sabato 27 agosto 2016

Solo lo stupore conosce: L'avventura della ricerca scientifica (i libri dello spirito cristiano) (Italian Edition) by Marco Bersanelli, Mario Gargantini

Solo lo stupore conosce: L'avventura della ricerca scientifica (i libri dello spirito cristiano) (Italian Edition) by Marco Bersanelli, Mario Gargantini
You have 90 highlighted passages
You have 88 notes
Last annotated on August 27, 2016
PREFAZIONERead more at location 43
Note: PRE@@@@@@@@@@@© Edit
Il 4 ottobre era anche il giorno del mio compleanno: compivo quindici anni, un’età nella quale si è ancora molto malleabili e pronti a stupirsi e ad assorbire tutto quello che il mondo offre. Ero al penultimo anno del liceo e pensavo di seguire le orme di mio padre ed indirizzarmi verso gli studi di ingegneria civile, per poi lavorare nella sua ditta di costruzioni. Ma la meraviglia del lancio dello Sputnik mi fece sognare e cominciai a pensare che "da grande" avrei voluto lavorare nelle ricerche spaziali, un campo che si apriva proprio in quel momento.Read more at location 51
Note: SPUTNIK Edit
Questo episodio della mia vita serve solo ad illustrare, da un punto di vista molto personale, come lo stupore e la meraviglia per il mondo che ci circonda e per tutto il creato abbiano un’influenza determinante nelle nostre scelte e nel nostro futuro.Read more at location 56
Note: STUPORE Edit
Ho la fortuna di lavorare in un settore delle scienze, l’astronomia, che credo affascini tutti gli esseri umani perché in qualche modo cerca di dare risposte ad alcune domande che l’uomo si pone da tempi immemorabili: da dove veniamo? qual è stata l’origine del nostro mondo e del nostro universo? ci sono altri esseri intelligenti in questo universo? Sono interrogativi che toccano non solo la ricerca scientifica pura, ma hanno legami profondi con altre forme di conoscenza: possiamo porci le stesse domande e trovare risposte anche in ambito filosofico o teologico.Read more at location 61
Note: DOMANDE COMUNI Edit
Sono personalmente convinto che non ci sia alcun conflitto necessario tra l’esperienza religiosa e la scienza. La ricerca scientifica così come la ricerca di Dio sono espressioni profonde della nostra realtà di esseri umani. Il legame che esiste tra scienza e religione è la ricerca della "verità". I metodi sono però diversi: nella ricerca scientifica la "verità" per definizione non è assoluta, ma è il risultato delle nostre conoscenze al momento attuale. Questa non è la "verità" con la "V" maiuscola, bensì un paradigma che evolve in continuazione. Le maggiori scoperte scientifiche spesso portano alla sostituzione di un paradigma con un altro e in questo modo ci avviciniamo alla "verità".Read more at location 75
Note: DUE VERITÀ Edit
In questo libro vediamo esposte le esperienze di numerosi ricercatori in discipline diverse e il filo conduttore è quello che va dallo stupore all’osservazione, alla scoperta per riportarci continuamente alla meraviglia di fronte alla bellezza di tutto il Creato.Read more at location 83
Note: STUPORE MERAVIGLIA BELLEZZA Edit
Come diceva Aleksandr Solženitzyn in un suo discorso: «Credo in Dio perché esiste la bellezza». E cosa c’è di più bello del Creato?Read more at location 88
Note: BELLEZZA Edit
INTRODUZIONERead more at location 90
Note: INTR@@@@@@@@@@@ Edit
Si tratta di un’immagine in parte corrispondente a come la scienza si è storicamente sviluppata in questi tre secoli, segnata da una pretesa di autosufficienza rispetto al soggetto umano che pure ne è l’artefice e il fruitore. Tuttavia, se cerchiamo di sorprendere l’esperienza di chi ha vissuto e vive in prima persona l’avventura della ricerca, a cominciare dai più grandi protagonisti, ci accorgiamo di quanto l’atto della conoscenza scientifica sia inscindibile dall’uomo nella sua interezza.Read more at location 99
