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venerdì 21 settembre 2018

LE TRE ECONOMIE

LE TRE ECONOMIE
1. Per i “neoclassici” l’uomo è razionale ed egoista.
2. Per gli “austriaci” l’uomo è razionale.
3. Per i “comportamentisti” l’uomo è irrazionale.
GERARCHIA DELLE SCIENZE: in 1 l’economia domina la sociologia e la psicologia, in 2 è la sociologia a dominare e in 3 la psicologia.
RAZIONALITA’: in 1 è “strumentale”, in 2 “ecologica” in 3 “distorta”.
OBBIETTIVI: il “neoclassico” prevede, l’ “austriaco” spiega, il “comportamentista” corregge.
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Horwitz, Economy, and Empirics Contro gli austriaci bryan caplan

Horwitz, Economy, and Empirics Contro gli austriaci
bryan caplan
Citation (APA): caplan, b. (2018). Horwitz, Economy, and Empirics Contro gli austriaci [Kindle Android version]. Retrieved from Amazon.com

Parte introduttiva
Evidenzia ( giallo) - Posizione 2
Horwitz, Economy, and Empirics Contro gli austriaci By bryan caplan
Evidenzia ( giallo) - Posizione 7
Some Austrians have no methodological objection to empirical work.
Nota - Posizione 8
DIFESA DEGLI AUSTRACI
Evidenzia ( giallo) - Posizione 8
what counts as “empirical evidence.”
Nota - Posizione 8
DOGMATICA DEI CLASSICI.....STATISTICA MEGLIO DELLA STORIA?
Evidenzia ( giallo) - Posizione 11
two decades of the mainstream’s growing methodological pluralism.[ 2]
Nota - Posizione 12
EPPURE L ECONOMETRIA È PROGREDITA TRA I CLASSICI
Evidenzia ( giallo) - Posizione 12
behavioral economists’ tremendous progress in empirically studying
Nota - Posizione 13
ESEMPIO CHE GLI AUSYRIACI RICONOSCONO POCO
Evidenzia ( giallo) - Posizione 14
Peter Leeson and Chris Coyne are achieving mainstream academic success by making claims mainstream economists can accept without further ado.
Nota - Posizione 15
ESEMPIO VOIRTUOSO X GLI AUSTRIACI
Evidenzia ( giallo) - Posizione 16
Austrian contributions will continue to be undervalued as long as they continue to spend most of their time talking to each other in their own eccentric dialect.
Nota - Posizione 17
XCHÈ VOI AUSTRIACI NM USCITE DAL GERGO E PARLATE COME NPI? CONCENTRATEVI SULLA SOSTANZA: L IMPORTANZA DELLA TRADIZIONE
Evidenzia ( giallo) - Posizione 18
Major Austrian Shortcomings
Nota - Posizione 18
Tttttytyyyyt
Evidenzia ( giallo) - Posizione 25
The Review of Austrian Economics,
Nota - Posizione 25
PRIMA RIVOSTA CON AUTORI A
Evidenzia ( giallo) - Posizione 26
The Quarterly Journal of Austrian Economics,
Nota - Posizione 27
SECONDA
Evidenzia ( giallo) - Posizione 28
Austrian resistance to empirical research is even worse than they imagined.
Nota - Posizione 29
DA UN RAPIDO SURVEY
Evidenzia ( giallo) - Posizione 30
note that self-styled Austrians are earnestly debating the relevance of empirical evidence.
Nota - Posizione 31
COSA NOTA CHI GUARDA DA FUORI
