque l’impressione che bastasse un repulisti deciso per risolvere il problema.
SOLUZIONE
Oggi la migrazione verso i paesi dell’OCSE è controllata da burocrati governativi, ovvero dall’alto. Un sistema decisamente alternativo è quello delle aste proposto da Gary Becker. Si tratta in buona sostanza di vendere all’ asta il permesso di soggiorno al miglior offerente. Il ricavato costituirebbe un dividendo sociale da distribuire ai “danneggiati” di cui sopra.
Primo vantaggio: una gran parte dei guadagni derivanti dalla migrazione viene assegnata alla gente comune piuttosto che alle imprese. Secondo: si ammorbidisce l’opposizione politica. Infine, si riduce il ruolo della burocrazia: un cospicuo numero di ricerche mostra che i sistemi di ingresso basati sull’arbitrio dei burocrati sono destinati a creare insoddisfazione. I sistemi che invece mettono al centro i datori di lavoro sembrano funzionare decisamente meglio.
Supponiamo ora che i migranti offrano in media 6.000 dollari all’anno per un visto. Ebbene, Il reddito familiare medio per una famiglia di quattro persone negli Stati Uniti è di circa 50.000 dollari, con le ipotesi fatte in precedenza una tale famiglia guadagnerebbe circa 8.000 dollari con il sistema delle aste. Non male. Ma le aste hanno un punto debole:  il denaro non è l’unica cosa che conta in tema di migrazione, esiste anche l’aspetto culturale.
UNA SOLUZIONE… MIGLIORE
Esiste un modo per far sì che gli “svantaggiati” possano anche avere voce in capitolo sul “tipo” di immigrati in arrivo? Sì. Già oggi, negli USA, il programma H1-B consente al datore di lavoro di farsi “sponsor” del lavoratore straniero. Perché allora non consentire anche alla persona comune di prendersi un immigrato e diventare suo sponsor? Un programma del genere viene denominato “Visas Between Individuals Program” (VIP). Con VIP qualsiasi persona potrebbe sponsorizzare un lavoratore migrante, non ha senso riservare in modo esclusivo questo ruolo al datore di lavoro (o alla famiglia, in caso di ricongiungimenti).
Facciamo un caso. Antonio è un operaio edile recentemente licenziato che vive a Buccinasco vicino a Milano.  Antonio apprende l’esistenza di un progetto della Regione che gli consente di sponsorizzare un lavoratore migrante, cosicché si reca in agenzia e descrive il tipo che vorrebbe “importare”. Allo stesso tempo vorrebbe avviare un’attività in ambito edile in cui potrebbe lavorare il suo sponsorizzato. Il sito mette Antonio in contatto con un nepalese di nome Bishal che risponde ai requisiti. Attraverso un traduttore Antonio prende contatto con il candidato sottoponendolo ad un colloquio. Alla fine ci si accorda affinché Bishal lavori per un anno con Antonio per  12.000 euro risiedendo nella stanza degli ospiti di Antonio. Probabilmente Bishal, una volta qui, otterrà un lavoro ancora migliore sempre nel settore delle costruzioni, magari verranno valorizzate alcune competenze significative ottenute grazie alle sue precedenti esperienze negli Emirati Arabi, e alla fine la paga sarà di 20.000 euro per i restanti undici mesi. Antonio incamera i suoi 8.000 euro di differenza e Bishal si tiene il concordato. E se le cose vanno male? Cosa succede se Bishal non riesce a trovare un lavoro? O se si ammala e ha bisogno di essere ricoverato in ospedale? O cosa succede se commette crimini o semplicemente scompare? E’ necessario rendere Antonio responsabile affinché scelga bene. Già oggi gli sponsor nei ricongiungimenti devono fornire sostegno finanziario ai migranti che non possono sostenersi da soli. Se Bishal non è in grado di trovare lavoro, Antonio deve sostenerlo. Se Bishal commette un crimine, verrà deportato dopo aver scontato la sua pena e Antonio sarà tenuto a pagare una multa. Se Bishal scompare, anche qui Antonio verrà multato. Potrebbe anche essere possibile, per mutuo accordo, che Antonio ceda Bishal a un altro sponsor.
Affinché il sistema funzioni occorre che i lavoratori migranti debbano poter lavorare al di sotto del salario minimo o con alcune regole allentate. In secondo luogo, l’applicazione delle leggi contro l’mmigrazione irregolare dovrebbe essere rafforzata. Il principio di fondo deve essere chiaro: più generosità solo in cambio di più rigore.
Obiezione: la cosa si configura quasi come una servitù a contratto, non c’è rischio di “sfruttamento”? Risposta: i lavoratori stranieri, al netto degli allentamenti di cui sopra, sono comunque tutelati dalle stesse leggi sulla salute, sicurezza, lavoro e impiego di cui gli beneficiano gli italiani.
Il VIP supera le debolezze dell’asta semplice: l’asta di Becker è gestita dal governo, non da individui o comunità. Attirerà i migranti disposti a pagare di più a prescindere dal fatto che determinati tipi di migranti possano essere socialmente e culturalmente problematici. VIP implicherebbe invece contatti personali tra italiani e migranti con una responsabilizzazione dei primi.
