lunedì 26 ottobre 2026

INTERNALISMO ED ESTERNALISMO definitivo

INTERNALISMO ED ESTERNALISMO

1) nella mente

È una distinzione abbastanza difficile. Io perlomeno ho sempre avuto problemi a comprenderla. Ma c'è un modo per renderla più semplice. La scienza cerca di ridurre i grandi concetti filosofici a nozioni che può maneggiare. Concetti come libertà e coscienza diventano così illusioni, almeno quando tentiamo di concepirli in termini filosofici. Questo però crea un problema. Nella nostra esperienza libertà e coscienza sono chiaramente presenti. Esistono. Come si fa a negarlo? Basta guardare alla natura dell'essere umano così come ce la descrive la scienza. Al centro del suo comportamento troviamo l'autoinganno. E allora tutto torna. Se quando percepisco la mia coscienza mi sto semplicemente autoingannando, non c'è niente di cui stupirsi. Anzi, è proprio quello che dovremmo aspettarci da un essere umano. Lo scienziato, e chiunque dia credito al pensiero scientifico, non dovrebbe avere difficoltà ad accettarlo. Ma cosa stiamo facendo esattamente? Stiamo anteponendo il paradigma scientifico a quello introspettivo. Il paradigma esternalista a quello internalista. Dentro di me sento che la coscienza esiste. Ma quando guardo i modelli costruiti fuori di me, questi mi dicono che mi sto autoingannando. Ecco la distinzione: da una parte ciò che conosco guardando dentro di me, dall'altra ciò che credo di sapere guardandomi da fuori.

Questo è l'esternalismo/internalismo della mente. 

2) nella conoscenza.

Poi la contrapposizione riappare nella giustificazione epistemica. La si coglie bene osservando il modo di procedere del funzionalista: per lui una teoria è giustificata se funziona, ovvero è giustificata da fatti esterni, anche se la mia coscienza di osservatore non non afferra perché funziona. Una cosa funziona anche se non me lo spiego, quindi, anche in questo caso, posso dire di conoscerla. Per l'internalista, invece, solo l'interiorità giustifica, quaindi, se una cosa funziona na non so perché, allora, molto semplicemente, non la capisco e non la conosco.