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giovedì 2 marzo 2023

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venerdì 17 febbraio 2023

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giovedì 21 novembre 2019

GORGONZOLA

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GORGONZOLA
Hai paura dei cani? Chiuditi nella gabbia del pitbull! Temi gli aerei? Fatti un volo intercontinentale! Sei claustrofobico? Vai su e giù con l'ascensore per tutto il giorno! Hai paura dell'acqua? Fatti scaraventare in piscina dall'istruttore! Provi un senso di repulsa per i formaggi freschi? Chiudi gli occhi e ingoiati un fettone di gorgonzola!
Guarirai.
Si chiama Teoria dell' Esposizione (TE).
Almeno secondo i manuali, la TE è il trattamento ad oggi più efficace per ansia, disturbo ossessivo compulsivo, stress post-traumatico e problemi simili.
Eppure la maggior parte dei terapisti non la usa. Perché?
Forse i pazienti pensano che la cura (TE) sia peggiore della malattia. Ma questa spiegazione non regge: i tassi di abbandono sono simili per tutti i trattamenti principali.
Ecco un'ipotesi alternativa: i terapisti, come altri dottori (fortunelli), hanno un sacco di margine per agire visto che i pazienti si fidano di loro e - fintanto che sono coperti - nemmeno devono preoccuparsi dei costi. Paga la mutua. In tali circostanze, è naturale che si concentrino sulle tecniche più gradite piuttosto che su quelle che funzionano. E la terapia dell'esposizione, diciamocelo francamente, è piuttosto sgradevole. Molto meglio passare un'ora in empatia con il proprio paziente piuttosto che metterlo di fronte alle sue paure. Se poi, come effetto collaterale, i tuoi pazienti continuano a tornare da te perché si sentono ancora ansiosi, ancora meglio

martedì 19 giugno 2018

SOCIOLOGIA DELLA MEDICALIZZAZIONE

SOCIOLOGIA DELLA MEDICALIZZAZIONE
La malattia mentale è sensibile sia alla biologia che alla cultura, il che crea curiosi paradossi: le popolazioni geneticamente più esposte a certi disturbi sono anche le meno colpite. Esempio: tra i giapponesi il gene associato alla depressione è mediamente più diffuso che altrove ma in Giappone i “depressi” diagnosticati come tali sono meno che altrove. Evidentemente la cultura locale ha elaborato nel tempo i suoi antidoti, tanto è vero che i giapponesi che migrano in occidente sono soggetti particolarmente a rischio.
Il fenomeno mi fa pensare alla “medicalizzazione” pervasiva nelle nostre scuole: perché un bambino che ieri chiamavamo “asino” oggi lo definiamo “affetto da disturbi ADHD”? Non penso che la nostra conoscenza oggettiva nel merito sia cambiata così radicalmente, nemmeno che le scoperte fatte in questo campo siano così sconvolgenti da aver scoperchiato una realtà sconosciuta. Penso piuttosto che ad essere cambiata sia la nostra cultura: in un ambiente culturale iper-competitivo come quello attuale il bambino “asino” è praticamente spacciato, di fronte a questa pesante situazione ci sentiamo in dovere accompagnare e alleggerire la sofferenza famigliare medicalizzando il problema (e quindi deresponsabilizzando). Nel clima più “rilassato” di ieri, invece, l’ “asino” era un tipo quasi simpatico, un “pierino” in grado di compensare con altre doti le sue carenze cognitive, uno che comunque avrebbe trovato la sua via nel mondo: responsabilizzare i soggetti era il modo per mantenere comunque sotto il livello di guardia il numero di questi soggetti.
PSYCHOLOGYTODAY.COM
Insight into culture's multifaceted influence on depression.

lunedì 18 giugno 2018

HL How Culture Affects Depression

How Culture Affects Depression
Yulia Chentsova-Dutton
Citation (APA): Chentsova-Dutton, Y. (2018). How Culture Affects Depression [Kindle Android version]. Retrieved from Amazon.com

