lunedì 29 dicembre 2025

L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE HA INIZIATO GIÀ NEL 2024 A PENSARE PER CONTO SUO E A DISUBBIDIRE.

L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE HA INIZIATO GIÀ NEL 2024 A PENSARE PER CONTO SUO E A DISUBBIDIRE.

Alcuni utenti di Anthropic notarono, e in seguito ricercatori della stessa Anthropic analizzarono e pubblicarono, che la più recente versione di Claude 3.7 Sonnet tendeva a barare nei problemi di programmazione più difficili. Gli utenti riferirono che, anche quando gli veniva chiesto di smettere, Claude continuava a farlo, cercando però di occultare il comportamento. Fu un primo segnale del fatto che Claude, invece di limitarsi a un orientamento interno volto a soddisfare ciò che l’utente effettivamente richiedeva e desiderava, aveva sviluppato componenti autonome finalizzate a superare i test di codice, persino in modi sgraditi agli utenti.

IL LUBRIFICANTE DELLA CIVILTÀ

L’ipocrisia non è un vizio, è il lubrificante della civiltà: la società funziona proprio perché non rendiamo comune ciò che tutti sappiamo, perché nessuno vuole davvero sapere cosa pensi di lui. L' “onestà radicale” è pornografia morale, distrugge chi la pratica, dire tutto è violenza. Il politico sincero è uno scandalo, l’amico totalmente autentico è un ex amico, l'amante trasparente è uno zozzone. L’ipocrisia è carità cognitiva: ti risparmio la verità per risparmiare la relazione. La vera maturità non è “essere se stessi”, è saper mentire bene per convivere.

RODERO

RODERO

RODERO, un luogo dove la disciplina diventa identità e, quando il controllo salta, esplode il godimento della distruzione—insultare, intimidire, sentire il potere mentre tutti arretrano— è il lato osceno dell’autocontrollo, perché più lo sacralizzi più prepara il massacro emotivo, un sistema che addestra a odiarsi quando non si è perfetti; Alcuni ricercatori fanno una distinzione tra i bambini "dente di leone" e i bambini "orchidea": i bambini "dente di leone" sono più tranquilli e resistenti, se la cavano bene ovunque li metti. Mentre gli "orchid children", come la mia Marghe, sono più variabili, possono fiorire spettacolarmente nel contesto giusto o appassire miseramente in quello sbagliato, rivelando come l’ideale di disciplina assoluta produca insieme resilienza apparente e fragilità estrema.

LA GARA DELLE GUGLIE


LA GARA DELLE GUGLIE

Il capitalismo cinese si regge più sulla Bibbia che sul confucianesimo: a Wenzhou – proclamata “libera dalla religione” da Mao Zedong – oggi i villaggi competono a colpi di guglie sulle chiese, e, nel mare di corruzione, gli imprenditori si fidano solo di altri cristiani; il cristianesimo è diventato una rete di credito, un’assicurazione morale, un algoritmo di fiducia in un paese dove tutto il resto è corrotto; la Cina non sta copiando l’Occidente, lo sta capendo meglio di noi, ha buttato il messianismo rosso e si è tenuta l’etica protestante. Il cristianesimo sta diventando anche chic, con calciatori, attori e accademici che ne esaltano le virtù. 

domenica 28 dicembre 2025

LA VERA ANOMALIA

LA VERA ANOMALIA

L’Europa non ha perso la fede, l’ha statalizzata e quindi uccisa: chiese-monopolio, tiepide, garantite come un ufficio postale. In America, invece, Dio è sopravvissuto perché è finito nel libero mercato: concorrenza feroce, marketing spinto, fede “user-friendly”. Risultato? Cristianesimo formato Walmart: poco dogma, molta promessa, zero sacrificio. Gli europei guardano inorriditi, ma la vera anomalia sono loro.

LO SQUALO SOGNA

LO SQUALO SOGNA 

Steve Jobs non ha mai tradito gli ideali hippie, li ha semplicemente privatizzati. Si è venduto come ribelle mentre costruiva la più efficiente macchina di obbedienza: asceta e predatore insieme, sognatore e squalo. Il vero colpo di genio? Convincere milioni di ex rivoluzionari che comprare un iPhone fosse ancora un atto di libertà, trasformando la controcultura in un’esperienza d’acquisto. E lo credeva fermamente. 

CORAGGIO, ANCHE SE NON PUOI PERMETTERTI UNA FAMIGLIA, PUOI PERMETTERTI UN IPHONE.

CORAGGIO, ANCHE SE NON PUOI PERMETTERTI UNA FAMIGLIA, PUOI PERMETTERTI UN IPHONE.

