INTERNALISMO O ESTERNALISMO? [razionalismo - pragmaismo]
Due posizioni che si applicano a due problemi differenti delle filosofia, anche se hanno un chiaro legame tra loro: giustificazione delle credenze e contenuti mentali ( = significato). L'internalismo è sempre la soluzione più immediata, diciamo legata al razionalismo classico, mentre le parte esternalista interviene pragmaticamente per tappare i buchi che la soluzione classica lascia. La cosa migliore è procedere per esempi, partiamo dalla giustificazione della conoscenza:
1) GIUSTIFICAZIONE. La teoria del decisore razionale giustifica le scelte in base a motivazioni che ho nella testa (preferenze, principi logici...) ma poi incorre in paradossi, come quello della rana bollita, in cui una serie di decisioni razionali conduce al collasso e all'irrazionalità. Per tappare questo buco deve introdurre modelli esterni vincolanti che, se assunti, ci fanno dichiarare cose all'apparenza improbabili come, per esempio, che "se dico che soffro potrei sbagliarmi" o "se dico che credo X potrei in realtà credere Y".
2) CONTENUTI. Qui svetta l'esperimento mentale della Terra Gemella: due persone identiche possono avere un cervello che pensa in modo identico ma si riferisce a cose differenti. Per esempio, l'acqua su un pianeta è h2o mentre sull'altro è xyz. Per distinguere dobbiamo introdurre elementi esterni. Insomma, il pensiero è interno e pensare qualcosa è un po' come descriverlo (soluzione razionale classica: Frege, Russell...) ma se ci limitiamo a questo incorriamo nei paradossi del solipsismo, quindi occorre l'aggiunta pragmatica dell'esternalismo, ovvero di una seconda dimensione che aggiunga alla mente un elemento esterno.