giovedì 2 febbraio 2012

Di fronte al due di picche

George Steiner – Il correttore

Come si esce da una cocente delusione esistenziale? Argomento interessante.

Ancora più interessante, capire come non si esce.

La Tv, tra una salva di pubblicità e l’ altra, trasmette le immagini del crollo del muro: sul divano lui, un comunista non pentito intento nella sterile attività di chiarire a se stesso, in un’ epoca di eccitanti contraddizioni, certi grovigli teorici: possibile che la Storia abbia chiuso bottega.

La storia di un’ anima incagliata che va mummificandosi giorno dopo giorno tra parole in subbuglio che traboccano e che nessuno vuol più sentire, una storia narrata in modo empatico ricorrendo a un linguaggio da delibare a ogni pagina.

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… i due di picche della Storia sono i più amari…

… troppa esposizione al mondo stampato sulla carta…

… regolarmente, dopo mezzanotte, un bruciore sembrava pizzicarlo dietro agli occhi… ma si continuava…

… vita da topo (di biblioteca)…

… tutta quella vita passata a inalare l’ odore acre dell’ inchiostro fresco, ad attivare le antenne dei polpastrelli, a ordinare il catasto della mente… a liberare gli occhi cisposi… a occultare l’ aria cerea… le concavità emaciate…

… lavoro ben fatto o sterile esattezza?…

… gli aleggiava intorno un demone… l’ arte dello scrupolo che mette ordine nel mondo… lì insensato ribrezzo per l’ approssimazione…

… cosa chiede il mercato…

… un lavoro affrettato… opera di mani inesperte o perseguitate…

… finalmente all’ aria aperta… ancora fisime…

… la carta straccia svolazzante lo feriva come uno spreco…

… albeggia…

… ed ecco la mattina stampare le prime ombre sul tetto del magazzino…

… passivi sul pullman, in osservazione dell’ autista…

… la precisione dei gesti lo consolava e lo affascinava… quel colpetto dato alla manopola del freno…

… la piovra democratica…

… gli “anni vociferanti” lo assediavano senza scampo…

… al mercato…

… le bancarelle lo adescavano, variopinte e opulente come tappeti persiani… aveva così pochi bisogni già di suo… ed ecco che un mondo impazzito per il superfluo lo spingeva a coltivare una santa privazione, un chiericato dell’ astinenza…

… da che parte soffia il vento?…

… si girò verso il delfino rampante…

… a Roma finisce la guerra…

… con l’ accompagnamento di sparatorie erratiche…

… le prime riunioni di partito…

… il ronzio della retorica sciorinata da voci cittadine rauche di tabacco e insonnia…

… le obiezioni non erano ben viste…

… si segregò come un lebbroso… cominciava il suo lungo soggiorno nel ventre della balena…

… mezzo secolo dopo, ormai al termine di tutto, ancora quei miserandi sabba marxisti…

… il compagno Lombardi era uno specialista della domanda obliqua… nell’ esporre con voce melliflua cominciava piano piano a capire cosa voleva dire fino a eccitarsi per le proprie tesi… proseguiva finché la focosa oratoria veniva meno, il che accadeva quasi subito… con lui il dibattito si disperdeva, era inconcludente e aggressivo…

… un altro Compagno…

… tendeva a scivolare in un lieve torpore nel corso dei dibattici teorici…

… parlare in pubblico…

… l’ intensità della sua voce lo mise a disagio…

… messaggio cruciale…

… lo disse piano dopo la pausa… formando con la bocca una O quasi perfetta di eccitazione generosa…

… conclusione dei lavori…

… si tennero per mani, imbarazzati, la retorica faceva male… ma cantò anche lui, stonato…

… sera, prima di coricarsi…

… si era stropicciato gli occhi per provocare una pioggia di stelle sul cristallino…

… la prima volta in un supermercato di Berlino ovest…

… barcollavano tra gli scaffali svuotandoli con gesti da sonnambuli…

… Sessant’ anni e la solita decisione da prendere in merito alla prima cataratta…

… secondo la mia opinione un’ operazione le porterebbe soltanto disagi e false speranze… l’ occhio sinistro si mette in sciopero caro signore… uno sciopero definitivo…

… la religione…

… cosa lasciò Cristo alla sua piccola mafia… dopo la mancata venuta la Chiesa prese a distribuire il calmante… ordine, obbedienza, docilità… in questa valle di sofferenze… indennizzo nell’ aldilà… dopo la curva del tempo…

