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lunedì 20 aprile 2026

I 10 passi

CATECHISMO-FAI-DA-TE


Faccio una lista dei passi che deve affrontare una teologia cristiana, dopodichè dedicherò a ciascuno di essi le mie riflessioni compresse per estrarne un catechismo fai-da-te. Saranno le pillole capitoli tutti da scrivere. L'intento è quello di rendere la dottrina cristiana più ragionevole e intuitiva, libero come sono dalle pastoie del retaggio storico. La sensazione è che il tomismo classico, carico com'è di metafisica, persuada solo i già persuasi, e talvolta nemmeno quelli. Ognuno giudicherà se con l'ortodossia si produce una frattura insanabile o c'è possibilità di convivenza. Gli strumenti di base saranno la razionalità bayesiana e il realismo naif. Chissà, probabilmente non sarà più cristianesimo, ma chi puo' dirlo? L'idea di base è che il cristianesimo non sia più una piattaforma per il vivere civile, cosicché non necessiti di piena ortodossia. Oggi, quando non è abitudine passiva, è più che altro un'impresa intellettuale a cui segue una scelta personale di vita, ovvero qualcosa in cui la libertà di pensiero è da mettere al centro.


1. Dio esiste


2. Dio è amore. Trinità. 


3. Dio ci condanna. Il peccato originale.


4. Dio è pietoso. L' Incarnato. 


5. Dio è misericordioso. Espia per noi.


6. Gesù è un modello. Vita perfetta. 


7. Dio ci giudica. Inferno e Paradiso.


INTERVALLO 1: perché il male?


INTERVALLO 2: perché Inferno e Paradiso?


INTERVALLO 3: il Purgatorio.


8. Dio ci parla. Bibbia e Chiesa.


9. Gesù è Dio.


10. Gesù risorge.


CODE: Preghiera, Messa, Eucaristia, dottrina sociale, Scienza & Fede, Animali, Equità dell'inferno, Apocalissi, Anima, Misericordia. 


CONCLUSIONI.


Ringraziamenti.


***


PASSO 1 Catechismo fai-da-te: Dio esiste.


Forse è il passo più facile, in fondo esistono molti argomenti ragionevoli per pensarlo. Io, anche per tenere aperto un dialogo con i non credenti, preferisco quelli che impiegano poca metafisica. Li classificherei così:


Argomenti della ARMONIE: fine tuning e fratellini ( = armonia psichica, armonia matematica, armonia della conoscenza). Tutta roba che l'esistenza di Dio spiega da dio.


Argomenti delle EVIDENZE: spiegare libertà, coscienza, ma anche morale, bellezza, giustizia... Senza Dio diventano tutti "hard problem", un eufemismo per invocare una impossibilità.


Argomenti ANTROPICI: sia il teismo che SIA (principio antropico razionalista) prevedono un universo il più popolato possibile. Nessuna teoria atea puo' farlo.


Argomento di INSTABILITA': la scienza stessa ci dice quanto siamo inaffidabili nel cercare la verità, e poi, dimentica di questo, ci proclama il vero. Anche un pragmatico come me deve chiedersi quale sia la filosofia migliore per vivere bene, e di solito NON è il pragmatismo.


Argomento della SEMPLICITA': l'ipotesi teista è più semplice da descrivere rispetto a qualsiasi risposta "finitista", poiché quest'ultima deve formalizzare dei confini mentre alla prima basta la semplice categoria dell'infinito. Inoltre, il regresso infinito, una teoria rivale al teismo, "non spiega" perché "spiega troppo". Dio, nel catechismo fai-da-te è una Persona, quindi assimilabile ad un Supereroe, ovvero comprensibile anche a un bambino. 


Argomento STRATEGICO: le considerazioni di cui sopra colmano le lacune di una scommessa di Pascal presa allo stato "puro", e rendono quindi adottabile quel paradigma.


***


Passo 2 catechismo fai-da-te: Dio è amore.


La ragione mi parla così: L'amore è cosa buona, per cui, dalla definizione di Dio, discende il fatto che sia amore. L'amore più nobile è quello tra pari poiché non indotto dalla natura ma da una libera scelta, il che giustifica la Trinità: il Padre genera il Figlio per amare un suo pari, e da questa unione si effonde lo Spirito che, disceso su di noi, ci spinge ad amare il prossimo nostro pari. Il Dio cristiano sembra rientrare nella categoria.


Un tocco personale: Dio potrebbe averci creato per amore. In altri termini: l'universo potrebbe essere una contingenza, ovvero un'opzione in concorrenza con altre altrettanto buone. Quindi si è realizzata attraverso un atto di gratuità, ovvero di amore inspiegabile. [Dio agisce sempre per massimizzare il bene, ma non è detto che non esistano percorsi equivalenti, a questo punto compie scelte insondabili]


***


Passo 3 catechismo fai-da-te: Dio ci condanna con il peccato originale.