Evidenzia ( giallo) - Posizione 36
He builds economics on a short list of “apodictic truths,”
Nota - Posizione 37
LA POSIZIONE DI MISES
Evidenzia ( giallo) - Posizione 40
Behavioral Economics: The Triumph of Subjectivism
Nota - Posizione 40
ttttttttttt GLI A SOTTOSTIMANO L AUSTRIZZAZIONE DEI CLASSICI
Evidenzia ( giallo) - Posizione 43
they are more likely to make use of primary source historical evidence and non-econometric quantitative data
Nota - Posizione 43
L APPROCCIO EMPIRICO CANONICO DEGLI AUSTRIACI
Evidenzia ( giallo) - Posizione 45
When I present my evidence on voter irrationality[ 5] for example, Austrians often respond with lectures about the “rationality of all human action”
Nota - Posizione 46
UN ESEMPIO DI DOGMATISMO AUSTRIACO...L UOMO È SEMPRE RAZIONALE
Evidenzia ( giallo) - Posizione 48
Over the last two decades, many mainstream economists have embraced surveys, interviews, and narrative history.[ 6]
Nota - Posizione 48
INOLTRE I CLASSICI SONO SEMPRE MENO DOGMATICI
Evidenzia ( giallo) - Posizione 49
economists have embraced empirical psychology.
Nota - Posizione 49
MA SOPRATTUTT
Evidenzia ( giallo) - Posizione 50
Austrians’ lack of interest in empirical psychology is especially telling.
Nota - Posizione 51
SINTOMO IMPORTANTE
Evidenzia ( giallo) - Posizione 52
Economics is radically subjectivist
Nota - Posizione 52
X GLI AUSYRIACI
Evidenzia ( giallo) - Posizione 55
a massive intellectual movement that spent the last forty years developing these insights: behavioral economics.[ 8]
Nota - Posizione 55
EPPURE GLI AUSTRIACI IGNORANO CHI...
Evidenzia ( giallo) - Posizione 56
the “limits of our knowledge,”
Nota - Posizione 56
FA DI PIÙ KAHNE CHE IL DOGMATISMO SOGGETTIVISTA DI MISES
Evidenzia ( giallo) - Posizione 58
Compared to this fountain of knowledge, Austrian talk about subjectivism is empty generalities.
Nota - Posizione 58
UN CFR
Evidenzia ( giallo) - Posizione 58
What’s “Austrian” About Austrian Empirics?
Nota - Posizione 59
Tttttttt
Evidenzia ( giallo) - Posizione 60
Edward Stringham’s work on endogenous rule formation.
Nota - Posizione 60
ES
Evidenzia ( giallo) - Posizione 61
Peter Leeson’s work on pirates
Nota - Posizione 61
ES
Evidenzia ( giallo) - Posizione 63
“Sure, it’s great work. But what’s Austrian about it?”
Nota - Posizione 63
LA RISPOSTA DEO CLASSIC
Evidenzia ( giallo) - Posizione 65
Leeson’s project is modest and orthodox: using textbook microeconomics to explore the fascinating topic of piracy.
Nota - Posizione 66
ESEMPIO
Evidenzia ( giallo) - Posizione 71
The obvious reply is, “Austrian concepts and terminology help us understand the world.”
Nota - Posizione 72
LA DIFESA PUNTA SU UN GERGO FUNZIONALE
Evidenzia ( giallo) - Posizione 72
why don’t Austrians focus on empirical questions we can’t answer without their unique concepts and terminology?
Nota - Posizione 73
QUEL CHE SI CHIEDE LO SCETTICO

