mercoledì 26 settembre 2018

Io e il mio amico John Maynard Keynes SAGGIO

Io e il mio amico John Maynard Keynes

Siamo nel bel mezzo di una dolorosa crisi economica, è scoppiata una “bolla” da qualche parte – forse in America – e la gente sfiduciata non spende più. Il consiglio che senti in giro è sempre quello: “stai fermo”, “non muoverti”, “mantieni la posizione”, “a’ da passà la nottata…”, “aspetta che la buriana si calmi”. Sta di fatto che la gente mette i soldi nel materasso, la deflazione avanza, le insolvenze si accumulano, i fallimenti si moltiplicano e i disoccupati pullulano. I propagandisti parlano di “fallimento del neoliberismo”, i razzisti proclamano la “colpa dei negri” e anche gli anti-semiti vivono il loro momento d’oro.
L’unico a mantenere la calma è il mio amico Keynes, lui vede chiaro anche in questo nebbione e parla con sicumera di “trappola della liquidità”, cosa intenderà con questa espressione esoterica non lo so e non voglio saperlo. Sia come sia è un tipo simpatico, soprattutto sofisticato, ama le cose belle e come me non bada a spese, quando ha quattro soldi da parte subito passa all’azione. Come me odia il risparmio. Ci conosciamo da anni e lui conosce la mia prodigalità, non ho molti mezzi ma possiedo nientemeno che un castello, che posso farci, i castelli sono la mia passione. Nulla di che ma ho investito lì dentro tutti i miei risparmi. Più volte l’ho invitato a soggiornare da me offrendogli vitto, alloggio e non solo. Lui ha sempre bisogno di ambienti tranquilli per elaborare le sue teorie cervellotiche e ha sempre accettato stupendosi della mia generosità, mi ha anche confessato candidamente di considerarmi una cavia per i suoi studi di economia sperimentale. Il mio amico Keynes, infatti, non ha mai amato la teoria astratta e la coerenza fine a se stessa, adora invece l’esperimento in corpore vivi: il mondo è capriccioso e va fronteggiato con pragmatismo, il resto sono “castelli in aria”.
Anche di fronte alla malattia attuale che ha colpito il nostro sistema economico il dott. Keynes sembrerebbe aver distillato una sua medicina. L’ha potuto fare nel mio eremo proprio grazie alle osservazioni sperimentali in cui il sottoscritto svolgeva l’umile ruolo della cavia, tanto è vero che ha deciso di battezzare la formula al cuore della sua taumaturgica ricetta ric-M (che sta per “moltiplicatore riccardiano”, dove Riccardo – con due c – sono io, non il suo celebre predecessore).
Lui ha cercato di spiegarmi l’arcano per filo e per segno ma mi sono perso subito, probabilmente non sono all’altezza, mi viene sempre mal di testa quando i numeri entrano in scena, questo fin dai tempi della ragioneria. Ad ogni modo riporto qui sotto un foglio dei suoi appunti, uno dei tanti lasciati nella sua stanza, magari voi ci capirete qualcosa in più…
Partiamo da una semplice identità: Y = C+G+I. Ovvero: il reddito della nazione (Y) è pari ai consumi (C) più gli investimenti (I) più la spesa pubblica (G). Semplice, no?
Poi notiamo che C=0.8Y. In fondo noi non consumiamo tutto il nostro reddito. Plausibile, no?
Poi facciamo un po’ di aritmetica elementare e sostituiamo nell’identità originale: Y=0.5(G+I); dal che deriva che se aumentiamo G di uno, Y ci aumenta di cinque (sottolineato nell’originale). Grande! facciamolo subito e i disoccupati spariranno.
Ma calma, si puo’ fare di meglio! Posso anche dire che: Y=YR+YA. Ovvero: il reddito totale è pari al reddito di Riccardo (la cavia che sto studiando) più il reddito di tutti gli altri.