Parte introduttiva
Evidenzia ( giallo) - Posizione 2
How Culture Affects Depression By Yulia Chentsova-Dutton
Evidenzia ( giallo) - Posizione 23
culture leaves an undeniable imprint
Nota - Posizione 23
ANCHE SE LA BIOLOGIA E SIMILE
Evidenzia ( giallo) - Posizione 24
cross-cultural research on depression,
Nota - Posizione 25
GLI SRUDI DI CUI CI OCCUPIAMO
Evidenzia ( giallo) - Posizione 30
gender, unemployment, traumatic events.
Nota - Posizione 31
FATTORI DI RISCHIO COMUNI TRA LE CULTURE
Evidenzia ( giallo) - Posizione 31
revolve around loss.
Nota - Posizione 31
IL TEMA CENTRALE
Evidenzia ( giallo) - Posizione 32
In the West, we have increasingly pathologized depression
Nota - Posizione 32
MEDICALIZZAZIONE
Evidenzia ( giallo) - Posizione 33
distancing people from their distress can be a functional way of helping
Nota - Posizione 33
QUEL CHE PENSIAMO
Evidenzia ( giallo) - Posizione 35
essentialize depression as a characteristic of themselves
Nota - Posizione 35
INCONVENIENTE DEL FATALISMO IN QS APPROCCIO
Evidenzia ( giallo) - Posizione 36
How does the meaning of depression vary around the world?
Nota - Posizione 36
Tttttt
Evidenzia ( giallo) - Posizione 37
Buddhism approaches suffering as an essential characteristic of life.
Nota - Posizione 37
BUDDISMO
Evidenzia ( giallo) - Posizione 40
suffering that allows you to stay engaged in your life is thought to bring you closer to God.
Nota - Posizione 41
CATOLICI
Evidenzia ( giallo) - Posizione 42
in India and Ecuador suffering can be interpreted as a rift in social networks that requires mending.
Nota - Posizione 43
INDIA
Evidenzia ( giallo) - Posizione 43
Should there be culture-specific approaches to depression?
Nota - Posizione 43
Tttttttttt
Evidenzia ( giallo) - Posizione 46
to recognize both major and minor depression as problems
Nota - Posizione 46
L IND FARMACEUTICA ON GIAPPONE...OCCIDENTALIZZAZIONE
Evidenzia ( giallo) - Posizione 47
people who have formerly obtained support and would have done well through the use of social networks and traditional mood regulation, are now thinking of themselves as sick.
Nota - Posizione 49
LA SITUAZIONE DI MOLTI
Evidenzia ( giallo) - Posizione 49
Why do we assume that our knowledge is best for them,
Nota - Posizione 50
ASSUNZIONE FORZATA
Evidenzia ( giallo) - Posizione 53
East Asian contexts, for example, show a high prevalence of genes associated with depression.
Nota - Posizione 54
VULNERABILITÀ
Evidenzia ( giallo) - Posizione 54
they develop fewer cases of the disorder.
Nota - Posizione 54
EPPURE!!!!!!
Evidenzia ( giallo) - Posizione 54
vulnerabilities have co-evolved with culture, creating extra protective factors
Nota - Posizione 55
FATTORE PROTETTIVO
Evidenzia ( giallo) - Posizione 55
when these people leave their cultural contexts,
Nota - Posizione 56
RISCHIO EMIGRAZIONE
Evidenzia ( giallo) - Posizione 57
Social stability and functional relationships
Nota - Posizione 57
FATTORI PROTETTIVI
Evidenzia ( giallo) - Posizione 58
most adults in Japan are still in frequent contact with someone they have known since childhood.
Nota - Posizione 59
LA PROVERBIALE STABILITÀ SOCIALE DEL GIAPP
Evidenzia ( giallo) - Posizione 61
some cultures reinforce ways of regulating emotions that may be more functional
Nota - Posizione 62
ALTRO FATTORE
Evidenzia ( giallo) - Posizione 63
a discrepancy between how we feel and how we are supposed to feel.
Nota - Posizione 63
IN OCCODENTE LO STATUS PESA E CREA PROB EMOTIVI

lunedì 12 febbraio 2018

Duetto

Il dogma dell'improvvisazione teatrale: dire sempre sì all'interlocutore per poter poi aggiungere qualcosa. Mai troncare il discorso.
E' un metodo consigliato anche al geriatrico con gli ospiti dementi. L'alternativa è l'acida ripresa: "no mamma, oggi non è Giovedì!" iterata all'infinito.
Segnalo anche uno spettacolino in cui l'attore duetta in scena con un anziano arteriosclerotico. Godibile e terapeutico (anche se quando questo attore - di cui non ricordo il nome - c'ha provato con la mamma demente non è riuscito a concludere, troppo duro).
The urge to tidiness seems to be rooted deep in the human psyche. Many of us feel threatened by anything that is vague, unplanned, scattered around or hard to…
AMAZON.COM

