GLI ANIMALI POSSIEDONO UNA COSCIENZA?
Spoiler: no.
Quando Toni si ruppe la zampina, dopo un attimo di sconcerto inviò a tutti un unico segnale, forte e chiaro: si prosegua con il gioco e la festosa allegria di un secondo prima. Solo lo strascinamento penoso dell’arto ci indusse a intervenire, prestando un soccorso non richiesto. Fu ancora più allegro e smanioso di vicinanza alle attività degli esseri umani quando tornò, tutto ingessato, dal pronto soccorso veterinario. Un uomo, nella stessa situazione e nella medesima sofferenza, avrebbe ostentato dolore per ottenere soccorso a buon mercato.
La teoria è questa: la coscienza serve a produrre autoinganno; l’autoinganno serve a ingannare il prossimo; l’inganno del prossimo serve a ottenere benefici per noi. Gli animali non si autoingannano e non fanno dell’ipocrisia l’arma principale della propria sopravvivenza, questa è una prerogativa della natura umana. Per loro, la coscienza è inutile poiché non sono programmati per mentire sistematicamente come facciamo noi.
Sottoponetevi a questo esperimento mentale: perché la natura dovrebbe far emergere la coscienza quando può indirizzare i comportamenti tramite il semplice istinto. Pensate ad una certa attività umana, anche la più complessa. Bè, avrebbe potuto essere esercitata tramite un istinto! Il pensiero cosciente è molto dispendioso in termini energetici; se possibile, conviene sempre sostituirlo con un istinto. C’è un solo caso in cui disporre di due livelli di pensiero (conscio e inconscio) diventa necessario: quando dobbiamo pensare simultaneamente la stessa cosa come vera e come falsa. A questo punto s'impongono le due dimensioni: con l’inconscio pensiamo al vero, con il conscio al falso. Certo, un bugiardo pensa a entrambe le cose entro un’unica dimensione, quella della coscienza: è insieme consapevole di ciò che è vero e di ciò che è falso. Ma si tratta di un’acrobazia estremamente impegnativa, sostenibile solo per un tempo limitato (le bugie hanno le gambe corte). È molto più efficiente creare due ambienti separati, ciascuno concentrato sulle sue operazioni. L'esito di questo sdoppiamento è molto più efficace. Gli animali non sembrano avere questa esigenza, non adottano l’ipocrisia come arma strategica, del resto è il motivo per cui siamo tutti innamorati di Toni: è trasparente come un vetro, quel che ha nella testa traspare da quello che fa con il suo corpo; perciò, nel suo caso, una coscienza sarebbe pleonastica.