Visualizzazione post con etichetta silvana de mari la realtà dell'orco. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta silvana de mari la realtà dell'orco. Mostra tutti i post

martedì 5 luglio 2016

Difesa dell'analogia

Nel geniale libro After the ball i due autori , un pubblicitario è uno psicologo , spiegano le tecniche di inganno mentale con cui si smantella un sistema coerente e si sdoganano idee folli. Il trucco è contrapporre ad idee logiche idee analogiche. L'analogia che passa dall'emisfero emotivo è dialetticamente più potente della logica che passa dall'emisfero razionale, ed è più veloce. Uno deve fermarsi un attimo per capire dove è la fregatura… I campioni mondiali del pensiero analogico, non usano il pensiero basato sulla razionalità ( pensiero logico) ma su concetti arbitrari che si cerca di spacciare come giusti per somiglianza apparente ( da cui analogia ) con qualcosa di bello… Un esempio di pensiero analogico è avvicinare la storia di Maria alla pratica orrenda dell’ utero in affitto. No, l'utero in affitto non c'etra un fico. Lei resta con il suo bambino in braccio ben stretto al seno dopo che lo ha partorito, mica arrivano due descamisados a petto nudo per strapparglielo via e stringerlo loro mentre frignano istericamente . Nemmeno l'impagabile logica del militante lgbt può tirare in mezzo l'utero in affitto. D'accordo, forse non è un esempio di utero in affitto ma è sicuramente un'eterologa. È la stessa cosa di un'eterologa. Una fecondazione senza sessualità. Un'eterologa. La stessa cosa.
Silvana de Mari
La mia esperienza è completamente opposta: solo con un largo uso di analogie si puo’ imbastire un dialogo fondato sulla ragione.
L’assenza di analogie implica un solipsismo in cui ogni interlocutore parla per conto suo.
Di fronte alla tesi dell’altro espressa in modo arcano o gergale richiedete analogie! La comprensione sarà più limpida e i difetti di ragionamento salteranno all’occhio.
Oserei dire che senza analogie non puo’ esistere critica. Senza analogie ogni fiaba potrebbe ambire ad essere un modello del reale.
Fate caso a come le cose siano invertite rispetto alla denuncia della de Mari: l’aspetto più subdolo di ogni discorso è quello legato alla logica. Cosa c’è di più facile che costruire un discorso coerente? Anche un folle sa farlo (e infatti parliamo di lucida follia). Il ciarlatano deve limitarsi ad attirare l’attenzione dell’ascoltatore sulla logica ferrea che incatena i suoi enunciati occultando così l’analogia inappropriata con cui àncora il suo discorso alla realtà. E’ così che si fa di una fiaba qualcosa di “reale”.
Il fatto che esistano ragionamenti lacunosi non ci fa dire: “diffida di chi tenta di ragionare poiché i ragionamenti nascondono trappole e inganni”. Caso mai noi diciamo il contrario: “diffida di chi si rivolge a te a suon di slogan e formulette preconfezionate”.
Il 90% degli argomenti fallati sono logicamente ineccepibili, senonché poggiano su analogie problematiche, non a caso collocate opportunamente in secondo piano. E’ chiaro dove fa cadere l’enfasi chi li difende: sulla logica. E’ chiaro dove deve concentrarsi chi vuole smascherarli: sull’analogia.
Niente analogie, niente esperimenti mentali. E’ questo che si vuole, magare in nome della ragione? Sarebbe come fare scienza senza un laboratorio.
La critica all’analogia è di fatto una critica alla logica induttiva. Tutti sappiamo che la probabilità non è la certezza ma tutti i nostri saperi sul mondo sono probabilistici, dobbiamo trattare con la probabilità, non c’è alternativa. Se condanniamo un colpevole lo facciamo solo in termini probabilistici, se decidiamo che una strada è “sicura” lo facciamo solo in termini probabilistici. Dobbiamo bandire questa conoscenza perché la logica induttiva è inaffidabile e chi la segue è fesso quanto il tacchino che va dietro l’aia a consumare la sua 364 giorni all’anno per poi accorgersi quando ci torna il 365esimo giorno di essere lui la cena? La scienza è fondata sulla logica induttiva, non si puo’ rispettare la prima senza rispettare la seconda.
anal
Purtroppo, non tutti comprendono che solo grazie ad un processo analogico noi possiamo applicare un modello logico matematico al reale. Il reale “ci appare” simile al modello matematico per cui noi consideriamo quest’ultimo soddisfacente per descriverlo. Senza analogia non puo’ esserci teoria in azione.
