giovedì 9 febbraio 2017

Ventidue modi per limitare il potere dei peggiori

Come arginare le pessime politiche prodotte dalle democrazie a suffragio universale? Ecco delle soluzioni, alcune storiche, altre più innovative.
  1. Federalismo competitivo. Mette le istituzioni in concorrenza tra loro e consente di "votare con i piedi".
  2. Check and balance. Divide il potere in modo da creare una sorta di controllo reciproco (tanto per dire: la “fiducia” del Parlamento al Governo tradisce il principio).
  3. Costituzionalismo. Un documento costituzionale delimita a priori l'intervento politico.
  4. Common law. Il precedente giurisprudenziale ha forza di legge.
  5. Supermaggioranze. Più difficile approvare una legge che abrogarla.
  6. Disobbedienza civile. Dare più spazio all'obiezione di coscienza.
  7. Speculocrazia. Si vota sui valori, si scommette sulle credenze.
  8. Epistemocrazia. Suffragio limitato a chi supera certi esami.
  9. Demarchia. Possibilità di fare solo leggi astratte (in cui il soggetto sia solo il cittadino senza ulteriori caratterizzazioni).
  10. Mercati aperti. I mercati internazionali controllano l’operato dei politici attraverso la speculazione.
  11. Democrazia delle aste. Si vota con premi per chi soccombe e costi per chi prevale (vedi i casi nimby).
  12. Conflitto d'interessi. Togliere il voto ai dipendenti pubblici e ai fornitori della p.a.
  13. Voto negoziabile.
  14. Lobby. Più peso per le élite economica.
  15. Minimalismo. Pochi rappresentanti (una decina) facilmente controllabili.
  16. Secessione regolata. Possibilità di secedere.
  17. Voto incrociato. Una regione vota le leggi di spesa dell'altra e viceversa.
  18. Camera del no. Una camera con l'unica funzione di abrogare leggi.
  19. Legislatura del no. Una legislatura ogni tre che può solo abrogare leggi.
  20. Meno elezioni. Una legislatura ogni 10 anni.
  21. Kilovoto. Pagare per far pesare di più il proprio voto.
  22. Voto quadratico. I voti sono gratis fino ad un certo numero, poi si pagano con tariffe che crescono esponenzialmente.
  23. continua