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lunedì 25 marzo 2019

Don marco LINK

Aberrante il modo in cui don Marco è venuto al corrente della vicenda: alla vigilia della pubblicazione di uno scoop sul Corriere della sera, settimane prima di ricevere l’avviso di garanzia dal Tribunale, la giornalista lo chiama informandolo di quello che l’indomani avrebbe scritto sul giornale e chiedendo dichiarazioni. Altro che presunzione di innocenza!

Don Marco si è sempre detto innocente e nel primo grado di giudizio ha rifiutato il rito abbreviato

Il primo grado, nonostante il PM avesse chiesto dodici anni di carcere, si conclude con l’assoluzione dell’imputato “perché il fatto non sussiste” e non perché le prove raccolte non permettessero di andare al di là di ogni ragionevole dubbio.

Nel dibattimento credo abbia pesato oltre che le contraddizioni di spazio e di tempo della presunta parte offesa, anche una serie di affermazioni che apparivano alquanto inverosimili: le violenze sarebbero avvenute a scuola, in aula, durante le lezioni, oppure in sacrestia prima e dopo la santa Messa (come per il cardinale Pell in Australia) oppure in oratorio, durante le attività estive ma in un’aula dell’oratorio, con la porta aperta, con incuranza del fatto che la situazione poteva essere scoperta da chiunque. Credo abbia pesato anche il quaderno dei verbali della psicologa che nel periodo dell’adolescenza seguì la ragazza (evidentemente con una situazione di fragilità) per conto dei servizi sociali del territorio: dal quaderno infatti non emerge nulla, sebbene la ragazza avesse confidenza con la psicologa, tanto da rivelare anche alcuni dettagli intimi della sua vita personale e alcuni particolari imbarazzanti del suo vissuto familiare. Per di più, la difesa dell’imputato ha messo in luce come da questa fonte si possa leggere il desiderio della ragazza di diventare negli anni delle superiori animatrice per le attività oratoriane estive: inverosimile che, appena terminate le perverse attenzioni del prete, la vittima desiderasse tornare in contatto con lui.

a gennaio 2018 don Marco viene condannato a sei anni, 15 mila euro di risarcimento oltre che le pene accessorie, benché non si fosse aggiunto un minimo dettaglio che potesse far pensare alla colpevolezza.

La comunità di Serina, di fronte a una sentenza che trova profondamente ingiusta ma che pure rispetta, senza la volontà di fare processi in piazza (altrimenti avrebbe agito prima) decide di mandare una lettera all’ex curato, che è stato con loro per dodici anni, sempre amato e stimato

Come è stato detto durante il processo di don Marco: l’inverosimiglianza è sintomo di verità; se le accuse fossero inventate sarebbero ovviamente profondamente coerenti!

https://www.aldomariavalli.it/2019/03/25/cosi-don-marco-e-finito-in-carcere/

lunedì 11 marzo 2019

IL PROCESSO AL CARDINALE PELL

IL PROCESSO AL CARDINALE PELL

Questa storia dei preti pedofili va avanti da molto, forse vale la pena di approfondire i casi specifici ma il tempo non c’è.

Avendo trovato qualche minuto mi sono dedicato al processo del Cardinale Pell, recentemente condannato per abusi. Ecco le notizie che ho recuperato. A seguire la mia impressione.

***

La presunta vittima studiava al prestigioso St Kevin's College di Toorak e cantava nel coro della cattedrale di San Patrizio.

Dopo aver cantato durante una messa domenicale alla fine di dicembre del 1996, lui e un altro membro del coro si allontanarono dal resto del gruppo mentre il coro era in uscita.

Dissero che girovagando finirono nella sagrestia dei sacerdoti, una stanza sul retro della cattedrale usata per la vestizione. Un posto off limits per i membri del coro.

L'ex cantore disse anche che "all’epoca i due erano bambini birichini e non mancarono di guardarsi intorno incuriositi" quando notarono il vino per l’altare e cominciarono a bere”.

Ma presto il Cardinale Pell apparve sulla soglia, era da solo e con le vesti di arcivescovo.

La vittima: "ci ha ... detto qualcosa del tipo 'cosa stai facendo qui?' O 'ora sei nei guai'".

"A un certo punto ci ha immobilizzato slacciandosi i pantaloni da sotto le vesti talari…”.

