lunedì 11 gennaio 2016

Il Vaticano II, un Concilio pastorale del Prof. Roberto de Mattei - YouTube

Il Vaticano II, un Concilio pastorale del Prof. Roberto de Mattei - YouTube:



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prima del vii: universalità, sacralità, gerarchia. la chiesa prima del vii



le parole insinuanti: dialogo, coesistenza pacifica, progresso. qualcosa di molto diverso dalla proposta cattolica



congar: rinunciamo a condannare per vedere cosa c'è di buono nella modernità. e c'è molto. modificare la chiesa dall interno, riformarte roma con roma



sunenz, vicino a congar, riceve l incarico di scrivere i documenti preparatori. la parola chiave: "pastorale", ovvero un atteggiamento ottimista con cui interfacciarsi al nuovo lasciando sullo sfondo la dottrina e i dogmi



inspiegabile silenzio sul comunismo



pastorale: nn rivoluzionare l insegnamento ma proporlo con parole nuove più seducenti e vicine alla sensibilità dell interlocutore



la presentazione usuale: molti progressisti, pochi conservatori arroccati. la realta. due minoranze, la prima fedele alla tradizione, la seconda desiderosa di innovare il linguaggio. in mezzo una maggioranza indecisa



i vota: relazione in cui ciascun padre conciliare esprimeva i suoi auspici prima del concilia. ebbene, una tendenza alla conservazione che il concilio tradì



lovanio, bologna, qurnavaga contro la teologia romana insegnata alla lateranense. alleati delle conferenze episcopali italiane



progressisti meglio organizzati e determinati. anche se il radicalismo fu respinto, e una lettura moderata rimase possibile.



conclusioni: un cambio di stile se nn la sostanza. ma lo stile è già sostanza. il mezzo comunica il messaggio. dottrina e spirito sono due facce della stessa medaglia.



1 ermeneutica della discontinuità vs erm della continuità; de mattei vs benxvi



critica a de mattei (da destra): nn distingue testi e contesto fondendo tutto. così facendo si enfatizza un progressismo che nei testi manca. reazione di de mattei: nn nega che la distinzione sia possibile e dovuta (contrariamente a bologna) ma questo spetta al teologo non allo storico



attenzione: il concilio va cmq letto alla luce della tradizione e nella tradizione vanno risolte le ambiguità, e non viceversa. questa è una conseguenza dell ermeneutica della continuità



scuola di bologna: il concilio è infallibile. anche se nn affermato in alcun luogo basta cogliere lo spirito dell evento per accorgersene



alberigo: interpretare concilio e tradizione alla luce dello spirito conciliare. anche introvigne sembra seguire qs pericolosa strada



altra critica: de mattei risalta troppo la continuità tra concilio e post concilio (secolarizzazione spinta degli anni successivi). ma la colpa è davvero tutta del concilio?



qui de mattei rivendica la sua posizione. una prova: il ruolo rivoluzionario di suenens sia nel concilio che nel post concilio



imho: il problema è capire se il vii ha tamponato i danni o li ha amplificati



obbiettivo progressista: porre il primato della prassi (pastorale) sulla dottrina (insegnamento marxista). tentazione a cui soggiace anche la teologia di giussani con la sua enfasi sull esperienza. ma il concilio fu condannato dal tribunale della storia proprio sul piano della prassi: abbandono della chiesa e secolarizzazione



de mattei: la chiesa di oggi è in crisi. comunione ai travestiti, funerali di don gallo ne sono un segno. gli oltraggi impuniti di charlie hebdo sono un altro segno. reazione della chiesa: silenzio per nn alzare lo scandalo.



occorrerebbe un nuovo sillabo a condanna degli errori che serpeggiano nella chiesa