QUANDO IL SONNO DELLA RAGIONE... RIGENERA
La civiltà non è nata dalla ragione, ma dalla follia. Non poteva emergere da un’umanità naturalmente egoista e bellicosa: serviva qualcosa di assurdo, illogico, delirante. Come la paranoia di uno sciamano convinto che il Sole morirà senza sacrifici umani. Come una vergine contadina che crede di dover guidare un esercito. Come un miliardario televisivo che parla come un ubriaco e diventa presidente. La civiltà è il frutto di illusioni collettive partorite da individui affetti da disturbi mentali, che nelle società primitive occupavano ruoli chiave: lo sciamano, il profeta, il visionario. La sola via d’uscita dalla trappola evolutiva dell’egoismo tribale. La società non è sopravvissuta malgrado i suoi pazzi, ma grazie a loro. Unire le masse non è questione di razionalità, ma di essere abbastanza folli da convincere milioni a crederti. La ragione unisce pochi. Le allucinazioni, i popoli. I pazzi fondano imperi. I sani li amministrano. Detto in altri termini, il sonno della ragione ha anche tutte quelle virtù benefiche che attribuiamo al sonno, ovvero il potere di rimescolare le carte (i neuroni) e ripartire di slancio uscendo dalle sabbie mobili di una stagnazione che puo' intrappolare per secoli una civiltà.
TOVE 2/4/25