Per realizzare al meglio VIP c’è innanzitutto un problema di competenze: Antonio potrebbe essere troppo occupato e mancare delle capacità  manageriali o della conoscenza dell’economia locale necessaria per muoversi al meglio quando decide di “importare” un immigrato. Tuttavia, questo è un problema ubiquo sul mercato: decine di istituzioni sono emerse nel tempo per aiutare le persone a superare simili ostacoli.
Ma Antonio potrebbe anche maltrattare o sfruttare Bishal, potrebbe, per esempio, trattenere illegalmente i salari del nepalese. La cosa non puo’ essere sottovalutata ma va osservato che i lavoratori sono più vulnerabili quando la loro condizione è illegale, nel nostro caso non è così. Quando i potenziali datori di lavoro sono poi costretti a competere, i lavoratori di solito prosperano.
NEL MONDO
Guardiamoci un po’ intorno, alcuni sistemi migratori funzionano bene, altri, magari con meno immigrati, sono sull’orlo del collasso. I sistemi di migrazione negli Emirati Arabi Uniti, Qatar, Kuwait, Bahrain, Oman e Arabia Saudita sembrano non creare malcontento nella popolazione. Anzi! Il Bahrain e l’Oman ospitano all’incirca un migrante per ogni nativo. L’Arabia un migrante per ogni due cittadini. Singapore ospita due migranti per ogni tre nativi. Australia e Nuova Zelanda hanno un residente nato all’estero per ogni due indigeni. Toronto ha numeri simili a quelli dell’Arabia. Ebbene, nessuno di questi paesi (con la possibile eccezione dell’Australia) ha subito una forte reazione popolare contro la migrazione. Perché? Tutti questi paesi hanno sistemi di migrazione progettati affinché i benefici della migrazione siano ampiamente condivisi dai nativi piuttosto che da un piccolo gruppo di imprenditori già ricchi. Nei paesi del Golfo i lavoratori migranti godono poi di pochi diritti civili e vivono in segregati. Sempre lì molti nativi hanno beneficiato della ricchezza prodotta dai migranti attraverso una generosa redistribuzione della ricchezza prodotta. Sempre nel golfo il cittadino può sponsorizzare un migrante. Certo, questi paesi  trascurano i diritti della loro forza lavoro migrante e anche solo per questa sola ragione non possono essere un modello per i paesi dell’OCSE, tuttavia, la lezione resta: una reazione populista  contro le migrazioni massicce non è affatto inevitabile.
UN PRECEDENTE DI SUCCESSO
Pensando agli USA, immaginiamo che 100 milioni di persone sponsorizzino un lavoratore migrante a testa. Il numero di lavoratori migranti aumenterebbe drammaticamente, da 24 milioni a 100 milioni: una rivoluzione dal basso!
L’obbiettivo di fondo è quello di coinvolgere le persone delle classi subalterne  che sarebbero attratte dai benefici finanziari della sponsorizzazione. Nelle dinamiche migratorie, molte delle persone che potrebbero essere colpite duro dalla maggior concorrenza dei nuovi arrivati, troveranno una compensazione guadagnando come  sponsor. Le fabbriche che si sono trasferite all’estero potrebbero anche tornare offrendo nuovi posti di lavoro, questo almeno se fosse disponibile in patria una massa di lavoratori a costi più contenuti. Sarebbe una rivoluzione simile a quella che ha visto l’entrata delle donne nel mondo del lavoro verso la metà del XX secolo. In quel momento, grazie al fatto che la maggior parte degli uomini aveva stretti rapporti con donne coinvolte (padri, mariti, fratelli e figli), si è assistito ad una compensazione che ha riconciliato i “danneggiati” con i cambiamenti in atto. Ecco, il VIP cerca di ricreare una dinamica simile.
DISEGUAGLIANZE
Una preoccupazione avanzata comunemente sostiene che VIP aumenterebbe la disuguaglianza nei paesi ospitanti. Le classi medie e lavoratrici del paese ospitante trarrebbero sì un beneficio, ma una nuova classe di lavoratori migranti molto poveri andrà a formare il nuovo ceto subordinato. Prima risposta: è fondamentale riconoscere che tale migrazione non creerebbe nel complesso più disuguaglianza, la renderebbe  solo  più visibile perché più vicina a noi, nulla di sostanziale. Seconda risposta: mentre la disuguaglianza all’interno dei nostri paesi potrebbe aumentare (rispecchiando i livelli di ricchezza più bassi dei lavoratori stranieri), la disuguaglianza globale diminuirà. Terza risposta: dobbiamo riconoscere che noi  abbiamo già una classe subordinata di lavoratori a basso salario: sono gli stranieri clandestini. Ora, ciò non significa negare che ci sia qualcosa di inquietante nella posizione subordinata in cui il sistema proposto posizionerebbe i lavoratori migranti, tuttavia non si puo’ riconoscere che siamo pur sempre in presenza di un miglioramento morale rispetto all’ipocrisia del sistema attuale.