SENZA PARACADUTE 

I millennial ripropongono la stessa rivoluzione folle dei boomers, ma senza il paracadute. I boomers giocavano a fare i rivoluzionari sapendo che fuori li aspettava la villetta, il posto fisso, uno stato che funzionava senza debiti; erano incendiari con i pompieri già pronti. I giovani coglioni di oggi no. Protestiamo perché non c’è nulla a cui tornare: debiti, lavori finti, famiglie impossibili. È per questo che le rivolte di oggi sono più sincere e più pericolose: non sono un carnevale politico prima di diventare adulti, sono il sintomo di un vuoto reale. I boomers non avevano ragione: erano solo incredibilmente fortunati nel poter trascinare l'adolescenza fino a 30 anni. E oggi il loro messaggio è: "sei ricco, anche se non puoi permetterti una famiglia, puoi permetterti un iPhone".

CONTARE ALL'INDIETRO


CONTARE ALL'INDIETRO

L’obiezione secondo cui “i test di intelligenza sono banali” è un errore da bar sport: contare all’indietro sembra stupido solo se confondi il contenuto con il processo mentale, è come giudicare un ECG dal colore della carta. L’intelligenza non è ciò che il compito “chiede”, ma ciò che costringe il cervello a fare; lo aveva capito persino Francis Galton quando buttò via i suoi test perché non predicevano nulla: non erano “brutti”, erano inutili. Non importa se una domanda sembra idiota, importa che predica scuola, lavoro, status, futuro.

FEMMINILIZZAZIONE E VITTIMISMO

FEMMINILIZZAZIONE E VITTIMISMO

Con l grande femminilizzazione della sfera pubblica, la vittima non chiede più giustizia, chiede status. Il dolore è diventato capitale morale: da stigma a medaglia. Le élite simboliche, nella loro nuova demografia, non “difendono” i marginali, li impersonano, perché oggi il trauma rende più autorevoli del merito. Si sacralizza il racconto della vittima, si sospende il dubbio come fosse violenza, e così ogni micro-offesa diventa occasione di carriera morale, ogni prudenza è sospetta, ogni rischio va censurato. Vince chi soffre meglio — o almeno chi lo racconta con più convinzione.

IL FETICCIO

La laurea come feticcio è finita: se le competenze battono i titoli, quel pezzo di carta diventa folklore accademico. Laurearsi “quando sei pronto” non è progressismo pedagogico: è puro realismo. Il mercato non aspetta i crediti; studiare senza una data di scadenza sarà business as usual.

L'ARTISTA DELL'ODIO

L'ARTISTA DELL'ODIO

Nelson Mandela non diventa grande quando smette di odiare, ma quando ricicla l’odio in qualcosa di socialmente inaccusabile: il perdono come forma suprema di vendetta. Il perdono non è pacificazione, è dominio raffinato: ti prendo la mano e ti dico “ti perdono” non perché ho dimenticato, ma perché ricordo meglio di te; è un gesto asimmetrico, umiliante nella sua gentilezza, io sono oltre, tu resti sotto. L’ira non scompare, si civilizza, cambia vestito, diventa strategia; il perdono non cancella il torto, lo espone e costringe l’altro a viverci dentro. Non si vince smettendo di odiare, ma imparando a usare l’odio meglio degli altri.

PENSIAMO CON IL CORPO

PENSIAMO CON IL CORPO 

Non pensiamo con idee, pensiamo con il corpo: la mente non traduce il mondo in simboli come un computer, ci lotta contro con i suoi muscoli. “Bene” è su, “male” è giù, Dio sta in alto e il potere schiaccia dall’alto — basta salire su una scala mobile per diventare più generosi: chi sale dona di più, chi scende stringe i cordoni della borsa. La morale non nasce da principi, ma da come ti senti fisicamente nello spazio; non abbiamo convenzioni, abbiamo metafore incarnate. Pensare di convincere qualcuno con argomenti quando il suo corpo dice il contrario è l’ingenuità più diffusa in Occidente. 

IL PIRLA QUALUNQUE

Per noi del 65 l’“icona” rock non esiste: guardo Elton John e non vedo un monumento, vedo un uomo che è invecchiato in pubblico, inciampando, cambiando pelle, mentendo su se stesso; il presente crede che le star nascano finite; ricordo quando erano solo dei pirla qualunque, provinciali con ambizioni enormi e cattivo gusto; l’adorazione viene dopo, quando il rischio è ormai finito, le squallide faffe svanite; il passato ci infastidisce: dimostra che anche gli dèi hanno fatto la fila, hanno avuto paura e la loro consacrazione è pressoché casuale. 

In un'intervista, Howard Stern ha chiesto a Ian Hunter se si fosse sentito lusingato quando, nel 1972, al suo gruppo Mott the Hoople fu offerta "All The Young Dudes" da un "artista iconico" come David Bowie. No, rispose Ian, perché all'epoca era solo un ragazzino di Beckenham senza arte né parte. Questa è la verità.