Possiamo ben dire che YA è circa il 99.999999% di Y. In formula YA=0.9999999Y; sostituendo nell’identità di partenza ottengo che Y=100000000YR. Ovvero, se consegno un euro a Riccardo il reddito nazionale mi aumenta di un fattore 1000000000. E’ un “moltiplicatore” pazzesco! Facciamolo subito e usciremo all’istante dalla crisi!!!
Sia come sia sembra proprio che il mio amico Keynes goda di molta stima negli ambienti ministeriali dove è stato ricevuto con tutti gli onori e dove si è deciso – in assenza di alternative credibili – di adottare la sua cura nella speranza di uscire da tunnel.
Una cosa è certa: l’implementazione della cura di John mi ha piacevolmente colpito, in buona sostanza consisteva nel consegnare A ME un numero indefinito di miliardi di euro affinché li spendessi. Non so bene dove se li fossero procurati – sembra siano stati fatti dei debiti – ma a me la cosa interessa molto relativamente (non sono affari miei), io devo solo pensare a spenderli in Italia, r-M, dicono loro, avrebbe pensato al resto.
E così ho potuto dar sfogo alla mia vena e coltivare la mia vera passione: i castelli. Ho cominciato a comprare castelli a destra e a manca ma soprattutto a costruirne di nuovi dando lavoro a migliaia di persone che prima incrociavano le braccia (o giravano i pollici) in attesa del sussidio di disoccupazione. Grazie ai miei castelli l’economia è “ripartita” (come dicono loro) e il paese ha tirato un sospiro di sollievo. I 3/4 del nostro sistema produttivo è al mio servizio specializzandosi nella costruzione di castelli medievali. Vista dall’estero la cosa appare strana ma l’importante era il PIL che finalmente galoppava a pieno regime grazie al buon lavoro di r-M. Inutile dire che John vinse il Nobel a mani basse e il nostro paese venisse portato ad esempio ovunque.
Un giorno il Ministro mi convocò nel suo ufficio per comunicarmi che finalmente il Paese poteva dirsi “ufficialmente uscito dalla crisi”, che loro avevano ripagato i debiti fatti e che quindi non aveva più senso trasferire nelle mie tasche tanta ricchezza, il rubinetto veniva chiuso poiché non serviva più azionare l’ r-M. Ci saremmo rivisti nel “momento del bisogno”, disse proprio così nil signor Ministro. Da un giorno all’altro la domanda di castelli si azzerò, la cosa non fu considerata un problema poiché ormai la fiducia aveva ricominciato a circolare e la gente spendeva, la “trappola della liquidità”, diceva John, era solo un ricordo lontano. Sarà stato anche vero che la gente aveva ricominciato a spendere ma poiché conosco bene i miei connazionali so anche che spendono praticamente tutto in gioco d’azzardo e prostituzione mentre la parte produttiva del paese fu presa alla sprovvista poiché si aspettava di dover costruire castelli medievali (quelli con i merletti); occorreva così riconvertire le imprese edili specializzate nella costruzione di castelli medievali in prostitute e biscazzieri, un’impresa non da poco (per usare un eufemismo). E’ così che precipitammo in una nuova recessione ben peggiore della prima. Non dico altro.
Come usciremo da questo nuovo guaio non lo so bene, so solo che quando io e il mio amico Keynes ci presentammo timidamente al Ministero ritenendo che “il momento del bisogno” fosse tornato e vantando le imprese passate dell’ r-M fummo scacciati in malo modo :-(.
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LA COSA PIU’ SORPRENDENTE DEL RISCALDAMENTO TERRESTRE…