mercoledì 10 ottobre 2018

HL 3 Uniting the World’s Workers REBALANCING THE INTERNATIONAL ORDER TOWARD LABOR

3 Uniting the World’s Workers REBALANCING THE INTERNATIONAL ORDER TOWARD LABOR
Note:4@@@@@@@@@@@@@@

Yellow highlight | Location: 2,017
Foreign products surround us.
Note:LA GLOB CI HA TRASFORMATO

Yellow highlight | Location: 2,020
Yet, for all the controversies about refugees and (in the United States) illegal immigration, migration of people with ordinary skills proceeds at a trickle.
Note:L ONTOPPO

Yellow highlight | Location: 2,022
Economists believe that global wealth increases when all factors of production—goods, services, capital, labor—are allowed to flow
Note:LA VOCE DELL ECONOMIA

Yellow highlight | Location: 2,024
What is special about migration
Note:LA DOMANDA SORGE SPONTANEA

Yellow highlight | Location: 2,025
The Origins of Free Trade
Note:Tttttttttt

Yellow highlight | Location: 2,027
The Mediterranean trade was central to Athenian, Carthaginian, and Roman development.
Note:MEDITERRANEO

Yellow highlight | Location: 2,028
trading routes of the Muslim world and on to Asia via the Silk Road helped maintain the light of civilization through the Middle Ages in the West.
Note:MEDIOEVO E VIA DELLA SETA

Yellow highlight | Location: 2,030
Many of the great empires were established and later destroyed by nomadic tribes
Note:MGRAZIONE DISTRUTTIVA

Yellow highlight | Location: 2,031
The Germans, the Huns, the Mongols, the Turks,
Note:ESEMPI

Yellow highlight | Location: 2,033
By this time, most of the planet was occupied by sedentary agricultural societies.
Note:DAL 500…IMPERIALISMO

Yellow highlight | Location: 2,036
Trade became a leading question of state.
Note:COLONIE

Yellow highlight | Location: 2,037
the dominant philosophy uniting colonialism and trade was mercantilism.
Note:MERCANTILISMO

Yellow highlight | Location: 2,037
sovereigns should try to sell goods abroad while importing as little as possible,
Note | Location: 2,038
IL CREDO MERCANTILISTA

Yellow highlight | Location: 2,039
subsidies for exports and taxes on imports.
Note:TIPICO STRUMENTO

Yellow highlight | Location: 2,041
they were wary of emigration, which reduced the size of the national labor force
Note:IMMIGRAZ E MERCANTILISTI

Yellow highlight | Location: 2,044
Mercantilist policies burdened ordinary people but generated savings for the state that rulers could use to achieve military supremacy
Note:IL RISPARMIO AL CENTRO

