lunedì 12 dicembre 2016

Tutto il mondo è paese

Viviamo in un mondo che viaggia a velocità supersonica con denaro e tecnologia a dominare la scena: siamo iper-connessi, l’ NBA è vista in 100 paesi diversi contemporaneamente, le Toyota sono comprate in 151 paesi diversi, la Coca Cola in 180… Morale: tutto il mondo è paese. Questa volta sul serio.
E’ un bene? Probabilmente sì, un pezzo consistente di mondo è uscito dalla povertà estrema per la prima volta nella storia. Eppure, sentiamo nel nostro intimo che a livello culturale qualcosa si è perso, non c’è bisogno di essere “conservatori” per ammetterlo.
Il perché prova a spiegarlo Tyler Cowen in “Ethos and the Tragedy of Cultural Loss”.
Inutile girarci intorno, la pesante contaminazione culturale danneggia l’ethos.
Anche per questo motivo i più sensibili vivono la libertà illimitata del mondo contemporaneo come una tragedia.
Tuttavia, c’è un legame forte tra creatività culturale e distruzione culturale: laddove qualcosa muore, qualcosa nasce. Il concetto schumpeteriano di “distruzione creativa” si applica anche in ambiti diversi da quello economico.
Premessa, ogni cultura attecchisce in presenza di un ethos pronta a riceverla…
… By ethos I mean the special feel or flavor of a culture…
Un’arte peculiare nasce laddove pre-esiste un linguaggio in grado di spiegarla e comprenderla. Anzi, nasce in un contesto dove non c’è nemmeno bisogno di spiegarla.
L’ ethos è l’aderenza collettiva a certi valori, qualcosa che rende ogni membro della comunità fiducioso allorché si muove nel suo ambiente.
Le parole di Hippolyte Taine definiscono al meglio cosa conta…
… “the general state of mind and surrounding circumstances.” …
Sinonimi di ethos…
… The German words Weltanschauung (way of looking at the world) and Zeitgeist (spirit of the times) express the notion more precisely than any English language equivalent…
Esempi
… Historical environment helped breed strength and confidence in the music of Beethoven and Chopin, grit and messianic fervor in Jamaican reggae, and nobility and grandeur in the paintings of the Florentine Renaissance…
Un fruitore preparato riconosce facilmente un quadro rinascimentale o un reggae giamaicano. Davanti a questo prodotti è come se si crogiolasse nel “suo brodo”. Non ci sono scoperte da fare ma solo un abbandono alla pienezza del proprio essere.
I produttori condividono uno stile ma non solo…
… They have had the same teachers, seen the same images, and grown up in the same environment… they communicate an aesthetic sensibility that is “in tune” with their customers… there are a process of cumulative feedback.
L’ethos non si presenta sempre nella forma della condivisione: a volte è conflitto dentro uno schema condiviso…
… British youth culture of the 1960s consisted of the clash between “Mods” and “Rockers.” These two groups disagreed about a common set of questions in a common framework…
Tra parti contrapposte si crea un’interdipendenza che le accomuna in modo profondo. Avete presente Peppone e Don Camillo? C’è qualcosa di più simile? C’è qualcosa di più diverso?
Un ethos favorevole a volte conduce un piccolo gruppo di artisti ad ottenere risultati miracolosi.
Atene
… Classical Periclean Athens had fewer than two-hundred thousand residents (and even fewer free citizens), according to best estimates, but its creative accomplishments in philosophy, poetry, history, drama, and politics remain nonpareil. The Athenians were not genetically superior to the moderns, but their age offered a favorable moral temperament for bold and creative thinking…
Firenze
… The population of Renaissance Florence did not typically exceed eighty thousand and at times fell well below that figure. To put the Florentine achievement in proper perspective with regard to population, consider that in 1984 approximately thirty-five thousand painters, sculptors, potters, and art historians graduated from American art schools… the Florentine environment emphasized the wonders of art in complementary civic, humanistic, and religious dimensions.4 The Florentines also identified with their city as a creative center, rather than as a military power or as part of an empire… Most significantly, the Florentines saw art as important…
I poteri dell’ethos sono universali, non limitati al caso dell’ occidente…
… Haitian voodoo art, Hong Kong action cinema, and Cuban dance music, among many other artistic examples, all draw a special feel from their home cultures…
E’ chiaro che l’isolamento favorisca il formarsi di un ethos mentre la globalizzazione lo distrugge.
