martedì 9 febbraio 2016

Parfit on brute facts By Edward Feser-ITA+HL+FACE+SAGGIO

NICHILISMO TAPPABUCHI

Perché esiste l’universo? Tre risposte:
(1) Fatto bruto: l’esistenza del nostro universo è una coincidenza inspiegabile.
(2) Teismo: l’universo è creato da Dio.
(3) Molti universi: poiché gli universi sono molti, il fatto che ci sia anche il nostro non deve sorprendere.
Derek Parfit, il più grande filosofo a mia conoscenza, difende (1), e la cosa mi induce a pensare. Riguardo a (1) vorrei solo precisare che sostiene la non-esistenza di una spiegazione, non il fatto che non la conosciamo o non possiamo conoscerla.
L’ipotesi (1) ha il vantaggio di essere semplice (non deve postulare Dio) ma d’altra parte nega il “principio di ragion sufficiente” (PRS), quello per cui tutto ha una spiegazione, anche se non le conosciamo tutte. Se tutto ha una spiegazione, possiamo dire che la “coincidenza” non è mai una buona spiegazione. Si tratta infatti di una soluzione “tappabuchi” buona per tutte le occasioni, il che la scredita in partenza.
Dio toglie di mezzo la coincidenza: se Dio esistesse le probabilità che esista anche il nostro universo s’impennano. D’altra parte Dio complica il quadro aggiungendo un’entità che nell’ ipotesi (1) non era necessaria. Qualcuno potrebbe obbiettare che nel passaggio dal fatto bruto a Dio l’assenza del PRS non viene sanata ma solo traslata: anziché sospendere la spiegazione dell’universo, infatti, dovremmo sospendere quella di Dio. Questo è vero: se prima rinunciavo a spiegare un fatto fisico, ora rinuncio a spiegare un fatto metafisico. Tuttavia, la traslazione non è neutrale: ci sono più probabilità che una proprietà singolare si applichi ad un ente singolare che non a un ente comune. Perché mai l’universo materiale non dovrebbe avere una spiegazione visto che tutte le cose materiali ce l’hanno? Dio, invece, è qualcosa di molto diverso dall’universo, e il fatto che sia incausato rientra nella sua definizione. A questo punto Parfit potrebbe dire che anche il comportamento delle particelle elementari (realtà materiali) è in gran parte senza spiegazioni, ovvero casuale. Questo è vero ma è anche vero che considerare la meccanica quantistica come una teoria è alquanto avventato, meglio considerarla come un mero algoritmo per risolvere problemi pragmatici.
Ma torniamo al confronto tra (1) e (2). Perché mai dovrei passare dalla prima ipotesi alla seconda, perché mai dovrei sanare la presenza di un caso tappabuchi perdendo in semplicità?
A mio avviso perché la semplicità deve essere al sevizio della probabilità, e non un valore in sé. La semplicità è importante in quanto indizio di maggior probabilità, quando cessa di essere tale perde gran parte del suo valore. Esempio: postulare che la mente non esista ma esista solo il cervello semplifica la descrizione della realtà. Ma nessuno – a parte i bizzarri “eliminativisti” – adotta questo punto di vista, il motivo è chiaro: per quanto l’ipotesi semplifichi, non ci sembra probabile. Facciamo esperienza tutti i giorni della nostra mente e non siamo disposti a dire che sia una mera illusione. Ancora: il fatto che il colore giallo coincida con una lunghezza d’onda semplifica la descrizione della realtà. Tuttavia, sono in pochi coloro che considerano illusorie le esperienze che abbiamo tutti i giorni con il colore giallo. Per noi il colore giallo esiste. [ avevo indagato la relazione semplicità/probabilità in questo articolo].