Yellow highlight | Location: 2,047
Bentham, Smith, and David Hume shifted the focus of economic analysis away from the interest of sovereigns in accumulating wealth and toward the desire of ordinary people to enjoy prosperity.
Note:I RADICALI DI FINE 700

Yellow highlight | Location: 2,049
maximizing the total welfare
Note:IL NUOVO OBBOETTIVO

Yellow highlight | Location: 2,050
they embraced free international trade
Note:TESI RADICALE

Yellow highlight | Location: 2,052
Before Migration Mattered
Note:Ttttttttttttttt

Yellow highlight | Location: 2,054
the logic of free migration and free trade is the same,
Note:TUTTAVIA NULLA VENIVA DETTO DELL IMMIGRAZIONE

Yellow highlight | Location: 2,056
both Smith and David Ricardo argued for free mobility
Note:ALCUNI SI PRONUNCIARONO DI PASSAGGIO

Yellow highlight | Location: 2,059
One reason for the emphasis of trade over migration was that in the eighteenth and nineteenth centuries, the gains from trade were far more important than the gains from migration.
Note:RAGIONI DELLO SBILANCIAMENTI

Yellow highlight | Location: 2,071
Inequality across countries increased from about 7% in 1820 to about 70% in 1980.
Note:ESPLOSIONE DISEG INTERNAZIONALI...DA QUI LE SPINTE MIGRATORIE

Yellow highlight | Location: 2,072
On the other hand, average inequality within countries has changed gradually over this period. It increased from about 35% in 1820 to about 38% at its peak just before World War I and then declined to a low of 27% in the 1970s. Since then it has fallen a bit more, to 24%.
Note:DISEG INTRA.IL POVERO NAZIONALE ERA IL PIÙ DEBOLE...CONYRO I MONOPOLI

Yellow highlight | Location: 2,086
This puts into quantitative perspective the very different world we confront today,
Note:OGGI PIÙ ENFASI SULL IMMIGRAZIONE CHE SUI MERCATI

Yellow highlight | Location: 2,089
in modern developed economies, a family of average income enjoys a standard of living similar to that of the very wealthiest families in poor countries.
Note:OGGI

Yellow highlight | Location: 2,091
ours is one in which migration can be a primary route to well-being and prosperity for most people in the world.
Note:IL NS MNDO

Yellow highlight | Location: 2,101
In such a world, it was natural for the Radicals to focus on the freeing of markets for goods and capital from aristocratic privilege, such as the ending of the British Corn Laws,
Note:IERI

Yellow highlight | Location: 2,110
Major intellectual debate about migration began only in the late nineteenth and early twentieth centuries.
Note:INCIPIT

Yellow highlight | Location: 2,114
Karl Marx, for example, worried that strategic use of Irish migration by British capitalists divided the international working class and undermined socialism.
Note:ATTITUDINI DIVERSE NEI CFR DELL IMMIGRAZ

Yellow highlight | Location: 2,117
In the early twentieth century, a decisive shift in attitudes toward migration took place. With the growing affordability of travel
Note:TRANSATLANTICI

Yellow highlight | Location: 2,120
the rise of ethno-nationalistic sentiments,
Note:UN PORTATO DEI FLUSSI

Yellow highlight | Location: 2,120
those who were thought to pollute their cultural heritage
Note:ESCLUSI

Yellow highlight | Location: 2,121
Globalization
Note:Tttttttttt

Yellow highlight | Location: 2,123
After the war, Western leaders tried to build an international system
Note:DOPO AVER SBATTUTO LA TESTA CON LA II GUERRA

Yellow highlight | Location: 2,124
there was a renewed commitment to open trade and international and regional governance institutions.
Note:IL NUOVO IMPEGNO

Yellow highlight | Location: 2,126
while significant intellectual and political resources were used for the building of trade and investment institutions, migration received little consideration.
Note:LA CENERENTOLA

Yellow highlight | Location: 2,128
international trade, monetary and macroeconomic stabilization, and development finance.
Note:UNICI CENTRI DI INTERESSE

Yellow highlight | Location: 2,132
WTO,
Note:X IL COMMERCIO

Yellow highlight | Location: 2,135
Eurozone monetary union
Note:MONETA

Yellow highlight | Location: 2,137
growing inequalities between rich and poor countries, together with dramatic advances in transportation and information technology,
Note:IL FATTO RILEVANTE DEL DOPO GUERRA