Sempre la vittima: “abbiamo detto ‘puoi lasciarci andare? Non abbiamo fatto nulla di male’ ".

Ma invece di lasciarli liberi, l'allora arcivescovo tirò da parte uno dei ragazzi e spinse la sua testa fino al suo membro.

Dopo pochi minuti, si spostò sull'altro corista facendo altrettanto.

"Tutti i ragazzi erano presenti all’uscita dalla chiesa poiché vengono consegnati uno a uno alle famiglie…” ha detto il direttore del coro alla giuria stimando che il calvario delle vittime sia durato solo alcuni minuti.

Mesi dopo, l'ex corista fu abusato di nuovo da Pell con modalità abbastanza simili.

Dopo un'altra messa domenicale, l'arcivescovo lo spinse contro un muro del corridoio e lo tastò in un fulmineo assalto.

Veniamo ora a quanto ha detto la seconda vittima in questo incidente (nel frattempo morta per overdose di eroina).

La seconda vittima, finché era in vita, non ha mai menzionato l'incidente e ha sempre negato di essere stato vittima di abusi sessuali quando la madre gli ha fatto domande in merito dopo anni dal presunto abuso.

A parte la parola di Pell, quali sono le prove a discarico?

Nelle sue dichiarazioni di apertura, l'avvocato difensore di Pell, Robert Richter, aveva detto alla giuria che le accuse erano impossibili in senso pratico, affidandosi poi ad una schiera di testimoni: “… era praticamente impossibile... che George Pell fosse solo con due giovani coristi nei 10 minuti immediatamente dopo la fine della messa…”.

Difficile poi pensare che una persona che si vede spuntare di punto in bianco due persone in sacrestia decida di violentarli visto anche il vai e vieni a cui è soggetto quel luogo…”.

Più di una dozzina di ex membri del coro sono stati chiamati sul palco dei testimoni per descrivere i dettagli delle messe domenicali nella cattedrale e le operazioni di sgombero del coro dopo il servizio.

Nessuno ricordava di aver mai visto l'arcivescovo vestito di tutto punto da solo e nessuno aveva mai notato due ragazzi del coro che si allontanavano dal gruppo principale.

Chi allora era ragazzo pensa che durante quella fase ci fosse abbastanza caos per consentire a delle persone di appartarsi. Gli adulti nel coro avevano un ricordo un po 'diverso e riferivano alla corte che c’era una disciplina ferrea all’atto dell’uscita dalla Cattedrale.

Rodney Dearing, che aveva un figlio nel coro, ha detto che avrebbe notato due ragazzi nella loro "distintiva" tunica che correvano per unirsi al gruppo.

Le sue prove furono supportate dal maresciallo del coro Peter Finnigan, che era stato incaricato della supervisione dei coristi, il quale aggiunge però che l’eventuale assenza non possa essere andata oltre qualche minuto.

***

Io sono scettico, Pell aveva una reputazione dubbia già ai tempi ed era odiato da molti. Quando si hanno così tanti nemici un attacco ce lo si aspetta. La sola prova contro di lui è la parola dell’allora ragazzo. L’altra vittima nega e le circostanze sono a decisamente poco plausibili: ma come, un Cardinale si trova in sacrestia due persone capitate lì all’improvviso a 10 minuti dalla fine della messa e li violenta? Inoltre, gli altri possibili testimoni – non pochi - non hanno notato nulla. La cosa non mi sembra provata “oltre ogni ragionevole dubbio”. Penso piuttosto che Pell sia solo un capro espiatorio.

https://www.reddit.com/r/TheMotte/comments/auhe14/culture_war_roundup_for_the_week_of_february_25/ehafgw6/

venerdì 22 febbraio 2019

VERTICE MONDIALE SUGLI ABUSI NELLA CHIESA

VERTICE MONDIALE SUGLI ABUSI NELLA CHIESA

Sulle cause del fenomeno “preti pedofili” sono in campo tre ipotesi:
1) Abuso sessuale come abuso di potere. Questi preti si sentono onnipotenti, la cura è un “bagno di umiltà”.
2) Omosessualità. Gli abusi sono commessi quasi sempre da preti omosessuali. La cura è un filtro maggiore all’accesso.

3) Astinenza. Il prete non regge una simile prova finché “scoppia”. La cura è la fine del celibato.

mercoledì 21 novembre 2018

MA CHE CAVOLO SUCCEDE NELLA CHIESA CATTOLICA AMERICANA?