La globalizzazione ha questo strano inconveniente: l’enorme conoscenza che veicola non si trasforma in cultura poiché la cultura si forma nell’isolamento.
Gli artisti che perdono il loro isolamento imparano tante cose ma s’indeboliscono inevitabilmente nella loro propulsione creativa.
Il cantautore Beck ha espresso bene l’imbarazzo creativo del compositore che viene a contatto con tante (troppe) musiche…
… “You can’t write a pure country song any more. You can’t write a pure Appalachian ballad. Because we live in a world where we’ve all heard speed-metal, we’ve all heard drum and-bass, we’ve all heard old-school hip-hop. Even if you’re not influenced by it, or you’re not using elements of it, they’re in your mind.”…
Prima dell’avvento della musica registrata ogni paese aveva la sua scuola di “conduzione”, di “violino”, di “pianoforte”…, ciascuna con un suo suono ben riconoscibile. Oggi…
… classical musicians sound alike, albeit at a very high level… brought the initially disparate musical visions closer together…
L’abbondanza di risorse disponibili spegne il senso del sacro e suscita ironie.
Siamo tutti lì a panza piena che alterniamo in modo compiaciuto un ruttino ad una battutina acida (ma arguta) sui social. 
Per Hegel l’ironia è la morte dell’arte. L’ironia trasforma l’eroico in ridicolo.
L’arte moderna non riesce più a dipingere la grandezza di un Cristo come facevano l’arte medievale e quella rinascimentale. Ci sarà un motivo!
Le culture possono entrare in contatto ma solo il sapere tecnico si trasferisce, l’essenziale non passa. Non passa mai. E’ impossibile “sommare” le culture. Esempi…
… The Navajo, despite their formidable weaving talents, cannot produce a first-rate Amish quilt… it would be difficult to make a Persian carpet as spectacular as the best Safavid works from the sixteenth or seventeenth centuries… modern day Iran no longer has the same cultural self-confidence and does not hold the same relative place in the world order…
La cultura altrui non si puo’ “sperimentare”. Conoscerla non ci dice niente di profondo sull’altro, al limite possiamo provare l’ebrezza di un esotismo temporaneo. Al tempo della globalizzazione il viaggio non puo’ che essere turismo.
Le culture si conservano genuine solo nell’isolamento, l’apertura le danneggia fino a sfiancarle. E’ qualcosa che dobbiamo concedere al conservatore.
Il rallentamento della produzione culturale coincide di solito con un incremento stabile nelle conoscenze, non con una diminuzione.
L’isolamento dà fiducia, quando giocavo a pallone nel mio cortiletto mi vedevo come un Causio, e allora osavo finché da tutta quella “ridicola” fiducia in me stesso qualcosa di originale (una finta, uno scatto) usciva. La conoscenza spegne l’incanto e l’ispirazione. Allo stesso modo la potenza  e la creatività artistica spesso si fondano sull’illusione. Esempio di Haiti…
… If the voodoo religion of Haiti were definitively revealed to be untrue to all Haitians, Haitian art would be much poorer for it…
La falsa coscienza è un propellente per l’arte.
L’ideale per una piccola comunità sarebbe quello di incamerare il beneficio dei commerci riuscendo a isolare la sua cultura.