sabato 6 maggio 2017

Contro l'economia austriaca

Molti liberali trovano che il cosiddetto "approccio austriaco" sia più congeniale alla difesa della società aperta. Non è dell stesso avviso l'economista Bryan Caplan che spiega i suoi  perché nel saggio "Why I Am Not an Austrian Economist".
Non si puo' negare che da questa scuola siano venuti contributi di peso, ma per lo più si trattava di filosofia economica anziché di semplice economia.
Dalla nostra trattazione lasciamo fuori la punta di diamante del movimento, il Nobel Friedrich von Hayekper concentrarci meglio su Ludwig von Mises e Murray N. Rothbard. Il primo ha iniziato come economista per poi virare già negli anni ‘30 su politica, sociologia e diritto. I secondi, per contro, si sono opposti in modo chiaro e risoluto all'economia neoclassica precisando meglio il loro attacco frontale...
... If Mises and Rothbard are right, then modern neoclassical economics is wrong; but if Hayek is right, then mainstream economics merely needs to adjust its focus...
***





***
I neoclassici (N) utilizzano le funzioni di utilità. Gli austriaci (A) le avversano.
Cosa sono, innanzitutto, le funzioni di utilità? Sono relazioni che descrivono le preferenze dell'individuo. Per i N un individuo agisce per massimizzare la sua utilità.
Secondo Rothbard (R), invece, sono la premessa della cardinalità delle preferenze individuali, ovvero il demonio in terra.
Qui occorre fare una parentesi perché siamo di fronte ad un concetto chiave.
L' A tipo ha un nemico ben preciso: l'intervento statale nell' economia.
Ora, come giustifica di solito lo stato il suo intervento? Per esempio così: "tolgo a te il bene X per darlo a lui". Perchè? “Perchè per te vale 10, per lui 15, così facendo aumento la felicità collettiva”.
È chiaro che se lo stato non può dare i numeri (10 e 15), non può nemmeno giustificare il suo intervento. Assumere preferenze cardinali (ovvero confrontabili) consente allo stato di agire. Bisogna impedirlo.
Ma le preferenze dei N sono ordinali, non cardinali. L'accusa di R è falsa...
... A utility function just uses numbers to summarize ordinal rankings; it doesn't commit us to belief in cardinal utility...
***
I N considerano possibile l' "indifferenza" verso due beni, cio’ si realizza quando due utilità relative a beni diversi si eguaglino nel valore. Io posso essere indifferente tra un gelato alla panna e uno al cioccolato...
... But what if U( a)=U( b); i.e., what if an agent is indifferent between two alternatives? Rothbard elaborated upon Mises by rejecting the very possibility as incoherent...
Gli A si oppongono in modo veemente.
Anche qui, la cosa si chiarisce con l'obbiettivo ultimo degli austriaci: limitare i poteri dello stato.
Ecco come ragiona spesso uno statalista: "voi vorreste costruire una strada ma non vi accordate per colpa degli opportunisti. Io, stato, taglio la testa al toro costruendola grazie ad una tassazione coercitiva".
Lo stato, dunque, opera supponendo che esistano preferenze non rivelate attraverso un’azione concreta. Per questo l' A fa di tutto per dimostrare che nulla del genere esiste: una preferenza esiste solo quando viene rivelata dall’azione.
Torniamo a noi: supporre l'indifferenza significa supporre preferenze inespresse. Esempio: tra panna e cioccolato alla fine devo scegliere. Sceglierò la panna (preferenza rivelata dall'azione) mentre la mia reale preferenza (l’indifferenza) resta inespressa.
Per un A la "preferenza rivelata" è tutto: nessuna preferenza esiste che non possa essere rivelata dall'azione. Il libro di Mises “Human Action” è la loro Bibbia. Ebbene, l'indifferenza non è mai una base per l'azione.
Ma questo porta a conseguenze strambe. Per esempio: non posso aver avuto voglia del gelato ieri perché ieri non ho mangiato nessun gelato. Per un A non esiste introspezione, il che mi sembra una grossa lacuna.
Il comportamentismo nega l'esistenza degli stati mentali. L' A simpatizzante per R è un comportamentista duro e puro.