Ma se la probabilità domina la semplicità, allora passare dal fatto bruto (1) a Dio (2) è opportuno. Dio riduce le coincidenze (ovvero aumenta le probabilità) al costo di perdere parte della semplicità; tuttavia, se la semplicità è solo un mezzo al servizio della probabilità, questo inconveniente cessa di essere tale.
Per chiudere vorrei solo dire che il concetto di “semplicità” resta comunque piuttosto ambiguo e c’è anche chi mette in discussione che il passaggio da (1) a (2) complichi realmente il quadro. Dio, innanzitutto, è un’entità semplice da descrivere, una mera intelligenza che possiede tutti gli attributi positivi in quantità infinita. L’infinito è molto più semplice del limitato, poiché il limitato implica una descrizione, talvolta estremamente complicata, delle soglie. L’universo pensato senza creatore, d’altro canto, è più complicato di quel che si pensi. Faccio un esempio: come mai lo stagno conserva le sue proprietà di oggi anche domani? Si risponde: perché è così, punto. E il carbone? Perché è così, punto. E la bauxite? Perché è così, punto. Non esiste cioè un singolo sorprendente fatto bruto da assumere ma una miriade. Non potendo generalizzare, devo moltiplicare l’assunzione di “fatti bruti” Ogni singola particella dell’universo richiede un’assunzione ad hoc. L’assunzione di un Dio, per contro, assorbirebbe tutte queste assunzioni che non sarebbero più necessarie: il fatto che esista un ordine nell’universo non sorprenderebbe più nessuno e non richiederebbe spiegazioni in termini casuali. Questo esito assomiglia molto a una semplificazione piuttosto che a una complicazione. Il concetto è che l’universo pensato da solo è inutilmente complicato rispetto all’universo pensato come creato.
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NICHILISMO TAPPABUCHI
Perché esiste l'universo? Tre risposte:
(1) E' una coincidenza che non ha cause.
(2) E' creato da Dio.
(3) Ne esistono molti, ed esiste anche il nostro.
Derek Parfit, il più grande filosofo di mia conoscenza, difende (1): non è che noi non sappiamo spiegare l'esistenza dell'universo, è che una spiegazione non esiste.
L'ipotesi è semplice (non deve postulare né Dio né molti universi) ma ha un punto debole: nega il principio di ragione sufficiente, quello per cui tutto ha una spiegazione, anche se non la conosciamo. Se tutto ha una spiegazione, possiamo dire che la "coincidenza" non è mai una buona spiegazione.
Dio e i "molti universi" tolgono di mezzo la coincidenza ma complicano il quadro aggiungendo entità di dubbia utilità.
La mia opinione è che il rasoio di Occam di cui si avvale chi sostiene (1) sia un po' sopravvalutato, innanzitutto non è ben chiaro cosa sia la "semplicità". In secondo luogo la semplicità è solo un indizio di maggior probabilità. Nel momento in cui il legame tra semplicità e probabilità si rompe, la seconda prevale sulla prima.
Ma anche far fuori il principio di ragion sufficiente non è prudente, si rischia di fare del caso un dio-tappabuchi.