Ora, cio’ che al mondo abbonda sono i modelli, cio’ che scarseggia sono le analogie che li rendano operativi. Un buon sillogismo è sasso, una buona analogia è oro.
Accumuniamo due realtà definendole analoghe poiché pensiamo che esse siano ben descritte dal medesimo modello logico matematico.
A volte, è vero, il termine “analogico” puo’ trarre in inganno poiché, come nelle parole di Silvana de Mari, viene un po’ frettolosamente contrapposto al termine “logico” e quindi interpretato come un rinvio ad una realtà emozionale ed ingannatrice. In realtà, per costruire un pensiero razionale sul mondo occorre sia il momento analogico che quello logico, e il più cruciale è senz’altro il primo. Il genio che è in noi lavora su quello, il mezzemaniche sul secondo.
Per ovviare all’inconveniente semantico sostituiamo pure “analogo” con “astratto”: senza analogie non c’è pensiero astratto che possa trovare applicazione concreta. Con il termine astratto evitiamo le allusioni al mondo delle emozioni.
Silvana de Mari sembra puntellare la sua convinzione indicando l’analogia ingannevole di chi, per  difendere “la pratica orribile” dell’utero in affitto, impiega l’analogia ingannevole della vicenda di Maria e di Gesù. Questo dimostrerebbe secondo lei quanto l’analogia possa essere subdola.
Ma proprio questo caso rende evidente che la realtà delle cose è esattamente contraria a quella ipotizzata dalla de Mari: l’analogia, lungi dall’essere ingannevole, è particolarmente illuminante e utile.
Faccio solo un esempio di critica nel merito. Dio ha una natura B (contraria alla natura A dell’uomo). Dio si comporta in modo C (fa incarnare il Figlio nel ventre di Maria), e poiché nelle sue scelte è infallibile, il suo comportamento è corretto per definizione. I difensori della pratica dell’utero in affitto concludono allora che C è corretto (ovvero naturale) anche per chi possiede una natura di tipo A. Ma, come si diceva poc’anzi, A e B sono contrapposte, il che rende alquanto problematica la tesi dei difensori della pratica dell’utero in affitto.
Una simile confutazione non sarebbe stata disponibile senza che i difensori della pratica dell’utero in affitto non si fossero sbilanciati proponendo un’analogia rivelatasi poi così zoppicante. Senza analogia non ci sarebbe stato dialogo e ognuno avrebbe continuato ad interloquire stando sostanzialmente chiuso in se stesso a coltivare i propri idoli. La proposizione dell’analogia con le sue evidenti zoppie apre di fatto un dialogo costruttivo.
Certo, puo’ darsi che la de Mari veda come minaccioso il dialogo stesso, e di conseguenza tutti quegli strumenti atti ad inaugurarlo in modo autentico. A volte le aperture sono brecce in cui s’insinua il nemico. Puo’ darsi che immagini una persona vulnerabile la cui condizione più sicura è proprio quella contrassegnata dalla chiusura solipsistica all’interno di un inattaccabile recinto. Ma questa visione è decisamente inadeguata se anteponiamo la ricerca del vero alla sicurezza. La chiusura che respinge l’analogia come un serpente tentatore alimenta solo auto-inganni e bias cognitivi consolatori.
analo
Il fatto che alcuni ragionamenti analogici possano essere difettosi non ci deve allora far concludere che chi cerca di ragionare con noi ci stia “ingannando”. L’analogia (ovvero l’astrazione) è centrale nella costruzione del pensiero razionale, ma soprattutto non abbiamo altro in mano! Eppure, Silvana de Mari, approda di fatto ad una sua condanna, quasi che l’accordo e la reciproca intesa possano fondarsi su una misteriosa ragione priva di “astrazioni”.