giovedì 20 aprile 2017

Lo sciopero dei depressi

Non sono depressi, sono deprimenti.
Thomas Szasz
Per Edward Hagen della Humboldt University la depressione è un modo per ottenere aiuto a buon mercato…
… Getting depressed is a good way to get the people around you to give you more for less…
Si chiama “bargaining model”.
Dietro quasi tutte le depressioni, in effetti, c’è una difficoltà concreta
… the principal cause of major unipolar depression is a significant negative life event…
Come superarla? Le strategie sono molte, entrare in depressione è una.
Entrare in depressione è un po’ come entrare in sciopero
…depression… is a loss of interest in virtually all activities somewhat like a labor strike…
La strategia ha successo quando il soggetto è difficilmente rimpiazzabile, per esempio in famiglia. Spesso il depresso non si mostra tale laddove è rimpiazzabile.
Il depresso dice: “trattami meglio o dovrai fare senza di me”.
Un punto a favore del bargaining model è che la strategia spesso funziona
… number of behavioral studies have demonstrated that although depression in one family member prompts negative feelings from other family members, it nonetheless appears to deter their aggressive behavior and to cause an increase in their tendency to offer solutions to problems in a positive or neutral tone and an increase in their solicitous behavior (e.g., caring statements), consistent with the bargaining model…
Le depressioni post partum (PPD) sono particolarmente efficaci per smuovere i mariti…
… he spouses of individuals experiencing PPD should report increasing their investment in parenting, and in fact they do…
Uno dice: è il suicidio?
Il suicidio non è efficace ma il suicidio minacciato è efficacissimo…
… How can suicide be functional? It can't be. But suicide threats can be highly functional… Suicide permanently removes oneself as a source of valuable benefits for the group. Suicide threats are therefore threats to impose substantial costs…
Altri tre punti a favore del modello: 1) elude la medicalizzazione del problema, 2) è conforme al modello evoluzionista e 3) inquadra il problema in senso economicista. L’evoluzionismo e l’economia sono discipline consolidate che possono quindi offrire molti strumenti di ulteriore approfondimento.
L’ovvia obiezione: ma i depressi negano…
… Of course the most common objection raised to this theory is that depressed people don't feel like they are striking for a better deal…
Che senso avrebbe “ammettere”?

giovedì 30 marzo 2017

An Evolutionary Model of Depression - Bargaining Theory bryan caplan

Notebook per
An Evolutionary Model of Depression - Bargaining Theory
bryan caplan
Citation (APA): caplan, b. (2015). An Evolutionary Model of Depression - Bargaining Theory [Kindle Android version]. Retrieved from Amazon.com