Se non esisto o le preferenze mentali ma solo quelle concreta, non ha nemmeno senso postulare una funzione continua delle preferenze. Le preferenze sono spot, discontinue, non "derivabili".
Problema: niente preferenze continue, niente funzioni continue per domanda e offerta, nessun incontro tra le due...
... One obvious problem arises here. Without continuous preferences, it is also highly unlikely that e.g. supply and demand can ever be equal...
Guai a dire che la continuità della funzione è solo un'utile semplificazione. È proprio con costoro che R se la prende...
... Most writers on economics consider this assumption a harmless, but potentially very useful, fiction, and point to its great success in the field of physics... The crucial difference is that physics deals with inanimate objects that move but do not act...
Salvo poi, lui stesso, a scopi semplificatori, utilizza le funzioni di domanda e offerta.
***
Il comportamentismo estremo messo in campo con il recondito proposito di difendere il mercato è in realtà controproducente...
... Rothbard could only claim the welfare effects of government intervention upon "social utility" are indeterminate; i.e., since the victim loses and the intervener gains, it is impossible to say anything about social utility without making a verboten interpersonal welfare comparison...
Se non esistono preferenze introspettive non posso nemmeno dire nulla sulla disutilità che subisce un tartassato. Non posso dire nulla di nulla.
Ergo: il welfare austriaco non difende il mercato, è agnostico.
L'azione dello stato può essere avversato in termini etico-filosofici ma non in termini di efficienza. In termini di efficienza l' A è costretto suo malgrado all'agnosticismo.
Il comportamentismo degli austriaci è talmente estremo che non posso dire nulla delle intenzioni umane (che sono una realtà interiore)...
... When two people sign a contract, do they actually demonstrate their preference for the terms of the contract? Perhaps they merely demonstrate their preference for signing their name...
Chi firma un contratto lo fa perché ne accetta il contenuto o perché gli piace firmare?...
... Rothbard's refusal to acknowledge unobserved preferences would have to impress even B.F. Skinner....
È anche un comportamentismo contro il buon senso: pensare cosa desidera un altro non sarà facile ma non è neanche un esercizio assurdo.
Questa enfasi su una soggettività insondabile fa sì che l' A si ritenga l'unico soggettivista in circolazione. I titoli dei suoi libri contengono sempre quella fatidica parola. Ma anche il N è soggettivista, anche per lui le preferenze non sono cardinali e quindi non confrontabili.
***
Mises ha sostenuto che in un regime socialista, in assenza di prezzi, non è possibile il calcolo economico. Vero, sprechi e penurie sono dovute anche a questa grave falla.
Ma ci sono anche altri argomenti contro l'economia socialista. Per esempio: la produttività è bassa poiché gli incentivi non sono corretti.
Eppure, l' A , contro l'evidenza, si impunta solo sull'impossibilità di calcolo. Per lui esiste solo quella lacuna.
La cosa, per altro, è strana poiché Mises raccomanda di limitarsi a giudizi qualitativi e lasciar perdere quelli quantitativi...
... If so, then how could he possibly know by economic theory alone that the negative effect of the lack of economic calculation would be severe enough to make socialism infeasible?...
Il socialismo di Robinson Crusoe sembrerebbe possibile poiché “socialismo di una persona”. Ma quando arriva Venerdì è ancora possibile? E quando arrivano altri 100 indigeni? E 1000?
Evidentemente serve un giudizio quantitativo.
Gli A hanno abusato dell'argomento di Mises, inoltre, fedeli ai loro principi, non hanno fornito prove empiriche della sua tenuta.
Il loro argomento contro il socialismo, in realtà, è solo uno dei molti. Eccone altri...
... problem of work effort, or innovation, or the underground economy,...