Yellow highlight | Location: 2,139
the Rio Grande,
Note:I PUNTI CRUCIALI

Yellow highlight | Location: 2,140
the two sides of the Mediterranean.
Note:IN EU

Yellow highlight | Location: 2,141
seasonal agricultural labor.
Note:SEMPRE ALL ERTA E MAI PIENA ACCETTAZIONE...ES MEX USA

Yellow highlight | Location: 2,142
winking at illegal immigration.
Note:PRATICA COMUNE

Yellow highlight | Location: 2,143
In Germany, for example, the government allowed Turkish workers to settle in the country but did not grant them citizenship;
Note:ALTRO ES

Yellow highlight | Location: 2,149
movement from lower-wage Eastern European countries like Poland to higher-wage Western countries, including France and the UK,
Note:EU...PRIME TENSIONI

Yellow highlight | Location: 2,150
Additional tensions were created in 2015 and 2016 when Europe grudgingly accepted a massive influx of refugees from war-torn Syria
Note:SIRIA

Yellow highlight | Location: 2,152
Guest worker systems in other parts of the world, including the states of the Persian Gulf, have been much more successful,
Note:I SUCCESSI DELL ACCOGLIENZA

Yellow highlight | Location: 2,154
Capital, goods, and highly educated labor flows rapidly across borders, generating significant wealth, while less educated workers tend to stay at home.
Note:UN ORDINE SBILANCIATO

Yellow highlight | Location: 2,157
“We must not confuse globalization with ‘internationalism’ … One thing is the free movement of peoples, the other of money.
Note:LA SINTESI DI GALEANO

Yellow highlight | Location: 2,162
The Migration Imperative
Note:Tttttttttttttt

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gain from further opening international trade in goods is minimal.
Note:SU QUEL FRONTE SIAMO AL LIMITE

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0.3–4.1%.
Note:MARGINE

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At the same time, the benefits of liberalizing migration have dramatically expanded.
Note:LA FRONTIERA FERTILE

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reductions in transportation costs
Note:COSTI MINIMI

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A typical Mexican migrant moving to the United States increases her annual earnings from roughly $4,000 to roughly $14,000, and Mexico is a quite wealthy country by global standards.
Note:IL DELTA

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the case of Haiti and France,
Note:FIGURIAMOCI IN CASI ESTREMI....ANCHE STESSA LINGUA

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the club of wealthy countries, were to accept enough migrants to double their population,
Note:IPOTESI ESTREMA

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Suppose too that each migrant on average created income gains of $11,000.
Note:SECONDO PASSO

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increase on average of roughly $2,200 for every person on the planet.
Note:ESITO

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roughly a 20% increase in global income.
Note:OVVERO

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gains to those who stay in poor countries would be equally dramatic, as most migrants remit a large fraction
Note:UN BENE ESTESO

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Why Not Just Expand Existing Migration?
Note:Ttttttttttttt

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opening borders
Note:LA SOLUZIONE DEGLI ECONOMISTI

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While the huge surge of migration would reduce the wages of workers in wealthy countries, global well-being would increase enormously.
Note:LA DINAMICA

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The borders of the United States were open for more than half of its history, and the effects were as theory predicts.
Note:UNA TEORIA NN CAMPATA IN ARIA

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The social problems brought on by migration were often severe—including a considerable amount of civil strife—but manageable,
Note:PROBLEMI SOCIALI STORIA USA

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“Protection and Real Wages,” Wolfgang Stolper and Paul Samuelson
Note:IL LAVORO CHE METYE IL DITO NELLA PIAGA

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While trade between a pair of countries always increases the aggregate wealth of both countries, it can have important redistributive effects.
Note:REDISTRIBUZIO

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trade and migration should both benefit capitalists in wealthy countries and laborers in poor countries at the expense of laborers in wealthy countries and capitalists in poor countries.
Note:XHI VINCE

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immigration reduces the wages of native workers whose backgrounds are similar to those of migrants.
Note:I PIÙ PENALIZZATI

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small and mixed effects
Note:NEL COMPLESSO

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large benefits migration brings to the migrants themselves and their employers.
Note:A FRONTE DI

