lunedì 31 luglio 2017

Gesù di Nazaret. Parte prima.

Gesù di Nazaret. parte prima.

Il ritratto del personaggio storico – Gesù è davvero esistito?: Un’inchiesta storica – Bart D. Ehrman and Elisabetta Valdré.
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Trigger warning: accordi e disaccordi tra gli studiosi – gli ebrei dei I secolo – Gesù profeta apocalittica – il metodo storico –
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non sappiamo chi fossero gli autori dei vangeli: di certo non erano i contadini poveri e di lingua aramaica che formavano il gruppo dei discepoli terreni di Gesù.
Note:AGLI AUTORI DEI VANGELI
i diversi vangeli non offrono il medesimo ritratto di Gesù, né dei suoi insegnamenti o delle sue massime, e che i racconti neotestamentari che lo riguardano contengono grandi discrepanze
Note:DISCREPANZE
gran parte del materiale presentato nei vangeli, benché apparentemente fedele alle vicende della vita di Gesù, non è affidabile sul piano storico.
Note:AFFIDABILITÀ
Dati certi e incerti sulla vita di Gesù
fonti a nostra disposizione. Ci siamo resi conto che esse stabiliscono, con grande dovizia di particolari, l’identità di Gesù quale maestro ebreo, vissuto nella Palestina romana del I secolo e crocifisso sotto Ponzio Pilato. Come vedremo tra poco, le fonti stabiliscono, con altrettanta dovizia di particolari, altri dati sulla sua vita che trovano d’accordo quasi tutti i ricercatori. Non sono, tuttavia, altrettanto esaurienti quando si tratta di sapere, in modo più approfondito e dettagliato, che cosa Gesù disse, fece e provò.
Note:ACCORDO E DISACCORDO IN BREVE
Tutti, tranne ovviamente i miticisti, concordano sul fatto che Gesù sia stato un ebreo proveniente dalla Palestina settentrionale (Nazaret) e abbia vissuto la sua vita adulta negli anni Venti dell’èra volgare. In una certa fase della sua esistenza fu seguace di Giovanni Battista; in seguito divenne un maestro e si mise a predicare agli ebrei nelle aree rurali della Galilea. Diffuse un messaggio sul «regno di Dio» che rese noto attraverso le parabole. Riunì un certo numero di discepoli e si guadagnò la reputazione di persona capace di guarire gli infermi e scacciare i demoni. Al termine della sua vita, probabilmente nell’anno 30, compì un viaggio a Gerusalemme dove suscitò l’avversione delle autorità giudaiche locali, che riuscirono a farlo processare al cospetto di Ponzio Pilato, il quale ne ordinò la crocifissione accusandolo di essersi definito «re dei giudei».
Note:ACCORDO ANALITICO
Alcuni hanno detto che bisogna pensare a Gesù principalmente come a un rabbi ebraico del I secolo, il cui interesse fondamentale era insegnare ai seguaci quale fosse il modo migliore di attenersi alla Legge di Mosè. Altri hanno sostenuto che fosse un sant’uomo ebraico, simile a quelli di cui abbiamo notizia da Giuseppe Flavio, una sorta di sciamano ritenuto capace di compiere gesta spettacolari per gli insoliti poteri che possedeva. Altri ancora hanno affermato che il modo migliore per interpretarlo è pensare che sia stato un rivoluzionario che predicava la rivolta armata contro l’Impero romano. Certi studiosi hanno asserito che fosse un riformatore sociale che esortava gli ebrei suoi contemporanei ad adottare uno stile di vita diverso scegliendo, per esempio, nuovi principi economici, quasi fosse una sorta di proto-marxista, o diversi rapporti sociali, quasi fosse una specie di proto-femminista. Certuni hanno suggerito di considerarlo una versione ebraica degli antichi filosofi cinici, che esortavano i loro seguaci ad abbandonare l’attaccamento ai beni materiali per vivere in povertà, liberi dalle necessità della vita terrena. Altri lo hanno indicato come mago, non nel senso che fosse un uomo capace di compiere trucchi di magia, ma una persona in grado di manipolare le leggi di natura al pari di altri operatori di magia della sua epoca.