***
In tema di beni pubblici l'obiezione austriaca discende da quanto già detto: tutti i beni pubblici postulano preferenze inespresse, ovvero inesistenti. Il concetto è quindi insensato.
Ma se qualche N statalista abusa della teoria neoclassica, cio’ non significa che quella teoria sia invalida.
Anche i N, del resto, hanno sviluppato critiche ad un concetto troppo semplificato di bene pubblico.
Ronald Coase (teoria del faro) e James Buchanan (teoria public choice) sono economisti neoclassici che hanno fatto molto contro l'abuso dell'etichetta di "bene pubblico".
Conclusione...
... While Rothbard deserves praise for analyzing the extent to which private property can solve externalities problems, his reformulation of the theory of externalities is decidedly unsuccessful...
***
Per i N il monopolio è una fonte di inefficienza, almeno in assenza di capacità di discriminare i prezzi.
Inoltre, in quantità più o meno grande, c'è sempre: la concorrenza perfetta è una chimera.
Qui bisogna rendere omaggio a R e al suo contributo nel sostenere la tesi che senza barriere legali all'entrata i monopoli reali sarebbero molto meno perniciosi. Un monopolio non dura senza protezioni esterne. Nel 1962 era già molto avanti rispetto ai suoi colleghi.
Ma i N hanno recuperato il terreno perduto, spesso collegando monopolio e innovazione secondo l’insegnamento di un austriaco anomalo come Schumpeter.
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In macroeconomia gli A hanno elaborato una loro teoria del ciclo economico. In questa teoria ci sono anche molti argomenti accettabili.
Per esempio: la disoccupazione è causata da salari troppo elevati.
Oppure: usare l'inflazione per ridurre i salari non è una manovra scellerata.
Su quest’ultima verità lavorò in modo geniale anche il neoclassico Robert Lucas meritandosi un Nobel (nonché l’appellativo di papa dell’economia).
Ma perché esiste questa rigidità dei salari?
E qui R entra in fissa e semplifica: tutta colpa di governo e sindacati.
Vero ma c'è senz'altro dell'altro. A volte non si tagliano i salari per non demoralizzare il personale.
Altri motivi per non tagliare gli stipendi...
... actively coerce new hires, threatened "insiders" might informally haze, mistreat, or otherwise fail to cooperate newly-hired "outsiders."...
Provate a mettervi nei panni di un padroncino e capirete le difficoltà, sindacati o non sindacati.
***
Ma i guai arrivano dopo, con le affermazioni problematiche.
Innanzitutto questa: tassi bassi distorcono la struttura produttiva (si investe troppo in beni durevoli).
Che l'emissione di moneta abbassi i tassi è pacifico, ma...
... What I deny is that the artificially stimulated investments have any tendency to become mal investments...
La domanda che mette in crisi l' A...
... The objection is simple: Given that interest rates are artificially and unsustainably low, why would any businessman make his profitability calculations based on the assumption that the low interest rates will prevail indefinitely?...
Come mai l'imprenditore  è tratto in errore da una variabile tra le tante? Una variabile, per altro, il cui comportamento è comunque più prevedibile di altre.
L'imprenditore sa che i tassi si alzeranno e dovrebbe tenerne conto. Perchè non lo fa? Perchè l' A lo postula così incompetente?
Garrison ha tentato u a risposta...
... "[M]acroeconomic irrationality does not imply individual irrationality. An individual can rationally choose to initiate or perpetuate a chain letter... Similarly, it is possible for the individual to profit by his participation in a market process that is - and is known by that individual to be - an ill-fated process."...
È uno scenario possibile, ma farne una regola generale è temerario.
Gli A affermano che nelle crisi il settore dei beni durevoli soffre particolarmente.
In parte è vero ma ci sono spiegazioni alternative meno cervellotiche...
... durable good purchase, whether durable capital goods or durable consumer goods, is going to be much more sensitive to changes in income...
L'acquisto di un bene durevole è più sensibile ai redditi attesi.
E la stagflazione? A volte gli A si vantano di essere gli unici a saperla spiegare.
Non è così: la teoria delle aspettative razionale la spiega brillantemente. La contrattazione anticipa perfettamente l'inflazione attesa realkzzandola senza guadagni in termini occupazionali.
Ma ci sono anche altre spiegazioni: 1) shock nelle risorse naturalj (es. prezzo del petrolio) 2) shock tecnologico (teoria del real business), l'innovazio e e la produttività rallenta senza che rallenti la creazione di moneta.
***
Mises e Rothbard enfatizzano il primato della teoria sui fatti. Le verità chiave sono apriori, per esempio l'assioma dell'azione e della preferenza rivelata.
Questa assenza di lavori empirici ha segnato il loro isolamento nell'accademia.
Ma la sola teoria è sufficiente?
Gli A probabilmente sbagliano a pensare che la storia si limiti ad illustrare la teoria. Solo l'evidenza empirica ci dice qualcosa su quale tra le forze in campo prevale da un punto di vista quantitativo. Esempio...
... Price theory shows us that a minimum wage in excess of the market-clearing price will increase unemployment. However, as Mises and Rothbard emphasize, economic theory tells us nothing about how big the increase in unemployment will be...
L' A si rifiuta di utilizzare la matematica: per lui la verità economica è tale a priori. Ciò gli impedisce di pubblicare sj riviste scientifiche.
Viene da chiedersi se matematica ed econometria abbiano contribuito al progresso della disciplina. Forse qui lo scetticismo dell' A è in parte giustificato.
Facciamo unesperimento, elenchiamo le principali conquiste degli economisti nell'iltimo mezzo secolo e oltre...
... Here are a few of the best new ideas to come out of academic economics since 1949: 1. Human capital theory 2. Rational expectations macroeconomics 3. The random walk view of financial markets 4. Signaling models 5. Public choice theory 6. Natural rate models of unemployment 7. Time consistency 8. The Prisoners' Dilemma, coordination games, and hawk-dove games 9. The Ricardian equivalence argument for debt-neutrality 10.Contestable markets...
Si tratta di teorie presentate in forma matematica. Ma quanto ha contribuito la matematica ad escogitarle?
Forse ha avuto un ruolo in 2) e 3). Ma forse.
Ad ogni modo, per un approfondimento critico sul ruolo della matematica e della statistica nelle discipline economiche rinvio a questo articolo.
Come procedere allora? Al modo degli austriaci? No: ecco un esempio di  giusto mix...
... My own view is the econometrics is not useless, but must become a subordinate tool of the economic historian rather than vice versa. Friedman and Schwartz's A Monetary History of the United States is close to the optimal mix - careful historical analysis supplemented with econometrics, rather than vice versa...