La superficialità con cui si critica l’analogia mi ricorda quella con cui si critica l’intuizione: certo, esistono intuizioni ingannevoli che vanno smontate, ma non abbiamo altro mezzo per innescare la nostra conoscenza. La critica dell’analogia e la critica dell’intuizione sono il preambolo ideale al nichilismo.

giovedì 26 maggio 2016

INTRO E PREFA - La realtà dell'orco (I Draghi) (Italian Edition) by Silvana De Mari

La realtà dell'orco (I Draghi) (Italian Edition) by Silvana De Mari
You have 160 highlighted passages
You have 134 notes
Last annotated on May 26, 2016
Mohamed Taha ha affermato che il Corano si divide in due parti: le sure della Mecca, che affermano la pace, il rispetto per i non musulmani, l’uguale dignità delle donne rispetto agli uomini, e quelle di Medina, che incitano alla guerra, alla ferocia, all’odio e alla discriminazione. Le seconde furono necessarie per affermare l’islam nella sua epoca, ma ora l’islam deve abbandonarle e seguire le prime,Read more at location 36
Note: MECCA E MEDINA Edit
Le affermazioni di Taha sono contrarie al pensiero islamico prevalente da nove secoli, che considera eterno, quindi senza un prima e senza un dopo, il testo sacro,Read more at location 40
Note: ETERNITÀ DEL CORANO Edit
Inoltre in tutte le interpretazioni correnti del Corano dove ci sia una contraddizione il successivo prevale sul precedente e le sure di Medina, di spaventosa ferocia, sono successive a quelle della Mecca.Read more at location 42
Note: PREVALENZA DI MEDINA Edit
Mohamed Taha riprende la corrente del pensiero islamico dell’intelligenza e della tolleranza – quella di Averroè e Avicenna –, un pensiero che si interrompe per un millennio, ma che ora potrebbe risorgere.Read more at location 43
Note: AVERROÈ AVICENNA Edit
LA REALTÀ DELL'ORCORead more at location 49
Note: PREFA@@@@@@@@@@@ FIABA COME TERAPIA. DISCARICA DOVE METTIAMO L INCOFFESSABILE E RENDIAMO GIUSTIZIA ALLE VITTIME. Edit
Gli orchi esistono. Gli orchi sono coloro che uccidono intenzionalmente i bambini e mostrano fierezza per l’assassinio.Read more at location 49
Note: DEF ORCO Edit
perché gli orchi odiano la vita, la disprezzano, anche la propria.Read more at location 57
Note: ODIO Edit
Gli orchi esistono e devono essere fermati. Devono essere battuti.Read more at location 58
Note: REAZIONE Edit
e gli orchi si fermano solo militarmente. Quando un popolo gioisce dell’uccisione intenzionale di un bambino non ci sono margini di dialogo,Read more at location 60
Note: NO DIALOGO Edit
si devono tirare su mura, come le mura dei castelli che hanno protetto gli inermi negli assedi.Read more at location 63
Note: MURA Edit
Gli orchi esistono e devono essere salvati, perché anche loro sono fratelli. Gli orchi si salvano fermandoli e dicendo loro la verità.Read more at location 65
Note: SALVA L ORCO Edit
la verità è che gli orchi possono e devono diventare uomini.Read more at location 66
Questo è il motivo per cui amiamo il fantasy.Read more at location 68
Note: FANTASY Edit
Introduzione Per favore non saltatelaRead more at location 69
Note: INTRO@@@@@@@@@@@@ Edit
Il nostro cervello ha, rispetto agli animali, un enorme sviluppo della corteccia cerebrale: questo ci dà la possibilità di scegliere, il libero arbitrio, a scapito dell’istinto.Read more at location 71
Note: LIBERO ARBITRIO Edit
Le capacità di sofferenza dell’essere umano sono illimitate. Nessuna creatura vivente ha la capacità che abbiamo noi di provare dolore. Nessuna può immaginare la propria morte, o quella dei suoi figli, così da anticiparne e moltiplicarne il dolore.Read more at location 73
Note: SOFFRIRE Edit