Ma c’è di più: quando una piccola cultura si spegne il danno è di tutti, anche di coloro che l’hanno soffocata…
… North Americans would be worse off if the Inuit lost their ability to produce their unique sculptures…
La distruzione di una cultura è spesso voluta proprio da chi la produce
… Many Kingston workers want to eat at McDonald’s… Jamaican society may become less unique…
******************************************************************
Ma come muore una cultura? Esiste un paradigma classico noto come Modello di Minerva
… The initial meeting of cultures produces a creative boom, as individuals trade materials, technologies, and ideas. Often the materially wealthier culture provides financial support for the creations of the poorer culture, while the native aesthetic and ethos remains largely intact. For a while we have the best of both worlds from a cultural point of view. The core of the poorer or smaller culture remains intact, while it benefits from trade. Overtime, however, the larger or wealthier culture upsets the balance of forces that ruled in the smaller or poorer culture. The poorer culture begins to direct its outputs towards the tastes of the richer culture. Communication with the outside world makes the prevailing ethos less distinct. The smaller culture “forgets” how to make the high-quality goods it once specialized in, and we observe cultural decline…
Nella prima fase di apertura la piccola cultura incuriosisce lo straniero che la fa fiorire a livelli mai visti prima.
Poi, il contatto prolungato, la annacqua fino allo spegnimento definitivo.
Modello di Minerva nella  cultura hawaiana
… Hawaiian Islands, rather than withering immediately with foreign contact, blossomed in the late nineteenth and early twentieth centuries. The combination of Pacific, American, Japanese, and Chinese influences created a fertile creative environment. In music Hawaiian performers have been seminal influences behind the development of country and western, pedal steel guitar, blues, jazz, and fingerpicking guitar styles, as well as modern “lounge” music. In each case the Hawaiians innovated within established Western forms, or relied partly on Western inspiration. The Hawaiian steel guitar, for instance, was invented by a Czech immigrant living in California… This fertile period for Hawaiian culture, however, did not last forever. American dominance of the island—in cultural, economic, and political terms—was only a matter of time…Hawaiian culture has since dwindled precipitously, having been swamped by the greater numbers and wealth of mainland Americans and Asians…
Il mondo moderno ha distrutto un gran numero di culture dopo averle portate sugli altari rendendole alla moda per un breve lasso di tempo. Quel periodo di splendore ha coinciso con il “canto del cigno”.
Il modello di Minerva si applica dove c’è un’asimmetria che fa entrare in contatto una cultura isolata con una cultura “imperiale” (estesa). Esempio dei nativi americani…
… American Indian arts and crafts flourished until shortly before their (temporary) collapse early in the twentieth century… arts of the Plains Indians used European crayons, pencils, clothes, metals, bright paint-pigments, papers, dyed-wool yarns, mirrors, bells, brass tacks, and glass beads…Across North America, trade relations gave an unprecedented boost to Indian artistic production… This was exactly when the North American Indian cultures, viewed more broadly as a way of life, were declining precipitously…
Esempio della cultura andina
…  Andean weaving boomed during the early years of contact with Europeans. On the demand side, some of the Spaniards recognized that Andean textiles were of very high quality and bought them eagerly, thus stimulating production. On the supply side, the Andean weavers drew upon new materials, styles, and ideas… Until the Spanish toll on the Andean societies became decisively high and destroyed their social infrastructure, the cross-cultural contact proved fruitful for the textile arts…
C’è da chiedersi se questa dinamica sia virtuosa o viziosa?
… By accepting the eventual decline of the culture, we also are mobilizing its creative forces to unprecedented levels…
Sarebbe affrettato decretare la nocività del processo contando le culture estinte.
Siamo piuttosto di fronte ad un’accelerazione dei processi e non ad una sequela di estinzioni. Oltre all’estinzione c’è comunque una fioritura su scala universale, questo elemento non va dimenticato.
Il declino di una cultura, poi, non è di per sè un problema visto che qualcosa di nuovo sorge e questo “qualcosa” andrebbe analizzato: un mondo senza declini sarebbe meno vario.