sabato 7 aprile 2012

Austriaci e neoclassici: Il miracolo dello scambio

Cosa insegna un “austriaco” al “neoclassico”?
Insegna il concetto di “ordine spontaneo”, insegna il ruolo delle tradizioni, delle virtù, della biologia e dei metodi empirici. Insegna che oltre alla razionalità classica esiste una razionalità evolutiva. Guarda solo alle problematiche relative all’ equilibrio generale: il “neoclassico” arriva a dire che un equilibrio ottimale esiste ma solo con l’ apporto “austriaco” si giunge ad affermare che puo' essere raggiunto (vedi sotto).

Cosa insegna il “neoclassico” all’ “austriaco”?
Primo, che il suo approccio non difende il libero mercato come molti austriaci vorrebbero ma solo una stabilità regolativa purchessia intorno alla quale far sviluppare un libero processo evolutivo della comunità. Secondo, che ci sono alcuni percorsi adattivi più ostici di altri e le istituzioni possono servire per indirizzare la società verso i secondi.

Letture:

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Ricordate la critica di Sombard?: "il capitalismo ha una velocità innaturale e sgancia l' economia dalla morale". Ebbene, negli ultimi anni è stata riecheggiata dai molti che invocavano una decrescita.

Hayek consente di rispondere alla critica di Sombard continuando a perorare il mercato: è il capitalismo artificioso che sgancia morale e mercato. Il mercato come ordine spontaneo mantiene i ritmi dell' evoluzione e la connessione tra economia e morale. Sopportare i temporanei fallimenti del mercato è la "decrescita migliore" che si possa realizzare. Se il liberalismo diventa libertarismo, rallenta il turbocapitalismo riconducendolo a misura d' uomo.

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Buchanan e Coase sono due figure decisive per riconciliare Vienna e Chicago.

Buchanan ci dice che l' alternativa ai fallimenti di mercato sono i fallimenti di stato. Ecco allora che rientra in gioco Vienna e le sue ragioni diventano decisive per optare a favore del mercato.

Coase ci dice che alcuni percorsi presentano meno ostacoli per raggiungere l' ottimo. Ecco allora che l' evoluzionismo hayekiano puo' essere temperato dal riformismo chiacagoano: alcuni ostacoli sono insormontabili senza riformismo istituzionale. La storia, per esempio, ci ha dimostrato che lo stato alcune volte è preferibile alla libertà, almeno laddove quest' ultima conduce al familismo e al tribalismo.

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Ecco un buon modo per riconciliarsi: i “neoclassici” si occupino di “statica”, gli “austriaci" di “dinamica”.

I “neoclassici” si occupino d’ individuare i punti di arrivo, gli “austriaci” del modo tramite cui arrivarci.

L’ esempio preclaro riguarda l’ economia del benessere e l’ equilibrio generale: Walras e poi Arrow Debreu stabiliscono con metodi neoclassici che in in un sistema di mercato a libera concorrenza esiste un equilibrio efficiente. 

James Buchanan si occupa di dimostrare come un governo fallisce nel perseguire l' ottimo paretiano.

Ma oltre a questo punto, i neoclassici non possono spingersi.

Ci vuole Hayek per dimostrare come un libero mercato giunge spontaneamente all' ottimo.

E’ chiaro che Hayek deve adottare una razionalità differente, diciamo che la sua razionalità del suo operatore è di tipo  bayesiano.

I modelli dinamici - o evolutivi - sono poi molto complessi, al punto da non poter essere risolti analiticamente poiché in essi muta gradualmente anche il paradigma della scelta adottato dall' agente, per formalizzarli occorrono delle simulazioni al pc. Tutto cio’ ha penalizzato gli “austriaci” nel dibattito. Inoltre, le soluzioni "austriache" sono di lungo periodo, il che non è certo l' ideale per irrompere nel dibattito cronachistico della politica.

L’ equilibrio di Gintis (2011), con confutazione di scarf, raggiunto con razionalità bayesiana:  http://www.umass.edu/preferen/gintis/markovexchange.pdf

***

A Chicago piace il mercato: è il miglior modo per sviluppare incentivi.

Piace pure a Vienna perchè fa emergere informazioni altrimenti destinate a restare sepolte.

Chicago riconosce che il mercato puo' fallire nella produzione di beni pubblici. In questo caso bisogna intervenire.

A Vienna questi interventi dispiacciono: verrebbe sabotato irreparabilmente quel prezioso crogiolo informativo costituito dal sistema dei prezzi. L' evoluzione nel giusto senso non si produrrebbe.