Note:BUON EBREO. SCIAMANO. MAGO. RIVOLUZIONARIO. RIFORMISTA. FEMMINISTA. CINICO
nel corso dell’ultimo secolo la maggior parte degli studiosi europei e statunitensi si è convinta che Gesù debba essere considerato un predicatore ebreo apocalittico che prefigurò un imminente intervento divino nella storia per rovesciare il dominio delle forze del male, al fine di instaurare un nuovo ordine, un nuovo regno, il regno di Dio. Era questa, in buona sostanza, l’interpretazione che Schweitzer rese popolare …Gesù prefigurò un’interruzione catastrofica del corso della storia in cui Dio avrebbe giudicato il mondo e l’avrebbe rimesso in sesto, 
Note:AVVENTO STORICO DI UN NUOVO REGNO
Unità e diversità nel giudaismo del I secolo
Tanto per cominciare, tutti gli ebrei erano monoteisti. Ai nostri giorni non sembra un fatto straordinario, ma nel mondo antico era una delle caratteristiche principali che rendevano la religione ebraica tanto diversa dagli altri culti praticati nell’Impero romano. Tutte le altre religioni erano politeistiche;
Note:EBREI MONOTEISTI
Gli ebrei (e nessun altro) credevano che il loro Dio avesse creato il mondo e ne avesse completa sovranità.
Note:DIO CREATORE E SOVRANO
La Legge fu donata al popolo ebraico non come una sorta di gravoso fardello da sopportare – come oggi sembrano pensare molti cristiani –, ma per il motivo opposto: offrire al popolo di Dio le norme con cui venerarlo e regolare i rapporti all’interno della loro comunità. …La Legge fu trascritta e fu possibile leggerla nei libri di Mosè che, nell’insieme, sono chiamati semplicemente Torah, 
Note:LA LEGGE
La Legge comprendeva anche le norme sulla circoncisione – il «segno» che gli ebrei erano un popolo eletto e distinto da tutte le nazioni –, le regole per il cibo kasher, l’osservanza del sabato, le feste e le procedure cui attenersi per adorare Dio. L’adorazione di Dio prevedeva, tra l’altro, sacrifici di animali e offerte di cibo alla divinità, da attuarsi in momenti diversi e in varie circostanze.
Note:POPOLO ELETTO
All’epoca di Gesù, il Tempio era una struttura enorme e spettacolare, che svolgeva un importantissimo ruolo sociale, politico ed economico – per non dire religioso – nella vita degli ebrei, in particolare in quella degli abitanti di Gerusalemme e delle aree circostanti.
Note:IL TEMPIO
Non era permesso compiere quei sacrifici al di fuori di Gerusalemme, pertanto, se avevano tempo a disposizione e potevano sostenere la spesa, gli ebrei si recavano in città per partecipare al culto divino officiato nel Tempio.
Note:IL MONOPOLIO DEL TEMPIO
Le comunità ebraiche presenti in tutto il mondo romano si riunivano nelle sinagoghe, assemblee locali dove udivano la lettura e l’interpretazione delle Sacre Scritture …Gli ebrei si riunivano nelle sinagoghe il sabato, il loro giorno settimanale di riposo, distinto da tutti gli altri. 
Note:SINAGOGHE
il credo in un solo Dio, il patto stretto dalla divinità con il suo popolo che comprendeva la circoncisione dei neonati di sesso maschile, la Legge donata da Dio, il Tempio di Gerusalemme dove i sacrifici dovevano essere celebrati, l’osservanza del sabato, le sinagoghe dove gli ebrei si riunivano per approfondire le loro tradizioni e levare preghiere a Dio.
Note:IL GIUDAISMO CONDIVISO
Dagli scritti dello storico ebreo Giuseppe Flavio, che abbiamo già utilizzato come principale fonte di informazioni sul giudaismo palestinese del I secolo, apprendiamo che in Palestina vi erano quattro gruppi ai tempi di Gesù: i farisei, i sadducei, gli esseni e un gruppo denominato dall’autore «Quarta filosofia».