Note: SOGGETTO Edit
Il percorso antologico proposto in questo libro raccoglie frammenti di pensiero e testimonianze con lo scopo di offrire uno spaccato "dal vivo" della dinamica del ricercare. Per questo abbiamo voluto dare la parola ai protagonisti piuttosto che agli spettatori o ai critici:Read more at location 105
Note: RICERCARE Edit
Il titolo del volume è un’espressione di Gregorio di Nissa,1 una grande figura dei primi secoli cristiani. Difficilmente si potrebbe trovare un’espressione tanto sintetica e adeguata al movimento dell’io impegnato nella ricerca.Read more at location 122
Note: NISSA Edit
CAPITOLO PRIMO STUPORERead more at location 159
Note: 1@@@@@@@@@@@@@@ Edit
Chi ha raggiunto lo stadio di non meravigliarsi più di nulla dimostra semplicemente di aver perduto l’arte del ragionare e del riflettere. MAX PLANCKRead more at location 164
Note: PLANK Edit
WERNER HEISENBERGRead more at location 213
Note: T Edit
Le ultime settimane sono state molto entusiasmanti per me. E forse posso illustrare nel modo migliore ciò che ho sperimentato attraverso un’analogia: quella del tentativo di un’ascesa al picco fondamentale ancora sconosciuto della teoria atomica, tentativo che mi è costato grandi sforzi durante gli ultimi cinque anni. E ora che il picco è proprio davanti a me, l’intero territorio dei rapporti interni nella teoria atomica è improvvisamente e chiaramente disteso dinanzi ai miei occhi. Che questi rapporti interni mostrino, in tutta la loro astrazione matematica, un grado incredibile di semplicità, è un dono che noi possiamo solo accettare con umiltà.Read more at location 215
Note: SEMPLICITÀ E UMILTÀ Edit
RICHARD FEYNMANRead more at location 235
Note: TT Edit
La stessa emozione, la stessa meraviglia e lo stesso mistero, nascono continuamente ogni volta che guardiamo a un problema in modo sufficientemente profondo. A una maggiore conoscenza si accompagna un più insondabile e meraviglioso mistero, che spinge a penetrare ancora più in profondità. Mai preoccupati che la risposta ci possa deludere, con piacere e fiducia solleviamo ogni nuova pietra per trovare stranezze inimmaginabili che ci conducono verso domande e misteri ancora più meravigliosi – certamente una grande avventura!Read more at location 236
Note: AVVENTURA Edit
ALBERT EINSTEINRead more at location 243
Note: TT Edit
La più bella e profonda emozione che possiamo provare è il senso del mistero. Sta qui il seme di ogni arte, di ogni vera scienza. L’uomo per il quale non è più familiare il sentimento del mistero, che ha perso la facoltà di meravigliarsi e umiliarsi davanti alla creazione è come un uomo morto, o almeno cieco [...].Read more at location 244
Note: MISTERO Edit
CARLO RUBBIARead more at location 251
Note: TT Edit
Quando noi guardiamo un fenomeno fisico particolare, ad esempio una notte piena di stelle, ci sentiamo profondamente commossi, sentiamo dentro di noi un messaggio che ci viene dalla natura, che ci trascende e ci domina. Questa stessa sensazione di stupore, di meraviglia, di rispetto che ciascuno di noi prova di fronte a una manifestazione naturale, lo specialista, il ricercatore che vede l’interno delle cose lo sente ancora più forte, molto più intenso. La bellezza della natura, vista dall’interno e nei suoi termini più essenziali, è ancora più perfettaRead more at location 253
Note: COMMOZIONR Edit
ARCHIMEDERead more at location 270
Note: T Edit
MARIA MITCHELRead more at location 274
Note: T Edit
Il fascino inconfondibile del purosangue Stupore & BellezzaRead more at location 280
Note: T Edit
MARIA CURIERead more at location 286
