sabato 7 settembre 2019

LA GUERRA FREDDA DELLA SOCIALDEMOCRAZIA EUROPEA

LA GUERRA FREDDA DELLA SOCIALDEMOCRAZIA EUROPEA
In piena guerra fredda facevo le medie e ogni tanto anche nella nostra auletta scassata, su impulso di qualche professore annoiato dal sussidiario, si animava un para-dibattito politico rozzo, intenso e breve (avevamo ben altro a cui pensare), in esso i ragazzi ripetevano sostanzialmente quanto ascoltavano a casa dai genitori intenti a chiosare sarcasticamente il TG. I sostenitori dei rossi – provenienti dalle famiglie più istruite e riflessive – vantavano con calma e autocontrollo l’eguaglianza che regnava in URSS e Cuba. I sostenitori degli amerikani imperialisti – ciarpame della periferia varesina tutto proiettato sulla gratificazione immediata – berciavano con la vena gongia e alzandosi in piedi sempre lo stesso ritornello: i poveri amerikani stanno meglio dei rossi benestanti! Al che i fighetti attaccavano la solfa degli ospedali cubani imparata guardando Gianni Minà a Blitz la domenica pomeriggio.
Mi fermo qui, sappiamo tutti come andò a finire. Solo per dire: non è che la storia si ripete? Questa volta al posto dei rossi ci sarebbe... ehm... l’Europa socialdemocratica.