Note:I QUATTRO GRUPPI
I farisei
Sembra che per gli odierni cristiani la caratteristica principale che li descrive sia l’ipocrisia, in gran parte per via delle nefandezze loro attribuite in alcuni passi del Nuovo Testamento (cfr. per esempio Mt 23).
Note:L’INCOMPRENSIONE CHE CIRCONDA I FARISEI
I farisei erano un gruppo caratterizzato da un’intensa religiosità, che dava risalto alla necessità di attenersi alla Legge donata da Dio.
Note:INTENSA RELIGIOSITÀ E RISPETTO PER LA LEGGE
Il problema che pone la Legge di Mosè, tuttavia, è la sua genericità…Supponete che l’osservanza del giorno di riposo si traduca, di comune accordo, nell’astensione dal lavoro, come dichiara la Torah. Mi sembra giusto. Ma quali attività rientrano in quella definizione? Mietere i campi va considerato un lavoro? Forse sì. Non bisogna mietere il sabato. E, se invece di lavorare tutto il giorno, vi recaste nei campi a mietere quel tanto che vi serve per mangiare un boccone, lo potremmo definire un lavoro? 
Note:GENERICITÀ DELLA LEGGE… ESEMPI
I maestri ebraici discutevano di argomenti di questo tenore. Le loro discussioni non avevano lo scopo di rendere la vita difficile, ma di aiutare la gente a capire come attenersi alla Legge. Osservare la Legge era la cosa più importante.
Note:MAESTRI EBRAICI
nelle pagine dei vangeli, i farisei occupano un posto importante perché Gesù è spesso in conflitto con loro.
Note:GESÙ CONTRO I FARISEI
Apparentemente Gesù non riteneva che a Dio importasse granché l’eccessiva preoccupazione di attenersi letteralmente alla Legge.
Note:GESÙ E LA LEGGE
È importante ricordare, tuttavia, che, quando Gesù contestò l’interpretazione farisaica della Legge – per esempio, che cosa fosse o non fosse consentito fare durante il sabato –, non era sua intenzione opporsi al giudaismo. Si limitò a opporsi a un’interpretazione del giudaismo.
Note:GESÙ RESTA UN BUON EBREO
I sadducei
sappiamo con certezza che il loro campo di interessi era completamente diverso da quello dei farisei e che erano i detentori del potere in Giudea. I sadducei erano strettamente legati ai sacerdoti che officiavano i culti nel Tempio…Sembra che, a differenza dei farisei, i sadducei fossero aristocratici facoltosi. 
Note:SADDUCEI UOMINI DI POTERE. ARISTOCRATICI
sembra che i sadducei fossero, nel complesso, disposti a giungere a compromessi con i romani pur di mantenere la pace e godere della libertà di esercitare le loro prerogative religiose.
Note:COMPROMESSI
Con l’eccezione delle pene capitali, sembra che i romani abbiano lasciato mano libera alle autorità locali. Il consiglio ebraico, autorizzato a gestire gli affari politici e civili di Gerusalemme, era denominato Sinedrio. Era capeggiato dal sommo sacerdote e pare comprendesse soprattutto altri sadducei, poiché tendenzialmente erano costoro gli ebrei facoltosi che godevano di buone relazioni.
Note:AUTONOMIA DEL SINEDRIO
Sembra siano stati loro a far arrestare Gesù e a consegnarlo, perché fosse sottoposto a processo, al governatore romano Pilato, che si trovava in città per mantenere la pace durante il periodo infuocato della festa di Pesah.