Un rapido declino delle culture potrebbe essere un sintomo di ricchezza culturale. Un po’ come quando si giudica un’economia: tanti fallimenti, grande dinamismo. Se un’ economia è stagnante lo vedi dal ricambio che c’è nella top ten delle sue imprese: sempre le stesse per decenni.
… almost all of today’s disappearing cultures evolved out of earlier processes of remixing and “cashing in” of cultures… In reality today’s so-called indigenous cultures are regroupings, yesterday’s remixed version of previous cultural expansions…
Ma c’è di più: le culture tradizionali che il conservatore adora hanno alle spalle  proprio quei processi che deplora.
E qui entra in ballo un altro punto: l’ethos che ci sta a cuore è favorito dall’isolamento. Ma è favorito anche dai commerci
… It is no accident that Classical civilization developed in the Mediterranean, where cultures used sea transport to trade…
I popoli commerciali sono più curiosi e intraprendenti. Qualità che rafforzano la creatività culturale.
In epoche passate i centri culturali coincidevano con quelli commerciali… 
… northern France, the Low Countries, and Italy… mobility of scholars, painters, manuscripts, and scientific ideas gave birth to the Renaissance…
Un altro esempio puo’ venirci dalla musica di Capo Verde
… Partial isolation has allowed a unique style… Cape Verdean way of life, is explicitly synthetic in nature, mixing Portuguese, African, Brazilian, and other influences… If not for maritime trade, including the lucrative slave trade, the islands would not have been settled…
Altro esempio: la musica giamaicana
… The Jamaican musical ethos did not take off until African-American rhythm and blues were imported… Jamaican listeners picked up rhythm-and-blues broadcasts from New Orleans and Miami radio during the 1950s.Louis Jordan, Fats Domino, Shirley and Lee, Bill Doggett, Roscoe Gordon, Ernie Freeman, and Chuck Berry were especially popular in Jamaica…
Per far nascere una cultura dobbiamo essere in presenza di una massa critica: una persona non produce cultura.
Massa critica e isolamento sono gli ingredienti di base.
Il numero conta anche per il declino: sono i meno numerosi a sparire…
… Inuit maintain their own ethos, even though they number no more than twenty-four thousand… If cross-cultural contact were to become sufficiently close, the Inuit ethos would disappear… Distinct cultural groups of similar size do not, in the long run, persist in downtown Toronto…
Un tempo era il viaggiatore a corrompersi quando visitava certi luoghi, oggi sono i luoghi visitati a corrompersi per l’arrivo di una massa di turisti. E’ d’altronde la differenza tra turismo e viaggio…
… English now are accused of ruining Italy, rather than being ruined by Italy… In 1990 the Bahamas received fourteen tourists for each native…
La resilienza culturale è data: 1) dal numero degli individui coinvolti 2) dalla diversità all’interno del medesimo schema culturale…
… The larger society usually possesses a greater resiliency to external shocks… diversity within a large society increases the chance that some of its parts will respond flexibly and creatively to foreign influence, even if other parts are corrupted…
La diversità interna è sempre un buon cuscinetto perché arresta il collasso a catena favorendo gli adattamenti.
I paesi formatisi dall’immigrazione sono più variegati e quindi più resistenti…
… Brazil, America, and Canada are essentially nations of voluntary or forced immigrants, and therefore have developed infrastructures to mediate foreign elements…
In questi paesi c’è più tolleranza verso le diseguaglianze e prospera il mito del cambiamento piuttosto che quello della tradizione.
In America, per esempio, c’è il mito del “melting pot”.
E’ singolare come il colonialismo europeo abbia distrutto la cultura polinesiana: non semplicemente rompendo il loro l’isolamento ma anche imponendone uno artificioso rispetto alle “isole sorelle”. Qui il concetto di massa critica è centrale…
… The critical mass behind precolonial Polynesian culture operated across great distances of time and space and was formed over centuries of cross-cultural trade. Advanced seafaring technologies allowed the Polynesians to develop cultures more sophisticated than the population of any single island could support…
La globalizzazione favorisce culture molto più vaste ma anche molto più diversificate al loro interno: si è tutti connessi dalla stessa rete ma ognuno sceglie la propria strada potendo realizzare a costi molto esigui la propria massa critica….