Come la scienza pone dei limiti alla nostra natura, anche la religione ci limita attraverso l'idea del peccato originale e la colpa trasmessaci dai Padri. La trasmissione di una colpa risulta poi del tutto naturale alla ragione: se hai un carattere di merda come tuo padre, non sarà una tua "colpa" ma nemmeno sei stato vittima di ingiustizie. Le cose funzionano così. L'analogia tra colpa e debito rende le cose ancora più chiare: quando erediti, erediti anche i debiti del patrimonio paterno. Se c'è una differenza tra il fai-da-te e l'originale, consiste nel fatto che il primo riduce la teoria del peccato a una descrizione avalutativa. Mi piace poi l'idea che la violazione da cui origina il peccato si stata quella di attingere dall'albero della conoscenza. Anche oggi le scienze umane ci dicono che l'abuso di conoscenza, più che l'ignoranza, sia fonte di guai.


***


Passo 4 catechismo fai-da-te: Dio è pietoso e si incarna.


Che un Dio d'amore senta il legame con la sua creatura al punto di incarnarsi per stare più vicino a lei, è del tutto comprensibile. Tuttavia, non mancano i problemi: perché non si è incarnato prima? Forse non era pietoso con i primitivi o con l'antichità? Alla ragione ripugna un diverso trattamento degli uomini. Un rimedio potrebbe essere quello che si adotta a scuola: chi ha avuto un compito difficile sarà giudicato con più indulgenza, chi ha avuto un compito più facile sarà giudicato con più severità. L'incarnazione, nel mio catechismo, non rappresenta un atto d' amore ma un cambio equivalente di strategie di salvezza.


***


Passo 5 catechismo fai-da-te: Dio è misericordioso. Espia per noi.


Per la ragione, è davvero strano che una colpa possa essere scontata da un altro. Questo è plausibile nel diritto civile, dove un risarcimento puo' essere pagato da un terzo verso cui poi saremo indebitati. Ma il peccato macchia di una colpa che assomiglia di più a quelle trattate nel diritto penale: non puo' essere lavata condannando un terzo innocente, per quanto costui si offra volontario. Conseguenze: Gesù è tra noi per esemplificare la vita perfetta, non per morire espiando in nostra vece. Questo fa parte del cambiamento tra strategie equivalenti di cui al post precedente. Il servizio alla nostra salvezza resta ma la divergenza con l'ortodossia è grande. La morte per le proprie idee e il proprio Dio è solo un'indicazione di vita perfetta. Sono le circostanze di vita che rendono necessaria la morte di Gesù, non la necessità di espiare per noi.


***


Passo 6 catechismo fai-da-te. Gesù è un modello. Vita perfetta.


Vedi passo 5.


***


Passo 7. Dio ci giudica. Inferno e Paradiso.


La ragione ha un concetto di giustizia per cui "ognuno deve avere il suo". Per questo la vita si chiude con un giudizio infallibile, in caso contrario entreremmo in un loop infinito e insensato. La fine è un fine, conferisce senso e delinea un obbiettivo. La vita, quindi, è solo una prova in vista di questo giudizio. Qualcosa che si rende necessario poiché nell'uomo si è incarnato uno scambio: libertà radicale vs sicurezza. La nostra libertà radicale è un bene che compensa la garanzia del bene. La libertà radicale: 1) ci mette a rischio di sbagliare e 2) ci rende almeno in parte misteriosi persino all'onniscienza divina. Quest'ultimo fatto rende necessario sottoporre l'uomo ad un banco di prova, ovvero la vita vissuta, che istruirà Dio per un giudizio infallibile. La nostra vita non è più qualcosa che l’onniscienza divina rende superflua ma una prova necessaria. 


INTERVALLO 1: il male naturale. Inutile aggiungere che questo schema giustifica il male naturale poiché nella prova sarà necessario valutare i comportamenti dell'uomo di fronte al Male.


INTERVALLO 2 Inferno e Paradiso. La Fine dei Tempi è qualcosa che non riesco a concepire, per cui vedo tutta la vicenda della salvezza all'interno di una dimensione temporale. Dio si limiterà a cristallizzare tutto, solo la fisica non puo' concepire il tempo senza dinamica ma la ragione sì. Può esistere un tempo in cui si manifesta l'immobilità dell'essenziale. Al termine della prova, i salvati saranno cristallizzati in una condizione spirituale paradisiaca e i dannati in una condizione spirituale infernale, ma questa sistemazione sarà graduale, per cui la condizione paradisiaca più bassa sarà simile alla condizione infernale più alta. Forse, ognuno di noi avrà la sua condizione eterna (non fuori dal tempo).


INTERVALLO 3: Purgatorio. Nel mio catechismo fai-da-te ha un posto: la nostra condizione di persone radicalmente libere ci rende sommamente misteriose, e un residuo del nostro mistero resta anche alla fine della prova. Puo' essere dissipato solo dalle preghiere dei viventi che, se sinceramente sentite, possono illuminare Dio sul destino di un'anima e mutare la sua sorte.


***


Passo 8. Catechismo fai-da-te: Dio ci parla. Bibbia e Chiesa.


