Come ogni altro giovane incline alla politica di destra, tra la fine dell’adolescenza e i primi vent’anni rimasi affascinato da Friedrich Nietzsche, in particolare da Così parlò Zarathustra. La verità è che Nietzsche ha potuto essere abbracciato da individui e movimenti portatori di visioni profondamente contraddittorie. Esistono nietzscheani postmoderni, nietzscheani nazionalisti e antinazionalisti e, almeno nel mio caso, nietzscheani liberali. Quest’ultima declinazione accoglie le sue intuizioni sulla disuguaglianza umana e sulla psicologia del risentimento. Celebrare l’idea di una lotta eroica, o la volontà dell’uomo di superare gli ostacoli, può risultare fecondo in termini di miglioramento personale; tuttavia, tali impulsi rischiano di sfociare nel disastro se elevati a filosofia dominante. Nietzsche non esplicitò mai in modo sistematico le proprie posizioni politiche, ma lasciò un’infinità di aforismi e formulazioni che possono essere facilmente appropriati da chiunque intenda giustificare atrocità. Bastarono pochi mesi perché mi stufassi di fate il Superuomo, provai allora con l'auto-mortificazione e l'imitazione di Cristo. Anche in quel caso feci poca strada e dovetti cercare altre vie per incanalare il mio narcisismo.