Note: T Edit
Uno scienziato in laboratorio non è solo un tecnico: si trova di fronte alle leggi della natura come un bambino di fronte al mondo delle fiabe. Non dovremmo far credere alla gente che il progresso scientifico possa esser ridotto a un meccanismo, a una macchina, a un ingranaggio: cose che, del resto, hanno la loro bellezza.Read more at location 287
Note: FAVOLA Edit
KONRAD LORENZRead more at location 295
Note: T Edit
Se vogliamo davvero che i giovani non disperino della presente situazione dell’umanità, dovremmo fare in modo che possano rendersi conto veramente di quanto è grande, di quanto è bello il nostro mondo. [...] Ma dovrebbe pur essere possibile far capire ai giovani che la verità non è soltanto bella ma è piena di mistero e che non occorre darsi al misticismo per vivere delle meravigliose avventure.Read more at location 296
Note: MISTERO SENZA MISTICISMO Edit
CHARLES DARWINRead more at location 311
Note: T Edit
Vi è qualcosa di grandioso in questa concezione della vita, con i suoi diversi poteri, originariamente impressi dal Creatore in poche forme o in una forma sola; e nel fatto che, mentre il nostro pianeta ha continuato a ruotare secondo l’immutabile legge di gravità, da un così semplice inizio innumerevoli forme, bellissime e meravigliose, si sono evolute e continuano ad evolversi.Read more at location 311
Note: GRANDIOSO Edit
ENRICO FERMIRead more at location 317
Note: T Edit
fisico sente un’attrattiva irresistibile per la legge semplice, che coinvolge un numero minimo di concetti e che è capace di rendere conto di una gran varietà di fenomeni tra loro apparentemente diversi e indipendenti.Read more at location 339
Note: SEMPLICITÀ Edit
il cammino della scienza sempre ambisce a sintesi potenti, audaci ed eleganti. Emblematico è il titolo di un libro del Premio Nobel Steven Weinberg su questo tema: Il sogno dell’unità dell’universo.Read more at location 345
Note: UNITÀ Edit
STEVEN WEINBERGRead more at location 350
Note: T Edit
Nel 1974 Paul Dirac venne a Harvard per parlarci della sua storica opera di fondatore – uno dei fondatori – dell’attuale elettrodinamica quantistica.* Verso la fine della conferenza si rivolse ai nostri studenti e li consigliò di preoccuparsi solo della bellezza delle loro equazioni e non di ciò che esse significavano: era un buon consiglio, ma la ricerca della bellezza era un tema che aveva percorso tutta l’opera di Dirac, e anzi gran parte della storia della fisica.Read more at location 351
Note: BELLEZZA Edit
Quando un fisico dice che una teoria è bella non intende proprio la stessa cosa che s’intende quando si dice che è bella una certa opera pittorica, musicale o poetica. Non si tratta soltanto di un’espressione personale di piacere estetico; è qualcosa di molto più vicino a quello che intende un allenatore di cavalli quando guarda un purosangue e dice che è bello. Naturalmente l’allenatore esprime un’opinione personale, ma un’opinione su di un fatto oggettivo: il fatto che, sulla base di certi giudizi che egli non saprebbe esprimere facilmente a parole, quello è il tipo di cavallo che vince le corse.Read more at location 357
Note: PUROSANGUE Edit
Una volta il direttore di un grande museo d’arte americano s’indignò perché usavo la parola «bellezza» a proposito della fisica, e mi disse che nel suo campo professionale questa parola non veniva più usata perché ci si era resi conto che era impossibile da definire. E molto tempo fa il fisico e matematico Henri Poincaré ammetteva che «può essere molto difficile definire la bellezza matematica, ma questo è ugualmente vero di ogni genere di bellezza». Non cercherò di definire la bellezza, così come non cercherei di definire l’amore o la paura. Queste cose non si definiscono: si riconoscono quando si provano.Read more at location 372