La Sacra Scrittura, se letta come un libro normale, è palesemente errata in più punti. Non solo, è anche contraddittoria. Cosicché richiede sempre nuove interpretazioni e matafore creative per adattarla ai tempi. Ma come possiamo considerare un simile libro sbilenco, per quanto poetico, come Sacro? E' necessario abbracciare l'assunto per cui il Libro non sia come gli altri. Va visto piuttosto come l'anello causale di partenza di una catena di eventi che ha diffuso sulla terra il messaggio cristiano. Alla domanda "cosa intendi come Bibbia?" non basta rispondere riferendosi a cio' che è scritto nella Bibbia, bisogna indicare qualcosa che si lega causalmente all'oggi e alla realtà cristiana dell'oggi. Una volta identificata in questo modo sarà possibile interpretare il messaggio secondo ragione. Allungando il brodo delle metafore è praticamente possibile dire tutto ovvero riempire qualsiasi contenitore, un po' come con la Costituzione. Lo stesso percorso va fatto quando vogliamo rispondere alla domanda "qual è la vera Chiesa?". E' quella associazione di uomini che lega causalmente con continuità la compagnia di amici intorno a Gesù alla realtà contemporanea. Di solito, un'associazione ha una compagine sociale (istituzioni) e un oggetto sociale, l'analisi storica si concentrerà su questi due elementi.


***


Passo 9 e passo 10. Catechismo fai-da-te. Gesù risorge, Gesù è Dio.


La resurrezione di Gesù costituisce il sigillo che attesta la sua divinità, così come, del resto, i numerosi miracoli da lui compiuti durante la vita terrena. La possibilità di tali eventi non va esaminata isolatamente, ma deve essere affrontata risalendo al primo passo: una volta ammessa l’esistenza di Dio, la probabilità dei miracoli ne consegue naturalmente. Piuttosto, si impone l’interrogativo sul motivo per cui un Dio onnisciente dovrebbe intervenire a correggere la realtà; tuttavia, si è già osservato come il dono di una libertà radicale riduca, per così dire, l’onniscienza divina, rendendo necessari interventi correttivi. Il miracolo assolve dunque una duplice funzione: da un lato, attestare una presenza divina; dall’altro, operare una correzione resa necessaria dal conferimento della libertà radicale.


CODA 1: La preghiera. Nel momento in cui si affronta il tema dei miracoli, appare opportuno soffermarsi anche sulla preghiera, poiché vi si manifesta il medesimo principio. La riduzione dell’onniscienza divina conferisce alla preghiera un rilievo particolare: è infatti nella preghiera che l’animo umano si disvela con maggiore limpidezza a Dio, il quale può così adottare eventuali provvedimenti per orientare e correggere il corso degli eventi.


CODA 2: la Messa.


Nel mio catechismo fai-da-te, la Messa e il rito in generale assume una rilevanza leggermente diminuita rispetto a quella della tradizione. Questo perché la funzione collaterale dei riti è quella di offrire coordinamento sociale, ovvero una funzione oggi sostituita da altre istituzioni. Ciò detto, resta la funzione principale, ovvero quella di aprire il proprio animo a Dio in modo che la divinità ci legga nel modo più trasparente. Ma questa funzione non richiede necessariamente il rito e quindi può essere svolta anche attraverso l'esame di coscienza o altri sacramenti come la confessione.


CODA 3: Scienza e Fede. 


Scienza e fede possono essere riconciliate a condizione che ciascun paradigma accetti di compiere alcune concessioni. La scienza, in particolare, dovrebbe adottare un quadro di razionalità di tipo bayesiano. Del resto, è proprio questo l’approccio che ho cercato di seguire qui. La fede, d’altro canto, è chiamata ad accogliere una prospettiva probabilistica: credo e spero in Dio perché considero l’ipotesi della sua esistenza la più plausibile tra quelle a mia disposizione. La possibilità di errore sarà sempre l'angelo con cui lotteremo.


CODA 4: L' Eucaristia.


La presenza del corpo e del sangue di Cristo nell’eucaristia richiede un miracolo di non lieve entità, ma ciò non costituisce un’obiezione dirimente. Tale presenza attesta, piuttosto, un tratto peculiare della religione cristiana: la prossimità corporea del Dio incarnato alla comunità dei fedeli. Questo aspetto mi è congeniale e lo accolgo, poiché la dimensione corporea quale elemento costitutivo dell’identità rappresenta un criterio rilevante nella raccolta degli indizi a favore dell’esistenza divina. Nel primo passo non vi è stato modo di soffermarsi adeguatamente su tale fattore, ma sarà possibile farlo in sede di commento.


CODA 5: dottrina sociale. 


Così come Dio ha donato all’uomo una libertà radicale, allo stesso modo i governi dovrebbero riconoscerla ai governati, anche perché il bene si realizza unicamente attraverso un atto libero. Un bene imposto dall’esterno è privo di valore, quindi inutile. Anzi, dannoso perché illude gli uomini e spiazza i volenterosi. Quel tale diceva: "non ti perdonerò mai perché mi hai imposto di fare ciò che avrei fatto spontaneamente".


CODA 6 animali.


Gli animali hanno pur sempre una coscienza di grado inferiore poiché sano soffrire. In questo senso il messaggio evangelico li coinvolge, per quanto la loro vita non costituisca una "prova" da superare. [da rivedere]


CODA 7 equità dell'inferno.


C'è chi l'ha revocata in dubbio ritenendo tale pena incostituzionale. Nel mio paradigma Dio si limita a far trascorrere il tempo in una sorta di immobilità (cristallizzazione della condizione spirituale). Un atto neutro che dà senso alla storia facendola uscire da un ciclo perenne, di per sè non incide sulla crudeltà della pena, la quale non ha "durata" in senso fisico. 


