lunedì 22 maggio 2017

1. Un po’ piú di equità, vi prego! - Perchè i tedeschi? Perchè gli ebrei?: Uguaglianza, invidia e odio razziale (1800-1933) by Götz Aly

1. Un po’ piú di equità, vi prego!Read more at location 1909
Note: +++++++++++ Edit
Nel saggio Unsere Aussichten Heinrich von Treitschke caratterizzava gli immigranti ebrei dall’Est europeo come un «branco di giovani, ambiziosi straccivendoli» i cui «figli e i figli dei figli un giorno avrebbero dominato le borse e i giornali tedeschi».Read more at location 1909
Note: SIAMO NE 1879 XIX SECOLO Edit
Note: COSA DAVA FASTIDIO NEGLI EBREI? L ATTIVISMO... IL DINAMISMO Edit
schiera laboriosa dei talenti semiti di terza classe»Read more at location 1911
Il famoso professore si accalorava contro l’«indole del nuovo ebreo», la sua «critica dozzinale» e la «mania di deridere», il «tono particolarmente spudorato», la «spigliatezza, la prontezza e la perspicacia», il suo «darsi da fare» e la sua «offensiva presunzione».Read more at location 1912
Note: SARCASMO E AFFARISMO Edit
l’«antico, pacato amore per il lavoro».Read more at location 1915
Note: RIMPIANTO PROTESTANTE Edit
1871 e il 1910Read more at location 1922
durante quei quarant’anni nella capitale il numero degli ebrei triplicò fino a raggiungere le 150 000 persone, mentre la loro percentuale sulla popolazione totale passò dal 3 a oltre il 5 per cento.Read more at location 1923
Note: IMPENNATA Edit
la struttura sociale, culturale e il reddito degli ebrei cominciarono a distinguersi nettamente dalla media. Ed era qui che si concentrava la critica dei nemici degli ebrei, i quali deploravano il fatto che l’emancipazione si fosse spinta troppo oltre:Read more at location 1925
Note: EBREI PIÙ RICCHI DELLA MEDIA Edit
Note: EMANCIPAZ TROPPO SPINTA Edit
una petizione rivolta al governo prussiano con cui si invocavano vincoli all’immigrazione degli ebrei e al loro accesso alle professioni.Read more at location 1930
Note: 1880… PRIMI TENTATIVI DI RIDIMENSIONARE I DORITTI IN G Edit
l’opuscolo appena uscito dal titolo Das moderne Judenthum in Deutschland, besonders in Berlin («L’ebraismo moderno in Germania e in particolare a Berlino»), redatto da Adolf Stoecker,Read more at location 1936
Note: OPUSCOLO Edit
L’accusa principale che Stoecker rivolgeva agli ebrei era di affollarsi nelle scuole di grado piú elevato: «Un simile desiderio di avanzamento sociale, di istruzione superiore, è una cosa di per sé degna della massima stima; ma per noi equivale a una lotta febbrile per l’esistenza. Se Israele continuerà a crescere in questa direzione, ci supererà del tutto».Read more at location 1938
Note: TROPPO ISTRUITI Edit
Come invece nascesse quel sentimento d’invidia, lo dimostrò il deputato conservatore Jordan von Kröcher sbraitando contro la «grande superiorità intellettuale» dei liberal-democratici, che contavano fra le proprie file deputati ebrei. Von Kröcher disprezzava la Berlino moderna, «metropoli dell’intellighenzia», che si ergeva arrogante sull’onesta provincia,Read more at location 1945
Note: UN ESEMPIO ESPLICITO DI INVIDIA Edit
Considerava i giornali satirici berlinesi – «Kladderadatsch», «Ulk», «Wespen» – «l’essenza indegna» e intollerabile «dello spirito giudaico-riformistaRead more at location 1949
Note: SATIRA E SARCASMO EBRAICO Edit
«eccesso di insolenza»,Read more at location 1950
essi non si occupavano della «miseria dei veri diseredati, dei poveri e degli infelici», bensí di chi si riteneva «non abbastanza benestante»: «Miei signori, qui si fomenta e si istiga l’invidia di chi possiede meno verso chi ha di piú, si chiama a raccolta l’invidia dell’incapace per il piú abile»5Read more at location 1956