Parte introduttiva
Nota - Posizione 2
depressione: sciopero quando è difficile assumere i crumiri il depresso: trattami meglio il depresso mira a deprimere la strategia funziona il suicidio nn è spiegato ma la minaccia sì... e quando si agisce al limite...
Evidenzia (giallo) - Posizione 2
An Evolutionary Model of Depression - Bargaining Theory By bryan caplan
Evidenzia (giallo) - Posizione 5
Edward Hagen of Humboldt University
Evidenzia (giallo) - Posizione 6
Getting depressed is a good way to get the people around you to give you more for less.
Nota - Posizione 7
AIUTO A BUON MERCATO
Evidenzia (giallo) - Posizione 8
the principal cause of major unipolar depression is a significant negative life event,
Nota - Posizione 9
UNA DIFFICOLTÀ
Evidenzia (giallo) - Posizione 10
loss of interest in virtually all activities,
Nota - Posizione 10
SINTOMO. PRATICAMENTE UNO SCIOPERO
Evidenzia (giallo) - Posizione 10
somewhat like a labor strike.
Nota - Posizione 10
c
Evidenzia (giallo) - Posizione 11
during humans' evolutionary history (and even today, inside the family), you couldn't easily hire a replacement for a malcontent:
Nota - Posizione 12
PRIMA LE XSONE NN ERANO RIMPIAZZABILI
Evidenzia (giallo) - Posizione 15
a way of saying: "Treat me better, or you'll have to get by without my help."
Nota - Posizione 16
COSA ESPRIMIAMO CON LA DEPR
Evidenzia (giallo) - Posizione 16
it usually works:
Evidenzia (giallo) - Posizione 16
number of behavioral studies have demonstrated that although depression in one family member prompts negative feelings from other family members, it nonetheless appears to deter their aggressive behavior and to cause an increase in their tendency to offer solutions to problems in a positive or neutral tone and an increase in their solicitous behavior (e.g., caring statements), consistent with the bargaining model.
Nota - Posizione 19
DI SOLITO FUNZIONA
Evidenzia (giallo) - Posizione 19
Post-partem depression
Evidenzia (giallo) - Posizione 20
he spouses of individuals experiencing PPD should report increasing their investment in parenting, and in fact they do.
Nota - Posizione 21
ES PPD. FUNZIONA!!
Evidenzia (giallo) - Posizione 23
How can suicide be functional? It can't be. But suicide threats can be highly functional:
Nota - Posizione 24
E IL SUICIDIO? NO. LA MINACCIA SI
Evidenzia (giallo) - Posizione 24
Suicide permanently removes oneself as a source of valuable benefits for the group. Suicide threats are therefore threats to impose substantial costs
Nota - Posizione 25
c
Evidenzia (giallo) - Posizione 28
I point out how Szaszian this "bargaining model of depression" is?
Nota - Posizione 28
MODELLI COMPAT
Evidenzia (giallo) - Posizione 29
Szaszish aphorism: "They're not depressed; they're depressing!"
Nota - Posizione 29
EPIGRAFE
Evidenzia (giallo) - Posizione 37
Of course the most common objection raised to this theory is that depressed people don't feel like they are striking for a better deal.
Nota - Posizione 38
OB. IL DEPRESSO NEGA