CODA 8 Apocalssi.


Ho sostenuto che per dare senso alla storia occorre un termine (escatologia), altrimenti saremmo imprigionati in un ciclo infinito e insensato. Qui aggiungo che la fine dei Tempi è più vicina di quanto ci aspetteremmo. Mentre il doomsday argument è invalido, l'argomento del Grande Filtro abbinato al paradosso di Fermi è più che valido, e ci dice che dobbiamo ancora affrontare quel collo di bottiglia che le civiltà non riescono a superare.


CODA 9 La Misericordia. 


Non c’è spazio, in questo schema che privilegia la giustizia, per una misericordia vera e propria. Tuttavia, laddove vi è amore, può trovare spazio anche una specie di misericordia. E l’amore lo abbiamo riscontrato nel fatto che Dio abbia creato il mondo, invece di volgersi a un’alternativa equivalente. Oppure nel fatto che si è incarnato. Ma qualcosa di analogo alla misericordia traspare anche nella risposta alle nostre preghiere, attraverso l'ascolto delle quali Dio colma la propria ignoranza, dovuta alla libertà radicale che ha donato alla sua creatura. 


CODA 9 Anima.


Non esiste una teoria dell'identità soddisfacente, questo esalta l'ipotesi dell'anima. Esperimenti mentali come il teletrasporto e la divisione dei cervelli rinforzano questa conclusione. O accettiamo il fatto che possiamo fare a meno di un'identità personale o, conservando il senso comune, la assumiamo adottando il concetto di anima.


***


CONCLUSIONI.


Sono consapevole che il “Catechismo fai-da-te” non possa configurarsi come un catechismo ortodosso della religione cristiana. Sussistono, inevitabilmente, alcune frizioni suscettibili di turbare il credente più rigoroso, a cominciare dalla missione divina di Gesù, che, in questa prospettiva, non consiste nell’espiazione dei peccati, bensì nell’indicare un modello di vita perfetta. Tale variazione, che reputo maggiormente conforme a criteri di ragionevolezza, si inscrive tuttavia nel concetto di strategie equivalenti per la salvezza, nozione che si rende necessaria per salvaguardare un principio fondamentale di giustizia, evitando di accordare un privilegio a chi sia più direttamente esposto alla figura e all’insegnamento di Gesù.


Non meno problematico potrebbe risultare, per alcuni, il concetto di libertà radicale, che incide, almeno in parte, sull’idea tradizionale di onniscienza divina. Tuttavia, così come si può intendere l’onnipotenza come l’insieme di tutto ciò che è possibile fare, analogamente si può concepire l’onniscienza come l’insieme di tutto ciò che è conoscibile; e tra ciò che non può essere pienamente conosciuto si può includere il comportamento di una creatura autenticamente libera. D’altronde, la nozione di libertà radicale si armonizza razionalmente con l’atto della preghiera, con il giudizio finale, con il problema del male naturale, nonché con l’idea di una vita che, a questo punto, si rivela assolutamente necessaria.


Autori a cui mi sono ispirato: Richard Swinbourn (ortodosso), Michael Huemer (ateo), Peter van Inwagen (cristiano), Alvin Plantinga (cristiano), David Chalmers (ateo), Colin McGuinn (ateo), Nick Bostrom (ateo), Saul Kripke (ebreo), Eugene Wigner (?), Dustin Crummett (cristiano), Matthew Adelstein (ateo), John Leslie (platonico), Robin Hanson (ateo), Katja Grace (atea), Derek Parfit, eccetera.

venerdì 15 dicembre 2017

Terzo passo: Dio è pietoso (quindi incarnato)

Terzo passo: Dio è pietoso (quindi incarnato)