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Most low-skilled non-Europeans in Europe either hail from distant former colonies or are refugees taken in for primarily humanitarian rather than economic reasons.
Note:LA MIGRAZIONE UE È POVERA RISPETTO A QUELLA USA...TERA DI UNIVERSITÀ

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European countries have a more generous set of social benefits,
Note:INOLTRE

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low-skilled migrants are a significant drain on public finances in Europe in a way that they are not in the United States.
Note:CONCLUSIONE

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Many Europeans are not just abstractly aware of the possibility that migrants strain social services, but also see with their own eyes
Note:MIGRANTI E WELFARE

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both the impression and to some extent the reality European workers’ experience is of migrants acting as an added burden on public services
Note:PURTROPPO

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Often it is in the rural and economically depressed regions where few migrants reside that opposition to migration is strongest.
Note:L OPPOSIZIONE AI MIGRANTI

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enormous advantages to the migrants themselves and their families back home, to employers and owners of capital, and to the high-skilled workers who they complement
Note:RIASSUNTO...I BENEFIC IATI

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workers in wealthy countries, who are already left behind by the forces of trade, automation, and the rising power of concentrated finance.
Note:I DANNEGGIATI

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natural human instincts toward tribalism,
Note:INOLTRE

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the elites who controlled government and supported migration managed to evade political opposition by refraining from enforcement of immigration laws,
Note:LA TATTICA DELLE ÉLITE

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Auctioning Visas?
Note:Tttttttttttttt

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migration to OECD countries is controlled by government bureaucrats or private employers,
Note:OGGI...TOP DOWN CONTROL

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auctions offer a simple framework for replacing such systems,
Note:TESI

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Nobel Laureate Gary Becker
Note:LA PROPOSTA ORIGINALE

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auction off the rights to enter the country to the highest bidder.
Note:IL NOCCIOLO

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a universal social dividend,
Note:IL RICAVATO

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it ensures that a large share of the gains from migration accrue to ordinary people rather than businesses.
Note:PRIMO VANTAGGIO

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it would soften political opposition to migration.
Note:INOLTRE

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reduce the role of government bureaucrats
Note:INOLTRE

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A stream of recent economic research has shown that migration systems that rely most heavily on bureaucratic judgments of migrants’ merits
Note:IL SISTEMA FALLITO

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Systems that put employers in charge seem to work better
Note:ALTERNATIVA

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Suppose too that migrants on average bid $6,000 per year for a visa.
Note:CIFRA PLAUSIBILE VISTO L INCREMENTO DI REDDIRO

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Median household income for a family of four in the United States is about $50,000. Such a family would earn roughly $8,000 under such a system
Note:EFFETTI SUL REDITO MEDIANO

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Clearly, money is not the only thing that matters in migration. Cultural fit to local communities,
Note:PUNTO DEBOLE DELL ASTA

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Democratizing Visas
Note:TttttttttttVARIAZIONE SUL TEMA

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under the H1-B program employers “sponsor” migrant workers.
Note:GIÀ OGGI

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Visas Between Individuals Program (VIP),
Note:LA PROPOSTA

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any ordinary person could sponsor a migrant worker,
Note:CONTENUTO

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sponsors are no longer necessarily employers or family.
Note:QUINDI

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Anthony is a recently laid-off construction worker who lives in Akron, Ohio.
Note:UN CASO CONCRETO

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Anthony learns of a new program offered by the State Department that allows him to sponsor a migrant worker
Note:LA NOTIZIA

Yellow highlight | Location: 2,312
Anthony describes the sort of worker he is willing to sponsor.
Note:NELL UFFICIO

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Anthony also wants to start a handyman business
Note:SPERANZA

Yellow highlight | Location: 2,315
The website puts Anthony into contact with a Nepalese man named Bishal.
Note:CONTATTO!!!!!!!!

Yellow highlight | Location: 2,316
Anthony interviews Bishal over the web,
Note:POI

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Bishal will work for Anthony for one year in the United States for $12,000
Note:ACCORDO

Yellow highlight | Location: 2,319
Bishal will reside in Anthony’s spare room.
Note:POI

Yellow highlight | Location: 2,323
Bishal obtains the construction job. The construction company realizes that Bishal has some significant skills that he obtained in the construction industry in the UAE, and ultimately pays him $20,000 for the remaining eleven months. Anthony collects the $8,000 balance.
Note:SE LA STORIA VA BENE

Yellow highlight | Location: 2,327
What if Bishal cannot find work? Or he becomes ill and needs to be hospitalized? Or what if he commits crimes, or simply disappears?
Note:E SE LE COSE NN VANNO LISCE?

