martedì 20 ottobre 2009

La dieta dell' albatro

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Inspiegabili discriminazioni

the issue is why those concerned about other inequalities, such as re genders or ethnicities, seem so uninterested in inequalities associated with beauty, etc. Not only could we cause some people to look less pretty, we could use money to compensate ugly folk, reducing total inequality of utility (and increasing total utility if we are risk-averse in status). Yes we can influence our beauty to some extent, but compensation could be tied to more fixed features such as height, skin smoothness, or body symmetry

Cercasi teoria urgentemente. Chi ne ha una credibile da prestarmi?

La virtù delle vacche magre

A cosa servono le recessioni.

I rendimenti decrescenti delle profezie

Sembra un film già visto, chi ha previsto il crack finanziario non ne azzecca più una.

Peace Through Music

Non c' ho mai creduto, significa che godo meno? Non credo proprio... la tenerezza delle illusioni umane è altrettanto commovente.

Playing For Change | Song Around The World "One Love" from Concord Music Group on Vimeo.

Apologetica dell' IT

In difesa dell' Insider trading, altrochè.

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E allora perchè lo si vieta? Perchè, senza sfavorire la società, sfavorisce la maggioranza dei votanti.

Meglio il Potere che la Felicità

In tal senso hanno deliberato le donne nell' ultimo mezzo secolo.

Inevitabile pensare alla reazione offesa verso chi si rivolge loro appellandole "Signora".

La più forte diseconomia di scala

la trovi nei governi...

La più forte diseconomia di scala

la trovi nei governi...

lunedì 19 ottobre 2009

L' inutile relativismo radicale dei dogmatici

E' stato Michel Foucault ad incarnare al meglio il pensiero relativista nel secolo scorso.

Per lui la realtà era una costruzione intersoggettiva alla cui realizzazione dedicava sforzi indefessi il Potere. La battaglia contro il Potere era dunque una battaglia delle idee al fine di garantirsi l' accesso alla cabina di comando, una cabina da cui era possibile "costruire" il reale e spacciarlo ovunque traendone beneficio.

La parabola di questo esimio intellettuale si concluse con un paradosso tragico.

Mentre bollava cio' che si soleva chiamare la "piaga dell' AIDS" come un costrutto sociale ordito per colpire la comunità gay internazionale, contrasse la malattia e morì.

Viene in mente la scenata con cui il Dott. Johnson rigettò il relativismo del Reverendo Berkley. Lo fece con parole passate a proverbio: "Non posso accettarlo per questo...", e così dicendo sferrò un calcio ad una pietra rompendosi il piede. Aveva "solidi" argomenti.

Cio' non toglie che anche i relativisti ne abbiano e riescano ad insinuarli, specie nelle scienze sociali.

Osservando come la neutralità sia impossibile e come i giudizi di valore pervadano ogni osservazione, concludono con un rinvio radicale al soggettivismo.

In questo caso i relativisti sfruttano anche la sponda loro offerta dai molti che enfatizzano il ruolo dei valori, per esempio da chi aderisce ad una credenza religiosa. Vero Davide?

Strana alleanza, ma non necessaria. Il metodo positivista potrebbe tranquillamente procedere in parallelo con la fede in alcuni valori non negoziabili. Eppure non lo fa mai come potrebbe, si preferisce confondere il metodo positivista con la filosofia positivista.

Ammettiamo che esca una ricerca condotta con i classici metodi neo-positivisti la quale asserisca che la felicità media delle donne è precipitata dopo l' avvento del pensiero femminista degli anni 60 e 70.

Ecco che, anzichè rispondere nel merito, si adottano i classici argomenti relativistici per revocare senza appello i metodi adottati nella ricerca, e lo si fa infervorati da valori senz' altro condivisibili. Come se il metodo positivista, da solo ordisse un attentato contro un sistema di valori. Invece i valori possono tranquillamente restare anche a fronte dell' esito di certi studi.

Altri lavori indicano come l' introduzione dell' aborto, a decenni di distanza, riduca la criminalità nei paesi studiati. Molti reagiscono ribellandosi allo studio, come se lo studio avesse implicanze morali. Forse lo studio invita chi professa un' etica utilitarista a cambiare posizione, ma nulla dice di significativo agl' altri. Temiamo forse di essere degli utilitaristi mascherati? Oppure che tali siano i nostri vicini? In caso contrario, perchè preoccuparsi? In base a quale logica?

Per le stesse ragioni non ha nessun senso tirare un sospiro di sollievo quando lo studio viene criticato entrando nel merito.

Eppure "rabbie" e "sospiri di sollievo" esistono eccome. Eppure anche chi abitualmente si presenta come apodittico nelle sue affermazioni, tutto ad un tratto ripiega su un relativismo radicale revocando in dubbio il metodo scientifico per il semplice fatto che l' esito è affetto da inevitabili imprecisioni e approssimazioni statistiche, come se cio' fosse sufficiente a fare tabula rasa di tutto. E' un sentimento irrazionale, pigro e controproducente, eppure esiste. Forse è anche il sentimento per cui i "credenti" sono così sottorappresentati nella comunità scientifica. Vale la pena farsi un esame di coscienza.

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Il Bell' Umore in quel di Cerro



Cacciari sul "Date a Cesare..."

Come sempre il Cacciari imbeccato dalla Caramore è molto stimolante.

Ma non concordo.

Se simili posizioni (dialettiche) fossero prevalse, probabilmente la Chiesa sarebbe soccombuta nel giro di qualche decennio.