Abbiamo visto che probabilmente esiste un Dio, cheprobabilmente coincide con il Dio cristiano e che, anche se parliamo di un Dio d’amore, la presenza del male sulla terra è giustificato. Ora vediamo meglio come ci aspettiamo che agisca un Dio del genere.
Personalmente da una persona buona mi attendo che condivida il dolore di colui che ama. Mi sembra del tutto ragionevole.
Ragionando a priori direi che un Dio innamorato della sua creatura viva una vita umana per starci più vicino .
L’uomo purtroppo soffre, ma è un bene che soffra: la sua libertà vale più del suo dolore. Rinvio alprimo passo chi ha ancora dubbi in merito.
Noi, creature di Dio, siamo un po’ come i suoi figli (tanto è vero che lo chiamiamo Padre). Ebbene, unpadre a volte è tenuto a tollerare la sofferenza del figlio per giusti motivi.
Esempio: alcuni genitori pretendono che i loro figli frequentino la scuola locale anche se malfamata, questo per contribuire a rinforzare i legami comunitari.
Detto questo, è inevitabile che chi ama l’uomocondivida il suo dolore standogli accanto eaiutandolo finché ritiene giusto farlo.
L’ incarnazione divina rappresenta la condivisione del dolore umano da parte di Dio.
Descritta in questo modo la dottrina dell’Incarnazione appare la più ragionevole, date le premesse, ovvero i “passi” precedenti.
La morte del Dio incarnato per i nostri peccati, poi, rappresenta l’aiuto dato all’uomo nelle giuste forme. Questa è la dottrina della Redenzione, ma procediamo con ordine focalizzandoci sull’Incarnazione.
Ma come puo’ Dio diventare uomo visto che la sua natura non gli consente di smettere di essere Dio? Il concetto di consustanzialità entra in campo a questo punto.
Dio si incarna acquisendo un corpo umano e una modalità umana di pensare, purché tutto cio’ siaun’ aggiunta alla sua natura divina e non una sostituzione.
Il concetto di uomo/dio ci appare contraddittorio. Dio e gli uomini hanno un modo di pensare e di vedere le cose radicalmente diverso: il pensiero umano è condizionato, per esempio, dall’avere un corpo.
L’uomo e razionale, buono e libero, ma lo è in una forma estremamente limitata rispetto a Dio. Come possono due nature convivere in un’unica persona?
Se facciamo attenzione, già la nostra esperienza terrena ci consente di intuire questa strana realtà: almeno dai tempi di Freud noi sappiamo che due menti possono convivere nella stessa persona in modo dissociato.
Una stessa persona puo’ avere due sistemi di credenze distinte e in qualche misura indipendenti tra loro. Sebbene entrambi i sistemi siano accessibili alla medesima mente, di fatto l’accesso viene dissociato.
C’è una “mente” nella Franzoni che sa di aver ucciso suo figlio ma l’altra mente, quella che la Franzoni utilizza di fatto quando interrogata, lo nega in buona fede. Come è possibile? Semplice,due menti convivono nella stessa persona e si auto-ingannano a vicenda.
In una certa misura l’auto-inganno è fisiologico poiché ci aiuta ad operare meglio: se ci credi dai di più. Se sei il primo a crederci mentirai in modo molto più abile, per esempio.
Nel caso della Franzoni l’autoinganno è patologicoma noi dobbiamo limitarci ad osservare che il processo di “convivenza” di due coscienze nella stessa persona è comprensibile anche all’intelletto umano, è un’esperienza comune (anche se in grado limitato): non dobbiamo necessariamente rinunciare ad un sistema di credenze per abbracciarne un altro, i due sistemi possono sussistere contemporaneamente.
La coscienza divina comprende quella umana, che non comprende quella divina. Ed entrambe convivono nella stessa mente.
Tutti i giorni facciamo questa esperienza anche in prima persona: in me c’è quella che vorrebbe mangiare il cioccolatino e quella che – per motivi dietetici – consiglia di evitare per motivi dietetici. Anche qui in nuce c’è uno sdoppiamento.
Ora è più chiaro quanto sia inconsistente l’accusa fatta al Padre di sacrificare il Figlio: sarebbe come rimproverare all’ io-prudente (che consiglia di limitare il consumo di cioccolato) di essere vessatorio nei confronti dell’ io-desiderante (che vorrebbe papparselo). Si tratta della stessa persona!
Il Dio incarnato sarà sottoposto a desideri e sofferenze tipicamente umane: freddo, fame, angoscia.
Questo significa che il Dio incarnato potrà fare anche il male?
Il male puo’ essere oggettivo o soggettivo. Nel secondo caso è intenzionale, per esempio quello che commette il ladro quando ruba. Un Dio incarnato che vive una vita perfetta non cadrà mai in tentazioni di questo tipo, non sceglierà mai di fare il male.
Ma il Dio incarnato è (anche) un uomo perfetto, per cui non sbaglia nei suoi giudizi: perché mai dovrebbe commettere un male soggettivo? No, il suo comportamento è esemplare e l’imitazione di Cristo è una strada sicura per la perfezione.
Detto questo, il Dio incarnato è affetto dai limitidella sua condizione per cui una decisione difficile, per quanto alla fine necessariamente corretta, sarà pur sempre fonte di angoscia e tribolazioni.
Una vita perfetta ma sofferta, quindi. Anche se il suo discernimento e i suoi poteri restano intatti, tutto deve passare attraverso i limiti del suo corpo.
Fin qui il ragionamento a tavolino su come ci attendiamo che Dio reagisca di fronte alla sua creatura che soffre e combatte sulla terra. Ora veniamo alla dottrina cristiana dell’incarnazione.
Nel Credo affermiamo che il Figlio discese dal cielo e si incarnò sulla terra diventando uomo. Sembra proprio che questo individuo – il Cristo – conservi le due nature. Non che la cosa sia stata esente dadisaccordi.
Fu il Concilio di Calcedonia a cimentarsi con il problema. La formula ortodossa fu rigettata deiMonofisiti (oggi essenzialmente i Copti), i quali propendevano per un’unica natura del Cristo, e iNestoriani, che consideravano il Cristo e Dio come persone differenti. Ad ogni modo oggi non ci sono disaccordi sostanziali.
Ma perché acquisire un corpo? Che necessità c’era?Per Platone, tanto per dire, l’essenza dell’uomo è la sua anima, non il suo corpo.
Diciamo allora che con il cristianesimo uscito da Calcedonia vince Aristotele.
Per Aristotele l’anima non è una parte distinguibile della persona ma la forma dei corpi, il modo in cui la persona agisce e pensa. Non puo’ pensarci un’anima completamente svincolata da un corpo. A Calcedonia vince Aristotele, per questo l’acquisizione di un animo umano implica l’acquisizione di un corpo.
Ricapitolando, Gesù è uno di noi, tranne che per il fatto che non puo’ sbagliare: è infallibile! La sua vita è perfetta, ma si tratta di una perfezione che costa sangue. Fu perseguitato, crocifisso e sepolto: tutto questo ha comportato una grande sofferenzaper lui.
Gesù nacque da Maria. Perché non ebbe due genitori come tutti noi?
Avere come madre Maria e come padre Dio (e non Giuseppe) è un simbolo potente che rinvia alla natura dell’uomo/Dio.
D’altronde, non è un grande miracolo per Dio derivare due set di cromosomi partendo da ununico ovulo, ovvero quello di Maria.
Anche per questo, forse, Dio è di solito immaginato come maschio.
Gesù non muore ma ascende al cielo. Perché? Anche qui c’è un simbolo potente in azione: come era disceso dal Cielo acquisendo anche una natura umana, allo stesso modo, al termine della sua missione, vi ascende tornando alla sua natura divina.
Gesù ascende al cielo collocandosi alla destra del padre. Anche qui l’espressione presa alla lettera non ha senso poiché Dio non ha una dimensione spaziale, va intesa piuttosto nel senso che Gesù si colloca sul versante della giustizia e della salvezza.
Milano, al Museo Diocesano il Capolavoro per il 2017 è del Perugino: l'Adorazione dei pastori
al Museo Diocesano fino al 28 gennaio L’adorazione dei pastori del Perugino – noi ci siamo andati Domenica scorsa, una figata.