MA CHE CAVOLO SUCCEDE NELLA CHIESA CATTOLICA AMERICANA?
Di seguito offro una possibile congettura.
Prima i fatti. Quando Francesco divenne papa in ambienti vaticani si sapeva molto bene che il cardinale McCarrick era impegnato in una vasta attività omosessuale con giovani seminaristi adulti. Il precedente Papa aveva, per questo motivo, limitato le attività di McCarrick in vari modi (i dettagli sono ancora controversi). Con la salita al soglio da parte di Francesco le restrizioni di fatto saltarono, al punto che McCarrick divenne uno dei suoi consiglieri e un punto di riferimento nel nuovo continente. Dopo la condanna di McCarrick per abuso su minori il papa ha accettato le sue dimissioni raccomandando una vita appartata e di preghiera.
Una possibile spiegazione degli eventi richiede queste tre premesse:
1. Papa Francesco, come molti modernisti, non considera l'attività omosessuale come moralmente diversa dall'attività eterosessuale. La sua opinione è in tal senso incoerente con l'attuale dottrina cattolica e lui l'ha prudentemente nascosta.
2. Papa Francesco crede che il celibato ecclesiastico sia un errore. Questo punto di vista è incoerente con la politica attuale, ma non, da come ho capito, con la dottrina teologica.
3. Papa Francesco disapprova fortemente gli uomini adulti che intrattengono rapporti sessuali con i bambini.

CONGETTURA: Fintantoché le violazioni di McCarrick erano limitate al sesso consensuale con adulti, non sembravano sufficientemente gravi per giustificare l’allontanamento di un prete tanto talentuoso, oltretutto con opinioni sul futuro della chiesa vicine a quelle del papa. Con la condanna per abuso sui minori tutto è cambiato.

martedì 4 settembre 2018

PRETI PEDOFILI AMERICANI

PRETI PEDOFILI AMERICANI
Guardiamo il bicchiere mezzo pieno: si tratta di un grandioso esperimento naturale per testare una materia dove il politicamente corretto tappa la bocca a tutti: il legame tra omosessualità e abusi sui minori. O no?
SEMINARE.PL

90-45: Il 45% dei preti è gay (stima generosa) e il 90% degli abusanti è omosessuale

Preti pedofili e altri pedofili


The most numerate defenders of the Church have argued that its clergy are “no worse than other males,” but this seems very wrong.  The John Jay Report found that 4% of U.S. clergy from 1950-2002 were accused of sexual abuse, which is far beyond the share of American males who ever faced such allegations.  Given the Church’s vigorous efforts to silence such allegations, the reasonable conclusion is that true offenses were more than proportional to allegations.  Clerical abuse is a rare scandal that’s probably bigger – not smaller – than it looks
Per i link sulle fonti Vai all'articolo
Vatican vs. Madison, by Bryan Caplan https://www.econlib.org/vatican-vs-madison/