Viene il dubbio che l' esito non sia sgradito a chi propone certe esegesi.

Che malizia, la cosa non vale certo per il sindaco/filosofo...

Da ascoltare comunque.

Tutti a New York

Tutti ai Caraibi

venerdì 16 ottobre 2009

Tutti in Svizzera

Perchè i libertari stanno con la Binetti

La Binetti si è rifiutata di votare il disegno di legge contro l' omofobia. Recitava così:

"All'articolo 61, comma 1, del codice penale, dopo il numero 11-ter), è aggiunto il seguente: «11-quater) l'avere, nei delitti non colposi contro la vita e l'incolumità individuale, contro la personalità individuale, contro la libertà personale e contro la libertà morale, commesso il fatto per finalità inerenti all'orientamento o alla discriminazione sessuale della persona offesa dal reato».

Cerco di pensare, non sono un giurista, come un liberale giustificherebbe un' aggravante sulla base delle funzioni della pena di solito riconosciute: deterrenza e rieducazione. Si tratta di questioni importanti poichè parliamo della stessa azione punita in modo diverso, dobbiamo procedere con i piedi di piombo.

Prendo come esempi due aggravanti: l' associazione mafiosa e i "futili motivi".

L' aggravante per associazione mafiosa è giustificata dal fatto che il mafioso gode di un reticolo di complicità che ne ostacla la cattura. L' elevato rischio di sfuggire alla pena ne giustificherebbe l' inasprimento. Posso anche accettarlo.

L' aggravante per futili motivi è attribuita a chi, poco meno che folle e con gravi problemi di self control, necessita di una lunga rieducazione.

Ma l' aggravante per "reati commessi con finalità inerenti all' orientamento sessuale della vittima"?

Per me, anche giudicare socialmente pericoloso o fonte di corruzione morale l' ostentazione orgogliosa di un certo orientamento sessuale, costituisce un' idea perfettamente lecita finchè non degenera. Probabilmente è l' idea della Binetti e del Papa. Ma se è così, non esiste nessuna rieducazione extra da fare, e quindi nessuna aggravante da imporre.

Nessuno del resto potrebbe sostenere che un' idea simile sia più criminogena della sete di ricchezza che anima una comune rapina, non c' è quindi neanche una extra deterrenza da imporre.

Inoltre, perchè pensare al gay come ad un soggetto particolarmente debole circondato dal comune disprezzo e non in grado di difendersi quando interviene la violenza nei suoi confronti (l' altro giorno due aggressori sono stati suonati di santa ragione)?

O perlomeno, perchè pensarlo più debole di altre categorie, del barbone, della vecchia, della persona comune quando cammina in una periferia isolata, del pedofilo appena scarcerato, tutte potenziali vittime di reati per cui nessuno si sognerebbe di proporre aggravanti?

Sicuramente esistono altri modi che io non conosco per giustificare la presenza di un' aggravante, ma sono modi accettabili per un liberale desideroso di non interferire nella libertà di pensiero e di espressione altrui?

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Fare figli è un cattivo investimento

E' sempre stato così.

Non resta che farli perchè piacciono!

P.S. nell' articolo però c' è qualcosa che non va: è pur vero che anche nelle sociatà di cacciatori e di agricoltori le risorse investite nel figlio non tornavano per intero, ma non c' era altro modo per cumularle che questo secchiello, per quanto bucato era sempre un secchiello! Il figlio quale bene di consumo, quindi, sarebbe una novità recente.

mercoledì 14 ottobre 2009

Cosa deve fare la scuola

Se la scuola funzioni o meno lo si stabilisce avendo in mente a cosa sia preposta. E, per quanto si converga nel segnalare il "disastro educativo", su questo punto decisivo non c' è affatto unanimità.

La scuola deve sollecitare domande di senso o insegnare dei metodi per risolvere problemi concreti?

La scuola deve instillare valori o deve far "apprendere come apprendere"?

La scuola deve presentare una visione del mondo o deve proporre un sapere operativo?

La scuola deve educare o formare?

La scuola deve trasmettere un sapere disinteressato o un sapere che si confronti con i problemi della realtà?

La scuola deve trasmettere un sapere qualitativo o un sapere in qualche modo quantificabile?

La prima ipotesi è fortemente sostenuta dalla CEI in questo libro, la seconda rappresenta la vulgata oggi di gran lunga dominante.

La visione della CEI parte dall' osservazione che l' Uomo è un soggetto di libertà e non un uomo-macchina che agisce secondo procedure determinate.

Questa distinzione non puo' comunque essere decisiva, poichè l' Uomo è entrambe le cose.

Ancora pieno d' incertezze, esprimo la mia idea sul tema: la visione educativa della CEI probabilmente è più vicina alle mie corde, ma poichè si è fatto della scuola un bene pubblico che solo una "burocrazia" centralizzata è in grado di produrre, la seconda visione s' impone necessariamente per evitare degenerazioni. I motivi sono ovvi: ad un sistema burocratico è applicabile qualche incentivo solo se le prestazioni sono misurabili oggettivamente.

Attenzione a non intendere il riferimento ai "burocrati" in senso dispregiativo; in realtà ho in mente gente a cui non resta che incentivarsi mediante l' autoresponsabilizzazione. Giù il cappello quindi a chi ci riesce, mi chiedo solo se un sistema dove l' autoresponsabilizzazione riveste un ruolo tanto centrale potrà mantenersi su alti livelli a lungo?

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Stoccolma dichiara guerra all' obesità...

... puntando sulla musica...



Per la serie: spintarelle.

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