Sono esistite civiltà che non hanno avuto la ruota, ma nessuna civiltà può sopravvivere senza storie, perché le storie sono l’unica strada che abbiamo per stemperare la ferocia, per tollerare l’orrore, per trovare la strada che ci permette di affrontare il dolore, di non esserne travolti.Read more at location 75
Note: FAVOLA ED ESORCISMO Edit
Note: FUNZIONE DELLA FAVOLA Edit
La neurobiologia ha confermato il piacere che traiamo dall’ascoltare storie che non solo non sono mai esistite, ma neanche avrebbero potuto:Read more at location 80
Note: PIACERE Edit
In presenza di un alto tasso di endorfine il sistema immunitario diventa più forte, il dolore scompare, la mente diventa più acuta.Read more at location 82
Note: SALUTE Edit
la narrazione e la musica, altro potentissimo mobilizzatore di neurotrasmettitori, sono quindi le due prime terapie, i due capisaldi della medicina sciamanica,Read more at location 84
Note: SCIAMANI Edit
dove ci sono molte narrazioni compaiono il pensiero filosofico e scientifico.Read more at location 86
mito e la scienza sono le due maniere di conoscere la realtà,Read more at location 88
Note: MITO E SCIENZA Edit
La storia politica e militare è contenuta nel poema epico, la persecuzione del bambino è contenuta nella fiaba.Read more at location 90
Note: EPICA E FIABA Edit
Nascosta nella narrazione fantastica c’è l’atroce sofferenza dell’uomo, ma anche il suo coraggio, la sua potenza, la sua impotenza, la sua crudeltà, la sua compassione.Read more at location 91
Note: FIABA FIALA SOFFERENZA Edit
Quando parliamo di poema epico e di fiaba, di fantascienza e fantasy, di eroi, semidei e supereroi, elfi, fate, streghe, bacchette magiche e gnomi, zombie, vampiri e cybersterminatori, in realtà parliamo del dolore e della forza degli uomini.Read more at location 92
Note: DOLORE E FORZA Edit
quando qualcosa è troppo atroce per poterlo affrontare, allora lo si nasconde nel luogo magico del fantastico,Read more at location 95
Note: TROPPO ATROCE Edit
protetto dall’ambientazione irreale e dal lieto fine,Read more at location 96
il cervello umano è naturalmente feroce.Read more at location 97
Note: NATURALMENTE FEROCI Edit
nel Colosseo e sulle piazze dove si alzavano i roghi ci si godeva il dolore altrui. Ci sono trasmissioni «comiche» fabbricate con video di persone che si fanno male. I quattro ragazzi che cospargono di benzina il barbone e gli danno fuoco per sentirsi forti e potenti davanti alla sua impotenza e al suo dolore, stanno applicando uno schema che era la norma nel Colosseo eRead more at location 102
Note: GODERE DEL DOLORE ALTRUI Edit
la colpa di ogni frustrazione e quindi il senso della propria impotenza vengono addossate a una vittima,Read more at location 106
Note: IL CAPRO Edit
In epoca preistorica e nelle epoche storiche più rozze la ferocia, almeno in teoria, era funzionale, aumentava la sopravvivenza e la discendenza.Read more at location 111
Note: VIOLENZA PREMIO EVOLUTIVO Edit
Con l’aggregazione in gruppi sempre più grandi e complessi, la ferocia è diventata disfunzionale e siamo arrivati a sistemi basati su linee di solidarietà, ma la tentazione è rimasta.Read more at location 113
Note: LA VIOLENZA OGGI Edit
Il piacere nella distruzione di indifesi è la base del genocidio, del terrorismo contro civili,Read more at location 115
Note: TERRORISMO VS CIVILI Edit
In tutto questo la compassione e l’etica dove stanno? Dal punto di vista neurobiologico la compassione sta dentro i neuroni specchio. I neuroni specchio sono la grande scoperta dell’ultimo decennio,Read more at location 117
Note: NEURONI A SPECCHIO Edit
I neuroni specchio ci spingono a imitare chi ci sta di fronte ed è grazie a loro che i bambini imparano in un tempo minimo una lingua, come ci si muove,Read more at location 120
Note: COPIARE Edit