Note: PROTEGGERE GLI INVIDIOSI FACENDO FINTA DI PROTEGGERE I POVERI... I CRISTIANO SOCIALI Edit
Secondo lui la propaganda antiebraica in Germania tornava ogni volta, improvvisamente, a farsi sentire, perché cosí tanti tedeschi cristiani erano «abituati a trattare in modo gretto, meschino» le questioni economiche. L’osservatore inglese notava che il tedesco era «inetto negli affari»,Read more at location 1968
Note: L INVIATO DEL TIMES: CRISTIANI ANTISEMITI XCHÈ ANALFABETI ECONOMICI Edit
Gli antisemiti associavano l’analisi sociologica dell’ebraismo alla questione operaia. Stoecker imputava agli ebrei «le eccessive speculazioni in borsa», li incolpava di «danzare intorno al vitello d’oro». Li considerava responsabili del fatto che all’improvviso i lavoratori fossero disoccupati, si trovassero «sull’orlo del baratro».Read more at location 1972
Note: L EBREO SPECULATORE Edit
Note: EBREI VS OPERAI Edit
l’atomizzazioneRead more at location 1977
MarrRead more at location 1979
Considerava l’antisemitismo una risposta alle «teorie astratte», e dunque ebraiche, «della libertà sociale individuale», che non doveva piú essere definita libertà, bensí ormai «solo insolenza»Read more at location 1980
Note: EBREO FOMENTATORE DELL INDIVID. Edit
durante la notte di San Silvestro del 1880-81, giovani esaltati dalle parole d’ordine antisemite dilagarono per le strade del quartiere berlinese di Friedrichstadt al grido ritmato di «via gli ebrei!», impedendo agli ebrei, o a chi ritenevano tale, di entrare nei caffè,Read more at location 1982
Note: PRIME AZIONI Edit
il pretesto di difendere l’idealismo tedesco minacciato dal materialismo giudaicoRead more at location 1985
Note: IDEALISMO E MATERIALISMO Edit
Come avrebbe fatto Hitler in seguito, Stoecker offriva ai suoi seguaci un programma sociale. Chiedeva la riduzione per legge dell’orario di lavoro, la tassazione progressiva dei redditi e dei patrimoni, imposte sul lusso e sulle transazioni finanziarie, il divieto del lavoro minorile, l’introduzione di forme di previdenza sociale e la creazione di aziende di Stato.Read more at location 1986
Note: L AGENDA DEGLI ANTISEMITI: STATO SOCIALE. UNA TRADIZ CHE ARRIVERÀ FINO A H I CRISTIANO SOCIALI N PRIMA FILA Edit
«Il Partito cristiano-sociale dei lavoratori persegue lo scopo di ridurre il divario tra ricco e povero e creare maggiore sicurezza economica»,Read more at location 1989
Note: MANIFESTO DEGLI ANTISEMITI Edit
StoeckerRead more at location 1991
«Il lavoro artigiano oggi e un tempo», «I peccati della stampa scadente», «La questione ebraica», «L’assicurazione obbligatoria sugli infortuni».Read more at location 1992
Note: TITOLI DELLE CONF DI STOKER... TIPICI Edit
risvegliare l’invidia e la cupidigia dei poveri verso i possidentiRead more at location 1993
Note: SCOPO Edit
l’antisemita DeutschsozialeRead more at location 1995
Note: ANTISEMITI Edit
il partito si batteva per la revoca del divieto della SPD e considerava un «principio di giustizia», «valutare in modo piú imparziale di prima» le istanze socialdemocratiche. Gli artigiani, i commercianti e i contadini cristiani dovevano venire protetti dalla sfrenata libertà d’impresa,Read more at location 1998
Note: SIMPATIE SOCIALDEMOCRATICHE TRA GLI ANTISEMITI Edit
«Chiediamo che vengano limitate tutte le libertà che favoriscono il giudaismo sfruttatore e improduttivo, mentre danneggiano gravemente il tedesco, l’onesto lavoratore che produce»Read more at location 2004
Note: PROGRAMMA DEI CRISTIANO SOCIALI Edit