Note:L‘ARRESTO DI GESÙ
Gli esseni
Per ironia della sorte, l’unico gruppo ebraico dei tempi di Gesù di cui siamo ben informati non viene neppure menzionato nel Nuovo Testamento. Sappiamo dell’esistenza degli esseni grazie a scrittori ebrei quali Giuseppe Flavio e, soprattutto, a un’intera biblioteca dei loro scritti scoperta per un caso fortunato nel 1947 da un giovane pastore errante. Si tratta dei famosi Manoscritti del mar Morto,
Note:ESSENI… I PIÙ CONOSCIUTI
Uno dei loro gruppi viveva in una comunità di tipo monastico a Qumran, una località appena a ovest della parte settentrionale del mar Morto,
Note:MONACI
I Manoscritti del mar Morto sono testi giudaici al cento per cento e non contengono nulla di cristiano, ma sono impagabili per comprendere Gesù e i suoi primi seguaci, poiché sono testi coevi o di poco precedenti,
Note:COEVI
Credevano che tutti gli altri ebrei fossero corrotti e avessero frainteso e applicato erroneamente la Legge ebraica, al punto da contaminare il Tempio …Per preservare la propria santità, quello specifico gruppo di esseni (ce n’erano altri, ma ne sappiamo molto meno) si recò nel deserto per vivere collettivamente una vita di stampo monastico 
Note:OSSESSIONATI DALLA PUREZZA… MISTICI
Una delle ragioni, e non la meno importante, che li spinse a compiere quella scelta fu la loro convinzione di vivere alla fine dei tempi.
Note:MILLENARISTI
Secondo la visione essena, ben presto sarebbe scoppiata una guerra in cui Dio e il suo popolo avrebbero trionfato sui sozzi romani,
Note:LA GRANDE GUERRA
Gesù non era un esseno. Non c’è nulla che colleghi lui o Giovanni Battista al gruppo. Proprio il contrario. A Giovanni, come vedremo, non interessava preservare la propria purezza. Predicava ai peccatori di pentirsi, per convincerli ad abbandonare la loro condotta malvagia. Gesù, per parte sua, scandalizzò i devoti ebrei dediti alla conservazione di una vita pura, lontana dal sudiciume del mondo circostante, perché preferì accompagnarsi ai peccatori,
Note:LA DISTANZA DEL BATTISTA E DI GESÙ DAGLI ESSENI
La Quarta filosofia
Era composto da ebrei convinti che i romani avessero preso possesso in modo ingiustificato della Terra Promessa. Il gruppo – o meglio i gruppi, messi insieme indistintamente da Giuseppe Flavio – credeva di dover impugnare la spada, opporsi ai romani e fomentare una rivolta politica e militare,
Note:I RIBELLI ANTI ROMANI
Secondo la visione di chi aderiva a tale filosofia, era Dio stesso a chiamare all’azione
Note:GUERRA DIVINA
L’interesse principale della Quarta filosofia era, infatti, la terra, promessa da Dio a Israele.
Note:LA TERRA PROMESSA
Alcuni studiosi hanno ritenuto che anche Gesù predicasse la ribellione armata contro i romani, ma non sembra sia un tema dominante nelle tradizioni primitive sulla sua figura. Con questo non si vuole sostenere che Gesù fosse un collaborazionista al pari dei sadducei. Tutt’altro. Anch’egli si opponeva a questi ultimi e ai loro padroni romani.
Note:LA DISTANZA DI GESÙ DA QF
Per le sue posizioni apocalittiche, Gesù era forse più simile agli esseni che agli altri gruppi ebraici, ma non era membro di quella comunità, e molte sue opinioni divergevano da quelle essene.
Note:GESÙ ESSENA
La sua visione era stata plasmata soprattutto dalla frequentazione di Giovanni Battista, un predicatore apocalitticista che… Some highlights have been hidden or truncated due to export limits.
Note:L’ASCENDENZA DEL BATTISTA
L’apocalitticismo
circa un secolo e mezzo prima della nascita di Gesù, un buon numero di ebrei si sentì profondamente scosso dalla situazione politica e militare. Da secoli la nazione giudaica era controllata dalle potenze straniere: prima i babilonesi nel VI secolo a.C., poi i persiani, dopodiché i greci e infine i siriani. Per opporsi alle atrocità siriane perpetrate nel 167 a.C., scoppiò una rivolta indigena capeggiata dalla famiglia ebraica dei Maccabei. La rivolta dei Maccabei portò alla formazione dello Stato… Some highlights have been hidden or truncated due to export limits.