I preti cattolici non commettono più abusi degli altri maschi

https://www.newsweek.com/priests-commit-no-more-abuse-other-males-70625

lunedì 27 agosto 2018

VIGANO' CHIAMA IN CAUSA FRANCESCO

VIGANO' CHIAMA IN CAUSA FRANCESCO
"... L’anno è il 2013, il mese giugno. A Roma c’è una riunione dei nunzi di tutto il mondo e anche Viganò è presente. Emozionato per la prospettiva del primo incontro con il nuovo pontefice, l’arcivescovo si reca a Casa Santa Marta, la residenza scelta da Bergoglio al posto del palazzo apostolico, e chi trova lì? Un cardinale McCarrick sorridente e sereno, che indossa la veste filettata e saluta Viganò facendogli sapere in tono baldanzoso: «Il Papa mi ha ricevuto ieri, domani vado in Cina!».
Annota Viganò: «Allora nulla sapevo della sua lunga amicizia con il Card. Bergoglio e della parte di rilievo che aveva giocato per la sua recente elezione, come lo stesso McCarrick avrebbe successivamente rivelato in una conferenza alla Villanova University ed in un’intervista al Catholic National Reporter, né avevo mai pensato al fatto che aveva partecipato agli incontri preliminari del recente conclave, e al ruolo che aveva potuto avere come elettore in quello del 2005. Non colsi perciò immediatamente il significato del messaggio criptato che McCarrick mi aveva comunicato, ma che mi sarebbe diventato evidente nei giorni immediatamente successivi».
Il primo, atteso incontro di Viganò con il papa ha un che di surreale e lascia il povero nunzio senza parole. Ma il peggio deve venire.
È il 23 giugno 2013, domenica. Il papa riceve Viganò prima dell’Angelus. Fa alcune affermazioni che all’arcivescovo suonano quanto meno sibilline, poi, di punto in bianco, gli chiede: «Il card. McCarrick com’è?».
Al che il nunzio risponde: «Santo Padre, non so se lei conosce il card. McCarrick, ma se chiede alla Congregazione per i Vescovi c’è un dossier grande così su di lui. Ha corrotto generazioni di seminaristi e di sacerdoti e papa Benedetto gli ha imposto di ritirarsi ad una vita di preghiera e di penitenza».
Reazione del papa? Nessuna. Anzi, Bergoglio cambia subito argomento. Ma allora, si chiede uno sconcertato Viganò, perché mi ha fatto la domanda?
Il nunzio lo capisce una volta tornato a Washington. Lì apprende che tra il papa e McCarrick c’è uno stretto legame. La domanda posta da Bergoglio al nunzio era dunque una trappola. Sta di fatto che, secondo il racconto di monsignor Viganò, almeno dal 23 giugno 2013 papa Francesco è a conoscenza del caso McCarrick.
A questo punto Viganò commenta: «Papa Francesco ha chiesto più volte totale trasparenza nella Chiesa e a vescovi e fedeli di agire con parresia. I fedeli di tutto il mondo la esigono anche da lui in modo esemplare. Dica da quando ha saputo dei crimini commessi da McCarrick abusando della sua autorità con seminaristi e sacerdoti. In ogni caso, il papa lo ha saputo da me il 23 giugno 2013 ed ha continuato a coprirlo, non ha tenuto conto delle sanzioni che gli aveva imposto papa Benedetto e ne ha fatto il suo fidato consigliere insieme con Maradiaga. Quest’ultimo si sente così sicuro della protezione del papa che può cestinare come “pettegolezzi” gli appelli accorati di decine di suoi seminaristi, che trovarono il coraggio di scrivergli dopo che uno di loro aveva cercato di suicidarsi per gli abusi omosessuali nel seminario».
Dunque Francesco sapeva. Lo sa da tempo, almeno da cinque anni. «Sapeva perlomeno dal 23 giugno 2013 che McCarrick era un predatore seriale». Ma, «pur sapendo che era un corrotto, lo ha coperto ad oltranza, anzi ha fatto suoi i suoi consigli non certo ispirati da sane intenzioni e da amore per la Chiesa. Solo quando vi è stato costretto dalla denuncia di un abuso di un minore, sempre in funzione del plauso dei media, ha preso provvedimenti nei suoi confronti [nel luglio di quest’anno, ndr] per salvare la sua immagine mediatica»..."
C'è qualcosa che vi colpisce?
ALDOMARIAVALLI.IT
«Vescovi e sacerdoti, abusando della loro autorità, hanno commesso crimini orrendi a danno di loro fedeli, minori, vittime innocenti, giovani uomini desiderosi di offrire la loro vita alla Chiesa, o non hanno impedito con il loro silenzio che tali crimini continuassero ad essere perpetrati». Chi ...