I neuroni specchio sono maggiormente presenti nel cervello femminile: noi dobbiamo diventare madri. Se non fossimo empaticheRead more at location 125
Note: LA MADRE Edit
I maschi sono meno empatici; se lo fossero troppo non potrebbero svolgere i due ruoli che già nelle scimmie antropomorfe sono maschili: il cacciatore e il guerriero.Read more at location 127
Note: MASCHIO CACCIATORE E GUERRIERO Edit
Questa regola conosce miriadi di eccezioni, ma nelle sue grandi linee è rispettata in ogni civiltà umana.Read more at location 128
C’è una precisa motivazione evoluzionistica: se il bambino subisce brutalità, vuol dire che vive in un ambiente aggressivo e violento; se diventa a sua volta feroce aumenta le possibilità di sopravvivere.Read more at location 130
Note: RAGIONE DELLA VIOLENZA SUI BAMBINI. TEORIA DELLE BOTTE Edit
Le donne sono la compassione di un popolo. Dove le bambine sono sistematicamente torturate, come è successo in Cina con i piedini storpiati e come succede con l’infibulazione, l’intero popolo perde la sua possibilità di compassione.Read more at location 132
Note: DONNE TORTURATE Edit
L’empatia è mediata dai neuroni specchio, certo, ma può essere addestrata mediante le narrazioni.Read more at location 136
Note: EMPATIA E NARRAZIONE Edit
Le terre dove i bambini sono sistematicamente brutalizzati e dove ci sono poche narrazioni ospitano popoli che hanno scarse capacità empatiche e scarse capacità di evolvereRead more at location 137
Note: COPIARE ED EVOLVERE Edit
popoli che non massacrano di botte i propri figli, non li torturano e che hanno un alto livello di narrazioni sono più compassionevoli e possiedono un’altissima capacità di produrre idee nuove.Read more at location 138
Note: PRODURRE IDEE NUOVE Edit
Le neuroscienze però non sono la risposta a tutte le domande e, soprattutto, noi siamo le nostre scelte, non la nostra genetica. Quello che ereditiamo è una tendenza, non un destino.Read more at location 140
Note: ETICA E NEUROSCIENZE Edit
Chi nasce in società violente e sadiche dovrà fare più strada, ma avrà sempre l’umana capacità di non conformarsi.Read more at location 143
Dovrà fare più strada però, e molta in salita, quindi l’affermazione che tutte le civiltà e tutte le culture hanno lo stesso valore è falsa,Read more at location 143
Note: CONTRO IL RELATIVISMO CULTURALE Edit
Siamo immersi in una cultura di morte: ilXX secolo è stato il secolo del genocidio, prima questa parola non esisteva. Libri, film, serie televisive: tutto pullula di cultura di morte; se non sono ciberterminatori, sono vampiri, o extraterrestri predatori o virus. Persino i film per bambiniRead more at location 174
Note: ZOMBIE. CULTURA DI MORTE Edit
Terminator, o Predator. Voldemort e i suoi Mangiamorte rubano la scena a Sauron e ai suoi Nazgûl, a Saruman con i suoi sterminati eserciti di orchi.Read more at location 179
Dalle tombe si sono alzati, oltre che gli aristocratici vampiri, ognuno dotato di storia e di nome, eserciti di zombie, la loro versione sottoproletaria e anonima, che film dopo film arrivano con il loro passo claudicante e gli occhi vuoti a mangiare l’anima o più prosaicamente il cervello e le frattaglie dei vivi,Read more at location 180
Note: ZOMBIE E VAMPIRI Edit
È l’angoscia per il nostro presente, il terrore per il nostro futuroRead more at location 186
Note: ANGOSCIA Edit
questo il riassunto estremo della maggioranza delle nostre narrazioni.Read more at location 188
Tutta la nostra narrazione fantastica è immersa in una cultura di morte, perché siamo il secolo del genocidio, certo, e poi perché non siamo certi di avere un futuro.Read more at location 190
Note: CULTURA DELLA MORTE Edit
Sappiamo che il male assoluto esiste e siamo sull’orlo della fine del mondo.Read more at location 192