il Reichsdeutscher Mittelstandsverband («Associazione del ceto medio»), il Bund der Landwirte («Unione degli agricoltori»), il Deutschnationaler Handlungsgehilfenverband («Associazione tedesco-nazionale dei commessi»), la Vereinigung Christlicher Bauernvereine («Lega delle associazioni contadine cristiane») e le confraternite studentesche.Read more at location 2009
Note: ASSOCIAZ ANTISEMITE Edit
Deutschbund («Lega tedesca»), le Wagner-Vereine e le Gobineau-Vereine (associazioni intitolate a Wagner e a Gobineau), il Reichshammerbund («Lega del martello») e infine lo Alldeutscher Verband («Lega pangermanista»)Read more at location 2012
Note: c Edit
Come indennizzo per la protezione di cui [godevano] in quanto popolo straniero, [dovevano essere] soggetti a doppia tassazione».Read more at location 2019
Note: PROPOSTA DI LEGGE Edit
Claß giustificava le sue istanze facendo riferimento «al vantaggio dell’educazione» e al «talento» che aveva consentito agli ebrei una rapida ascesa sociale in confronto alla maggioranza dei cristiani:Read more at location 2020
Note: GIUSTIF DELLA PROPOSTA Edit
il pastore protestante Stoecker non considerava la questione ebraica il «pomo della discordia dell’intolleranza confessionale», né un problema razziale, bensí «motivo di allarme sociale». Non scagliava i suoi strali contro gli ebrei ortodossi, ma contro quelli moderni, secolarizzati. Li incolpava di essere intelligenti. Se la prendeva con il loro «pericoloso» desiderio di promozione sociale. Criticava con ammirazione mista a disprezzo il fatto che persino gli «ebrei poveri sacrificassero tutti i loro averi per dare ai figli una buona istruzione». Invece avrebbero finalmente dovuto «fare gli stessi mestieri dei tedeschi», non «tenersi lontani dai lavori pesanti»: avrebbero fatto «i sarti e i ciabattini, gli operai e i servi, le operaie e le domestiche».Read more at location 2023
Note: LA RELIGIONE NN C ENTRA Edit
Gli antisemiti dissimulavano in tal modo la loro incapacità individuale o la delusione per il risultato modesto dei loro tentativi di fare strada.Read more at location 2036
Note: DIETRO TANTA FRUSTRAZ Edit
Il grido di battaglia di Otto Boeckel, antisemita originario dell’Assia, era: «Contro gli ebrei e i latifondisti!», quello dell’antisemita Hermann Ahlwardt: «Contro gli ebrei e gli Junker!»Read more at location 2039
Note: GRIDI DI BATTAGLIA Edit
cercavano di danneggiare i commercianti ebrei «andando di paese in paese a fondare cooperative di consumo»Read more at location 2040
Note: c Edit
chiedeva a uno «Stato integro e morale» che ponesse attenzione a bisogni e richieste quali «il rispetto e la cura del cittadino economicamente debole, il quale al contempo può configurarsi come il piú forte a livello fisico e morale». A tal fine lo Stato doveva garantire «una buona ripartizione del benessere e una crescita serena della collettività», doveva spezzare il predominio ebraico e mitigare la velocità del progresso:Read more at location 2055
Note: LA TIPICA RI CHIESTA DEL RAZZISTA: PIÙ SOLIDARIETÀ Edit
La propaganda mirava a conquistare i milioni di sradicati, scossi e smarriti, le persone trasferite di fresco nei centri industriali dalle campagne, vale a dire dai confini orientali dell’impero:Read more at location 2059
Note: OBBIETTIVO DELLA PROPAGANDA Edit
Chi oggi a ragione parli con disprezzo di Theodor Fritsch non dovrebbe dimenticare che fu uno degli antesignani delle moderne città-giardino e del principio di un’accurata infrastruttura urbana.Read more at location 2063
Note: IL RAZZISTA E LE PERIFERIE A MISURA D UOMO Edit
Die Stadt der Zukunft («La città del futuro»),Read more at location 2065