mercoledì 8 agosto 2018

PRETI PEDOFILI

Nella lotta alla pedofilia la Chiesa Cattolica ha un vantaggio su altri ambienti infestati dal mededimo cancro: coincide con la lotta all'omosessualità, ovvero qualcosa già di per sè illegittimo ma spesso tollerato.
ALDOMARIAVALLI.IT
Per combattere davvero il fenomeno degli abusi sessuali occorre sradicare le reti gay esistenti all’interno della Chiesa. Questa la tesi sostenuta dalla professoressa Janet E. Smith, teologa morale Al Sacred Hearth Major Seminary di Detroit, in seguito all’ennesimo scandalo che sta travolgendo l...
Commenti
Antonio Lodola Penso che se i preti si sposassero e mettessero su famiglia e lavorassero come tutti ,probabilmente, e l'omosessualita' e la pedofilia si ridimensionerebbero grandemente e spontaneamente
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Riccardo Mariani Non sembra necessario. Basta combattere l'omosessualità (spesso risaputa e tollerata) per combattere la pedofilia nella chiesa: la grande maggioranza dei preti pedofili sono anche omosessuali. Consentire il matrimonio, poi, come potrebbe mai ostacolare l'omosessualità?
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Rispondi1 hModificato
Antonio Lodola In se non trovo che l'omosessualita' di un prete sia un vero problema ma la pedofilia si . Un prete omosessuale si sposerebbe con un uomo punto.
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Rispondi1 h
Riccardo Mariani O non capisci o non mi sono spiegato: l'omosessualità di un prete SEGNALA la sua potenziale pedofilia. Non è automatico ma resta un segnale affidabile. Ripeto: la grande maggioranza dei preti pedofili è ANCHE omosessuale, cosicché diventa più facile chAltro...
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Rispondi51 minModificato
Antonio Lodola Se proprio vuoi esser sicuro di debellare al 100% tale problema salvando al contempo celibato e castita' che si proceda dunque d'ufficio alla castrazione chimica di tutti i preti ed aspiranti tali.
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Antonio Lodola Cosi' non si fa torto a nessuno e siamo tutti piu' sicuri e fiduciosi
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Riccardo Mariani Esagerato: risolvere al 100% i problemi è il miglior modo per non risolverli affatto (oppure per crearne di più gravi) 
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Rispondi43 minModificato
Antonio Lodola E allora tenetevi i pedofili e continuate a pagare milioni di dollari di risarcimenti (magari cominciare a mettere qualche telecamera qui e la'...) . Mi sorge una domanda : come mai non sento mai parlare di tale problema tra rabbini ed imam ?
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Rispondi40 min
Riccardo Mariani E perché mai dovrei tenermeli visto che una soluzione c'è? 
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Riccardo Mariani Il problema è ovunque. Nella scuola, per esempio, la pedofilia è più diffusa che nella chiesa (oggi praticamente non esiste più la figura del Maestro anche per questo). Nelle scuole calcio idem. Qualunque ambiente frequentato da giovani registra più casi degli oratori, o quantomeno alla pari. Gli Iman poi operano in paesi dove questo genere di reati (dove sono considerati reati) non vengono mai perseguiti seriamente.
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Rispondi33 min
Antonio Lodola Giustificazioni vittimiste da teoria del complotto...a scuola ci son piu' pedofili..(ti riferisci alle scuole italiane ?) .nei paesi musulmani non denunciano..in Israele pure ...la soluzione c'e' ma....dunque quando papa Francesco parla del partito gay in seno alla curia ci informa al contempo trattarsi d'una massa di pedofili altolocati che lui non denuncia perche' la soluzione c'e' ....
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Rispondi26 min
Riccardo Mariani Scusa ma dove lo vedi "il complotto"? Su scuola, campi estivi, scuole sportive ecc ci sono i dati. Carta canta. Sui paesi arabi dubiti forse che la situazione sia quella? Su Israele mi metti in bocca roba mai detta (non conosco la situazione). Una soluzione ci sarebbe e te l'ho presentata con tutto il corredo di dato, basta leggersi i link di cui al'articolo. Che poi sia una soluzione politicamente scorretta e quindi indigesta per un Papa così voglioso di mostrarsi "buono & misericordioso" al mondo secolare, anche questo è oggettivo.
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Rispondi16 min
Riccardo Mariani Lo studio più completo sul fenomeno pedofilia negli ambinti giovanili, dal quale si evince che... "la diffusione degli abusi sui minori nelle scuole pubbliche, nelle società sportive giovanili e fra i boy scout non cattolici è sedici volte maggiore di quella riscontrata nelle scuole e parrocchie cattoliche, ambienti dunque sedici volte più sicuri". Ovviamente i professori di ginnastica e gli allenatori dei pulcini sono sposati. Sul "sedici volte" non ci metto la mano sul fuoco, mi basta però per dire che altrove non è meglio, anzi...http://www.usccb.org/issues-and-action/child-and-youth-protection/upload/The-Nature-and-Scope-of-Sexual-Abuse-of-Minors-by-Catholic-Priests-and-Deacons-in-the-United-States-1950-2002.pdf

http://www.usccb.org/.../The-Nature-and-Scope-of-Sexual...
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