Note:LO SHOC DELL’OCCUPAZIONE ROMANA
Per secoli taluni profeti ebraici avevano dichiarato che la nazione stava soffrendo a causa della punizione inflitta da Dio a coloro che si erano allontanati da lui (parliamo di profeti quali Osea, Amos, Isaia, Geremia… in… Some highlights have been hidden or truncated due to export limits.
Note:I GUAI POLITICI COME PUNIZIONE DIVINA
Nel periodo del giogo siriano, tuttavia, molti ebrei erano tornati a Dio e seguivano alla lettera le prescrizioni della Torah. Eppure, le loro sofferenze erano addirittura peggiorate. Com’era possibile? Il pensiero apocalittico sorse in quel contesto. Alcuni arrivarono alla conclusione che le sofferenze del popolo di Dio non erano un castigo inflitto dalla divinità. Al contrario, erano una punizione per la… Some highlights have been hidden or truncated due to export limits.
Note:APOCALITTICI: I GUAI VENGONO DALLE FORZE DEL MALE CHE DIO SCONFIGGERÀ NEL GIORNO DELL’APOCALISSE
Con il tempo e con il perdurare delle sventure, questa visione divenne assai popolare tra gli ebrei. All’epoca di Gesù era l’opinione dei farisei, degli esseni e di alcuni gruppi… Some highlights have been hidden or truncated due to export limits.
Note:DIFFUSIONE UBIQUA
Secondo una versione sintetica, Dio, per ragioni misteriose, aveva temporaneamente ceduto il controllo di questo mondo a potenti forze cosmiche che si opponevano a lui, ai suoi scopi e al suo popolo. Quella era la ragione per cui il popolo di Dio era costretto a patire tanto dolore e… Some highlights have been hidden or truncated due to export limits.
Note:CESSIONE DI SOVRANITÀ
Troviamo tale interpretazione in un buon numero di scritti ebraici di quel periodo, compresi, per esempio, i Manoscritti del mar Morto e le apocalissi ebraiche che… Some highlights have been hidden or truncated due to export limits.
Note:SCRITTI
quattro principi
Gli apocalitticisti erano fondamentalmente dualisti. Credevano nell’esistenza di due componenti essenziali della realtà: le… Some highlights have been hidden or truncated due to export limits….Dio aveva un nemico personale, cui furono attribuiti vari nomi: il… Some highlights have been hidden or truncated due to export limits….
Note:BENE E MALE
Il dualismo cosmico si traduceva in uno scenario storico, altrettanto dualistico, che comprendeva l’epoca presente e quella futura.
Note:DUALISMO TEMPORALE
Chi fosse entrato nella nuova èra sarebbe stato ricompensato con la pace, la gioia e la beatitudine.
Note:LA NUOVA ERA
Pessimismo
Benché per gli apocalitticisti il quadro a lungo termine fosse splendido, la situazione sul breve periodo si presentava molto tetra.
Note:VISIONE TETRA SUL BREVE
Rivincita
Molti apocalitticisti non sognavano di sconfiggere le potenze del male con le proprie forze. Le avrebbe sgominate Dio.
Note:DIO VINCITORE
Quando la situazione si fosse guastata al punto che un peggioramento fosse diventato inconcepibile, Dio avrebbe inviato la figura di un salvatore con il compito di emendare tutto il male. Gli apocalitticisti attribuirono appellativi diversi a quel salvatore. Abbiamo già visto che alcuni lo chiamarono messia…«Figlio dell’uomo» 
Note:IL SALVATORE
I deboli, i poveri, gli oppressi e i giusti stavano soffrendo perché avevano preso le parti di Dio. Ma i loro diritti sarebbero stati rivendicati quando fosse giunta la fine e Dio avesse riaffermato il proprio volere, instaurando sulla terra un regno giusto. Il giudizio futuro avrebbe riguardato anche i defunti.