Abbiamo visto che probabilmente esiste un Dio, cheprobabilmente coincide con il Dio cristiano e che, anche se parliamo di un Dio d’amore, la presenza del male sulla terra è giustificato. Ora vediamo meglio come ci aspettiamo che agisca un Dio del genere.
Personalmente da una persona buona mi attendo che condivida il dolore di colui che ama. Mi sembra del tutto ragionevole.
Ragionando a priori direi che un Dio innamorato della sua creatura viva una vita umana per starci più vicino .
L’uomo purtroppo soffre, ma è un bene che soffra: la sua libertà vale più del suo dolore. Rinvio alprimo passo chi ha ancora dubbi in merito.
Noi, creature di Dio, siamo un po’ come i suoi figli (tanto è vero che lo chiamiamo Padre). Ebbene, unpadre a volte è tenuto a tollerare la sofferenza del figlio per giusti motivi.
Esempio: alcuni genitori pretendono che i loro figli frequentino la scuola locale anche se malfamata, questo per contribuire a rinforzare i legami comunitari.
Detto questo, è inevitabile che chi ama l’uomocondivida il suo dolore standogli accanto eaiutandolo finché ritiene giusto farlo.
L’ incarnazione divina rappresenta la condivisione del dolore umano da parte di Dio.
Descritta in questo modo la dottrina dell’Incarnazione appare la più ragionevole, date le premesse, ovvero i “passi” precedenti.
La morte del Dio incarnato per i nostri peccati, poi, rappresenta l’aiuto dato all’uomo nelle giuste forme. Questa è la dottrina della Redenzione, ma procediamo con ordine focalizzandoci sull’Incarnazione.
Ma come puo’ Dio diventare uomo visto che la sua natura non gli consente di smettere di essere Dio? Il concetto di consustanzialità entra in campo a questo punto.
Dio si incarna acquisendo un corpo umano e una modalità umana di pensare, purché tutto cio’ siaun’ aggiunta alla sua natura divina e non una sostituzione.
Il concetto di uomo/dio ci appare contraddittorio. Dio e gli uomini hanno un modo di pensare e di vedere le cose radicalmente diverso: il pensiero umano è condizionato, per esempio, dall’avere un corpo.
L’uomo e razionale, buono e libero, ma lo è in una forma estremamente limitata rispetto a Dio. Come possono due nature convivere in un’unica persona?
Se facciamo attenzione, già la nostra esperienza terrena ci consente di intuire questa strana realtà: almeno dai tempi di Freud noi sappiamo che due menti possono convivere nella stessa persona in modo dissociato.
Una stessa persona puo’ avere due sistemi di credenze distinte e in qualche misura indipendenti tra loro. Sebbene entrambi i sistemi siano accessibili alla medesima mente, di fatto l’accesso viene dissociato.
C’è una “mente” nella Franzoni che sa di aver ucciso suo figlio ma l’altra mente, quella che la Franzoni utilizza di fatto quando interrogata, lo nega in buona fede. Come è possibile? Semplice,due menti convivono nella stessa persona e si auto-ingannano a vicenda.
In una certa misura l’auto-inganno è fisiologico poiché ci aiuta ad operare meglio: se ci credi dai di più. Se sei il primo a crederci mentirai in modo molto più abile, per esempio.
Nel caso della Franzoni l’autoinganno è patologicoma noi dobbiamo limitarci ad osservare che il processo di “convivenza” di due coscienze nella stessa persona è comprensibile anche all’intelletto umano, è un’esperienza comune (anche se in grado limitato): non dobbiamo necessariamente rinunciare ad un sistema di credenze per abbracciarne un altro, i due sistemi possono sussistere contemporaneamente.
La coscienza divina comprende quella umana, che non comprende quella divina. Ed entrambe convivono nella stessa mente.
Tutti i giorni facciamo questa esperienza anche in prima persona: in me c’è quella che vorrebbe mangiare il cioccolatino e quella che – per motivi dietetici – consiglia di evitare per motivi dietetici. Anche qui in nuce c’è uno sdoppiamento.