… cultural entities that survive tend to be large but to have complex and diverse inner workings…
Per rendere l’idea pensiamo quanto accade alle lingue, il processo è simile.
La globalizzazione ha estinto molte lingue
… half of the world’s six thousand languages are likely to die…
Ma non bisogna concludere che la diversità linguistica si sia impoverita
… Each surviving language offers greater richness than before…
L’inglese non ha mai avuto tante parole come oggi…
…  local versions of English are continuing to evolve in India, the Caribbean, and many other places…
In un contesto dove le differenze linguistiche vanno smussandosi, la diversità nei singoli linguaggi va arricchendosi.
A suo tempo, anche l’avvento della stampa ebbe effetti simili sul latino…
… In the early days of the printing press, it was widely believed that it would ensure the dominance of Latin at the expense of local European dialects. This prediction was not confirmed. Instead, the printing press helped establish numerous national languages as viable intellectual and literary competitors to Latin… Each of these languages developed into a far richer and more diverse medium of expression…
Le culture dominanti non distruggono quelle piccole ma le trasformano…
… Previous ethoses move closer together, and therefore cease to make artistic production distinct in varying locales…
Le culture “distrutte” rinasceranno in forma sintetica andando ad occupare una nicchia nel sistema dominante.
La differenza tra “cultura” e “cultura sintetica” è cruciale e vale la pena di soffermarsi.
Cosa caratterizza una cultura a tutto tondo (ovvero tradizionale)?…
… tribal religions, embrace and cover virtually all aspects of life, including family life, sex, art, and village social structure…
Le culture di oggi non abbracciano l’intera nostra vita. Si “indossano” ad una certa ora del giorno e si “dismettono” ad un’altra. E questo magari più volte nel corso della giornata…
… football fandom, or teenage “rave culture” of the late 1980s and 1990s are a few examples of ethos in the narrower and more modest sense…
Lo stesso processo che disintegra le culture ne crea di nuove in forma sintetica.
Le culture contemporanee sono allora più diversificatepiù diffuse ma mai onnicomprensive. Esempio di una comunità culturale del nostro tempo: i fan della fantascienza…
… The spread of newspapers, books, and magazines did much to weaken American cultural regionalism. The information and ideas available in Arkansas, for example, no longer differed so drastically from what was available in New Hampshire. This was a homogenizing tendency. At the same time, the communication of information across space allowed for the mobilization of new constituencies—not geographically centered—with unique outlooks in niche areas of culture. To provide an example, the science fiction revolution of the mid-twentieth century would not have been possible without national networks for publishing and distribution… The spread of science fiction helped shape a core of readers and writers with common presuppositions and concerns. Science fiction readers hardly agree on all matters, but they are more likely to ponder the importance of space travel, robots, and contact with nonhuman cultures… many of the films of Steven Spielberg and George Lucas are unimaginable without this background… Nor do science fiction fans share an entire and unique worldview in the same way that members of a tribe in Papua New Guinea might. The science fiction ethos applies to one or a few spheres of life…
Spesso una cultura prescinde dalla collocazione geografica del suo “popolo”. In questo internet aiuta a riunirsi…
… it brings together fans who live in different parts of the world…
Si realizza così un processo granulare
… Homogenization implies a pool of customers who receive common information from common outside sources, whether it be newspapers, television, or the Internet. Once these individuals have been brought into a common pool with well-developed means of communication, however, they sort themselves into more finely grained and more diverse groups…
Più culture possono coesistere nello stesso individuo. Eterogeneità e omogeneità diventano complementari.
E’ contro intuitivo ma la diversità moderna è basata su un conformismo di fondo.
