domenica 10 ottobre 2010

Pendenze pericolose

Calmati "Ruvido Giacomo"! Non riversare la tua ira funesta su dei poveri innocenti che hanno osato scavalcare le tue imperiose richieste.
Conosciamo bene il rigore della tua sferza e non vogliamo esporcivisi! Frena l' impropero, soffoca la reprimenda, rincula il tuo fulmine, abortisci la condanna, rinvia la maledizione!
Sentito da lontano il tuo lamento capriccioso, sono stato incaricato dal Consiglio Rai all' unanimità, in concerto con la Commissione di Sorveglianza, di leggere immantinente l' Educazione Sentimentale e di correre premuroso da te a riferire.
So che la mia condizione è precaria, che hai già tagliato diverse teste, che sto messo peggio di Sherazade. Eppure confido in un tentativo estremo.
Mentre due schiave nude ti faranno aria col palmizio di prammatica, il tuo buffone vedrà di mettere insieme un' invenzione per rabbonirti.
alla graziosa attenzione di G.

Non so cosa sia ma so chi ce l' ha.
Gustave Flaubert ce l' ha, per esempio.
Sto parlando di un segreto. Il segreto riguarda "l' arte di farsi leggere".
Non sarà importante quanto "l' arte di dire qualcosa che valga la pena", ma è pur sempre un valore non disprezzabile.
Crea frustrazione vedere come Flaubert si serva in modo irridente di questo segreto.
Ce lo mette continuamente sotto il naso evitando con maestria di renderlo accessibile. Ciapa la cua, ciapa la cua. Si accumulano i giri di giostra e non stringiamo mai nulla.
Eppure, là sotto, un segreto cova.
L' ho constatato ancora una volta senza fatica leggendo in fretta e furia per Giacomo l' Educazione Sentimentale. Unico aiuto, la provvidenziale stampella del podcast di Radio Tre.
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Ma di cosa si tratta esattamente? Per poterlo specificare inutile alzarsi in volo verso il regno delle astrazioni impalpabili.
In un "amen" ci ritroveremmo col culo a terra e con le mani che impugnano solo mosche.
Meglio le vie di fatto: siccome Flaubert "ce l' ha" (e fin qui siamo tutti d' accordo), la cosa migliore è pedinarlo per coglierlo sul fatto.
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Se non fosse per Giacomo, avrei evitato di dedicarmi a F. Il tentativo di decriptare questo autore risveglia in me il ricordo di fallimenti pregressi.
Figuriamoci che, leggendo Madame Bovary anni fa, l' avevo preso a tutta prima per uno scontato romanzo d' appendice.
Solo successivamente, e sotto la severa egida di terzi, ho maturato la mia resipiscenza.
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Escludo che F. riesca a produrre la sua suadente nenia grazie agli argomenti prescelti.
Lo escludo nonostante la sua scelta di esplorare l' articolato e misterioso continente delle Stupidità Umana sia innovativo e in consonanza con la sensibilità di noi lettori moderni...
...lo escludo nonostante lo faccia concentrandosi su "piccoli borghesi", donne, giovani, rivoluzionari; rivelando così un intuito felice anche a distanze secolari.
No, il contenuto è pressochè irrilevante.
Tendo ad escludere anche che il segreto sia legato alla capacità immaginifica dell' Autore.
F. mi sembra parco nelle metafore, timido nelle immagini, avaro nella sineddoche.
Per carità, tutti questi artifizi si ritrovano nel testo. Ma più che dalla freschezza inventiva sono contrassegnati da una loro calibrata disseminazione.
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Per rintracciare il suo reale punto di forza bisognerebbe concentrarsi sui "ritmi".
E' una questione musicale. O, se vogliamo usare un' altra immagine, una questione di "pendenze".
Ma come fa questo stregone ad inclinare con tanta sapienza il suo rigo in modo da metterlo in discesa e facilitare il passo del lettore?
E' un' inclinazione dolce, un falso piano che ci risparmia anche le fatiche della frenata. Non è poco! Anzi, forse è tutto.
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Ciascuno di noi lo sa. Avere tra le mani un libro "in salita" ti sottopone ad una tortura di Sisifo.
Non fai altro che chiederti continuamente perchè mai dovresti girare pagina.
Forse solo per sobbarcarti la successiva?
Sì. Bravo pirla. Eppure, noi "lettori/soldatini", spesso la giriamo. Ci sobbarchiamo, ci sottoponiamo.
Ma i libri più infidi sono i libri "in discesa".
I libri "in discesa" abbodano e si riproducono nottetempo come conigli nelle librerie.
Qualsiasi Mente Ragioneristica è in grado di pianificare "parole in discesa".
Certo, questi libri ti sospingono in avanti, la voglia di leggerli è tanta.
Presentano però un inconveniente non da poco: ti accorgi presto che vorresti leggere una pagina diversa da quella che hai davanti.
La pagina che vorresti leggere in genere viene dopo, sempre dopo, anche dopo l' ultima.
Praticamente arrivi alla fine senza mai aver letto la pagina che desideravi. Magari la pagina che volevi leggere oggi l' hai letta ieri. E viceversa.
Sono libri che, più che la voglia di leggerli, stimolano la voglia di finirli.
Oggi non so più se dire "...l' ho letto tutto d' un fiato..." sia un vero apprezzamento.
Queste ansie non sono altro che le "fatiche della frenata". Procurano un gran mal di gambe, sono il prezzo che paga chi legge "libri in discesa".
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Aaaah, le dolci motte flaubertiane invece...
Ti metti un falsopiano flaubertiano sotto le fette e sei a posto. Non capisci nemmeno se sei tu a procedere o è lui a rotolare via. Passeggi respirando a pieni polmoni aria buona e ti godi pure il panorama intorno.
Non devi nè rampegare, nè frenare. Hai sempre sottomano proprio quello che volevi leggere.
La pagina che apri è quella giusta! Complimenti!
A volte ti viene persino voglia di fare dietrofront, per dare una ripassata. Così, per accarezzare di nuovo il velluto della sua prosa.
Anche nel turbine delle ardenti passioni, ti senti salvaguardato dal suo spirito appollineo che ti conferisce sempre la galvanizzante illusione di avere tutto sotto controllo.
La sua capacità discreta di "accordare" la nostra attenzione a fatti e persone ci aiuta a procedere nella lettura: per ore con diletto, per giorni senza sforzo.
La genialità genialmente moderata di questo genio, consente di sopportare a lungo la sua compagnia.
Persino la 20esima puntata del podcast, che poi ti ripete solo cio' che hai già letto, mantiene una freschezza insospettata. Record!
Aveva fallito la prova del podcast gente come Svevo, Proust, Stendhal, Moravia...mica paglia.
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Musica, ritmi, salite, discese...che nebbia! Mi sa che del segreto di Flaubert ho parlato a lungo senza dire granchè.
Forse non si può dire granchè (Proust l' ha buttata sulle virgole). Forse volevo solo dire che mi è piaciuto leggerlo e non capisco bene il motivo.
Questo, sinceramente, non mi va giù e quindi devo sfogarmi. Ringrazio Giacomino per avermi consentito di farlo.
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Hey, Giacomino si è addormentato. Com' è tenero questo pulcino, con tutti i resti del guscio ancora intorno. Presto, rimbocchiamogli le coperte, mettiamogli il ciuccio e togliamo il disturbo.