giovedì 4 febbraio 2016

Avoid News Towards a Healthy News Diet By Rolf Dobelli

Avoid News Towards a Healthy News Diet By Rolf Dobelli

  • Il problema: We are so well informed and yet we know so little. Why?
  • In the past few decades, the fortunate among us have recognized the hazards of living with an overabundance of food (obesity, diabetes) and have started to shift our diets. But most of us do not yet understand that news is to the mind what sugar is to the body.
  • Un'esperienza personale. I have now gone without news for a year, so I can see, feel and report the effects of this freedom first hand: less disruption, more time, less anxiety, deeper thinking, more insights.
  • No 1 –News misleads us
  • systematically News reports do not represent the real world. Our brains are wired to pay attention to visible, large, scandalous, sensational, shocking,
  • Esempio. Take the following event. A car drives over a bridge, and the bridge collapses. What does the news media focus on? On the car. On the person in the car. Where he came from. Where he planned to go. How he experienced the crash (if he survived). What kind of person he is (was). But –that is all completely irrelevant. What’s relevant? The structural stability of the bridge.
  • Terrorism is overrated. Chronic stress is underrated. •The collapse of Lehman Brothers is overrated. Fiscal irresponsibility is underrated. •Astronauts are overrated. Nurses are underrated. •Britney Spears is overrated. IPCC reports are underrated. •Airplane crashes are overrated. Resistance to antibiotics is underrated.
  • No 2 –News is irrelevant
  • Out of the approximately 10,000 news stories you have read in the last 12 months, name one that –because you consumed it –allowed you to make a better decision
  • At its best, it is entertaining, but it is still irrelevant.
  • Esempio. In 1914, the news story about the assassination in Sarajevo dwarfed all other reports in terms of its global significance.
  • The first Internet browser debuted in 1995. The public birth of this hugely relevant piece of software barely made it into the press despite its vast future impact.
  • No 3 – News limits understanding
  • News organizations pride themselves on correctly reporting the facts, but the facts that they prize are just epiphenomena of deeper causes.
  • Il difetto di ciò che conta. The important stories are non-stories:
  • No evidence exists to indicate that information junkies are better decision makers.
  • No 4 –News is toxic to your body
  • Stress cronico. News constantly triggers the limbic system. Panicky stories spur the release of cascades of glucocordicoid (cortisol). This deregulates your immune system and inhibits the release of growth hormones. 
  • No 5 –News massively increases cognitive errors
  • News feeds the mother of all cognitive errors: confirmation bias. We automatically, systematically filter out evidence that contradicts our preconceptions
  • exacerbates another cognitive error: the story bias. Our brains crave stories that “make sense”– even if they don’t correspond to reality.
  • This reminds me of high school. My history textbook specified seven reasons (not six, not eight) why the French Revolution erupted. The fact is, we don’t know why the French Revolution broke out.
  • No 6 –News inhibits thinking
  • Thinking requires concentration. Concentration requires uninterrupted time. News items are like free-floating radicals that interfere with clear thinking.
  • In a 2001 study1 two scholars in Canada showed that comprehension declines as the number of hyperlinks in a document increase.
  • No 7 –News changes the structure of your brain
  • News works like a drug. As stories develop, we naturally want to know how they continue.
  • The human brain is highly plastic. Nerve cells routinely break old connections and form new ones. When we adapt to a new cultural phenomenon, including the consumption of news, we end up with a different brain. Adaptation to news occurs at a biological level. News reprograms us. Most news consumers –even if they used to be avid book readers –have lost the ability to read and absorb lengthy articles or books.
  • Michael Merzenich (University of California, San Francisco), a pioneer in the field of neuroplasticity: “We are training our brains to pay attention to the crap.”Deep reading is indistinguishable from deep thinking.
  • No 8 – News is costly
  • News taxes productivity three ways:
  • First, count the consumption-time that news demands.
  • Second, tally up the refocusing time – or switching cost.
  • Third, news distracts us even hours after we’ve digested today’s hot items. News stories and images may pop into your mind hours, sometimes days later,
  • No 9 – News sunders the relationship between reputation and achievement
  • Fame is misleading because generally people become famous for reasons that have little relevance to our lives.
  • No 10 – News is produced by journalists
  • My estimate: fewer than 10% of the news stories are original. Less than 1% are truly investigative.
  • No 11 – Reported facts are sometimes wrong,
  • Today, the fact checker is an endangered species at most news companies
  • No 12 – News is manipulative
  • Our evolutionary past has equipped us with a good bullshit detector for face-to-face interactions.
  • Stories are selected or slanted to please advertisers (advertising bias) or the owners of the media (corporate bias), and each media outlet has a tendency to report what everyone else is reporting, and to avoid stories that will offend anyone (mainstream bias).
  • No 13 –News makes us passive
  • News stories are overwhelmingly about things you cannot influence. This sets readers up to have a fatalistic outlook on the world.
  • Una teoria della depressione. Viewed on a timeline, the spread of depression coincides almost perfectly with the growth and maturity of the mass media.
  • 14 –News gives us the illusion of caring
  • “We may want to believe that we are still concerned. We sing “We Are the World”
  • No 15 – News kills creativity
  • Things we already know limit our creativity. This is one reason that mathematicians, novelists, composers and entrepreneurs often produce their most creative works at a young age.
  • Fatti. I don’t know a single truly creative mind who is a news junkie. On the other hand, I know a whole bunch of viciously uncreative minds who consume news like drugs.
  • Policy. What to do instead Go without news. Cut it out completely. Go cold turkey. glance through the summary page of the Economist once a week. Go for magazines that connect the dots
  • Morale. Society needs journalism – but in a different way. Investigative journalism is relevant in any society.
continua