Yellow highlight | Location: 2,328
It is necessary to make Anthony responsible
Note:INCENTIVO ALLA BUONA SCELTA

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sponsors under family reunification programs must provide financial support for migrants who cannot support themselves.
Note:LO SPONSOR È SEMPRE RESPONSABILE

Yellow highlight | Location: 2,332
If Bishal is unable to find work, Anthony must support him
Note:DOVERI

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If Bishal commits a crime, he will be deported after serving his sentence; Anthony will be required to pay a fine.
Note:DOVERI

Yellow highlight | Location: 2,334
If Bishal disappears, Anthony will also be fined.
Note:DOVERI

Yellow highlight | Location: 2,336
It may also be possible, through mutual agreement, for Anthony to place Bishal with another sponsor
Note:NEGOZIABILE

Yellow highlight | Location: 2,338
migrant workers must be permitted to work for below the minimum wage.
Note:AGGIUSTAMENTO AFFINCHÈ IL SISTEMA FUNZIONI

Yellow highlight | Location: 2,342
Second, immigration enforcement would need to be strengthened.
Note:ALTRO AGGIUSTAMENTO...PIÙ GENEROSITÀ PIÙ RIGORE

Yellow highlight | Location: 2,344
one-time amnesty
Note:LA PARTENZA CON GLI ILLEGALI

Yellow highlight | Location: 2,348
Perhaps to some readers it is uncomfortably similar to indentured servitude,
Note:PRIMA OBIEZIONE

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Or perhaps it just seems exploitative.
Note:Ccccccccccc

Yellow highlight | Location: 2,350
Consider the H1-B visa program,
Note:IN REALTÀ LA PROPOSTA È N CONTINUITÀ

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foreign workers are protected by the same health, safety, labor, and employment laws that Americans benefit from,
Note:RISCHIO SFRUTTAMENTO

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Under the J-1 visa program, Americans can sponsor people, typically young women, who work as au pairs for a year
Note:ALTRO PROGRAMMA PARALLELO

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Americans serve as employers and sponsors, relying on intermediary institutions—private companies—which help match
Note:PROG J 1

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easy-to-use websites
Note:STRUMENTO ESSENZIALE X L INTERMEDIAZINE

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Becker’s auction is run by the government, not by individuals or communities. It will attract migrants who are willing to pay the most regardless of whether certain types of migrants may cause social or cultural harms
Note:SUPERATE LE DEBOLEZZE DI BECKER

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VIP would involve personal contact between natives and migrants, and responsibility on the part of natives
Note:ELEMENTI IN PIÙ

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INSTITUTIONAL SUPPORTS
Note:Ttttttttt

Yellow highlight | Location: 2,397
Anthony may be too busy and lack the personal or managerial skills or the knowledge of the local economy needed to navigate the VIP system.
Note:PROBLEMA 1…COMPETENZE

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Anthony might also mistreat or exploit Bishal.
Note:ALTRO PROBLEMA...SFRITTAMENTO

Yellow highlight | Location: 2,402
Anthony might illegally withhold wages from Bishal,
Note:Cccccfcccc

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Dozens of institutions have emerged to help individuals navigate these obstacles.
Note:IL PROB 1 È UBIQUO SUL MERCATO

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Workers are most vulnerable to exploitation when their employment options are limited or they operate as illegal immigrants,
Note:PROB 2…PIÙ SERIO...MA

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When potential employers are forced to compete, workers tend to prosper.
Note:LA COMPETIZIONE CHE CREA VIP

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Could VIP Work?
Note:Ttttttttttt

Yellow highlight | Location: 2,418
The migration systems in the UAE, Qatar, Kuwait, Bahrain, Oman, and Saudi Arabia
Note:ESEMPI DA STUDIARE

Yellow highlight | Location: 2,420
Bahrain and Oman host roughly one migrant for every native.
Note:TOLLERANZA

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one migrant for every two citizens.
Note:ARABIA

Yellow highlight | Location: 2,423
Singapore hosts two migrants for every three natives.
Note:ALTRO ES