LA COSA PIU’ SORPRENDENTE DEL RISCALDAMENTO TERRESTRE…
… è quanto poco ci costi.
L’ IPCC dell’ ONU – non certo una pericolosa associazione negazionista – stima il costo complessivo del riscaldamento globale tra l’ 1% e il 5% del PIL mondiale nel caso in cui la temperatura media si innalzi di 4 gradi centigradi....N.B parametri: i 4 gradi di aumento si misurano sulla media 1980-1999. Il costo si misura nel secolo 2000-2100.
Non sembra molto (rispetto al chiasso che si fa): poiché il PIL mondiale cresce mediamente del 4% all’anno basterebbe dedicare al problema la ricchezza prodotta in un anno qualsiasi. In altri termini: il mondo ritarderà di un anno il raggiungimento della soglia di ricchezza prevista qualora il riscaldamento globale non esistesse. Detto così non sembra un danno particolarmente preoccupante.
Dal che capiamo come il problema del riscaldamento globale riguardi più il coordinamento che la sostanza, ovvero il “chi paga a chi” più che il “quanto si paga”.

IPCC.CH
Impacts of climate change will vary regionally. Aggregated and discounted to the present, they are very likely to impose net annual costs, which…

L’EVOLUZIONISTA

L’EVOLUZIONISTA
Non è mai un tipo simpatico. Infatti, poiché vede ipocrisia ovunque, appare sempre come sprezzante. Per lui le motivazioni delle persone non sono mai trasparenti, gli obbiettivi reali degli altri sono sempre occultati (e soprattutto sono sempre gli stessi: potere, soldi, sesso, status…). L’idealista, al contrario, tende a credere in modo innocente a quanto afferma l’altro.
Qualche esempio. Se indosso un certo vestito il cinico penserà che l’ho fatto per farmi notare, l’idealista perché mi piace. Se vado in vacanza in un certo posto esotico l’idealista penserà che amo i climi caldi, il cinico che intendo ostentare le mie possibilità economiche.
Ma perché l’idealista è idealista? Spiegazione idealista: perché ci crede. Spiegazione cinica: perché intento a coltivare un’immagine che attiri l’ammirazione e la fiducia altrui.
Perché il cinico è cinico? Risposta idealista: poiché l’esperienza e le delusioni della vita lo hanno fatto diventare tale. Risposta cinica: perché è un perdente che per alleviare il suo disagio abbassa la condizione altrui.
Avete notato che il cinico è sempre cinico tranne quando deve spiegare perché è cinico?
MASON.GMU.EDU
Cynical beliefs are either that people have relatively "low" motives, or that people are hypocritical about their motives. (Even when "high" motives dominate conscious thoughts, the cynic can claim that low motives better explain overall behavior patterns.) Similarly a cynical belief about a social....
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martedì 25 settembre 2018

POST Caro Singer, il Terzo Mondo non è un bambino che annega


If we’re going to have an analogy, perhaps the following would be better: the world’s poor are not like children in a pond, and they do not need to be pulled out by nobly motivated Westerners.  They are people, perfectly capable of swimming and rescuing themselves, who are trapped in a pond surrounded by fences keeping them from escaping on their own initiative.  What they need, what they really need, is for those fences to be taken down.  They need the removal of the barriers that keep them in a position where they need help.  Such an analogy would recommend protecting people’s productive rights, improving their access to markets around the world, and freeing their ability to migrate...
What they need is not charity but opportunity...
Singer vs. Horatio Alger, by Bryan Caplan https://www.econlib.org/singer-vs-horatio-alger/

CARO SINGER, IL TERZO MONDO NON E’ UN BAMBINO CHE ANNEGA…
Di analogie ce ne sono di migliori. Il mondo povero non è come un bimbo che annega nello stagno, non è una persona che ha bisogno di protezione, non deve essere salvato da un occidente nobilmente motivato.
I poveri del mondo sono persone perfettamente in grado di nuotare e soccorrere se stessi, però sono come in trappola nelle loro case. Ciò di cui hanno bisogno, ciò di cui hanno veramente bisogno, è che queste barriere vengano abbattute. Hanno bisogno della rimozione delle barriere che li mantengono esclusi. L’analogia della trappola illumina meglio il loro reale bisogno: la possibilità di migrare laddove essere più produttivi. Non serve la carità, serve l’opportunità