Note: PROVANO Edit
La semplicità fa invece parte di quello che intendo per bellezza; ma è una semplicità delle idee, non una semplicità di tipo meccanico, misurabile contando le equazioni o i simboli. Sia la teoria della gravitazione* di Einstein sia quella di Newton contengono equazioni che determinano la forza gravitazionale prodotta da una qualsiasi quantità data di materia; nella teoria di Newton queste equazioni sono tre (corrispondenti alle tre dimensioni dello spazio), nella teoria di Einstein sono quattordici. Ma di per sé ciò non può essere considerato un vantaggio estetico della teoria newtoniana rispetto a quella einsteiniana; e in realtà la più bella è la seconda, grazie anche alla semplicità della sua idea centrale, l’equivalenza di gravitazione e inerzia. Su questo c’è stato un consenso generale degli scienziati, e abbiamo già visto che la rapida accettazione della teoria di Einstein fu dovuta, in buona parte, a tale consenso.Read more at location 384
Note: SEMPLICITÀ DELLE IDEE Edit
Oltre alla semplicità c’è un’altra qualità che può rendere bella una teoria fisica: il senso di inevitabilità che essa ci sa dare. A volte, ascoltando un brano musicale o un sonetto, proviamo un intenso piacere estetico quando ci rendiamo conto che in quell’opera non c’è niente da cambiare, che non c’è nemmeno una nota o una parola che vorremmo diversa. Nella Sacra famiglia di Raffaello la posizione di ogni figura sulla tela è perfetta;Read more at location 391
Note: INEVITABILITÀ Edit
Vorrei dirlo alle rose, ai tigli, al sole Stupore & ContemplazioneRead more at location 411
Note: T Edit
Le più alte creazioni delle matematiche pure, secondo Federigo Enrìques, manifestano quella stessa commozione estetica che si esprime davanti alla bellezza di uno spettacolo naturale.Read more at location 416
Note: COMMOZIONE Edit
FEDERIGO ENRÌQUESRead more at location 417
Note: T Edit
le matematiche non sono soltanto scienza, rappresentazione di quell’oggetto, sì anche arte, cioè espressione del soggetto che le costruisce, secondo le sue intime leggi.Read more at location 419
Note: MATEMATICA COME ARTE Edit
János Bolyai, comunicando al padre la sua scoperta della geometria non euclidea,* gli scriveva: «Dal nulla ho tratto un nuovo mondo». Il matematico ha il sentimento che l’opera della sua immaginazione creatrice dia la vita ai fantasmi evocati, come accade similmente al poeta.Read more at location 437
Note: CREARE Edit
Non c’è dunque matematica senza poesia. Il matematico si sorprende a contemplare il frutto della propria scoperta.Read more at location 443
Note: POESIA MATEMATICA Edit
Verso una frontiera sconfinata Stupore & CuriositàRead more at location 515
Note: T Edit
Qual è la caratteristica dell’essere umano che rende l’impatto dello stupore e della meraviglia un processo attivo, una capacità di formulare domande, insomma un percorso conoscitivo? Con quale parola possiamo sorprendere la risposta dello scienziato al fascino del reale che lo invita? Forse con la parola «curiosità». Non c’è ricerca se lo stupore non diventa domanda.Read more at location 517
Note: CURIOSITÀ Edit
GALILEO GALILEIRead more at location 530
Note: T Edit
BRUNO ROSSIRead more at location 563
Note: T Edit
A caccia di indizi Stupore & ConoscenzaRead more at location 622
Note: t Edit
Il fatto è, dice Einstein in questa pagina, che noi uomini «amiamo comprendere». C’è una passione per la comprensione, per la conoscenza del vero (di qualunque frammento di vero, fosse anche una goccia spremuta con grande fatica e dispendio di energie) senza la quale non si dà ragione dell’impresa scientifica.Read more at location 633
