mercoledì 8 febbraio 2017

La pacifica invasione di Sanremo

Da Ricky Martin a Tiziano Ferro, anche quest’anno Sanremo è piena di gay. Una volta tanto l’invasione sembra pacifica, anche dal punto di vista delle “guerre culturali” in atto.
La cosa, in fondo, non desta molto fastidio, persino i miei amici-facebook più omofobi si limitano ad una battutina di rito e tirano diritto. Perché?
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Giova tornare ad una fondamentale distinzione tra due tipi di personalità: quella nomade e quella stanziale.
La prima la ereditiamo probabilmente dal nostro antenato più distante, il cacciatore/raccoglitore, la seconda dal nostro antenato più prossimo, l’ agricoltore. Ma vediamo alcuni punti dove la differenza è più percepibile.
  1. Il nomade è sessualmente promiscuo, lo stanziale è monogamo e fedele.
  2. Il nomade punta sul proprio talento (una risorsa trasportabile), lo stanziale sul suo patrimonio.
  3. Il nomade è più intellettuale/spirituale, lo stanziale più materialista (orientato al possesso materiale).
  4. Come conseguenza di 2 e 3, il nomade è più artista e professionista, lo stanziale più artigiano e capitalista.
  5. Il nomade è più cosmopolita, lo stanziale più nazionalista.
  6. Il nomade ha pochi figli, lo stanziale un nugolo.
  7. Il nomade punta sull’individualismo, lo stanziale sulla lealtà al gruppo.
  8. Il nomade punta sul piacere, lo stanziale sul lavoro duro.
  9. Il nomade ama le sfide, lo stanziale il sacrificio.
  10. Il nomade è libertario, lo stanziale autoritario e gerarchico.
  11. Il nomade viaggia molto e vede tante cose nuove, lo stanziale si insedia, si muove poco e vede sempre le stesse cose.
  12. Il nomade parla molto di sesso, lo stanziale non ama l’argomento.
  13. Il nomade ha una dieta varia e salubre, lo stanziale ha una dieta consolidata.
  14. Il nomade adora i bambini (ne ha pochi!), lo stanziale li sacralizza.
  15. Il nomade aborre la guerra, lo stanziale la considera spesso necessaria.
Personalmente, mi sento uno stanziale. Forse. Ci sono anche giorni in cui mi sento nomade.
Una cosa è certa: intellettuali e artisti tendono al nomadismo, almeno in questo periodo storico.
Anche l’asse ricchi/poveri corre parallelo a quello nomadi/stanziali.
La distinzione mi sembra interessante poiché diversi conflitti politico/culturali sono riconducibili a questa distinzione di personalità.
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Ebbene, a quanto pare i gay sono nomadi.
Forse è proprio per questo non ci disturba rilevare la loro presenza in un contesto di arte e spettacolo come Sanremo. Gay e artisti sono nomadi ed è del tutto normale che spesso si ritrovino mescolati. Nessuno si sorprende che Hollywood sia piena di gay più o meno repressi: se non stanno lì dove devono stare?
Diverso è quando pretendono, per esempio, di avere una “famiglia tradizionale” o di contare nelle Forze Armate. Allora lì la mentalità stanziale sente come un’ insopportabile invasione di campo… e scatta l’omofobia.
ferr