martedì 11 giugno 2019

F la schedatura come quentessenza dello stato

Come nasce lo stato moderno? Con la schedatura. Lo si capisce apprezzando la capacità molto limitata degli stati medievali di tassare i loro cittadini in modo efficace.
Supponiamo che tu sia un re premoderno, uno dei Luigi di Francia. Vuoi tassare le persone per finanziare una crociata o qualcosa del genere. Praticamente tutti nel tuo regno sono contadini e tutti i contadini producono grano, quindi li tasserai il grano. Non dovrebbe essere troppo difficile, giusto? Misurerai quante pinte di grano si producono e… ma la pinta nella Parigi del diciottesimo secolo equivaleva a 0,93 litri, mentre nella Seine-en-Montane era di 1,99 litri e a Precy-sous-Thil si arrivava a un incredibile 3.33 litri. 

L'auna, poi, una misura della lunghezza usata per i tessuti, variava a seconda del materiale (l'unità per la seta, per esempio, era più piccola di quella per il lino) e in tutta la Francia c'erano almeno diciassette diversi aune!

Perché, ad esempio, non dare a tutti cesti di dimensioni uguali e dire che l’obbligo di tassazione era da considerarsi assolto una volta riempito quel cesto? Ovunque nell’ Europa medievale c'erano infinite micropolitiche intorno alla conformazione del cesto: il grado di usura consentita, i rigonfiamenti tollerati, le variazioni nella tessitura, l’umidità, lo spessore del cerchio metallico e così via. In alcune aree gli standard locali erano conservati in forma metallica e affidati alle cure di un funzionario di fiducia oppure scolpiti letteralmente nella pietra di una chiesa o del municipio. Ma non finiva lì. Come doveva essere versato il grano? Dall'altezza della spalla, che lo comprimeva maggiormente, o dall'altezza della vita? Altri argomenti di lunghe e aspre polemiche: il grado di umidità consentito, se il contenitore poteva essere scosso durante la manovra e, infine, se e come doveva essere livellato una volta raggiunto il limite.

Insomma, il business della tassazione si rivelava più difficile del previsto. Forse era meglio girare la grana ai signori feudali.

Finora, il freddo resoconto delle pratiche di misurazione locali rischia di dare l'impressione che, sebbene le concezioni locali di lunghezza, area, volume e così via fossero tanto diverse, l’obbiettivo fosse comunque quello di convergere.

Questa impressione sarebbe falsa. Una buona parte delle diatribe accennate aveva ben altri fini. I richiedenti (nobili e chierici) trovavano difficile aumentare direttamente le quote feudali; i livelli di gettito (cio’ che oggi chiameremmo il livello delle aliquote) erano il risultato di una lunga lotta, e persino un piccolo aumento al di sopra del livello consuetudinario era visto come una violazione minacciosa della tradizione. Agire sull’unità di misura, tuttavia, rappresentava un modo indiretto per raggiungere lo stesso fine. Il signore locale potrebbe, ad esempio, prestare grano ai contadini in cestini più piccoli e insistere per il rimborso in cesti più grandi. Potrebbe surrettiziamente o addirittura audacemente ingrandire le dimensioni dei sacchi di grano accettati per la macinatura (un monopolio del signore) e ridurre le dimensioni dei sacchi usati per misurare la farina; potrebbe anche riscuotere quote feudali in cesti più grandi e pagare stipendi in natura in cestini più piccoli. Mentre le consuetudini formali che disciplinano i diritti e le retribuzioni feudali rimarrebbero intatte (richiedendo, ad esempio, lo stesso numero di sacchi di grano dal raccolto di una determinata azienda), la transazione effettiva potrebbe favorire sempre più il signore. I risultati di questo giochetto erano tutt'altro che banali. Si stima che la dimensione del bushel (boisseau) usato per raccogliere la rendita feudale in Francia (taille) aumentò di un terzo tra il 1674 e il 1716 come parte della cosiddetta “elaborazione dell’unità di misura”. L’esasperazione popolare su questo fronte era evidente nelle lamentele preparate per l'incontro degli Stati Generali prima della Rivoluzione. In un contesto rivoluzionario inedito, in cui un sistema politico completamente nuovo veniva creato dai primi principi, non era certo un gran problema legiferare su pesi e misure uniformi. Come recita il decreto rivoluzionario "Il sogno secolare delle masse di una sola misura è diventato realtà! La rivoluzione ha dato al popolo il metro!".


Ma forse non dovresti tassare il grano. Forse dovresti tassare la terra. Dopo tutto, è la terra che fa crescere il grano. Basta capire quante terre possiedono i contribuenti e tassarli.

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