Prendiamo il fenomeno del “revival etnico”: non sono certo le culture originarie che vengono “resuscitate”.
Certe lingue tornano di moda: il gaelico, l’yddish, i dialetti… Ci sono canzoni e film che le utilizzano. Anche i movimenti secessionisti rispolverano il loro passato e tornano a lucidarlo.
Ma questo ritorni di fiamma fanno rivivere le vecchie culture in forma sintetica e non in forma autentica: è ben diverso parlare gaelico conoscendo solo quella lingua e il mondo che riflette!
Il cosmopolitismo permea anche chi canta una canzone yddish, forme di sincretismo permeano anche il cattolico più tradizionalista.
Il cattolicesimo consiste nel vestirsi da cattolici quando si entra a messa la domenica e svestirsi quando si esce. Poi “liberi tutti”: ognuno si sceglie i suoi divertimenti, i suoi film, il suo menù, la sua scuola, il suo partito, le sue vacanze… Siamo cattolici sintetici…
… these groups no longer hold a distinct ethos as an all-embracing totality… Modernity continues to diminish the number of independent, totalizing worldviews…
La modernità – ripeto - non distrugge le culture: le culture assorbite risorgono in forma sintetica e spesso conoscono anche dei veri e propri picchi. L’esempio della cultura Navajo
… American Indian creativity, as illustrated by the Navajo, has made a comeback in recent decades, precisely through this mechanism. Many contemporary Navajo textiles, sandpaintings, and jewelry works sell for high prices and receive critical acclaim. The Navajo resurgence, however, has come under very different terms than the original Navajo successes. Navajo creators deal with the external marketplace in similar ways as do mainstream American artists. While trading posts survive for tourists, and sell many Navajo works, the best Navajo artists attach their names to original works of art, which they sell through galleries, most of all in Santa Fe…
L’unica cultura veramente comune è quella individualista: è l’individuo che deve “realizzarsi” (aderendo alla cultura che crede). Un portato dalla società commerciale…
… As Francis Fukuyama noted with his “end of history” thesis, this liberal- democratic worldview currently has no serious ideological competitor…
Una società commerciale regge bene la diversità (purché sintetica)…
… It is no surprise that the United States provides such a wide range of offerings in fields as diverse as abstract art, popular music, jazz, contemporary classical music, cinema, poetry, architecture, biography, and both serious and blockbuster fiction, among many other areas…
Paradosso: le scelte aumentano a livello di società e diminuiscono a livello planetario.
Puoi trovare un buon ristorante giapponese vicino a casa tua, ma se vai in Giappone non aspettarti l’immersione in un mondo sconosciuto.
La globalizzazione avanza e le culture autentiche si ritirano. La cosa preoccupa i collezionisti d’arte, per esempio…
… Art collectors, sitting comfortably in American or European societies that already offer an amazing cornucopia of products, may not benefit much from the successful commercialization of Papua New Guinea…
L’arte più ricercata è quella delle società che noi giudichiamo dispotiche: sono le ultime a resistere. La tirannia realizza quell’isolamento che favorisce il fiorire di una cultura autentica e alternativa…
… Many renowned Third World and indigenous creations are rooted in cultures that scorn and limit diversity, at least as we define that term in modern commercial society. The underlying ethoses in these societies are often based on illiberal religions, social practices, and political institutions… closely tied to ceremonial and ritualistic functions…
Meglio oggi o meglio ieri? Ogni sensibilità tiri le somme come crede, l’importante è sapere che c’è una bilancia dotata di due piatti, entrambi vanno caricati con onestà intellettuale prima di vedere dove punta l’ago.
La diversità culturale – con tutte le ricchezze che reca con sé - si è sbiadita ma è molto più prossima a noi: meglio o peggio? Il cattolico autentico non è più tra noi, ma c’è il cattolico sintetico: meglio o peggio?
LORENZO_QUIN_force_of_nature-5