HL DA FINIRE 7. THE TURNING POINT TROUBLE WITH STOCKINGS

7. THE TURNING POINT TROUBLE WITH STOCKINGS
Note:7@@@@@@@@@@@@@@@@@@

Yellow highlight | Page: 176
Lee became obsessed with making a machine that would free people from endless hand-knitting.
Note:WILLIAM LEE 1583…LE CUFFIE DI LANA IMPOSTE DALLA REGINA E LA NECESSITÀ DI PRODURNE MOLTE

Yellow highlight | Page: 176
Finally, in 1589, his “stocking frame” knitting machine was ready. He traveled to London with excitement
Note:1589

Yellow highlight | Page: 176
ask her for a patent that would stop other people from copying the design.
Note:LA RICHIESTA DI WILLIAM ALLA REGINA

Yellow highlight | Page: 176
Consider thou what the invention could do to my poor subjects. It would assuredly bring to them ruin by depriving them of employment, thus making them beggars.”
Note:REAZIONE DELLA REGINA....ZERO CONCESSIONI...

Yellow highlight | Page: 177
feared that the mechanization of stocking production would be politically destabilizing. It would throw people out of work,
Note:LA PAURA DEI SOVRANI

Yellow highlight | Page: 177
The fear of creative destruction is the main reason why there was no sustained increase in living standards between the Neolithic and Industrial revolutions.
Note:LA TESI DI QS LIBRO....BEN ILLUSTRATTA DA LEE

Yellow highlight | Page: 177
major innovations such as Lee’s stocking frame machine also threaten to reshape political power.
Note:IL RISCHIO...OLTRE A MINACCIARE I LAVORATORI

Yellow highlight | Page: 177
it is often possible to bypass the resistance of workers such as hand-knitters. But the elite, especially when their political power is threatened, form a more formidable barrier to innovation.
Note:LE DUE RESISTENZE

Yellow highlight | Page: 178
Prior to seventeenth-century England, extractive institutions were the norm throughout history.
Note:LA NORMA

Yellow highlight | Page: 178
The growth they generated was not sustained, and came to an end because of the absence of new innovations, because of political infighting generated by the desire to benefit from extraction,
Note:IL DIFETTO DELLE ISTITUZIONI ESTRATTIVE

Yellow highlight | Page: 178
The life expectancy of a resident of the Natufian village of Abu Hureyra was probably not that much different from that of a citizen of Ancient Rome.
Note:STASI

Yellow highlight | Page: 178
inhabitant
DA FINIRE

GIOVANI E POLITICA


GIOVANI E POLITICA
Perché un giovane deve stare alla larga dalla politica (almeno quanto dall’eroina).
1. Perché poi ti tocca intrupparti in un partito.
2. Perché devi credere a quel che sostiene il partito in modo da essere leale.
3. Perché nei tuoi discorsi devi continuamente usare l’iperbole.
4. Perché devi utilizzare di continuo il doppio standard.
5. Perché nell’altro devi vedere un ipocrita con doppi fini.
6. Perché ti tocca denunciare gli apostati e gli eretici della tua fazione.
7. Perché il gruppo conta più dell’individuo.
8. Perché la sfumatura argomentativa è abolita.
9. Perché il miglior modo per fare propaganda è credere in quel che dici.
10. Perché se pensi quel che qui sta scritto sei un traditore per definizione.

