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martedì 25 febbraio 2020

L'ORATRICE

Come oratrice Greta è fantastica. Ieri la consideravo una montatura ma oggi ho cambiato idea e le rendo onore.
L'insolita prosodia degli autistici è talvolta considerata uno svantaggio, ma lei ha saputo trasformare la sua estrema immediatezza in uno stile disarmante. Mai discorsi che vanno oltre i 5 minuti.
Comunica bene tutta l'urgenza e la serietà della sua crociata, proprio in una fase di stallo globale sulla questione ambientale. Nel suo sguardo di ragazza innocente si mescolano rabbia e condanna. Riesce sempre a spiccare, non c'è nessun altro nella stanza che parli o si comporti come lei.
Purtroppo per lei, c'è solo una persona che riesce a far meglio: il suo arcinemico Trump.
YOUTUBE.COM
'You have stolen my dreams and my childhood with your empty words,' climate activist Greta Thunberg has told world leaders at the 2019 UN climate action summ...

lunedì 24 febbraio 2020

I DANNI DI GRETA

La Terra si sta scaldando e le emissioni umane di anidride carbonica sono uno dei principali colpevoli. Lo sappiamo da molto tempo. Tuttavia, anche chi si descrive come persona avversa al rischio, orientata al futuro e facile preda delle preoccupazioni, anche chi non deve essere convinto che non stiamo facendo abbastanza, resta frustrato dalla discussione sui cambiamenti climatici. Sembra che l'obbiettivo sia quello di convincere le persone che la cosa sia reale mentre il vero problema è che non sappiamo cosa fare. E' su questo punto che ci siamo incagliati, cosicché le iniziative sono solo di facciata e, poiché tutti lo sanno, quando diventano troppo costose vengono abbandonate e tanti saluti.
L'esempio dell'equivoco è incarnato all'equivoca Greta Thunberg, sentitela: "... sappiamo già tutto, conosciamo i fatti, conosciamo le soluzioni, basta darsi una svegliata e cambiare...".
Cambiare. Questo è il problema per i gretini. Se costruissimo una bella centrale nucleare dietro casa di Greta, magari perderebbe la sua sicumera.
Se Greta fosse una star emersa del tutto spontaneamente non ci sarebbe da biasimarla per la sua ingenuità, in fondo è solo una bambina. Chi alla sua età non pensava in quella maniera ai problemi del mondo? I buoni contro i cattivi e roba di questo genere. E chi siamo noi per giudicarla? Tuttavia, se dietro ci sono degli adulti è bene etichettarli come "coglioni"! Ci stanno facendo perdere tempo con una strategia centrata sul colpevolizzare il prossimo. Il fatto che la terra si scaldi non ci dice cosa fare: l' "essere" non si tramuta per magia in "dover essere". Ma non gliel'hanno spiegato nella prima ora di filosofia? http://backreaction.blogspot.com/…/climate-change-there-are…

mercoledì 2 ottobre 2019

DIMMI COME PROTESTI E TI DIRO’ CHI SEI

DIMMI COME PROTESTI E TI DIRO’ CHI SEI
Prendi Greta, lei lancia l’allarme per il clima. E che male c’è? Fa bene, dice l’ingenuo (o il finto ingenuo).
Tuttavia, LI CONOSCIAMO BENE I NOSTRI POLLI, dalla sua esibita indignazione moralistica si capisce subito che non accetterebbe mai il proliferare di centrali nucleari, o le diseguaglianze di una carbon tax, o di sparare nell’atmosfera cannonate di anti-gas serra. Eppure sono le vie più promettenti a nostra disposizione al momento.
Prendi chi oggi parla di lotta all’evasione. E che male c’è? E’ cosa buona e giusta, dice l’ingenuo (o il finto ingenuo).
Tuttavia, LI CONOSCIAMO BENE I NOSTRI POLLI, dalla loro compiaciuta indignazione moralistica si capisce subito che non accetterebbero mai di dimezzare tasse e spesa pubblica. Eppure, una misura del genere dimezzerebbe immediatamente l’evasione per ridurla ancora di più in seguito.

martedì 1 ottobre 2019

LE PULZELLE

LE PULZELLE
Greta Thunberg mi aiuta a capire meglio la per me indecifrabile Giovanna d’Arco. Una fama virale emersa spontaneamente e adottata da una fame di eroi simbolici.

lunedì 30 settembre 2019

GRETINI

Gli intervistati che si aspettano gravi danni dai cambiamenti climatici sono i più contrari alla geoingegneria.
A me sembra chiaro: tra grado di allarmismo e soluzioni da perseguire c’è un collegamento. Non è logico ma c’è. L’allarmista (o "gretino") è fondamentalmente un millenarista e desidera redimerci facendoci “cambiare vita”. I problemi climatici per lui sono un pretesto.
NATURE.COM
Solar geoengineering could limit temperature increase, but its use is controversial. This study shows that climate experts are more opposed to geoengineering if they expect severe global climate change damages, but are more supportive if they expect severe damages in their home country.

giovedì 26 settembre 2019

PERCHE’ GRETA E’ TANTO ODIATA?