orti per gli operai, parchi, luoghi di ritrovo per i bambini in cortili interni ampi e soleggiati, edifici scolastici ariosi e luminosi, ferrovie circolari urbane, sistemi stradali radiali, aree industriali e aree residenziali separate, il tutto pensato su modelli socialisti, sulla base della ripartizione comunitaria del suolo, dell’enfiteusi, senza interessi a usura sui terreni, senza ipoteche e tributi.Read more at location 2066
Note: IL MODELO SOXIALISTA Edit
Werner Sombart definí l’odio antiebraico propagato da Fritsch, Böckel, Stoecker e Marr come un antisemitismo sociale che nascondeva l’invidia per la concorrenza, ma una specie particolare di invidia, perché diretta contro chi si chiamava Kohn e non Müller.Read more at location 2071
Note: L ANALISI DI SOMBART Edit
Stando ai risultati del censimento berlinese del 1867, gli ebrei rappresentavano il 4 per cento della popolazione, ma il 30 per cento delle famiglie che assumevano personale per l’educazione dei figli.Read more at location 2074
Note: EBREI E ISTRUZIONE PRIVATA Edit
antisemiti cristiano-socialiRead more at location 2076
la questione ebraica un problema legato allo svantaggio dei cristiani, un vuoto di giustizia sociale, come diremmo oggi.Read more at location 2076
Note: IL PROB DEGLI EBREI COME PROB DI GIUSTIZIA SOCIALE Edit
«Mezzo milione di concittadini ebrei, – diceva nel 1880 Stoecker alla camera dei deputati prussiana, – ha una posizione all’interno del nostro popolo che non corrisponde al loro rapporto numerico con la popolazione totale. Sostenuta da un ingente potere finanziario, oltre che dotata di molto talento, questa parte della popolazione preme sulla nostra vita pubblica».Read more at location 2077
Note: POLITICA DELLE QUOTE CONTRO GLI EBREI Edit
la parola d’ordine di tutti i moderni antisemiti: «Un po’ piú di equità, vi prego!»Read more at location 2081
Note: PAROLA D ORDINE Edit

Quando i treni arrivavano in orario

Lo stato sociale di Hitler di Aly Gotz
Hitler era un socialista rigoroso e generoso grazie a queste sue virtù conquistò l' opinione pubblica.
Ricordiamoci che il  Nazismo fu  una dittatura che si assicurò un consenso vastissimo fino alla fine dei suoi giorni.
Origini del consenso: non il carisma di Hitler ma il denaro messo a disposizione per i bisogni della popolazione.
Ricordiamo come usciva la Germania dalla pace di Versailles: con 1/8 del suo territorio perduto (e 1/10 della sua popolazione).
debiti per i danni di guerra fanno impallidire la tanto criticata austerity contemporanea. Un ritardo nei pagamenti costò la Ruhr e l’ iperinflazione.
Da questa situazione disperata, Hitler seppe costruire dal nulla il welfare nazista considerato da tutti un autentico gioiellino di efficienza e cura, roba da fare invidia ancora oggi a molti paesi che consideriamo avanzatissimi.
Il nazismo fu sostenuto da una nutrita schiera di intellettuali estranei alla destra tradizionalista. Si guardi solo  alle biografie dei gerarchi: quasi tutti avevano fatto esperienze socialiste se non comuniste.
Ma il socialismo è dispendioso, da qui il problema principale del Furher: come finanziare il sistema?
L’ossessione di Hitler: la lotta alla povertà. La politica per l’ uguaglianza è centrale nel sistema: “l'ariano più prezioso è l'ariano più povero”. Il dovere primario del reich è pensare a lui.
Le architravi del sistema:
Tasse fortemente progressive.
Ferie prolungate, legislazione sul lavoro avanzata e vacanze a spese dello stato.
- Società senza classi.
Esenzioni fiscali mirate sui bisognosi.
- Abolizione delle tasse sui lavoratori dipendenti.
- Pingui assegni familiari
- Congedi sindacali retribuiti.
- Crediti alle piccole imprese e mutui agevolati.
Pensioni aumentate per tutti.