Note: AMIAMO COMPRENDERE Edit
È famosa l’analogia avanzata da Galileo dello scienziato come lettore del libro della natura; il linguaggio in cui il libro è scritto è un linguaggio matematico. Einstein, nel celebre testo divulgativo scritto con Leopold Infeld, ha ripreso l’immagine galileiana, suggerendo inoltre che lo stile del libro è quello di un romanzo giallo e il lettore-scienziato si trova nella condizione non solo di possedere il linguaggio appropriato per decifrarne i caratteri, la matematica, ma anche di scoprire il mistero sotteso dalla trama.Read more at location 678
Note: ROMANZO GIALLO Edit
«Flammanda moenia mundi» Stupore & GioiaRead more at location 716
Note: T Edit
Come il bambino è «esperto» in stupore, così è per il grande scienziato. Isaac Newton si identifica con lo sguardo semplice e limpido del bambino, sguardo che identifica anche il suo modo di «osservare» le cose e di accorgersi della loro presenza sul bordo dell’oceano del mistero.Read more at location 739
Note: AIL BAMBINO DI NEWTON Edit
Il desiderio di vedere di più Stupore & OsservazioneRead more at location 745
Note: T Edit
Lo stupore diventa desiderio di vedere di più, di scrutare, di osservare nei particolari; e a sua volta l’osservazione non fa che accrescere lo stupore. È l’esperienza raccontata da un appassionato "fotografo" della natura come Leonardo,Read more at location 747
Note: L OCCHIO DI LEO Edit
CAPITOLO SECONDO OSSERVAZIONERead more at location 756
Note: 2@@@@@@@@@@@@@@@ Edit
Forse la prima regola che devo pormi è questa: attenermi a ciò che vedo. ITALO CALVINORead more at location 758
Note: REGOLA DI CSLVINO Edit
Guardare il mondo come fosse la prima volta Osservazione & AffezioneRead more at location 812
Note: T Edit
Normalmente si pensa, e spesso si afferma, che lo scienziato per bene svolgere il proprio lavoro deve essere il più possibile disinteressato all’oggetto che studia. In realtà, ci pare che sia vero il contrario. Non vi può essere osservazione attenta, capace di cogliere le finezze più nascoste, se non nei riguardi di un oggetto «caro», di una realtà apprezzata e in qualche modo «amata».Read more at location 814
Note: LORENTZ E L AFFETTIVIYÀ Edit
L’osservazione scientifica non è la produzione di un lungo elenco di dettagli, come una interminabile collezione di fotografie, ma un atto creativo in cui lo sguardo umano interroga la realtà e unisce ciò che vede secondo una possibile prospettiva di ordine e di bellezza. In ciò ritorna l’analogia profonda tra la scoperta scientifica e la creazione artistica. Osservare un oggetto o un fenomeno naturale significa accorgersi di esso (guardarlo, vederlo) e tornare instancabilmente a esaminarlo secondo una ipotesi o una domanda di senso e quindi di nesso con la totalità.Read more at location 844
Note: IL SENSO DI POLANY Edit
L’osservazione scientifica è sorretta dalla convinzione che la natura sovrabbonda di informazioni e offre continui indizi a chi la incontra con il desiderio di trovare tracce di verità. Tale convinzione si traduce, in pratica, in una attenzione a cogliere anche i minimi particolari dei fenomeni.Read more at location 888
Note: ATTENZIONE Edit
Perder di vista ciò che si ha davanti agli occhi Osservazione & PreconcettoRead more at location 933
Note: T Edit
Come ha scritto Peter B. Medawar, per evitare l’errore occorre «osservare la natura con gli occhi del fanciullo, senza pregiudizi e preconcetti, con quella visione candida e chiara, cioè, che l’adulto ha perduto e che lo scienziato deve sforzarsi di riacquistare».6 Non è possibile evitare completamente un qualche livello di pregiudizio.Read more at location 937