… quel Messia che non arriva…

… i comunisti resteranno i soli a leggere i Vangeli, a capirli fino in fondo…

… le torture rievocate mentalmente…

… testicoli nel morsetto…

… inspiegabili dispetti di un uomo solo…

… subito, con grande loquacità, diede indicazioni fuorvianti agli sconosciuti…

… un secondo prima di dormire…

… sentì in dissolvenza il singhiozzo e il fischio dello sciacquone al piano superiore…

… c’ è persino una mini storia d’ amore…

… lui percepì la vicinanza della sua guancia… le labbra gli scivolarono sul corpo soffermandosi dove stagnava la stanchezza…

… gioventù…

… con la loro ardente speranza costringevano il futuro ad accadere…

… strane figurine che emergono dal nulla per ripiombarci dopo due righi…

… il cameriere puliva i tavoli intorno a loro con evidente disapprovazione…

… infine… il pensionamento…

… quella landa sterile del suo riposo…

… mass murder…

… al più io riesco a immaginare, diciamo, mille persone, in una sala… o, vagamente, qualche migliaio in uno stadio… una cifra come un milione per me non significa niente… venticinque milioni poi… ci dicono che questo è il numero di Stalin… venticinque… posso pronunciare la cifra ma la realtà, il suo significato concreto mi sfugge… e allora mi concentro su un unico essere umano… una suora che arrestarono nel 37 per atteggiamenti controrivoluzionari… le pisciarono in bocca… le chiesero se era buono come il vino della Comunione… e la stuprarono… i polsi legati col fil di ferro perché il dolore aumentasse… mi sforzo di vedere in suor Evgenija quei 24.999.999 altri esseri umani ammazzati dalle fiere leggi scientifiche del progresso sociale… “siano infrante le catene” così potremo utilizzarle per fustigarvi a morte…

… l’ accusa…

… il prodotto del tuo socialismo scientifico non era nemmeno il regno di Satana annunciato da apocalittici e inquisitori… era qualcosa di più piccolo, di più meschino, di più disumano… i tuoi Messia terrestri non erano altro che teppisti ipocriti…

… la difesa…

… il nostro grande errore, quello di sopravvalutare l’ uomo, l’ errore che ci ha traviato, è in assoluto la cosa più nobile dello spirito umano nella nostra tremenda storia… il capitalismo non si è mai spinto a tanto… pensa avendo in mente l’ uomo medio… e che media mediocre… investe sull’ avidità… sui suoi interessi meschini… blandisce i suoi interessi per i giocattoli materiali e le vacanze al sole… gli solletica la pancia affinché si giri pregandolo di continuare… il capitalismo non ha nemmeno lasciato l’ uomo al punto in cui l’ ha trovato, l’ ha reso più piccolo regalandogli la faccia beata degli imbecilli… siamo davanti a una muta che ulula per ottenere prodotti di lusso… che grugnisce con il muso nel truogolo… siamo posseduti dal possedere… hai letto di quei bambini americani?… ventisette ore alla settimana davanti alla TV… che cos’ è la tua aspirina sacramentale davanti alla TV?… il marxismo ha riempito le sale da concerto e le biblioteche… ha reso gratuita l’ entrata ai musei… ha dato agli insegnanti uno stipendio decente e uno statuto eminente nella società… sono un marxista, sono e rimango un comunista, altrimenti non potrei fare il lavoro che faccio: il correttore di bozze… se trionfa la California non esisteranno più correttori, le macchine se la cavano meglio… ora lavoro finché mi duole la testa per arrivare alla perfezione, per eliminare ogni infimo refuso da un testo che nessuno leggerà mai… l’ esattezza… la santità dell’ esattezza… l’ Utopia significa solo l’ esattezza… il Comunismo è un modo per togliere gli errata dalla Storia… dall’ Uomo…

… la sentenza…

… non sopporto la musica di oggi, il mio stomaco si ribella… non sopporto né la plastica né la pornografia… ma qualche mese fa un concerto rock organizzato per raccogliere milioni di dollari a favore di opere di carità è andato avanti per ventiquattr’ ore… mentre noi davamo conferenze su Kant, suonavamo Schubert, e nello stesso giorno spedivamo milioni di persone nelle camere a gas… nel nostro mondo i bambini nascono vecchi, basta guardare i loro occhi e le loro bocche in quelle immagini dalla Romania.. se l’ America è infantile, e forse lo è, che difetto fortunato! La Coca Cola ci torce le budella… ma frizza!

… the end…

… poi una macchia nel polmone sinistro…