LA RAZIONALITÀ È SOGGETTIVA
martedì 12 maggio 2026
razionalità internalista
mercoledì 15 aprile 2026
internalismo esternalismo Huemer (definitivo)
Sull’adesione di Michael Huemer all’internalismo della giustificazione epistemica non sussistono dubbi. Ogni giustificazione di ciò che affermiamo nasce dentro di noi ed è attendibile, poiché i nostri sensi hanno accesso diretto alla realtà. Ciò che ci appare coincide con ciò che è, fino a prova contraria; e ciò che ci appare è precisamente ciò che percepiamo interiormente attraverso l’intuizione e i sensi.
Anche il contenuto della mente, per Michael Huemer, è internalista, vale a dire che dipende esclusivamente da ciò che percepiamo. Se i due abitanti della Terra Gemella percepiscono la medesima cosa, allora stanno pensando la medesima cosa e attribuendo il medesimo significato. Il suo anti-scetticismo gli consente di evitare soluzioni cervellotiche come quella esternalista, che assegna al significato delle parole contenuti indipendenti da ciò che pensa chi le pronuncia.
L’unica modesta concessione all’esternalismo potrebbe forse rintracciarsi nell’esternalismo del significato. Parole come “conoscenza”, per esempio, possono essere definite soltanto fino a un certo punto; oltre rimane un residuo indicabile soltanto in maniera informale, poiché non sapremmo come spingerci oltre nella definizione né come completarla. A ben vedere, tuttavia, nemmeno questo costituisce un autentico esternalismo, dal momento che la coscienza interiore di tale residuo resta comunque necessaria ed è collocata, come ogni forma di coscienza, all’interno della persona. Si può dunque concludere che un filosofo come Michael Huemer sia, a tutti gli effetti, un internalista integrale.
P.S. L’esternalista è colui che ritiene che, quando pensiamo a qualcosa, il significato di ciò che pensiamo non risieda interamente nella nostra mente, e dunque non ci sia completamente noto. Si tratta naturalmente di una concezione assai peculiare, difficile da comprendere se non attraverso esperimenti mentali come quello della Terra Gemella; tuttavia, essa costituisce una posizione necessaria per escludere l’ipotesi che siamo cervelli in una vasca. Necessaria, perlomeno, per chi non intenda contrastare lo scetticismo come hanno fatto Thomas Reid, Moore e Huemer, ossia come hanno fatto i realisti ingenui: sostenendo che possediamo sensi e intuizioni intellettuali affidabili, capaci di garantirci un accesso diretto alla realtà.
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sabato 21 marzo 2026
INTERNALISMO O ESTERNALISMO?
INTERNALISMO O ESTERNALISMO? [razionalismo - pragmaismo]
giovedì 23 ottobre 2025
internalismo/esternalismo Esperimenti Mentali definitivo
giovedì 24 ottobre 2024
Dizionario filosofico: "esternalismo".
Dizionario filosofico: "esternalismo".
Chiediti se una persona che dice di soffrire puo' sbagliarsi. L' "internalista" dice di no, l' "esternalista" dice di sì.
giovedì 19 settembre 2024
definire e modellare
https://www.facebook.com/riccardo.mariani.585/posts/pfbid02uGLR3DnyUBf1JYY9FV6dVrQq4LU65MrK6cN1UXSoTBm8U4TK4yUCVJBSpqvz1HZJl?__cft__[0]=AZWcrunOH7ZvV9UX757z2VN47lU3mtfCQ_khqYVbHQjdcOpW4liOJmeW1hFUSeuBI4gH_MrvGbVZ4H3a5fQ2db0sZGPIZwinKeTRS95783w9Nv3CK7AXhYtaHGFGfpxFC5qEiT-tQNJcG2pHF1_ARh7f&__tn__=%2CO%2CP-R
lunedì 20 luglio 2020
ULTIMISSIMO AGGIORNAMENTO INTERNALISMO ESTERNALISMO. RETTIFICA DEI PRECEDENTI DEFINITIVO
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martedì 30 giugno 2020
ULTIMO AGGIORNAMENTO INTERNALISMO ESTERNALISMO. RETTIFICA DEI PRECEDENTI
sabato 30 maggio 2020
post corretto (vedi internalismo) L BRUTO
venerdì 12 luglio 2019
post corretto (vedi internalismo) OGGETTO E NATURA
Giovanni e Giuseppe sono due anti-relativisti, pensano che esista una morale assoluta, una bellezza assoluta, e magari anche una verità assoluta. ma non pensano questa cosa esattamente nella stessa maniera. Seguono esempi.
Giovanni pensa che uccidere un innocente sia oggettivamente sbagliato.
Giuseppe pensa che uccidere un innocente non sia conforme alla natura umana.
Giovanni pensa che i quartetti d’archi di Beethoven siano oggettivamente belli.
Giuseppe pensa che i quartetti d’archi di Beethoven siano in armonia con la natura umana.
Giovanni e Giuseppe hanno un nemico comune (il relativismo) ma anche tra loro, come abbiamo visto, ci sono delle differenze. Per Giovanni la giustizia e la bellezza sono proprietà di un oggetto (o di un evento) che sta fuori e noi riconosciamo, per Giuseppe invece sono qualcosa che si costruisce dentro di noi. Giovanni mette al centro le cose, Giovanni l’uomo. Per Giovanni giustizia e bellezza esistono a prescindere dall’esistenza dell’uomo, per Giuseppe no. Per Giovanni le cascate del Niagara sono belle anche se non ci fossero uomini ad ammirarle, cosa che Giuseppe negherebbe senza esitare.
Voi con chi state? Proviamo a vedere cosa dice la scienza, ormai il tribunale ultimo per tutte le questioni.
Lo scienziato che fa il filosofo tende ad assecondare Giovanni, questa figura (Monod?) ha una vera fobia per il “soggetto” e appena puo’ lo esclude dal suo schema.
Ma lo scienziato che fa lo scienziato tende invece ad assecondare Giuseppe: se l’uomo trova bella una tela blu di Yves Klein, lui sa che un’ape nemmeno lo vede quel blu (lo vede rosso e non si puo’ certo dire che si sbaglii). Il colore, senza un soggetto che lo crei in sé nemmeno è colore ma giusto una lunghezza d’onda, difficile pensare allora che la bellezza esista oggettivamente. Allo stesso modo, un leone che uccide una gazzella, uccide un innocente ma nessuno lo colpevolizza, anche se avesse delle alternative: è la sua natura! Compie quindi un atto (uccidere l’innocente) che non è oggettivamente malvagio.
Conclusione: l’appello alla natura è un’ottima strategia per combattere in modo coerente il relativismo, non lasciamoci confondere dagli abusi compiuti in suo nome nel corso della storia.
E adesso l'ultima domanda, quella a cui è più ostico rispondere: in questo articolo si realizza uno degli abusi di cui sopra?
https://www.aldomariavalli.it/2019/07/11/la-morte-di-vincet-lambert-leutanasia-di-stato-e-gli-errori-filosofici-e-contro-la-fede/