Per Chicago l' Uomo è tutto sommato prevedibile: il problema è quello di motivarlo spingendolo all' efficienza.

Vienna vede nell' uomo un mistero sempre pronto ad innovare cambiando tutto, anche la sua testa.

A Chicago piacciono i numeri e la matematica: qualche statistica è meglio che niente per dichiarare su basi di fatto inefficiente un mercato e far scattare l' intervento governativo.

A Vienna i numeri non servono: di interventi non ne vuole sapere, i mercati non falliscono e l' Uomo è troppo imprevedibile per essere ingabbiato in un' equazione. Come "modellizzare" una realtà in cui tutto evolve, compresi i metodi per scegliere?

Chicago è pragmatica, i fatti cambiano i suoi giudizi: un mercato efficiente nel secolo scorso puo' anche rivelarsi inefficiente oggi.

Vienna è più costante nel suo giudizio: perché cambiare idea quando cambierà la realtà e la testa degli uomini? Gli austriaci chiedono di aspettare e mantenere la calma, la verità emergerà e le previsioni giungeranno a compimento. Anche per questo la sua visione può essere agevolmente trasformata da economica a filosofica.

Non accetto richieste su chi buttare dalla torre, non saprei rispondere. Innanzitutto perchè le due visioni non sono poi così distanti e una conciliazione è possibile.

Ma poi, come potrei rinunciare al realismo di Chicago, ai suoi argomenti che consentono di intervenire con pertinenza nel dibattito contemporaneo? D' altro canto: come potrei mettere da parte la ben più ricca antropologia viennese, le sue intuizioni sulla razionalità limitata, la sua lotta culturale contro l' abuso delle conoscenze e i suoi input etico-filosofici?

Chicago e Vienna possono riconciliarsi grazie a Buchanan, ovvero alla scuola di Public Choice: se il mercato fallisce (Chicago), anche il governo fallisce (Buchanan), e allora meglio puntare sul mercato per i motivi ben evidenziati dagli austriaci! 

Chiudo con una curiosità. In questi anni il liberalismo è sotto assalto, specie quello chicagoano. Lo difendo volentieri ma resto spiazzato quando le accuse, portate da autentici nemici del mercato, echeggiano quelle che i viennesi, veraci amici del mercato, rinfacciano di solito ai loro cugini.

***

La libertà puo' essere difesa perché genera buoni incentivi (chicagoani) o perché consente di affrontare al meglio la complessità (austriaci). Gli psicologi ridimensionano il rilievo degli incentivi e i tecnocrati di Big Data sperano di risolvere anche i problemi più complessi con il calcolatore. Sono loro che svuotano di senso il concetto di libertà.

***

I libertari lodano il libero mercato attribuendogli un doppio merito.

Se i comportamenti sono indotti dagli Incentivi e dalla Cultura, questa istituzione è in grado di agire in modo virtuoso su entrambe le variabili.

Anzi, il discrimine più eloquente per individuare le due principali scuole liberiste consiste proprio nel ricondurle al fulcro che eleggono come decisivo.

Il "viennese" (sponda hayekiana) punta sulla cultura, il "chicagoano" sugli incentivi.

I due approcci naturalmente sono interconnessi: la costante presenza di un incentivo di gruppo, alla lunga, produce "cultura". Un modo credibile per strutturare gli incentivi non puo' prescindere dalla "cultura" già presente. Lo si vede bene nell' economia dello sviluppo. Oggi c' è anch chi parla espressamente di "biologia dei popoli". Una manna per l' approccio austriaco.

Chicago ci avverte della presenza di soluzioni ottimali, restano pur sempre un obiettivo. Vienna ci avvisa che non tutto puo' essere progettato: esiste una cultura che reagisce alle istituzioni, il gradualismo si rende necessario.

Vienna ci garantisce la sopravvivenza delle società di mercato, Chicago garantisce i modi per costruirla al meglio.

