lunedì 23 febbraio 2026

LA BONTA' EA

 LA BONTA' EA

Il movimento dell’altruismo efficace (EA) mira a massimizzare il bene sulla Terra e, a tal fine, si fonda su una filosofia utilitarista. Era questo l’obiettivo dichiarato che animava la truffa del banchiere e gestore di fondi Bankman-Fried. Egli riteneva lecito mettere a rischio la ricchezza di persone benestanti e inconsapevoli, se l’obiettivo ultimo era aiutare individui in condizioni oggettivamente molto peggiori. Oggi, dopo che le sue scorrettezze sono emerse in seguito a un clamoroso crack, è diventato il nemico pubblico numero uno. Ma come giustificare la sua condanna morale, se il suo comportamento appare, in fondo, coerente?
In effetti, sul piano teorico è quasi impossibile confutare l’utilitarismo con argomenti puramente razionali; da questo punto di vista dovremmo “ingoiare” il disgusto per un individuo del genere. Ma questo è abbastanza impossibile. L’unica via percorribile consiste nel rilevare che i suoi pur sempre nobili precetti non sono compatibili con la natura umana, cioè con una solida teoria antropologica. Nell’uomo l’altruismo - e qui bisogna andare oltre l'ipocrisia - è anzitutto un mezzo di edificazione comunitaria, non un dispositivo astratto “per aiutare il prossimo” chiunque esso sia. Bankman-Fried aveva obblighi comunitari verso i (ben conosciuti) prestatori a cui chiedeva denaro, ma nessun vincolo verso gli (anonimi) ultimi della Terra, ossia i beneficiari delle truffe che egli giudicava moralmente lecite. Ma questo, per quanto detto sulla natura umana, non è “altruismo”; e senza l'etichetta di "altruismo" le sue operazioni restano quelle che sono: delle truffe.