lunedì 14 marzo 2016

1. Protesta sociale e violenza negli anni Sessanta: lineamenti - I nemici della Repubblica: Storia degli anni di piombo di Vladimiro Satta

1. Protesta sociale e violenza negli anni Sessanta: lineamenti - I nemici della Repubblica: Storia degli anni di piombo di Vladimiro Satta - #unperiodotranquillo #ilpaesepiùdemocratico #pietrosecchiaaddio #fredaeditore
1 Le condizioni di partenzaRead more at location 143
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Note: 111@@@@@@@@@@@@@@@@@@@ Edit
Il periodo che va dall’inizio degli anni Sessanta alle prime settimane del 1968 era stato un’epoca abbastanza pacifica nel nostro Paese, a eccezione dell’Alto AdigeRead more at location 145
Note: UN PERIODO TRANQUILLO Edit
Il miglioramento si deve alla combinazione di due fattori. Il primo, politicamente collegabile all’avvento del centro-sinistra, fu l’ammorbidimento della condotta delle forze dell’ordine nei confronti dei manifestantiRead more at location 153
Note: CENTROSINISTRA Edit
L’Italia si distingueva per l’alto livello di libertà civili e politiche garantite ai singoli cittadini e alle associazioni.Read more at location 156
la più larga facoltà di esercitare i diritti politici in maniera democratica. Il sistema elettorale proporzionale con soglia di sbarramento molto bassa offriva una rappresentanza in Parlamento anche a chi riscuoteva consensi esigui.Read more at location 158
Note: UNO DEI PAESI PIÙ DEMOCRATICI Edit
L’editoria e la stampa, per lo più in mano ai privati, davano vita a un sistema pluralista nel quale anche i più estremisti avevano modo di farsi sentire.Read more at location 162
Note: MEDIA Edit
Uno dei maggiori gruppi editoriali nazionali, infatti, era quello di Giangiacomo Feltrinelli, a buona ragione detto l’«editore-guerrigliero».Read more at location 163
Note: FELTRINELLI Edit
Nei primi anni Settanta, si terranno alla luce del sole congressi di forze politiche nei quali l’argomento all’ordine del giorno sarà la rivoluzione, e sui giornali compariranno appelli firmati ad armare le masse e a «combattere un giorno con le armi in pugno contro lo Stato».Read more at location 170
Note: RIVOLUZIONE Edit
Il Pci non mobilitò contro il centro-sinistra né le masse – cui invece aveva fatto ricorso per fermare il governo Tambroni – né il proprio apparato paramilitare clandestino, che anzi era in progressivo disarmo, di pari passo con il declino di Pietro Secchia,Read more at location 180
Note: PIETRO SECCHIA Edit
La sinistra rivoluzionaria extraparlamentare, che era poca cosa, non vedeva all’orizzonte segni dell’auspicato crollo del capitalismo e, per il momento, era costretta a trattenersi in attesa di tempi migliori.Read more at location 182
Note: SINISTRA RIVOLUZIONARIA Edit
A destra, il partito monarchico era contrario alla Repubblica per principio ma non intendeva minimamente contrastarla in maniera bellicosa, e quello missino si adattava a un ruolo di opposizione fine a se stessa e non concepiva vie d’uscita dalla propria sterile condizioneRead more at location 187
Note: MONARCHICI E MISSINO Edit
Il gruppo Ar raccoltosi nel 1963 a Padova intorno al giovane Franco Freda, entrato in contatto con Ordine nuovo nel 1966 e giudicato responsabile della strage di Piazza Fontana nonché di altri attentati del 1969, all’epoca svolgeva attività prettamente culturale ed editoriale.Read more at location 191
Note: FREDA Edit
Il Fronte nazionale del golpista Junio Valerio Borghese nascerà nel 1968.Read more at location 195
L’anno più intenso fu il 1962, caratterizzato dalle trattative per il rinnovo dei contratti dei lavoratoriRead more at location 201
disordini avvenuti in luglio a Torino in piazza Statuto e dintorni, che videro protagonisti gli operai più giovani e si conclusero con un bilancio di centinaia di feritiRead more at location 204
La Cgil e la Cisl ne imputarono la responsabilità a gruppi di teppisti, Foa lo considerò una provocazioneRead more at location 209
Altri, però, come Alberto Asor Rosa, si entusiasmarono per la «spallata possente» data dalla classe operaia al «mito grandioso del neocapitalismo italiano»Read more at location 211
Per quanto riguarda gli aspetti generazionali della conflittualità sociale, che da un certo momento in poi diverranno molto importanti, prima dell’inverno 1967-1968 essi si avvertivano in tono minore. Fino ad allora, c’erano state mobilitazioni giovanili anche massicce le quali, però, non erano state autonome, bensì si erano integrate nel quadro di iniziative avviate o condotte da altre fasce anagrafiche della popolazione