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Parfit on brute facts By Edward Feser

  • Derek Parfit’s article “The Puzzle of Reality: Why Does the Universe Exist?”... It’s an admirably clear and comprehensive survey of the various answers that have been given to that question,
  • Parfit appears to sympathize with the “Brute Fact View”according to which the universe simply exists without explanation, and that’s that. The claim here is not that there is an explanation but that we don’t and even can’t know what it is. It is rather that there is no explanation at all,
  • This is , of course, implicitly to deny the Principle of Sufficient Reason (PSR), according to which everything does have an explanation,
  • Parfit describes and defends the Brute Fact View in the following passage:
  • there would exist an arbitrary set of messily complicated worlds. That is what, with a random selection, we should expect. It is unclear whether ours is one such world... It would be in one sense inexplicable why the Universe is as it is. But this would be no more puzzling than the random movement of a particle. If a particle can simply happen to move as it does, it could simply happen that reality is as it is...
  • For one thing, he seems to allow at least for the sake of argument that there might be a kind of “process”which “selects”whether anything exists etc. but in a “random”way that is not ultimately explicable.
  • If you’re going to commit yourself anyway to the idea that the universe is just an unintelligible Brute Fact, why not simply say that the universe just exists and that’s all that can be said and leave it at that? Why posit, between the universe on the one hand and sheer Bruteness on the other, some intermediate “process”of “selection”
  • Aquinas argues, chance always presupposes the convergence of lines of causation: example, when a farmer finds buried loot while he is out plowing his field, that is a chance occurrence. But that a robber decided to bury his loot there and that the farmer decided to plow the field that day were not chance occurrences.
  • Analogia. To see what is wrong with this, suppose police come across a dead body and start batting around possible explanations -- murder, suicide, accident, heart attack, etc. Suppose one of the policemen who has heretofore been silent interrupts and says: “I don’t know why you guys are wasting time considering these different explanations. I say it’s just an unintelligible, inexplicable brute fact that this corpse turned up here and now. Case closed, we can go home now... No one would accept this for a moment, of course.
  • A third issue raised by Parfit’s remarks is the stuff about the random behavior of particles,
  • No one claims that the motion of the particles in question is simply unintelligible... random motion of particles is something which it makes sense to think of as occurring given quantum mechanics. The theory provides an explanatory context
  • If you’re giving a theoretical description of some “random”phenomenon which gives it a kind of intelligibility, then you are ipso facto using “random”in a qualified sense.)
  • There is no larger background theory in the context of which such a “random” occurrence makes sense. So there just isn’t any parallel here with quantum mechanics.
  • Parfit’s remark that “randomness may even be less puzzling at the level of the whole Universe, since we know that facts at this level could not have been caused.”
  • he is blatantly begging the question when he says that “facts at this level could not have been caused.”For isn’t the claim that such facts are caused precisely what theism says? But Parfit is not ruling out theism a priori here.
  • he is saying that even if God is the cause, God’s own existence would not have a causal explanation and thus would have to be explained in some other way.
  • So far so good, then. The problem is with what Parfit seems, at the end of the essay, to think follows from this point... from the premise that “X does not have a causal explanation”it simply doesn’t follow that “X is random,”
  • Something that lacks a causal explanation could have an explanation instead in terms of its own nature, say, or by virtue of being a necessary truth. The fact that 2 + 2 = 4 does not have a causal explanation but it is hardly “random” that 2 + 2 = 4.
  • Anyway, even apart from the problems with Parfit’s account of it, we can know the Brute Fact View is false, because we can know that PSR is true.
continua

Edward Feser: Parfit on brute facts
Edward Feser
Citation (APA): Feser, E. (2016). Edward Feser: Parfit on brute facts [Kindle Android version]. Retrieved from Amazon.com

Parte introduttiva
Evidenzia (giallo) - Posizione 2
Parfit on brute facts By Edward Feser
Evidenzia (giallo) - Posizione 6
Derek Parfit’s article “The Puzzle of Reality: Why Does the Universe Exist?”
Evidenzia (giallo) - Posizione 8
It’s an admirably clear and comprehensive survey of the various answers that have been given to that question,
Evidenzia (giallo) - Posizione 11
the “Brute Fact View” according to which the universe simply exists without explanation,
Nota - Posizione 11
Le simpatie di P
Evidenzia (giallo) - Posizione 11
The claim here is not that there is an explanation but that we don’t and even can’t know what it is. It is rather that there is no explanation
Nota - Posizione 12
Detto meglio. Nichilismo tappabuchi
Evidenzia (giallo) - Posizione 13
This is, of course, implicitly to deny the Principle of Sufficient Reason (PSR), according to which everything does have an explanation,
Evidenzia (giallo) - Posizione 18
Parfit describes and defends the Brute Fact View in the following passage:
Evidenzia (giallo) - Posizione 22
The Brute Fact View may seem hard to understand. It may seem baffling how reality could be even randomly selected.
Nota - Posizione 22
Si ammette la sorpresa
Evidenzia (giallo) - Posizione 27
this would be no more puzzling than the random movement of a particle. If a particle can simply happen to move as it does, it could simply happen that reality is as it is.
Nota - Posizione 28
Analogia
Evidenzia (giallo) - Posizione 30
he seems to allow at least for the sake of argument that there might be a kind of “process” which “selects”
Nota - Posizione 31
Ammissione
Evidenzia (giallo) - Posizione 33
why not simply say that the universe just exists and that’s all that can be said and leave it at that?
Nota - Posizione 34
Primo dubbio
Evidenzia (giallo) - Posizione 37
why call something a “process” which functions to “select” the universe if one thinks it is not something whose operation is ultimately intelligible?
Nota - Posizione 38
Secondo dubbio
Evidenzia (giallo) - Posizione 44
when a farmer finds buried loot while he is out plowing his field, that is a chance occurrence. But that a robber decided to bury his loot there and that the farmer decided to plow the field that day were not chance occurrences.
Nota - Posizione 46
Caso e necessitá. Esempio.
Evidenzia (giallo) - Posizione 54
To see what is wrong with this, suppose police come across a dead body and start batting around possible explanations -- murder, suicide, accident, heart attack, etc. Suppose one of the policemen who has heretofore been silent interrupts and says: “I don’t know why you guys are wasting time considering these different explanations. I say it’s just an unintelligible, inexplicable brute fact that this corpse turned up here and now. Case closed, we can go home now.
Nota - Posizione 57
Analogia del nichilista tapoabuchi
Evidenzia (giallo) - Posizione 60
No one would accept this for a moment, of course.
Evidenzia (giallo) - Posizione 63
does the universe exist?” than it is when we are asking “How did this corpse get here?”
Evidenzia (giallo) - Posizione 72
A third issue raised by Parfit’s remarks is the stuff about the random behavior of particles,
Nota - Posizione 73
L analovia con la meccanica quantistica
Evidenzia (giallo) - Posizione 77
No one claims that the motion of the particles in question is simply unintelligible.
Nota - Posizione 78
Disanalogia
Evidenzia (giallo) - Posizione 79
random motion of particles is something which it makes sense to think of as occurring given quantum mechanics. The theory provides an explanatory context
Evidenzia (giallo) - Posizione 81
If you’re giving a theoretical description of some “random” phenomenon which gives it a kind of intelligibility, then you are ipso facto using “random” in a qualified sense.)
Evidenzia (giallo) - Posizione 85
There is no larger background theory in the context of which such a “random” occurrence makes sense. So there just isn’t any parallel here with quantum mechanics.
Nota - Posizione 86
Disanalogia
Evidenzia (giallo) - Posizione 89
he is blatantly begging the question when he says that “facts at this level could not have been caused.” For isn’t the claim that such facts are caused precisely what theism says? But Parfit is not ruling out theism a priori here.
Nota - Posizione 91
La rassicurazione di Parfit: tanto nn esistono buone teorie sulla causa dell universo.
Evidenzia (giallo) - Posizione 96
he is saying that even if God is the cause, God’s own existence would not have a causal explanation and thus would have to be explained in some other way.
Nota - Posizione 97
Forse quello che intende P
Evidenzia (giallo) - Posizione 97
is God’s nature
Nota - Posizione 97
La tradizionale risposta
Evidenzia (giallo) - Posizione 99
Parfit’s point is that causal explanations, specifically, cannot be the ultimate sort of explanation,
Nota - Posizione 99
Riformulazione di P
Evidenzia (giallo) - Posizione 107
from the premise that “X does not have a causal explanation” it simply doesn’t follow that “X is random,”
Nota - Posizione 108
Obiezione a P
Evidenzia (giallo) - Posizione 109
Something that lacks a causal explanation could have an explanation instead in terms of its own nature, say, or by virtue of being a necessary truth. The fact that 2 + 2 = 4 does not have a causal explanation but it is hardly “random” that 2 + 2 = 4.
Nota - Posizione 111
Caso e natura
Evidenzia (giallo) - Posizione 117
Anyway, even apart from the problems with Parfit’s account of it, we can know the Brute Fact View is false, because we can know that PSR is true.