Ora è più chiaro quanto sia inconsistente l’accusa fatta al Padre di sacrificare il Figlio: sarebbe come rimproverare all’ io-prudente (che consiglia di limitare il consumo di cioccolato) di essere vessatorio nei confronti dell’ io-desiderante (che vorrebbe papparselo). Si tratta della stessa persona!
Il Dio incarnato sarà sottoposto a desideri e sofferenze tipicamente umane: freddo, fame, angoscia.
Questo significa che il Dio incarnato potrà fare anche il male?
Il male puo’ essere oggettivo o soggettivo. Nel secondo caso è intenzionale, per esempio quello che commette il ladro quando ruba. Un Dio incarnato che vive una vita perfetta non cadrà mai in tentazioni di questo tipo, non sceglierà mai di fare il male.
Ma il Dio incarnato è (anche) un uomo perfetto, per cui non sbaglia nei suoi giudizi: perché mai dovrebbe commettere un male soggettivo? No, il suo comportamento è esemplare e l’imitazione di Cristo è una strada sicura per la perfezione.
Detto questo, il Dio incarnato è affetto dai limitidella sua condizione per cui una decisione difficile, per quanto alla fine necessariamente corretta, sarà pur sempre fonte di angoscia e tribolazioni.
Una vita perfetta ma sofferta, quindi. Anche se il suo discernimento e i suoi poteri restano intatti, tutto deve passare attraverso i limiti del suo corpo.
Fin qui il ragionamento a tavolino su come ci attendiamo che Dio reagisca di fronte alla sua creatura che soffre e combatte sulla terra. Ora veniamo alla dottrina cristiana dell’incarnazione.
Nel Credo affermiamo che il Figlio discese dal cielo e si incarnò sulla terra diventando uomo. Sembra proprio che questo individuo – il Cristo – conservi le due nature. Non che la cosa sia stata esente dadisaccordi.
Fu il Concilio di Calcedonia a cimentarsi con il problema. La formula ortodossa fu rigettata deiMonofisiti (oggi essenzialmente i Copti), i quali propendevano per un’unica natura del Cristo, e iNestoriani, che consideravano il Cristo e Dio come persone differenti. Ad ogni modo oggi non ci sono disaccordi sostanziali.
Ma perché acquisire un corpo? Che necessità c’era?Per Platone, tanto per dire, l’essenza dell’uomo è la sua anima, non il suo corpo.
Diciamo allora che con il cristianesimo uscito da Calcedonia vince Aristotele.
Per Aristotele l’anima non è una parte distinguibile della persona ma la forma dei corpi, il modo in cui la persona agisce e pensa. Non puo’ pensarci un’anima completamente svincolata da un corpo. A Calcedonia vince Aristotele, per questo l’acquisizione di un animo umano implica l’acquisizione di un corpo.
Ricapitolando, Gesù è uno di noi, tranne che per il fatto che non puo’ sbagliare: è infallibile! La sua vita è perfetta, ma si tratta di una perfezione che costa sangue. Fu perseguitato, crocifisso e sepolto: tutto questo ha comportato una grande sofferenzaper lui.
Gesù nacque da Maria. Perché non ebbe due genitori come tutti noi?
Avere come madre Maria e come padre Dio (e non Giuseppe) è un simbolo potente che rinvia alla natura dell’uomo/Dio.
D’altronde, non è un grande miracolo per Dio derivare due set di cromosomi partendo da ununico ovulo, ovvero quello di Maria.
Anche per questo, forse, Dio è di solito immaginato come maschio.
Gesù non muore ma ascende al cielo. Perché? Anche qui c’è un simbolo potente in azione: come era disceso dal Cielo acquisendo anche una natura umana, allo stesso modo, al termine della sua missione, vi ascende tornando alla sua natura divina.
Gesù ascende al cielo collocandosi alla destra del padre. Anche qui l’espressione presa alla lettera non ha senso poiché Dio non ha una dimensione spaziale, va intesa piuttosto nel senso che Gesù si colloca sul versante della giustizia e della salvezza.
Milano, al Museo Diocesano il Capolavoro per il 2017 è del Perugino: l'Adorazione dei pastori
al Museo Diocesano fino al 28 gennaio L’adorazione dei pastori del Perugino – noi ci siamo andati Domenica scorsa, una figata.