Note:GIUDIZIO DIVINO
Fu quello, pertanto, il periodo in cui gli ebrei cominciarono a sostenere la dottrina della risurrezione futura che sarebbe avvenuta alla fine dei tempi, come ho spiegato nel capitolo precedente. Prima che il pensiero apocalittico diventasse popolare, la maggioranza degli ebrei pensava che, dopo la morte, l’essere umano continuasse a vivere in un mondo infero denominato Sheol, oppure morisse insieme al proprio corpo. Non era questa l’opinione degli apocalitticisti, che credevano in una futura vita eterna per i giusti,
Note:RESURREZIONE DEI MORTI
Imminenza
Quando era prevista la venuta di quel regno? Gli apocalitticisti ebrei credevano che il suo arrivo fosse imminente. Era proprio dietro l’angolo. Poteva verificarsi in qualsiasi momento.
Note:DIETRO L’ANGOLO
«vi sono alcuni qui presenti, che non morranno senza aver visto il regno di Dio venire con potenza.» Sono parole di Gesù, tratte dal vangelo più antico (Mc 9,1).
Note:UNA DECINA D’ANNI
Da apocalitticista ebreo qual era, Gesù era persuaso che il mondo fosse controllato dalle potenze del male, presenti in gran numero. Dio, però, avrebbe scagliato il suo giudizio su questo mondo facendo scendere dai cieli il Figlio dell’uomo e provocando un rivolgimento assoluto, una resa dei conti con il male e con chiunque si fosse schierato dalla sua parte. Nel regno venturo i forti e i potenti sarebbero stati umiliati, e i poveri e gli oppressi innalzati. Tutto questo sarebbe avvenuto quando la generazione cui apparteneva Gesù sarebbe stata ancora in vita. Gesù, come molti altri ebrei palestinesi del suo tempo, era un apocalitticista e attendeva la fine della storia così come la conosceva.
Note:IL CREDO DI GESÙ
Quali metodi usano gli storici per determinare le parole pronunciate e le azioni compiute da Gesù, indipendentemente dal fatto che abbia o non abbia aderito a una visione apocalitticista?
Note:IL PROBLEMA DEL METODO STORICO
I metodi per determinare l’autenticità di una tradizione
Per stabilire la probabilità storica di una frase, di un’azione o di un’esperienza vissuta da Gesù, serve un gran numero di fonti indipendenti di cui si possa dimostrare che non hanno incorporato nel racconto il proprio atteggiamento parziale…E più le fonti sono vicine al tempo degli eventi narrati, tanto meglio. 
Note:FONTI INDIPENDENTI VICINE E NON INTERESSATE
Credibilità contestuale
Se un racconto che vede come protagonista Gesù – che narra, per esempio, qualcosa che si presume egli abbia detto o fatto – non si adatta al contesto storico a noi noto, è improbabile che sia storicamente esatto.
Note:COERENTE CON IL CONTESTO STORICO NOTO
è quasi certo che le frasi impossibili da ritradurre in aramaico non siano state pronunciate da Gesù. È il caso dell’esempio tratto dal terzo capitolo del Vangelo di Giovanni, dove Gesù sostiene che, se una persona non rinasce anothen, non può vedere il regno di Dio. Con la parola anothen, Gesù intendeva «dall’alto» o «una seconda volta»? Tutta la conversazione è messa in predicato dal doppio significato del termine, che ha senso in greco, ma non in aramaico.