Note: FUTURO Edit
Non è possibile che una civiltà sopravviva se la natalità è inferiore a 2,3 figli per madre: la nostra si aggira attorno all’1,5.Read more at location 193
Note: NATALITÀ Edit
Claude Lévi-Strauss, fondatore della moderna antropologia, colui che ha creato la base per l’amore tra civiltà diverse e per civiltà diverse, è morto con l’angoscia profonda che la civiltà europea si sia condannata a morte.Read more at location 197
Note: IL DILEMMA DI LEVI STRAUSS Edit
La legge inglese riconosce la shari’a, in una folle negazione di sé e del diritto europeo.Read more at location 204
tanto il demente della facoltà di antropologia che si indignerà per la pretesa occidentale di criticare le leggi altrui salta sempre fuori.Read more at location 206
Grazie all’ottusa idiozia del comunitarismo, della società frantumata in comunità diverse e opposte, ognuna rinchiusa nelle sue leggi, nella sua aggressività, e nel suo ringhioso vittimismo, quelle bambine possono essere stuprate nel silenzio di tutti.Read more at location 208
Note: MULTICULTI Edit
sono avvallati il disprezzo più totale per le donne, la loro schiavizzazione, l’omofobia più totale, l’antisemitismo più mortale.Read more at location 210
si salverà, ma prima deve ritrovare intelligenza e coraggio. E la compassione, la prima compassione, la più alta, che è la verità.Read more at location 216
Note: COME CI SAVEREMO Edit
Ho trovato la risposta leggendo romanzi fantastici e fiabe.Read more at location 217
la letteratura fantastica, quest’ultima sarà, sempre, quella che più ci darà accesso alla verità, perché il linguaggio metaforico nasce dall’emisfero destro, che non è capace di menzogna e che, lui sì, ha la potenza arcaica di resistere all’indottrinamento.Read more at location 223
Note: MENZOGNA Edit
Abbiamo due tipi di comunicazione: una diretta, mediata dall’emisfero di sinistra, che funziona per via logica e analitica e processa un solo pensiero alla volta, e una metaforica, mediata dall’emisfero di destra, che funziona per via analogica e sintetica e ha la capacità di processare molteplici dati contemporaneamente.Read more at location 228
Note: EMISFERI Edit
Il cantastorie narrava di Troia oppure di Ulisse o di re Artù e la conoscenza diventava accessibile e possibile, l’emozione condivisa creava l’affiliazione al gruppo-nazione di individui che non si conoscevano, ma che avevano lo stesso poema epico.Read more at location 233
Note: AFFILIAZINE Edit
L’emozione della vittoria che aumenta il coraggio di chi ascolta, questa è la funzione del poema epico: aumentare il coraggio, e poi l’emozione del dolore, della morte, della perdita, così che la narrazione diventa una possibilità di conoscere il lutto, di contenerlo, così che poi sia forse meno penoso affrontare i propri, meno difficile elaborarli.Read more at location 239
Note: FUNZIONE DELL EPICA Edit
Kafka ha detto che quando la realtà è troppo atroce per essere guardata negli occhi, occorre usare il velo della narrazioneRead more at location 245
Note: LA REALTÀ È TROPPO ATRTOCE Edit
Nell’Italia ottocentesca, poverissima e fondamentalmente analfabeta, il veicolo della conoscenza e dell’emozione, il poema epico, la conoscenza condivisa, che ha permesso anche una prima unificazione di miriadi di dialetti in una lingua comune, è stata l’opera lirica.Read more at location 248
Note: AOPERA Edit
La verità è che apparteniamo a una civiltà straordinaria, unica, preziosa, incredibile. La verità è che abbiamo commesso il più atroce degli omicidi. La verità è che siamo sull’orlo del suicidio: questa sarà l’epoca straordinaria dove o perdiamo il mondo o lo salviamo.Read more at location 254
Note: LE TRE VERITÀ