PERCHE’ GRETA E’ TANTO ODIATA?
Probabilmente, perché è un’operazione di marketing troppo sospetta. Inoltre, dà l’impressione di utilizzare i bambini come scudi umani.

Giusto o sbagliato, ci piace odiare l’ipocrisia e lo sfruttamento dei più deboli.

mercoledì 25 settembre 2019

SE FOSSI GRETA...

Non marcerei per l'ambiente ma per cambiare la spesa pubblica: più soldi ai giovani e meno ai vecchi.

https://www.cato-unbound.org/2019/01/17/tyler-cowen/radicalism-stubborn-attachments

SE FOSSI GRETA…
Su una cosa ha ragione: dobbiamo pensare al futuro. Il “futuro”, in fondo, è la versione atea del trascendente. Meglio che niente. In questo senso però eviterei le marce per l’ambiente sostituendole con le marce per il bilancio: più soldi ai giovani e meno ai vecchi.

lunedì 5 agosto 2019

COSA PENSIAMO QUANDO DICIAMO “GRETINI”

COSA PENSIAMO QUANDO DICIAMO “GRETINI”
Perché Greta, anziché comprare un semplice certificato di compensazione dei gas serra prodotti dal suo viaggio in aereo (ne esistono molti garantiti da enti terzi affidabili) sceglie di attraversare l’Atlantico e raggiungere NY con una barca dello Yacht Club di Monaco?
Ma perché Greta e i gretini non simboleggiano la lotta al riscaldamento globale bensì un metodo ben preciso di questa lotta: l’esibizionismo moralistico.
Un metodo destinato al fallimento. Troppa morale e poche azioni concrete.

https://feedly.com/i/entry/Od/Z0OrlTBzSrJtcae1t5qtueOtvOco3UFNx6gD9Pd4=_16c60783285:162e5a:25888a06

lunedì 18 marzo 2019

SOSPETTI MALEVOLI

SOSPETTI MALEVOLI
La storia è all’incirca questa: Greta Thunberg è preoccupata per i sacchetti di cellophane nell’ oceano (piange senza sosta durante un documentario visto alla TV), ma soprattutto per il clima che cambia. Conosco il soggetto, ho in casa una vegana naturista intransigente sempre in ansia per la sorte delle formiche e sempre rabbiosa quando ai margini di un’ innocua favoletta fa capolino un cacciatore. Ma Greta è una tipa intraprendente e trasforma il suo dolore in azione: decide di bigiare la scuola al Venerdì per piazzarsi davanti al parlamento di Stoccolma chiedendo ai politici “un mondo migliore”. Diviene ben presto un’icona della “nuova generazione” e in suo nome vengono organizzate manifestazioni di portata continentale.
Tutto qui? Difficile crederlo. Difficile anche per chi non ha nessuna intenzione di buttarla sulla “manipolazione” dei minori. I sentimenti di Greta sono sinceri ma dietro di lei si sente girare una colossale macchina propagandistica.
Ma è ipocrisia a fin di bene, dicono sensatamente i difensori del fenomeno. Lo ammetto, su di me l’ipocrisia è sempre “a fin di male”, non so perché ma quando è così scoperta mi tira fuori il peggio.
Innanzitutto, quando l’ipocrisia è utilizzata con tanta disinvoltura probabilmente se ne fa uso anche altrove. Io, almeno, ne sento l’odore ovunque. Tutti i sospetti diventano legittimi, in particolare quello per cui la semioticizzata sinistra europea stia tentando di camuffare i suoi obbiettivi politici dietro il mascherone del buon senso naif ben rappresentato da una bambina col faccione a luna piena.
Dietro Greta c’è “Greta”, e questo mi dà alcune sensazione.
Ho come la sensazione di sapere cosa ne pensi “Greta” circa la possibilità di affrontare il problema che tanto l’angoscia con la costruzione a distesa sul continente di centrali nucleari.
Ho come la sensazione di sapere cosa ne pensi “Greta” circa la possibilità di affrontare il problema che tanto l’angoscia sparando tra le nuvole una cannonata di agenti chimici in grado di ridurre la CO2, oppure di catturarla attraverso i processi artificiali dell’ingegneria climatica.
Ho come la sensazione di sapere cosa ne pensi “Greta” circa la possibilità di affrontare il problema che tanto l’angoscia con una corposa carbon tax destinata a creare sempre maggiori diseguaglianze nelle società contemporanee.
E chissà che ne pensa “Greta” dell’ipotesi secondo cui lei e la sua generazione erediteranno un mondo tremendamente migliore rispetto a quello ereditato dalle generazioni precedenti, e che le sue lamentele sono quelle tipiche della generazione-bambocciona. Chissà poi se si tranquillizza cessando il lamento venendo a sapere che le soluzioni preventive del problema climatico sono proibitive perché costosissime è inefficienti, e che è più ragionevole organizzarsi per una sana resilienza.
Ho come la sensazione di sapere cosa abbia invece nella testa “Greta”. Roba tipo: energie alternative, auto elettrica, cambiamento degli stili di vita, decrescita felice e altra roba del genere.
Certo, le mie sono solo sensazioni, solo sospetti.
Ma quando al centro del tuo progetto ci metti una quintalata di ipocrisia e di “non detto” i sospetti diventano automaticamente delle prove.