Note:COERENZA CON L’ARAMAICO
vedremo che vi sono buoni motivi per credere che Gesù fosse un apocalitticista. Le tradizioni sulla sua persona che si inseriscono in un contesto apocalitticista, pertanto, hanno buone probabilità di essere autentiche.Read more at location 4344
Note: COERENZA CON L’APOLITTICISMO Edit
nulla lascia pensare che il credo abbracciato dai cristiani gnostici di epoca più tarda fosse presente nella Palestina rurale del I secolo. Di conseguenza, è quasi certo che i detti di Gesù riportati nei vangeli gnostici, quali per esempio il Vangelo di Filippo o il Vangelo di Maria, non si possano ascrivere a Gesù, ma gli siano stati messi in bocca dai suoi seguaci (gnostici).Read more at location 4346
Note: COERENZA CON LO GNOSTICISMO Edit
Se una tradizione che riguarda Gesù soddisfa il primo criterio, essa è ritenuta possibile, ma non è necessariamente probabile. Per determinarne la probabilità, bisogna ricorrere agli altri due criteri.Read more at location 4350
Note: POSSIBILE E PROBABILE Edit
Attestazioni multiple
se una tradizione compare in una molteplicità di fonti indipendenti, essa ha maggiori probabilità di essere storicamente affidabile di quella che compare in una sola fonte.Read more at location 4353
Note: FONTI INDIPENDENTI Edit
Una vicenda riportata da Matteo, Marco e Luca non ha, evidentemente, un’attestazione multipla, benché sia reperibile in tre fonti. Matteo e Luca trassero molti racconti dal Vangelo di Marco,Read more at location 4358
Note: EVANGELISTI Edit
C’è, tuttavia, un’abbondanza di tradizioni che si trovano una volta sola nelle nostre diverse fonti indipendenti – il Vangelo di Marco, le Fonti Q, M e L, il Vangelo di Giovanni e le sue fonti, le lettere di Paolo, le epistole di altri autori, il Vangelo di Tommaso e persino gli scritti di Giuseppe Flavio e di Tacito –, ed esse risalgono a un periodo che non supera i cento anni dalla morte di Gesù.Read more at location 4360
Note: FONTI DELLA VITA E DEI DETTI DI GESÙ Edit
La crocifissione di Gesù sotto Ponzio Pilato è, mi pare ovvio, contestualmente credibile.Read more at location 4363
Note: CRDIBILE Edit
il Vangelo di Marco, le Fonti M e L, il Vangelo di Giovanni, i discorsi degli Atti, per non parlare di Giuseppe Flavio e di Tacito. Anche la Prima lettera di Timoteo contiene un accenno indipendente all’episodio. La crocifissione in quanto tale (escludendo l’accenno a Pilato) è attestata dalle lettere paoline e da una gran varietà di altre fonti indipendenti: la Prima lettera di Pietro, la Lettera agli Ebrei e così via.Read more at location 4365
Note: FONTI DELLA CROCIFISSIONE Edit
Oppure, considerate il tema dei fratelli di Gesù. Come abbiamo constatato, molteplici fonti indipendenti affermano che Gesù aveva fratelli, e la maggior parte attribuisce il nome Giacomo a uno di loro: lo affermano Marco, Giovanni (che non nomina Giacomo), Paolo e Giuseppe Flavio. Paolo conosceva addirittura Giacomo. Tali attestazioni determinano una ragionevole probabilità in favore della tradizione.Read more at location 4369
Note: IL FRATELLO DI GESÙ Edit
Si afferma, inoltre, che Gesù veniva da Nazaret, e non lo dicono soltanto Marco e Giovanni, ma anche alcuni racconti indipendenti provenienti dalle Fonti M e L.Read more at location 4372
Note: NAZARET Edit
Il criterio della dissomiglianza
Si fonda sull’idea che sia indispensabile tener conto della faziosità di una fonte e di quella della fonte da cui essa attinge.Read more at location 4376
Note: DISSIMIGLIANZA Edit
Le storie che ritraggono Gesù come un bambino di cinque anni capace di compiere miracoli, e che fulmina i compagni di gioco quando lo irritano – come racconta il Vangelo dell’infanzia di Tommaso –, non sono storicamente affidabili, dal momento che assolvono il fine cristiano di dimostrare che Gesù era il potente Figlio di Dio ancor prima del suo ministero pubblico.Read more at location 4377
Note: INFANZIA Edit