Yellow highlight | Location: 2,423
one foreign-born resident for every two natives.
Note:AUSTRALIA NUOVA ZELANDA

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Toronto,
Note:SIMILE ALL ARABIA

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none of these countries (with the possible exception of Australia) has experienced as large a popular backlash against migration
Note:ASSORBIMENTO

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All of these countries have migration systems designed for the benefits of migration to be broadly shared among natives rather than exclusively accruing to a small group of geographically concentrated capitalists,
Note:POSSIBILI MOTIVI

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In the GCC, migrant workers enjoy few civil rights,
Note:ESEMPIO DEL GOLFO

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live in segregation from natives.
Note:Cccccccccc

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most natives have benefited from publicly owned wealth distributed in a reasonably egalitarian manner,
Note:SEMPRE GOLFO

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natives can sponsor migrants
Note:SEMPRE NEL VGOLFO

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neglect of the rights of their migrant labor force.
Note:DIFETTO DEL GOLFO

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For all these reasons, the GCC countries are not a model for OECD countries.
Note:QUINDI

Yellow highlight | Location: 2,441
A political backlash against massive migration is not inevitable.
Note:LA LEZIONE RESTA

Yellow highlight | Location: 2,443
An Internationalism of People
Note:TTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTT

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Imagine, then, that 100 million people sponsor migrant workers.
Note:USA

Yellow highlight | Location: 2,447
the number of migrant workers would increase dramatically, from 24 million to 100 million,
Note:AUMENTO CLAMOROSO CON VIP

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Our aim is to involve working-class people who would be attracted by the financial benefits of sponsorship.
Note:L OBIETTIVO

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in our proposal, many of the people who might be hurt by wage suppression will also gain by participating as sponsors in the program.
Note:COMPENSAZIONE

Yellow highlight | Location: 2,461
Factories that have moved abroad could return, offering new jobs for natives, if abundant migrant labor were available,
Note:ESEMPIO DI EFFETTO VIRTUOSO

Yellow highlight | Location: 2,467
of large-scale migration as we envision it would be similar to those of women’s entry into the labor force over the mid-twentieth century,
Note:EFFETTI ANALOGHI

Yellow highlight | Location: 2,469
because most men had close relationships with women, as fathers, husbands, brothers, and sons, they benefited from greater opportunities for women more than they were harmed at work and thus were reconciled to the additional competition.
Note:RIPRODURRE LA CAMPENSAZIONE DEL PRECEDENTE FENOMENO

Yellow highlight | Location: 2,476
Under the H1-B program, as a practical matter, only large and sophisticated employers—the Googles—can sponsor migrant workers.
Note:OGGI SONO IN POCHI A BENEFICIARE

Yellow highlight | Location: 2,483
The illegal economy is currently dominated by low-skilled workers—strawberry pickers, nannies, gardeners, slaughterhouse workers. VIP would put this work on a legal footing,
Note:LA GRANDE LEGALIZZAZIONE...NON SOLO PROGRAMMATORI

Yellow highlight | Location: 2,489
Probably the most important concern is that VIP would increase inequality in host countries. Host country middle and working classes would benefit, while a new class of very poor (by American standards) migrant workers will form a new subordinate class,
Note:L'OBIEZIONE DELLA CLASSE SUBALTERNA

Yellow highlight | Location: 2,492
First and most important, it is crucial to recognize that such migration would not create inequality (in fact it would reduce it). It would merely make more visible the inequality
Note:PRIMA RISPOSTA

Yellow highlight | Location: 2,503
while inequality within the United States might rise (reflecting the lower wealth levels of the foreign workers), both inequality among US natives and global inequality will decline.
Note:SECONDA E OVVIA RISPOSTA

Yellow highlight | Location: 2,509
we need to acknowledge that we in the United States already have a subordinate class of low-wage workers—they are illegal aliens.
Note:TERZA RISPOSTA

Yellow highlight | Location: 2,516
The VIP program, if adopted in multiple countries, would create a vast and fluid international market in migrant labor.
Note:ESITO FINALE

Yellow highlight | Location: 2,521
This is not to deny that there is something disquieting about the subordinate position in which VIP would naturally place migrant workers.
Note:CHIARO CHE LE PREOCCUPAZIONI RESTANO

Yellow highlight | Location: 2,532
This is a moral gain relative to the hypocrisy of our current system
TUTTAVIA