***

Un ponte tra Vienna e Chicago. Vediamo se si riesce a costruirlo sul filo di qualche osservazione snocciolata in ordine sparso.
  1. La critica che Caplan rivolge a Rothbard e Mises non mi sembra tacitata dalle risposte che ha ricevuto.
  2. Caplan lascia in disparte Hayek. Evidentemente è su di lui che va costruito il primo pilastro del ponte.
  3. Come riconciliare Hayek con l' Homo Economicus di Chicago?
  4. Innanzitutto incorporando la razionalità limitata dell' agente haykiano nelle sue preferenze. In un mondo complesso l' uomo fa appello alle sue preferenze, ed esse sono spesso autoreferenziali (mi piace avere certe preferenze, mi piace essere irrazionale...).
  5. Poi introducendo forme di evoluzione delle preferenze.
  6. Poi enfatizzando la distinzione tra breve e lungo periodo.
  7. Poi criticando con Buchanan le alternative al mercato.
  8. Infine dando centralità alla figura dell' innovatore.
  9. Hayek, e quindi la scuola austriaca, ha avuto il merito di affiancare al concetto di competizione quello di evoluzione. Cio' ci consente di vedere i "gusti" (anche e sopratutto quelli etici) come qualcosa di endogeno. Ecco il circolo: l' ambiente incide sul profilo etico e l' etica incide sulla ricchezza. La ricchezza, a sua volta, incide sull' ambiente circostante che tenderà ad uniformarsi ai modelli vincenti. 
***
Fischer Black è uno studioso che colma bene il gap tra neoclassici e austrici, lo fa proponendo il concetto di noise (derivato dalla finanza). L' informazione imperfetta è la causa del ciclo economico che ha sempre una causa reale e deriva da un mismatch tra tecnologia, gusti, educazione eccetera. C' è molto di austriaco, almeno in senso lato, in questo resoconto. Il suo articolo è facilmente reperibile in rete.

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L'economia è una scienza? Possibile risposta: è una scienza imprecisa (come le scienze umane in genere).

Le scienze di questo genere adottano un metodo scientifico giungendo a conclusioni approssimative.

Una conseguenza di tutto cio' è piuttosto frustrante: molto spesso il profano  "prevede" meglio dello scienziato rigoroso (il rigore qui riguarda il metodo d'indagine seguito, non certo le conclusioni). Questo non giova certo allo status dello "scienziato impreciso".

Tuttavia, ci sono altre conseguenze galvanizzanti: lo "scienziato impreciso" è costretto a penetrare meglio la metodologia e l'epistemoloigia della sua ricerca. Cio' che in un ambito di scienze esatte è scontato al buon senso, in un ambito di scienze imprecise deve essere guadagnato sul campo. Lo scienziato impreciso deve quindi anche essere  un po' filosofo, o per lo meno più ferrato nella materia.

C'è poi un'avvertenza che lo scienziato impreciso dovrebbe seguire: limitarsi a previsioni generali e generiche senza con questo declinare le scommesse.

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Bourgeois dignity di Dreidre McCloskey - contro North - Chicago e la Public Choice
  • North: l economia applicata alla storia. Sulla scia di fogel
  • Stregato dai costi di trans di coase
  • Tesi north sulla riv ind: buone ist che comprimono i costi trans
  • X uno come north tutto è incentivo: incent.ben indirizzati creano ricchezza
  • X north l istituz esprime un vincolo a max u
  • X  altri l istituz esprime civiltá umanità cultura
  • Spesso la miglior spiega rinvia ad un mutamento nei valori sociali
  • Islam: incentivi o onore?
  • Incentivi esteriori o interiori? Utile o identità? Utilità sui beni o sulle altre utilità? La cultura esiste?
  • Religione x north: nn un modo x dare senso ma un altro modo x fare affari.
  • L economicismo è a sua volta una religione che snobba la strada breve x allungare il percorso pEr di seguite i suoi rituali.
  • Xchè le riforme sono tanto difficili? Perchè ci sono i valori culturali.
  • Tesi: le istituzioni nn sono vincoli hanno a che fare con il senso e l identità
  • Il crimine è fatto di incentivi? Il broken windows effect nn si spiega con l incentivo
  • La prudenza è una virtù ma x l economista è l unica!
  • Il semaforo: il rosso co fa fermare x nn fare incidenti. Ma xchè si è scelto il colore rosso?
  • Chiamalo: animal spirit comittment o virtù
  • Il regno della prudence only: chicago e public choice
  • Il significato conta negli affari quanto l amore nel matrimonio.
  • La libertà: un contratto o uno status?
  • Per un antico nn si è liberi anche per una dipendenza potenziale (un simbolo più che un vincolo)
continua

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