La verità non serve

La verità non serve

Spesso l’ingenuità paga ed essere naif porta a risultati complessivi migliori rispetto ad essere esperti.
E’ un caso se Adamo ed Eva persero la loro felicità nel momento in cui persero la loro innocenza cibandosi dall’ Albero della Conoscenza del Bene e del Male? Direi che il mito è perfettamente consapevole di quanta poca verità ci serva per vivere bene.
Pensiamo a questa catena: l’innocenza incoraggia l’idealismo che alimenta l’ottimismo che è il motore dell’eccellenza. Che ne dite?
Ma forse qualche esempio illumina meglio sul punto.
Prendiamo il matrimonio, laddove avviene tra persone ingenue – magari molto giovani, magari incoraggiato dalle famiglie prima ancora che dalle scelte personali – risulta più stabile e duraturo. La solidità si consegue sacrificando l’esperienza (e la conoscenza). Chi “esplora” di più è assillato da più dubbi e da maggiori tentazioni di mollare per ricominciare altrove. Meno opportunità, più tranquillità.
Prendiamo il patriottismo, chi ha pochi contatti con le altre nazioni è più portato a pensare che “siamo i meglio” e quindi ad essere leale al suo gruppo di riferimento. E’ chiaro poi che da questa innocenza deriva una comunità più coesa di cui beneficiano tutti gli appartenenti. In questo senso chi viaggia troppo diventa sospetto, quasi quanto lo è lo straniero.
Prendiamo il lavoro e la carriera. Molti studenti, forse un po’ ingenuamente, sognano una carriera ideale riversando il loro entusiasmo negli studi. Altri si concentrano di più sulle loro ambizioni. Se i primi – i più ingenui – prevarranno i secondi verranno stigmatizzati come “gretti” e la comunità ne trarrà un beneficio.
Prendiamo la fortuna personale, se pensiamo che pesi poco nelle nostre vicende saremo portati ad impegnarci a fondo, in caso contrario rischiamo la paralisi. E questo a prescindere dal fatto che la verità sia più vicina alle considerazioni di chi poi degenera nel fatalismo.
Prendiamo l’autostima: se la nutriamo oltre il dovuto influenzeremo anche chi deve giudicarci che innalzerà la sua riverenza nei nostri confronti.
L’ingenuità ci rende allora più leali, più coesi, più idealisti, più ottimisti, più sicuri; ci avvantaggia sia a livello personale che a livello di gruppo.
L’esperienza, e la conoscenza che ne deriva, ci porta sì molti vantaggi ma anche molti svantaggi. Faccio un esempio estremo perché la cosa sia ancora più chiara: se mi dedicassi al cannibalismo accumulerei una nuova esperienza ma perderei la stima di chi mi sta intorno. Risulterebbe immediatamente chiaro quanto nociva sia per me la ricerca della verità. Naturalmente c’è anche il caso opposto: potremmo rinchiuderci in una mini-comunità super-coesa e non mettere mai il naso fuori da lì (un po’ come fanno gli Amish). Dio ce ne scampi e liberi!
La verità, dunque, non ci serve a molto. Dal punto di vista evoluzionistico è un bene secondario. Se le cose stanno in questi termini è plausibile pensare che ne possediamo poca: perché mai dovremmo accumulare una risorsa di scarso pregio? La stessa teoria evoluzionistica potrebbe non essere vera stando a quanto essa stessa ci comunica, ovvero cio’ che ho cercato di riassumere qui.

Buy Health, Not Health Care robin hanson

Buy Health, Not Health Care
robin hanson
Citation (APA): hanson, r. (2018). Buy Health, Not Health Care [Kindle Android version]. Retrieved from Amazon.com