Abbiamo constatato che il racconto della nascita di Gesù narrato da Luca non ha senso, poiché non sussiste alcuna documentazione di un censimento generale e, in ogni caso, non avrebbe potuto svolgersi ai tempi in cui Quirino governava la Siria, se è vero che Gesù nacque sotto il regno di Erode, in quanto i due regni non sono contemporanei.Sembra assai probabile che sia stata inventata da Luca, o dalla sua fonte, per far sì che la nascita di Gesù avvenisse a Betlemme, la località che i profeti – in questo caso, Michea – avevano indicato come luogo di provenienza del salvatoreRead more at location 4383
Note: LUCA E LA NASCITA Edit
Abbiamo constatato che la crocifissione creò enormi grattacapi alla missione cristiana, perché nessun ebreo si aspettava un messia crocifisso. È evidente che quella tradizione soddisfa il criterio della dissomiglianza.Read more at location 4388
Note: CROCIFISSIONE Edit
L’idea che avesse fratelli non è funzionale ad alcun indirizzo cristiano ben definito.Read more at location 4393
Note: FRATELLI Edit
Vale la stessa considerazione per la provenienza da Nazaret. Dal momento che Nazaret era un minuscolo villaggio segnato dalla povertà,Read more at location 4395
Note: NAZARET Edit
I primi anni di Gesù
non c’è alcuna possibilità che uno storico affermi che Gesù è nato da una vergine. A prescindere dalla scarsa plausibilità dell’evento (notevolmente scarsa, a mio avviso), resta il fatto che, nelle due fonti che riferiscono la nascita miracolosa, le spiegazioni addotte sono alquanto azzardate.Read more at location 4412
Note: NATO DA UNA VERGINE Edit
Nel Vangelo di Matteo, Gesù nasce da una vergine perché così aveva predetto il profeta Isaia,Read more at location 4415
Note: MATTEO Edit
Luca fa nascere Gesù da una vergine per un altro motivo. Nel suo resoconto, Gesù è il Figlio di Dio perché è stato lo Spirito di Dio a renderla gravida.Luca si sente investito del compito di mostrare che Gesù è unicamente un Figlio di Dio, e la sua nascita da una vergine ne è la prova.Read more at location 4424
Note: LUCA Edit
gli storici non hanno mezzi a disposizione per esprimere giudizi sulla verginità della madre di Gesù, se non la generica improbabilità di un evento simile e il fatto che i due racconti che riportano la tradizione lo facciano per motivi diversi, ma assolutamente interessati…. i due resoconti sull’accaduto si contraddicono irreparabilmente l’un l’altro.Read more at location 4428
Note: LO STORICO Edit
Abbiamo anche ottime ragioni per dubitare che Gesù sia nato a Betlemme.Read more at location 4427
Note: BETLEMME Edit
Gesù, dunque, era nato ebreo, e come tale era stato educato. I genitori vivevano nella Galilea rurale. Gli scavi archeologici compiuti a Nazaret dimostrano che si trattava di un piccolo villaggio privo della minima traccia di qualsivoglia ricchezza.9 Gesù fu quasi certamente allevato in una condizione di relativa povertà. Aveva fratelli e forse sorelleRead more at location 4431
Note: POVERO Edit
Il primo resoconto giunto fino a noi indica che Gesù era un tekton (Mc 6,3), una parola solitamente tradotta come «carpentiere», benché possa riferirsi a chiunque svolga un lavoro manuale, per esempio uno scalpellino o un maniscalco. Era un mestiere esercitato da persone di basso ceto….E se con quel termine si intendeva specificare che Gesù lavorava il legno, invece della pietra o del metallo, i suoi non erano di certo prodotti di fine ebanisteria, ma oggetti rozzamente lavorati quali le porte o i gioghi necessari a una comunità rurale.Read more at location 4437
Note: CARPENTIERE Edit
Per ragioni che ho già esposto, sembra più probabile che non sapesse scrivere e, in effetti, non c’è alcuna testimonianza antica di un suo scritto o della sua capacità di scrivere. Che avesse imparato a leggere è una questione interessante e difficile da risolvere. L’idea, un tempo comune tra gli studiosi, che ai bambini ebrei insegnassero quasi sempre a leggere si è dimostrata errata….Se tuttavia, come sembra probabile, Gesù era considerato dai suoi seguaci un interprete esperto della Torah, è possibile che sapesse leggere e studiare i testi. Forse un maestro del posto gliel’aveva insegnato di nascosto. Insomma, non possiamo saperlo.Read more at location 4448
Note: LEGGERE E SCRIVERE Edit