mercoledì 14 ottobre 2015

THE ECONOMICS OF SZASZ PREFERENCES, CONSTRAINTS AND MENTAL ILLNESS di Bryan Caplan

THE ECONOMICS OF SZASZ PREFERENCES, CONSTRAINTS AND MENTAL ILLNESS di Bryan Caplan


  • tesi: il modello che postula il malato mentale come un tale con preferenze estreme è il migliore
  • vantaggi: rientrerebbe nel modello economico tradizionale
  • nella teoria economica le scelte sono determinate da due fattori: preferenze e vincoli di bilancio. le scelte del malato mentale sarebbero preferenze
  • obiezione 1: sandy si barcamena tra due lavori spiacevoli che rendono poco, non ce la fa più ad andare avanti fino al giorno in cui si sente stanca e svuotata, va dal medico che gli diagnostica una depressione, poi torna a casa e sta a letto tutto il giorno. Bob è un manager di successo che vuole partecipare alla maratona di Boston ma questa settimana è stracarico di lavoro, quando rientra a casa si ritrova stanco e demotivato, va dal medico che gli diagnostica un'influenza. il giorno dopo anziché allenarsi per la maratona se ne sta a letto. Da notare che influenza e depressione possono avere un'origine molto simile: un corpo stressato che abbassa l'azione del sistema immunitario. Orbene: perché dovremmo credere che quella di sandy è una scelta mentre quella di bob un vincolo esterno?
  • risposta obiezione 1: la causa fisica non è rilevante finché non stabiliamo il nesso causale: è lo spirito che aziona i corpi o sono i corpi che determinano l'azione dello spirito? nella storiella ci sono chiari indizi che i nessi siano diversi: bob rinuncia ad un compito piacevole (la maratona), senza contare che per lui il lavoro stesso è gratificante e in qualche modo piacevole. sandy rinuncia alla tortura dei suoi due lavori.
  • obiezione 2: ammettiamo di entrare di nascosto nella stanza di john e iniettarli mentre dorme la sostanza X che tra i suoi effetti collaterali induce depressione. Quando si sveglia john è fortemente depresso e torna a letto. qui non c'è stata scelta, eppure c'è depressione!
  • risposta obiezione 2: infatti qui sappiamo con certezza che non c'è stata scelta ma questo è un caso che non abbiamo ragione di veder realizzato nella realtà, a meno che di essere di fronte ad una truffa. in condizioni normali è più ragionevole che sia il libero arbitrio a determinare il comportamento apatico.
  • obiezione 3: perché i disturbati mentali chiedono aiuto e si dicono malati e infelici per la loro condizione?
  • risposta a obiezione 3: è una buona tattica per ricevere aiuti a buon mercato quando servono.
  • obiezione 4: se quelle dei disturbati sono solo preferenze estreme dobbiamo concludere che sono preferenze molto disordinate: ora vogliono abusare di una certa sostanza, poi vogliono smettere, poi ancora vogliono tornare alla sostanza...
  • risposta obiezione 4. forse in alcuni casi estremi bisogna anche concludere così ma non nel caso descritto. cosa c'è che non va in termini razionali in un alcolista che ragiona così: "ora, nelle condizioni in cui sono, scelgo di bere, lo trovo piacevole. poi, lo so già, toccherò il fondo, un punto in cui nemmeno il bere è più piacevole, sarò una merda. ebbene, in quel momento chiederò aiuto dicendo che voglio smettere, la gente si impietosirà e mi soccorrerà. quando tornerò nella condizione in cui sono ora tornerò a bere. ben inteso: se durante il mio recupero dovessi per caso giungere ad una condizione più piacevole di quella attuale (magari con tanti amici, magari con una posizione di rispetto negli aa) non posso escludere a priori di optare per conservarla anziché per rovinarmi di nuovo con la bottiglia.
  • ADHD Overall, the most natural way to formalize ADHD in economic terms is as a high disutility of work combined with a strong taste for variety. Undoubtedly, a person who dislikes working will be more likely to fail to 'finish school work, chores or duties in the workplace'. Similarly, a person with a strong taste for variety will be 'easily distracted by extraneous stimuli'. symptoms of inattention are worded to sound more like constraints. However, each of these is still probably best interpreted as descriptions of preferences.
  • lo scientismo è solo una delle tante filosofie della mente. What about all the contrary scientific evidence?  It's not really contrary.  The best empirics in the world can't resolve fundamental questions of philosophy of mind.
  • Critics often cite findings of 'chemical imbalances' in the mentally ill. The problem with these claims, from a Szaszian point of view, is not that they find a connection between brain chemistry and behavior. The problem is that 'imbalance' is a moral judgment masquerading as a medical one.
  •  make such a big deal about the difference between preferences and constraints. If you literally CAN'T do something, it makes sense to say you have a "disorder." If you're perfectly able to do something but don't like it, it doesn't. How can you tell the difference? As I say in the paper, see if sufficiently strong incentives change behavior. If you do X given sufficient motivation, you CAN do X.
continua