martedì 5 febbraio 2008

1000 modi per barare parlando di bioetica

In materia di bioetica ci sono mille modi per intorpidare la limpidezza di una discussione. Uno a cui in genere non rinunciano nemmeno persone che giudicheremmo intelletualmente oneste consiste nel porre al cento di tutto il concetto di "libera scelta" per poi pomparlo all' inverosimile in modo da esaurire ogni dibattito con la conta dei pro e i contro. "Libera scelta"...suona tanto bene! Passa subito la voglia di opinare.

Considerandomi un libertario, e quindi spesso disposto ad accettare gli inconvenienti anche gravi che comporta la "libera scelta", ritengo di avere le carte in regola per stigmatizzare una pratica talmente scorretta da sottendere quasi sempre malafede.

Se stasera facessi irruzione a casa vostra con trombette e cotillion, desideroso di festeggiare chiassosamente il carnevale, forse voi avreste qualcosa da obiettare. Che senso avrebbe opporre a queste obiezioni che la mia delibera è stata presa nella più cristallina delle ibertà informate, e che ogni ostacolo alla realizzazione delle mie decisioni sarebbe da interpretare come un tentativo di conculcare questi sacri diritti? Ho paura che questo modo di giustificarmi sarebbe accolto con risatine mal trattenute se non con veri e propri scoppi di ilarità. E' ovvio, non ha senso parlare di "libera scelta" quando "in qualche modo rilevante" coinvolgo altri esseri umani recando loro danno.

Eppure, quella risata spontanea, non si sa come mai, a molti non viene più quando non conviene più che venga, magari in materia di bioetica. Alcuni non si scomporrebbero di fronte a simili incongruenze proprio perchè per loro la "convenienza" è bussola suprema dell' agire etico. Ma per altri, ce ne sono ancora, i principi continuano ad avere una qualche importanza.

Eppure chi negherebbe che la donna non coinvolga "qualcuno" in molte delle situazioni che, secondo i più ingenui e/o bari andrebbero risolte con il metodo della "libera scelta"?

Eppure chi negherebbe che "qualcuno" sarebbe coinvolto in modo assolutamente "rilevante". Essere soppressi mi sembra un coinvolgimento abbastanza "rilevante".

Alla prima domanda si puo' anche rispondere di "no". Ma allora la questione è se quel qualcuno, quell' essere umano, esiste in quanto tale. Se quel "qualcuno" è un "qualcosa" si puo' procedere con il metodo della "libera scelta", in caso contrario la "libera scelta", diventa assolutamente irrilevante. Parola di libertario-libertino.

Una certa rilevanza (indiretta) però continua ad averla. Ci consente per esempio di capire a chi piace barare su questioni tanto delicate, chi vuole chiuderle in fretta perchè le reputa scomode e reputa minaccioso ogni uso della ragione.

Ah, naturalmente a Sinibaldi e a Soriga piace barare alla grande e lo hanno fatto per 20 minuti consecutivi. Lo hanno fatto dall' inizio alla fine, come al solito. Lo hanno fatto in coro, come al solito. D' altronde certe posizioni assurde non possono essere sostenute se non in coro, attraverso slogan martellanti e ininterrotti da far echeggiare in ambienti soporiferi per ogni intelligenza.

Scusate lo sfogo ma, essendo un adoratore semi-acritico della "libera scelta", mi tocca difendere un bene tanto prezioso dai tentativi di imbrattarlo da parte di chi lo tira fuori dalla saccoccia quando gli fa comodo dopo aver passato l' esistenza a rinnegarlo.



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Spero si sia notato come abbia potuto dire tutto quello che ho detto senza che nessuno possa mai inferire alcunchè circa le mie posizioni in materia di aborto, diagnostica pre-impianto eccetera.


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Ed ora, dopo parole che reputo di buon senso, non resisto alla provocazione introducendo la seconda mossa del baro.



Vorrei infatti considerare un altro modo per distorcere le discussioni, ovvero il tentativo di dare grande peso proprio alla parola a chi è portatore di interessi potentemente in gioco nel merito stesso delle questioni. Come puo' giudicare con sereno distacco chi si trova o potrebbe facilmente trovarsi invischiato nella partita che dovrebbe arbitrare? Eppure spesso si sorvola allegramente su questi macroscopici conflitti d' interesse pur di portare acqua al proprio mulino.



Se Tizio argomenta per una certa soluzione che, guardacaso, è anche quella che più gli conviene, le sue considerazioni saranno molto meno credibili. Questa semplice considerazione vale in tutti i campi del dibattito. Ce lo dice la ragione, ce lo dice la psicologia, ce lo dicono tutti. Cio' non toglie ovviamente che gli alle questioni sollevate da Tizio si debba pur rispondere, ma il sospetto è inevitabile e ragionevole. Chi è disposto a dare grande peso all' opinione della casa farmaceutica circa l' utilità delle medicine?



E allora ecco la provocazione, chi merita a priori ascolto più attento sulle questioni abortive? Una donna o un uomo? I soliti noiosi non giocheranno e correranno a mettersi la fetta di salame rispondendo: "entrambi". Ma chi vuol giocare ha da divertirsi. La Donna ha in ballo interessi molto forti. Anche il misogeno, bisogna dire, ma la sua è una posizione molto meno generalizzabile...