Parte introduttiva
Evidenzia ( giallo) - Posizione 2
Buy Health, Not Health Care By robin hanson
Nota - Posizione 3
Tttttttttttttttt
Evidenzia ( giallo) - Posizione 7
Make sure that when you lose, they lose,
Nota - Posizione 7
RAPPORTO COL MEDICO
Evidenzia ( giallo) - Posizione 7
Buy lots of life and disability insurance from your care-givers,
Nota - Posizione 7
RIMEDIO
Evidenzia ( giallo) - Posizione 8
U.S. per-capita spending
Nota - Posizione 8
IL PROBLEMA
Evidenzia ( giallo) - Posizione 10
relying less on insurance and employers as middlemen.
Nota - Posizione 11
IL RIMEDIO...VIA I MEDIATORI
Evidenzia ( giallo) - Posizione 11
What we want is health,
Nota - Posizione 12
VOGLIAMO UNA COSA...
Evidenzia ( giallo) - Posizione 12
what we buy is health care,
Nota - Posizione 12
...E NE COMPRIAMO UN ALTRA
Evidenzia ( giallo) - Posizione 14
when we reward our advisers just for giving advice,
Nota - Posizione 14
INCONVENIENTE...ZERO INCENTIVI
Evidenzia ( giallo) - Posizione 15
are they satisfied to give costly mediocre advice
Nota - Posizione 15
SPESSO
Evidenzia ( giallo) - Posizione 16
"agency" problem.
Nota - Posizione 17
IL NOME DEL PROBLEMA
Evidenzia ( giallo) - Posizione 20
incentive to invest now to prevent future symptoms,
Nota - Posizione 20
PREVENZIONE
Evidenzia ( giallo) - Posizione 21
published track records could help people choose their health advisers.
Nota - Posizione 22
UNO STRUMENTO
Evidenzia ( giallo) - Posizione 23
give our health advisers a strong and direct financial interest in our having a long and healthy life.
Nota - Posizione 24
LA SOLUZIONE
Evidenzia ( giallo) - Posizione 27
How to Buy Health
Nota - Posizione 27
Tttttttttttttttt
Evidenzia ( giallo) - Posizione 29
a single organization now handles both my health care and my life insurance.
Nota - Posizione 29
PROPOSTA
Evidenzia ( giallo) - Posizione 29
Life Maintenance Organization (LMO)
Nota - Posizione 30
NOME
Evidenzia ( giallo) - Posizione 31
The higher my chance of dying, the more it will cost them on average to pay off on the life insurance.
Nota - Posizione 32
IL MECCANISMO
Evidenzia ( giallo) - Posizione 34
To increase my chance of remaining able-bodied, and not just alive, I should buy disability insurance.
Nota - Posizione 34
IN PIÙ
Evidenzia ( giallo) - Posizione 37
As critics have suggested, this may result in more preventive care, more attention to lifestyle, less reliance on doctors for routine work,
Nota - Posizione 38
ESITO POSSIBILE
Evidenzia ( giallo) - Posizione 39
even though my life may be worth $ 10 million to me, most of the (huge) insurance premium to pay for this insurance would be wasted
Nota - Posizione 40
PRIMO PROB...NN SONO IO AD ANCASSARE
Evidenzia ( giallo) - Posizione 41
The other problem is moral hazard -- heavy insurance may reduce my incentive to keep myself healthy...
Nota - Posizione 42
SECONDO PROBLEMA....ACCORDI COL MEDICO
Evidenzia ( giallo) - Posizione 44
How to Buy Health, and Pay Less
Nota - Posizione 44
Ttttttttttt
Evidenzia ( giallo) - Posizione 44
I could join or contract with a "medical defense club" (MDC) to buy life insurance on me from the LMO. The MDC would pay the insurance premiums and it would be the beneficiary should I die. I would pay the MDC a copayment for their trouble, a payment which should be little more than the cost of the
Nota - Posizione 45
POSSIBILE SOLUZIONE DELL'AZZARDO MORALE
Evidenzia ( giallo) - Posizione 48
If I could trust the MDC not to try to kill me or make side deals with the LMO,
Nota - Posizione 48
IL NUOVO PROBLEMA
Evidenzia ( giallo) - Posizione 51
cryptographic anonymity might ensure they do not know who exactly I am.
Nota - Posizione 51
POSSIBILE SOLUZIONE
Evidenzia ( giallo) - Posizione 59
LMOs would declare their estimate of my chance of death, an estimate backed up by statistics
Nota - Posizione 59
PRIMO CONTRATTO
Evidenzia ( giallo) - Posizione 61
Various MDCs would then bid (preferably to my cryptographic pseudoname) on the copayment they would each require, given this LMO, insurance amount, premium, and estimated probability of death. I would then pick one with a low price that I trusted to stay honest.
Nota - Posizione 62
SECONDO CONTRATTO
Evidenzia ( giallo) - Posizione 64
What would happen if I had different values for dying or becoming disabled at different future dates, or for dying in different ways?
Nota - Posizione 65
PROBLEMA AFFRONTATO
Evidenzia ( giallo) - Posizione 79
Getting There from Here
Nota - Posizione 79
Nttttttt