Note: STEREOTIPI E BAMBINI Edit
In altri casi vi è un vero e proprio pregiudizio filosofico o religioso da parte dello scienziato che emerge come fattore di complicazione nel rendersi conto di ciò che le osservazioni indicano e nella presa di posizione di fronte al dato sperimentale. È interessante, per esempio, questa osservazione di Hubert Reeves a riguardo della poca considerazione in cui rimase per lunghi decenni quello che oggi è considerato lo scenario cosmologico standard accettato dalla gran parte – se non dalla totalità – della comunità scientifica. Certo og gi abbiamo molte più evidenze a nostra disposizione, ma rimane curiosa la lunga assenza di tentativi di verifica sperimentale dell’esistenza di un fondo di radiazione fossile* a bassa temperatura, peraltro alla portata della tecnologia degli anni Cinquanta.Read more at location 985
Note: COSMOLOGIA ATTUALE Edit
Essa fu scoperta nondimeno solo per caso, trent’anni dopo, da Penzias e Wilson. La predizione era stata dimenticata. Perché? Si deve dire che, per vari anni, la teoria dell’espansione universale non godette di grande favore. Quando ero studente negli Stati Uniti, verso gli anni Sessanta, non se ne parlava. Essa era una teoria sospetta. Forse a causa delle sue risonanze "bibliche"? Chissà.Read more at location 992
Note: RISONANZE BIBLICHE Edit
È ben nota la vicenda che condusse Einstein a forzare le soluzioni cosmologiche della sua relatività generale* per renderle compatibili con un universo statico, il solo che il grande scienziato concepisse come credibile. Un preconcetto che gli impedì di fare la previsione teorica più sensazionale della storia della scienza: la previsione che il nostro universo è una realtà storica, in evoluzione.Read more at location 995
Note: PRECONCRTYO DI EINSTEON Edit
Einstein non si era accorto che la sua teoria prevedeva un universo in espansione. Più tardi si scoprì che ad Einstein era sfuggita anche un’altra soluzione delle sue equazioni che prevedeva lo stesso fenomeno. Questa volta la scoperta fu fatta da un matematico russo, Aleksandr Friedmann. Egli trovò che Einstein era incappato in un banale errore algebrico , che l’aveva portato a tralasciare questa ulteriore soluzione. Effettivamente, a un certo punto dei suoi calcoli, Einstein aveva diviso per zero. Questo è assolutamente vietato in matematica.Read more at location 1001
Note: DIVISO ZERO Edit
Osservare è meno facile che ragionare Osservazione & RealismoRead more at location 1065
Note: T Edit
La prevalenza dell’osservazione sul ragionamento, che viene reclamata in quest’altra pagina di Alexis Carrel, non è certo per sminuire il valore della capacità logica della ragione: si tratta invece di rendersi conto che ogni momento della conoscenza richiede un tenace attaccamento al dato osservato nella sua completezza.Read more at location 1070
Note: EMPIRISMO DI CARRELL Edit
modo suo, il matematico si trova di fronte a dei «ƒatti» che per essere conosciuti vanno scoperti e quindi osservati. Di questo avviso è certamente Godfrey Hardy, e lo dichiara nella sua celebre Apologia di un matematico.Read more at location 1135
Note: SCOPERTA Edit
La domanda giusta esplora un pezzo nuovo dell’ignoto Osservazione & DomandaRead more at location 1150
Note: T Edit
Come ha scritto Clive Staples Lewis, «la natura spesso si rende evidente in risposta alle domande che le poniamo». Questo è il modo normale, anche se non l’unico, con cui la conoscenza scientifica avanza. La bravura di un ricercatore è quella di saper porre le domande giuste.Read more at location 1154
Note: LE DOMANDR GIUSTE Edit
«Experimentum solum certificat in talibus» Osservazione & EsperimentoRead more at location 1221
Note: T Edit