Secondo passo: Dio è amore (e quindi una trinità)

Secondo passo: Dio è amore (e quindi una trinità)

Perché il Dio più probabile – il Dio d’amore – dovrebbe articolarsi su tre persone divine?
A prima vista la cosa appare contro intuitiva.
Rendere conto del Dio-Padre è semplice, tanto è vero che ad esso credono anche ebrei e musulmani.
Ma il cristianesimo va oltre postulando l’esistenza di tra persone che agiscono in modo perfettamente coordinato. E’ questo un pleonasma? E’ questa una debolezza della dottrina?
Cerchiamo di ragionare in astratto immaginandoci Dio-Padre da solo, e ricordiamoci che dalla sua definizionediscende che è un amante perfetto:
L’amante perfetto esige un amato.
L’amore più alto è quello tra pari. Per esempio, l’amore sponsale è più nobile di quello dei genitori verso i figli. Quest’ ultimo è naturale, oserei dire che è facile. Il primo invece va costruito sapientemente, esige sacrifici e adattamenti.
Questa pappardella è una verità talmente cruciale che il cristianesimo la esprime postulando l’esistenza di un Dio-Figlio, ovvero di un amato della stessa natura dell’amante.
Per questo si dice che il Figlio non è creato ma generato. Per insistere sulla pari natura dell’amato. Per analogia: noi creiamo dal nulla (o quasi) i Playmobil, che sono oggetti a noi inferiori. Ma generiamo i nostri figli, che sono (o diverranno) soggetti di dignità in tutto pari alla nostra.
Non esiste un momento in cui il Dio-Figlio viene generato, perché se esistesse esisterebbe anche un momento precedente in cui il Dio-Padre non ama un suo pari, il che non è possibile. Da cio’ deriva che il Dio-Padre e il Dio-Figlio si identifichino.
Veniamo ora alla ratio della terza persona.
Due amanti possono anche chiudersi in casa e amarsi in modo “egoistico”, estraniandosi da tutto.
Non di questo tipo l’amore divino.
Ma due amanti possono anche sposarsi, avere figli, partecipare attivamente alla vita comunitaria, essere propulsori di iniziative benefiche, e possono trarre queste energie proprio dal loro amore.
L’amore divino è di questo tipo.
Questo spirito di cooperazione tra Padre e Figlio che diffonde il bene intorno alla coppia è chiamato dalla tradizione Spirito Santo, ed è la terza persona della Trinità.
L’amore cristiano non è solo condivisione ma anche cooperazione per espandere la condivisione. Il concetto si sostanzia nella credenza dello Spirito Santo.
Anche questo ulteriore elemento discende necessariamente dai precedenti, cosicché lo Spirito Santo è elemento integrante della realtà di Dio, non viene generato in un tempo successivo.
Dal fatto che non possano esistere tre esseri onnipotenti che abbiano un qualche contrasto, discende la perfezione del loro coordinamento, pur nelle diverse sfere di competenza.
E’ proprio grazie al perfetto coordinamento delle tre persone che diventa possibile parlare di un unico essere articolato su tre persone.
In sintesi, come distinguere le tre persone?
Il Dio-Padre sta all’inizio della catena descritta, è quindi la persona “in-causata”, solo lui è “ontologicamente necessario”, direbbero i filosofi. Dio-Figlio e Dio-Spirito Santo sono “metafisicamente necessari”. Mentre il Dio-Figlio discende dal Dio-Padre, lo Spirito Santo discende dall’azione combinata di Padre e Figlio.
Perché solo tre?
Perché la storia dell’amore divino è essenzialmente quella che ho raccontato. Finisce così. Non necessita un quarto “step”, è sostanzialmente esaurita.
Notare che la dottrina, per quanto complicata, non pregiudica la semplicità dell’ipotesi teista poiché tutto discende senza ulteriori assunti rispetto a quelli semplici di partenza.
Perché di fronte a tre persone divine non parliamo di politeismo?
Perché le tre persone sono perfettamente coordinate, non discutono, non si confrontano, non confliggono, possiamo considerarle un essere solo e chiamarlo Dio.
La dottrina della Trinità puo’ essere raccontata in modo semplice: 1) una persona che ama veramente, ama nel modo più nobile 2) l’amore più nobile è quello tra eguali, 3) un amore autentico diffonde amore intorno a sé.
In fondo il matrimonio sintetizza abbastanza bene i concetti sottostanti alla Trinità: suggella l’amore più nobile, quello tra eguali (troppo facile amare la mamma, o il figlio). Un matrimonio riuscito desta ammirazione e voglia di imitare amando a nostra volta. Senza dire dei figli: un frutto dell’amore che produce altro amore.
Ma adesso che abbiamo speculato a tavolino, andiamo a vedere cosa dice la dottrina cristiana nel “Credo” niceano in merito alla natura di Dio. Dice forse qualcosa che si avvicina alle nostre conclusioni teoriche?
Il Dio cristiano è effettivamente trinitario e ogni persona ha la sua sfera di competenza
Il Dio-Padre dei cristiani è il facitore dell’universo.
Al Figlio spetta l’esecuzione delle opere. E’ questa Persona che nel cristianesimo si incarna e si fa uomo.
Registriamo quindi una corrispondenza tra teoria a tavolino e dottrina cristiana.
Ricapitolando, la teoria della Trinità sembra complicata ma in fondo si basa su due intuizioni abbastanza semplici e facili da sottoscrivere: 1) l’amore più nobile è quello tra eguali e 2) l’amore autentico si effonde nell’ambiente in cui è presente.
Non ci resta che verificare se nella storia esistono eventi in grado di riconnettersi in modo verosimile alla teoria razionale e alla dottrina cristiana.
God, Philosophy, and Saint Patrick: 3 PERSONS GOD
 FAUER
 Roaming Catholics
 TRINITY
 OLY
 SdN
4th Century: Saint Patrick uses a clover to explain the Trinity
2017: