lunedì 4 giugno 2018

LA BONTA’ NON PUZZA

LA BONTA’ NON PUZZA
Il riduzionista etico è tale perché “riduce” ad una descrizione fattuale ogni giudizio morale. Ma è possibile una cosa del genere? Hume fu il primo a negarlo, la sua legge sulla fallacia naturalista ha fatto scuola: non si passa impunemente dall’essere al dover-essere, dai fatti alla morale! Ma anche solo meditando sui giudizi morali non sembra proprio che possiedano una anche solo vaga somiglianza con la realtà naturale: la bontà non puzza, tanto per dire. Altro inconveniente: il riduzionismo sfocia nel nichilismo; se un dovere si spiega con un condizionamento fattuale allora non esiste.
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A defense of ethical intuitionism where (i) there are objective moral truths; (ii) we know these through an immediate, intellectual awareness, or "intuition"; and (iii) knowing them gives us reasons to act independent of our desires. The author rebuts the major objections to this theory and shows...

L’EMOZIONE DEL BENE

L’EMOZIONE DEL BENE
La morale è un istinto? L’introspezione sembra negarlo: se rifletto sul bene e il male ho come l’impressione di… rifletterci, appunto. Di soppesare i pro e i contro. Mi sto ingannando? Anche il linguaggio sembra un testimone a sfavore: le proposizioni morali sono descrittive, diversamente dalle proposizioni emotive.
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LO SMASCHERATORE COMPULSIVO

LO SMASCHERATORE COMPULSIVO
L’evoluzionista è scettico sulla morale trascendentale, pensa di smascherarne l’esistenza riducendo il nostro senso del dovere ad un istinto umano evolutosi con la nostra specie e sopravvissuto dopo averne sbaragliati altri in concorrenza con lui. Non si capisce però come questo resoconto “smascheri” l’esistenza dei principi etici. Allo stesso modo, infatti, si potrebbe “smascherare” l’esistenza reale delle stelle e di qualsiasi altra realtà di cui nessuna persona ragionevole dubita.
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sabato 2 giugno 2018

RIBALTONE

RIBALTONE
L'aria “Wie jammern mich doch die verkehrten Herzen” dalla cantata “Vergnügte Ruh, beliebte Seelenlust” (BWV 170) si apre con una gioia paradisiaca seguita subito da un recitativo in cui si condanna le perversione del male. Il tormento infernale è espresso da un tempo lento, una tonalità in minore e una serie inconsueta di dissonanze. L'assenza di un basso continuo in questa fase è intenzionale e tipico di Bach allorché intende esprimere un mondo in cui manca un appoggio, di un fondamento visibile. Un simile disancoraggio si presenta anche nell'aria “Wie zittern und wanken der Sünder Gedanken” della cantata “Herr, gehe nicht ins Gericht mit deinem Knecht” (BWV 105). A questa fluttuazione disancorata si unisce un fraseggio particolarmente agile del maestoso organo e una fissità quasi stolida degli archi, violini compresi, in un ribaltamento dei ruoli che lascia sbigottiti: è la metafora del mondo invertito (mundus inversus). Nell'arte pittorica precedente questa metafora biblica è stata espressa da castelli sorti sulle nuvole, da servi che sottomettono i nobili, da pecore che portano a pascolare degli uomini a bocconi e di topi che inseguono i gatti. Chiunque esalta se stesso sarà umiliato: il ribaltamento dello status è un messaggio che ricorre nei Vangeli e per Lutero costituiva l'essenza del regno di Dio. Molte immaginette lignee fatte circolare dai seguaci di Lutero per propagandare la Riforma illustravano il “mundus inversus”, laddove il soggetto umiliato era spesso il Papa di Roma, il caso più famoso è quello del “Adoratur Papa Deus Terrenus” in cui la soldataglia tedesca defeca nella Tiara. Nella musica di Bach i casi di inversione si ripetono, un altro è quello del duetto nella cantata “Wer nur den lieben Gott läßt walten” (BWV 93). Molti organisti che eseguono le riduzioni per organo restano sorpresi ascoltando negli originali come la parte della pedaliera sia affidata ai violini mentre la parte della mano destra agli strumenti con i registri più bassi. Ora sappiamo che questa siglolare soluzione ha una spiegazione prettamente teologica e un ascolto disinformato su questo punto puo' ben dirsi un ascolto mutilato.
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Bach & God explores the religious character of Bach's vocal and instrumental music in seven interrelated essays. Noted musicologist Michael Marissen offers wide-ranging interpretive insights from careful biblical and theological scrutiny of the librettos. Yet he also shows how Bach's pitches,...

GIUSTIFICAZIONE PER FEDE

GIUSTIFICAZIONE PER FEDE
Il duetto della cantata Es ist das Heil uns kommen her (BWV 9) interpreta un concetto teologico centrale nel sistema luterano: la giustificazione per fede. L'argomento è decisamente arido e non offre certo spunti poetici. Bach risolve mixando una melodia spensierata ad un canone rigoroso, quest'ultimo rappresenta la Legge così come si presenta alla ragione mentre la prima descrive l'azione dello Spirito che riempie i cuori. Bach era familiare con la dottrina della giustificazione per fede così come esposta da Lutero nel Libro della Concordia e si incarica di illustrarla in questo movimento colmando una lacuna del libretto, ovvero: la fede cristiana è un dono dello Spirito e spinge ad operare in modo conforme alla Legge. Il rigore delle opere segnala la felicità di una fede pienamente vissuta, la musica mette in scena questa perfetta fusione.
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giovedì 31 maggio 2018

DIETRO OGNI NO DI DIO TRASPARE IL SUO SI’

DIETRO OGNI NO DI DIO TRASPARE IL SUO SI’
L’aria che apre la Cantata “Meine Seufzer, meine Tränen” (BWV 13) è immersa in un’atmosfera sinistra (conformemente al libretto di Georg Christian Lehms) ben resa dal modo minore e dagli insistiti cromatismi. Senonché, sullo sfondo, il fitto contrappunto strumentale guidato dai due flauti e dall’oboe da caccia evoca le atmosfere arcadiane tipiche di un pastorale. Dagli appunti autografi sui commentari biblici veniamo a conoscere il concetto teologico che Bach intende esporre con questi espedienti; nelle parole di Lutero: “dietro ogni no di dio traspare il suo sì”.

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ARTISTA O TEOLOGO?

ARTISTA O TEOLOGO?
Bach è una figura artistica o religiosa? Nel primo caso Bach avrebbe solo musicato dei testi sacri, nel secondo li ha spiegati e interpretati attraverso la sua musica. Per molti - penso agli studiosi del gruppo "Internationale Arbeitsgemeinschaft für theologische Bachforschung" o al musicologo canadese Eric Chafe - vale la seconda ipotesi.

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