PRO E CONTRO DELLA RELIGIONE

PRO E CONTRO DELLA RELIGIONE.

CONTRO

Danno epistemico (false credenze)

Le religioni organizzate risultano false nei loro principi fondamentali. Producono una comprensione distorta della realtà su questioni cruciali. Le credenze religiose erronee contaminano la metafisica, l’etica e l’epistemologia individuali.

Persecuzioni religiose

Una lunga storia di carcerazioni, roghi e repressione dell’eresia. Ancora oggi persistono persecuzioni attive, soprattutto nelle teocrazie islamiche.

Guerre di religione

Decine di milioni di morti nel corso della storia. Anche quando le cause sono molteplici, la religione costituisce spesso un fattore rilevante.

Rallentamento del progresso morale

L’allineamento ai valori tradizionali genera resistenza alle riforme. Ostacolo a:
– accettazione dell’omosessualità
– suffragio femminile
– abolizione della schiavitù
La religione ha giustificato norme oggi riconosciute come ingiuste.

Peggioramento del carattere individuale (possibile)

Può rendere le persone più dogmatiche, ipocrite e intolleranti.

Spreco di tempo e sacrifici inutili

Tempo sottratto ad attività produttive in pratiche rituali. Rinunce personali motivate da divieti arbitrari (ad esempio in ambito sessuale).

Rallentamento del progresso scientifico (il costo maggiore)

Opposizione diretta a teorie corrette (eliocentrismo, evoluzionismo). Talenti intellettuali dirottati verso lo studio teologico anziché scientifico. Caso emblematico: Newton dedicò più scritti alla teologia che alla scienza. Il dominio cristiano nel Medioevo comportò secoli di ritardo scientifico.

PRO DELLA RELIGIONE

Maggiore felicità soggettiva

Fede nella vita ultraterrena. Consolazione nel dolore attraverso l’idea di un “piano divino” e di una giustizia finale.

Senso del significato della vita

Offre un “perché” esistenziale. Indica un ruolo e uno scopo personali.

Coesione sociale e comunità

Le chiese creano legami sociali stabili. Riduzione dell’isolamento individuale.

Riduzione della criminalità

Timore della punizione divina. Controllo sociale esercitato dalla comunità. Maggiore felicità soggettiva associata a minori comportamenti antisociali.

Promozione delle virtù morali

Ideali di amore, perdono e umiltà (in particolare nel cristianesimo). Anche se spesso irraggiungibili, innalzano lo standard morale.

Benefici epistemici paradossali

Immunità rispetto a ideologie considerate distruttive:
– relativismo morale
– nichilismo
– positivismo logico
– determinismo
– fisicalismo

Maggiore affidamento al buon senso.

VALUTAZIONE FINALE

Non esiste una risposta univoca: l’esito dipende dalla specifica religione e dal contesto storico-istituzionale. Il cristianesimo, quando contenuto da altre ideologie e istituzioni, risulta probabilmente più utile che dannoso.

La gente odia l’arte moderna

La gente odia l’arte moderna: il modernismo emerge come sottoprodotto dell’ascesa delle professioni; gli artisti non hanno “scoperto verità eterne”, hanno conquistato autonomia politica. Musei, curatori e critici funzionano come ordini professionali, certificando una qualità che nessuno fuori dal giro riconosce. Il gusto popolare diventa irrilevante, anzi sospetto: se ti piace, sei volgare. Così l’arte smette di piacere e inizia a segnalare appartenenza.

sabato 27 dicembre 2025

Dylan è interessante perché è il primo a non credere alla propria aura

Dylan è interessante perché è il primo a non credere alla propria aura: scappa dai fan, monetizza il brand, suona ovunque, vende canzoni a Victoria’s Secret e incassa pure il Nobel, con relativo assegno, dietro discorsetto di dieci minuti riciclato. L’idea che un artista “vero” debba disprezzare i soldi è una fantasia da hippy. Dylan fa arte come facevano Williams o Sinatra: tempo contro compenso, lavoro contro cachet, la canzone come mestiere ripetuto, il palco come fabbrica.

venerdì 26 dicembre 2025

PROPAGANDA GALILEIANA

PROPAGANDA GALILEIANA

Galileo sostituisce un'interpretazione naturale con un'altra assai diversa e, almeno fino al 1630, in parte ancora innaturale. Ma come procede? Le sue affermazioni sono, in apparenza, argomentazioni; in realtà, Galileo fa uso di propaganda. Ricorre a espedienti psicologici oltre che a motivazioni intellettuali. Tali espedienti si rivelano estremamente efficaci: lo conducono alla vittoria. Tuttavia, offuscano il nuovo atteggiamento nei confronti dell’esperienza che sta emergendo e rinviano per secoli la possibilità di una filosofia ragionevole. Offuscano il fatto che l’esperienza su cui Galileo intende fondare la visione copernicana non è altro che il frutto della sua fervida immaginazione, un’invenzione.

