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lunedì 23 febbraio 2026

LA BONTA' EA

 LA BONTA' EA

Il movimento dell’altruismo efficace (EA) mira a massimizzare il bene sulla Terra e, a tal fine, si fonda su una filosofia utilitarista. Era questo l’obiettivo dichiarato che animava la truffa del banchiere e gestore di fondi Bankman-Fried. Egli riteneva lecito mettere a rischio la ricchezza di persone benestanti e inconsapevoli, se l’obiettivo ultimo era aiutare individui in condizioni oggettivamente molto peggiori. Oggi, dopo che le sue scorrettezze sono emerse in seguito a un clamoroso crack, è diventato il nemico pubblico numero uno. Ma come giustificare la sua condanna morale, se il suo comportamento appare, in fondo, coerente?
In effetti, sul piano teorico è quasi impossibile confutare l’utilitarismo con argomenti puramente razionali; da questo punto di vista dovremmo “ingoiare” il disgusto per un individuo del genere. Ma questo è abbastanza impossibile. L’unica via percorribile consiste nel rilevare che i suoi pur sempre nobili precetti non sono compatibili con la natura umana, cioè con una solida teoria antropologica. Nell’uomo l’altruismo - e qui bisogna andare oltre l'ipocrisia - è anzitutto un mezzo di edificazione comunitaria, non un dispositivo astratto “per aiutare il prossimo” chiunque esso sia. Bankman-Fried aveva obblighi comunitari verso i (ben conosciuti) prestatori a cui chiedeva denaro, ma nessun vincolo verso gli (anonimi) ultimi della Terra, ossia i beneficiari delle truffe che egli giudicava moralmente lecite. Ma questo, per quanto detto sulla natura umana, non è “altruismo”; e senza l'etichetta di "altruismo" le sue operazioni restano quelle che sono: delle truffe.

sabato 7 dicembre 2024

critiche all'altruismo efficace

 Due critiche all'altruismo efficace: 1) a volte è troppo esigente e non tiene conto della nostra natura. Il nostro approccio naturale alla morale è molto differente da quello utilitarista, condanniamo sia i criminali che gli esibizionisti. In casi del genere il contraccolpo è controproducente; 2) non sono un "santo morale" e trovo legittimo non esserlo, oltre un certo limite trovo giusto disinteressarsi della "migliore azione morale disponibile" e pensare al piacere e alla fioritura della propria persona. L'oossessione di certi altruisti morali mi spaventa.

martedì 11 giugno 2024

i lungimiranti.

I lungimiranti ci ammorbano la vita.

Ai lungimiranti piace spaziare nel tempo (ignari di ogni tasso di sconto). Si dedicano così a minuziose misurazioni con il bilancino del farmacista su tempi ultrasecolari. Ma ogni nostra azione oggi ha così tante possibili conseguenze future che è impossibile essere giustificati nel prevederne l'impatto quando i tempi sono così lunghi. Di solito i lungimiranti traducono questo avvertimento con un saggio "agite con attenzione". Io lo traduco con un "non agite affatto". Ma perché l'inazione ( = preghiera) è la scelta migliore? In primo luogo, il ragionamento a lungo termine richiede uno sforzo cognitivo quando le risorse cognitive sarebbero meglio spese altrove. Certo, riflettere sul futuro puo' essere divertente (specie per chi ama la fantascienza) e consente di stupire chi ascolta, tuttavia un'allocazione più razionale del pensiero resta sempre auspicabile. Inoltre, sospetto che, per una questione contingente di psicologia umana, sarà molto difficile dare al Processo X solo il minuscolo peso che merita: una volta pagati i costi cognitivi per pensare al Processo X, questo fattore sarà molto importante per te e sarai tentato di enfatizzarne l'influenza. In generale la complessità cognitiva è un terreno fertile per i vizi cognitivi. Forse la razionalizzazione è la versione più diretta di questa obiezione: se tu sei è emotivamente attratto dall'Azione B e se il pensiero su lunghissime distanze sembra favorire l'Azione B, è plausibile che darai a quella azione più del peso di quello minuscolo che meriterebbe.
http://schwitzsplinters.blogspot.com/2024/06/the-meta-epistemic-objection-to.html