venerdì 5 novembre 2010

Pillola e Lavatrice

Pensavate che le battaglie femministe fossero all' origine della condizione sociale delle donne di oggi?

Ripensateci, è il consiglio di Tim Harford.

Lui ritiene infatti di attribuire questo merito (o demerito) alla pillola.

Pensavate che il referendum sul divorzio avesse dato la stura alle moltissime separazioni famigliari degli anni successivi?

Tim Harford dissente. Lui guarda piuttosto all' invenzione della Lavatrice.

Pillola e lavatrice valgono più di femminismo e legislazioni "avanzate" messi insieme.

Hanno la "logica" dalla loro parte, e non è poco.

Partiamo dalla pillola.

Con la pillola il maschio medio trova facilmente "cio' che cerca" senza bisogno d' imbarcarsi in un matrimonio. Le donne, a cui il matrimonio garantisce invece cure costanti da parte del marito, entrano tra loro in concorrenza spietata per farsi sposare. Prima bastava assicurare al potenziale marito "quella cosa lì", ora non basta, bisogna offrire di pù: c' è chi punta sulla bellezza e chi sull' istruzione. Più concorrenza... più università.

Il fenomeno è noto da tempo: quando le donne sopravanzano gli uomini per numero, la loro istruzione cresce. Figuratevi che negli stati degli USA dove ci sono molti carcerati uomini (a volte il 10% della popolazione maschile nera in età da matrimonio), le donne (nere) sono parecchio più istruite della media.

E non pensiate che occorrano chissà quali differenziali.

Per capire quanto basti poco per scatenere effetti di notevole magnitudo, ripassiamo la logica che sta sotto alla concorrenza rifacendo mentalmente un esperimento che è stato fatto realmente.

Prendete 99 uomini, 100 donne e date loro 50 euro ciascuno; adesso chiedete loro di accoppiarsi trovando un accordo su come dividersi i 100 euro che hanno insieme. Chi resta solo perde tutto il malloppo. Si formeranno le 99 coppie e alla donna di ciascuna coppia spetterà giusto un centesimo. Non male!

E' logico dunque che, nella vita reale, per evitare una simile sorte le donne cerchino di differenziarsi e spesso lo fanno andando all' università e trovandosi un lavoro di alto livello.

La pillola ha un po' le stesse conseguenze: mette le donne in concorrenza tra loro.

Ma veniamo alla LAVATRICE.

Il Mondo di oggi è molto molto molto più ricco di quello dei secoli scorsi: abbiamo scoperto la "divisione del lavoro".

Il successo di un' istituzione come quella matrimoniale è dovuto in gran parte al fatto di facilitare la divisione del lavoro tra coniugi: donne a casa, mariti fuori.

La divisione del lavoro conviene se ci sono "economie di scala" (tutti capiscono cosa siano) e "vantaggi comparati" (nessuno capisce mai cosa siano veramente tranne gli economisti).

Per la teoria dei vantaggi comparati, se si decide che l' uomo vada a lavorare piuttosto che allevare i figli e badare alla casa, non è per il fatto che l' uomo lavora meglio della donna!

La donna forse fa meglio entrambe le cose ma il divario è più netto nel settore "allevamento figli".

Quindi, in presenza di economie di scala, è naturale che la donna si occupi esclusivamente dei figli e della casa.

Specializzarsi però crea dipendenza reciproca: io non saprei nemmeno costruirmi una matita decente se lasciato a me stesso.

La lavatrice (e gli altri elettrodomestici) hanno abbattuto le economie di scala che esistevano nei lavori domestici. Cio' significa che la donna avanza del tempo e che quindi puo' lavorare.



Se la donna lavora conquista una sua autonomia materiale e psicologica: lo scudo del matrimonio indissolubile (regalatole dalla Chiesa) le serve molto meno. Ecco allora che in molti casi vi rinuncia, per esempio quando la convivenza è insopportabile (prima era più razionale tenere duro).

Il processo si autoalimenta: poichè esiste un rischio divorzio allora diventa sempre più conveniente lavorare (le donne con matrimoni a rischio sono più istruite e lavorano con più lena). Come se non bastasse, il fatto che ci siano in giro tanti divorziati accresce la possibilità di risposarsi.

Attenzione: la lavatrice abbatte le economie di scala nei lavori domestici ma non quelle dei lavori fuori dalla famiglia e nemmeno intacca la legge dei "vantaggi comparati".

Cio' significa che se il differenziale di abilità in favore della donna nella cura dei figli permane (e un certo differenziale è naturale), a parità di tutto il resto, per la coppia conviene ancora che la donna si dedichi a lavori meno professionali persino, a volte, quando è più brava del marito nei lavori più qualificati.

Dimenticavo un particolare: dal 1960/70 la felicità delle donne è diminuita sia in termini assoluti che in termini relativi (rispetto agli uomini).

Dobbiamo assolvere il femminismo? Io non sarei dell' avviso: se un killer spara prima dell' altro e fa in modo che il suo proiettile si conficchi per primo nel corpo della vittima uccidendola, non per questo si prende tutte le colpe.

Tim Harford - la logica nascosta della vita

[P.S. il buon Tim divulga il leggendario "Trattato sulla famiglia" scritto da Gary Becker]