- Cassa malattia.
Motorizzazione di massa con la Wolkswagen.
Case popolari.
- Zero corruzione: l’amministrazione era una casa di vetro.
Meritocrazia ovunque (la ricerca scientifica era un esempio).
- Generosi sussidi ai più sfortunati.
- Monopolio della scuola di stato e finanziamento generoso della stessa.
- Anche gli animali godevano di tutele.
***
Soldi per tutti, insomma… ma nel 1937, ecco la prima crisi di bilancio.
La soluzione fu triplice: 1) tanta finanza creativa, 2) guerra alla Polonia e 3) esproprio agli ebrei (già ipertassati).
I tedeschi erano un popolo razzista? No, piuttosto un popolo “comprato” grazie ad un esteso stato sociale.
privati amici vengono agevolati (il loro aiuto verrà utile): per loro prezzi stracciati nella rivendita degli immobili sequestrati al giudeo.
Il Nazismo dura, resiste… Perché? Perché per un ariano – specie per i ceti più bassi – il nazismo è un paradiso in terra.
Shoah: omicidio di massa a scopo di rapina per finanziare uno stato sociale avanzato (troppo avanzato).
L’ideologia razzista ebbe un ruolo più di apparenza che di sostanza, intervenne a posteriori. Fu l’aspetto materialista a fungere da levatrice di questa funesta storia.
Marx tra i socialisti e Hayek tra i liberali converrebbero.
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Hitler, del resto, non desiderava la guerra: sapeva che non aveva forze sufficienti. Alan John Percival Taylor fu il primo storico a sostenere con solidi argomenti la tesi.
Hitler occupò l’ Austria tra l’ entusiasmo degli austriaci.
Occupò la Cecoslovacchia nel silenzio della comunità internazionale, era un nuovo stato nato dalle ceneri dell’ impero di cui importava ben poco.
Per la Polonia contò sullo stesso silenzio. Il patto con l’ URSS lo rassicurava e, del resto, molti già consideravano la Polonia uno stato satellite della Germania.
E’ vero, Hitler parlava di espansione e spazio vitale ma riteneva di poter ottenere tutto questo senza la guerra. La Wermacht, del resto, non aveva piani militari.
Nel 1939 Hitler propose un tavolo della pace e rimase sconcertato dai dinieghi inglesi. Ancora nel 41 Hess tentava missioni di pace. La Francia fu tolta di mezzo perché solo la Gran Bretagna veniva considerata a quel punto come l’interlocutrice decisiva.
Hitler ingigantì la sua partita e la perse non tanto perché avesse mire espansionistiche, quanto perché fu un giocatore da “all in” (o la va o la spacca). Una questione psicologica e di strategia più che un progetto malefico ad ampio raggio.

Il matrimonio tra economia e evoluzionismo

Economics and Evolutionary Psychology by David Friedman
L’economia non ha una buona teoria degli errori, la psicologia evoluzionista (pe) puo’ fornirgliela.
L’ Homo Economicus è razionalmente infallibile, una semplificazione a volte eccessiva.
La teoria degli errori della pe: la nostra razionalità non è relativa al contesto in cui viviamo bensì ad un contesto precedente (quello in cui si sono formate le nostre facoltà cognitive).
L’irrazionalità umana deriverebbe quindi  dal fatto che il cervello dell’uomo è strutturato per essere razionale in un contesto di 10000 anni fa.
Ma l’economia ha un’altra caratteristica limitante: è troppo astratta. Postula cioè che l’uomo possa avere qualsiasi obbiettivo.
La pv invece specifica il fine ultimo di ogni uomo: eternare i suoi geni (avere figli che possano a loro volta riprodursi).
Non che questo semplifichi del tutto il compito degli studiosi, pensate solo a questo rompicapo: come mai ricchezza e fertilità non vanno di pari passo?
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Questi aggiustamenti possono però spiegare alcuni fenomeni di fronte ai quali l’economia restava muta e imbarazzata. Vediamone alcuni.
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Il caso del prezzo giusto.
Tutti noi coltiviamo un simile concetto pur sapendo che la legge della domanda e dell’offerta giustifica impennate di prezzo ben oltre la soglia che consideriamo giusta.