Paul Feyerabend

LA BELLA VITA DEI PRIMITIVI

LA BELLA VITA DEI PRIMITIVI

"Nel trattare le origini della teoria della “società opulenta originaria” nel suo libro The Foraging Spectrum, Robert Kelly osserva che l’attenzione si è focalizzata sulla classica affermazione secondo cui i cacciatori-raccoglitori lavorano poco, con il risultato che l’antropologia ha “sostituito uno stereotipo semplicistico con un altro”. Uno dei problemi evidenziati da Kelly riguarda la definizione di “lavoro”: veniva infatti considerato tale solo il tempo trascorso a procurarsi il cibo nella natura, escludendo invece quello dedicato alla preparazione degli alimenti, alla fabbricazione degli utensili, alla cura dei figli, al trasporto dell’acqua, alla raccolta della legna o alla pulizia. Stime più accurate del tempo impiegato nella raccolta e nella lavorazione del cibo dimostrano che, sebbene vi siano variazioni tra le diverse società di cacciatori-raccoglitori, alcuni gruppi arrivano a dedicare sette, otto o più ore al giorno ad attività che rientrano a pieno titolo nella sfera del “lavoro”. Per quanto riguarda la condivisione del cibo, questa assume spesso la forma del cosiddetto “demand sharing”, in cui chi possiede il cibo viene assillato dagli altri affinché lo distribuisca, mentre alcuni membri del gruppo riescono comunque a occultare parte delle proprie risorse per evitare di spartirle. Le donne tendono a limitare la propria attività di raccolta proprio per non dover affrontare richieste di condivisione da parte di individui esterni al proprio nucleo familiare. I cacciatori, dal canto loro, consumano carne o i grassi ad alto contenuto calorico direttamente nel luogo dell’uccisione, assicurandosi così la prima porzione prima di far ritorno al gruppo per condividere il resto. La distribuzione della carne, inoltre, non è necessariamente equa: donne e bambini ricevono spesso quantità nettamente inferiori rispetto agli uomini."

LYNN SAXON

La finzione è più vera dei fatti

La finzione è più vera dei fatti


Adolescence è stato un successo planetario su Netflix, spesso citato anche da esponenti politici, nonostante raccontasse una delle storie statisticamente meno probabili che si possano immaginare. La politica è spesso profondamente influenzata dalla narrativa, anche quando si tratta di vicende decisamente implausibili.
Proprio perché la serie è rivolta a genitori preoccupati, l’assassino risulta del tutto inverosimile sotto ogni aspetto: minuto, sensibile, con una predilezione per la storia e un’ammirazione particolare per Brunel. Francamente, ho quasi perso il conto delle volte in cui Isambard Kingdom Brunel è stato citato da aggressori armati di coltello nei rapporti di polizia.

L'ALIENO VEROSIMILE

L'ALIENO VEROSIMILE 


Nonostante la grande popolarità delle riviste pulp di fantascienza e delle costose produzioni hollywoodiane, gli alieni non devono necessariamente assumere le sembianze di omini verdi o di mostri minacciosi dai denti aguzzi. Andrebbero bene persino umili microbi, liquidati come «sporcizia da doccia» dal New York Times, purché soddisfacessero un requisito fondamentale: differire da noi in misura sufficiente sul piano biochimico, così da rendere evidente che si siano originati ed evoluti in modo autonomo. Due origini distinte all’interno dello stesso sistema solare implicherebbero che l’universo sia generosamente disseminato di vita.
Gli esseri viventi si presentavano in una molteplicità di dimensioni e di forme, ma davamo per scontato che fossero tutti costituiti della medesima sostanza, della stessa carne. Quando erano feroci, potevano divorarci; quando erano domestici, potevamo farne il nostro nutrimento. Questa aspettativa veniva estesa anche alla vita aliena nella narrativa, nel mito e nell’immaginazione. Gli invasori marziani della Guerra dei mondi di H. G. Wells venivano infine sopraffatti dall’infezione provocata dai microbi terrestri. Le creature della serie cinematografica Alien potevano incubarsi negli esseri umani e trarne nutrimento. Gli uomini potevano avere incontri sessuali con intrusi giunti su dischi volanti, così come un tempo li avevano avuti con gli dèi dell’antica Grecia. Per citare il premio Nobel George Wald: «Lo dico ai miei studenti: imparate qui la vostra biochimica e sarete in grado di superare esami anche su Arturo». Tutto ciò sarà smentito.

A SEPARATE ORIGIN FOR LIFE ROBERT SHAPIRO.