Concepire un esperimento ha quindi la stessa dinamica del sorgere di una domanda, o meglio, è conseguente all’essere stati capaci di porre una domanda chiara.Read more at location 1226
Note: ESPERIMENTO Edit
CAPITOLO TERZO ESPERIMENTORead more at location 1264
Note: 3@@@@@@@@@@@@@@@ Edit
«Ragionevole» designa colui che sottomette la propria ragione all’esperienza. JEAN GUITTONRead more at location 1267
Note: GUITTON Edit
Gli elettroni sanno benissimo come comportarsi Esperimento & NaturaRead more at location 1307
Note: T Edit
Cercare un «distacco» tra soggetto e oggetto non significa introdurre un elemento di estraneità o di indifferenza. Anzi, ci pare che il «passo indietro» che il soggetto deve fare per non guastare la sua possibilità di conoscenza del fenomeno sia necessario proprio per compiere una unità più profonda con l’oggetto: la conoscenza del fenomeno da parte del soggetto. Del resto il distacco, il «passo indie tro» rispetto all’oggetto, è analogamente richiesto in altre forme di conoscenza: anche per ammirare un quadro,4 occorre porsi a una debita distanza da esso!Read more at location 1418
Note: DISTSCCO DELCSOGGETTO Edit
Il fatto è la cosa più ostinata del mondo Esperimento & MetodoRead more at location 1455
Note: T Edit
occorre assecondare la risposta della realtà, seguire con prontezza il cenno delle sue indicazioni, secondo l’ammonimento di Claude Bernard: «Le nostre idee non sono altro che strumenti intellettuali che ci servono a penetrare i fenomeni. Occorre perciò cambiarle quando hanno esaurito la loro funzione, come si cambia un bisturi quando è stato usato troppo a lungo».Read more at location 1465
Note: CAMBIARE IDEA Edit
Infatti, come dice Michail Bulgakov, «Il fatto è la cosa più ostinata del mondo».9 il tribunale del mondo reale prima o poi chiama in giudizio i nostri modelli e le nostre teorie.Read more at location 1490
Note: FATYO Edit
Diffidare del quasi uguale Esperimento & AttenzioneRead more at location 1608
Note: T Edit
Così accade che, con le parole del batteriologo Theobald Smith, «è l’attenzione che noi poniamo alle minuzie apparentemente irrilevanti, senza attrattiva e assai fastidiose, che determina il risultato».15 Forse sono proprio questi i momenti in cui si esalta nei ricercatori all’opera la chiarezza della motivazione, la determinazione nel raggiungere la meta, e quindi la coscienza del valore che essa contiene.Read more at location 1616
Note: ATENZOONE E MOTIVAZIONI Edit
Tra le caratteristiche che il metodo sperimentale condivide con tutti gli altri metodi di conoscenza vi è la possibilità dell’errore. Per dirla con Beveridge, «la sperimentazione, così come altri metodi impiegati nella ricerca, non è infallibile».20 Se non altro, è certamente fallibile il soggetto umano che tenta di applicare il metodo, e senza del quale il metodo stesso non esisterebbe! Le modalità di errore nell’uso del metodo sperimentale sono le più varie e spaziano dalla semplice distrazione alla scorretta interpretazione di un indizio emergente, al trascurare – più o meno coscientemente – uno degli elementi in gioco.Read more at location 1696
Note: ERRORI NELL ESP Edit
il seguente episodio raccontato da Primo Levi mette in luce, «occorre diffidare del quasi-uguale».Read more at location 1704
Le coincidenze capitano a chi è preparato a riconoscerle Esperimento & ScopertaRead more at location 1750
Note: T Edit
A volte anche la fortuna aiuta, portando alla luce coincidenze e aspetti singolari prima trascurati: ma sono quasi sempre coincidenze che capitano a chi era preparato a riconoscerle. RENATO DULBECCORead more at location 1752
Note: SERENDIPITY Edit
CAPITOLO QUARTO SCOPERTARead more at location 1823
Note: 4@@@@@@@@@@@@@@@ Edit