In casi del genere ci sentiamo in dovere di boicottare il venditore.
Oggi il boicottaggio singolo non serve a nulla ma 20000 anni fa, quando gli scambi erano estremamente ristretti, se non bilaterali, il boicottaggio pesava eccome. ecco allora che il concetto di prezzo giusto assolve ad una funzione utilitaristica.
Il concetto di “prezzo giusto” spiega anche perché quando i prezzi di un prodotto variano il produttore parla di “prezzi normali” e “sconti” anziché di “prezzi normali” e “prezzi aumentati”. Sa bene che un aumento non verrebbe concettualmente tollerato.
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Altro caso (correlato): le code prevedibili. Perché esistono? L’economia è muta: i prezzi dovrebbero evitarle.
La pe ci dice che alzare troppo i prezzi potrebbe offendere quei consumatori che coltivano l’idea di “prezzo giusto” arrecando un danno peggiore a quello delle code.
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Altro caso: perché l’egalitarismo va tanto di moda? La diseguaglianza nella distribuzione delle risorse ci offende.
La risposta fornita dalla pe: un tempo, per questioni pratiche, i premi ai migliori venivano elargiti in termini di possibilità riproduttiva piuttosto che in termini di reddito. Per questo ancora oggi un reddito uguale è visto come l’opzione più morale. Esempio…
… Anthropologists Kim Hil and Hilard Kaplan, in their study of the Ache,[23] discovered an interesting pattern: Individuals were identified as good or bad hunters and good hunters had substantialy greater reproductive success, more surviving offspring, than bad hunters. Their explanation was that, despite the apparent egalitarianism of the sharing of meat—which provided the bulk of the calories consumed—good hunters were stil rewarded…
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Altro caso: perché i tassi di sconto a lungo sono relativamente più bassi rispetto a quelli a breve?
Anche la pe fornisce una risposta: sul lungo termine le istituzioni moderne garantiscono molta più stabilità rispetto a ieri mentre sul breve le incertezze hanno subito cambiamenti meno drammatici…
… The usual pattern appears to be a very high discount rate for choices in the near future and an increasingly low discount rate as the alternatives become more distant. [27] Evolutionary psychology suggests a straightforward explanation for such a pattern… The world in which our species evolved did not have such contemporary institutions. In that world it was rational to discount promises of future performance…
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Altro caso: perché la perdita ci rende più infelici di quanto ci renda felici il guadagno (effetto dotazione)?
La pe indica le radici di questa strana preferenza nella territorialità e nella deterrenza ai conflitti che produce questa pratica: chi protegge è più battagliero di chi attacca (e chi volesse attaccare lo sa bene)…
… On average, people value a mug more when they have it than when they do not The explanation of this pattern of behavior starts with the observation that it is not limited to humans…. It has long been known that some species of animals exhibit territorial behavior… Some method, possibly as simple as physical possession, is used to define what belongs to whom. Each individual commits himself to fight very hard to protect his property—much harder than he would be wiling to fight in order to appropriate a similar object from someone else’s possession… fight to the death is a losing game for both parties, since even the winner risks substantial injury… effect—each individual wil fight much harder to keep his territory than he wil to conquer someone else’s territory…
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Altro caso: perché in famiglia l’altruismo è tanto spinto?
Qui la pe va a nozze. Non solo, la pe spiega anche come l’altruismo degradi man mano che il gruppo si allarga. Al limite non spiega è come certo altruismo permanga anche quando non esiste più un gruppo di riferimento.
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Altro caso: perché il benessere relativo per noi conta più di quello assoluto?
Anche qui per la pe la risposta è facile: conta ben poco avere molti mezzi se c’è qualcuno che ne ha più di noi e ci soffia tutte le possibilità riproduttive. Sarà lui ad accoppiarsi e noi resteremo “ricchi e sterili”…
… A less obvious example is concern with status. As Robert Frank has convincingly argued, [33] humans appear to care about both real income and relative income… How many children I can feed depends on my real income. But my ability to persuade one or more women to produce children with me depends on my resources—material and otherwise…