martedì 10 giugno 2014

Le diseguaglianze nel mondo moderno

Alcune considerazioni.


  1. Una foto dello stato: Branko Milanovic, a visiting presidential professor at City University New York and author of The Haves and the Have-Nots, calculates that about 80 per cent of global inequality is the result of inequality between rich nations and poor nations. Only 20 per cent is the result of inequality between rich and poor within nations.
  2. L’ istruzione della massa insegue da sempre la produzione ma oggi il mondo produttivo si è staccato e la massa degli acculturati perde terreno rispetto a un’ élite ristretta che lavora sulle nuove tecnologie.
  3. I beni di rete predominano, e quindi anche i mercati cosiddetti win-take-all. Mi spiego meglio, se Google è il miglior motore di ricerca, prevarrà in tutto il mondo visto che le unità marginali necessarie di quel prodotto possono essere fornite a costo zero. Chi si assicura un mercato win-take-all puo’ contare su rendite cospicue.
  4. La leva della globalizzazione moltiplica occasioni e profitti. Specie quelli finanziari, frutto di investimenti che si muovono in tempo reale.
  5. La globalizzazione fa lievitare i compensi dei manager per almeno due motivi: 1) richiede all' impresa strategie allocative, un compito demandato ai manager 2) Mercati più ampi (globalizzati), spingono la specializzazione del lavoro, il che aumenta la domanda di "coordinatori", ovvero di manager.
  6. La globalizzazione favorisce l’ immigrazione e l’ immigrazione dei pezzenti spinge verso l’ alto la diseguaglianza nei paesi dove giungono.
  7. Gli incarichi più delicati, per esempio quelli del management nelle grandi corporation, hanno esiti alquanto aleatori e per incentivare chi è chiamato a compiere una missione incerta occorre un compenso molto più elevato.
  8. Emerge sempre di più la cosiddetta  O-ring production. La logica sottostante è chiara: se due individui iper-produttivi si associano, per non rovinare il loro lavoro, conviene che anche le mansioni di contorno siano svolte dal personale più qualificato in circolazione. In questo modo le elites si concentrano staccandosi dalla massa.
  9. Con la donna al lavoro il matrimonio diventa una relazione in cui dividere i consumi più che il lavoro. Cerchiamo un partner simile a noi e i matrimoni-Cenerentola diminuiscono. Ma i matrimoni-Cenerentola erano anche una via per diminuire le diseguaglianze. Ci si sposa sempre di più tra ricconi.
  10. La tempra morale della classe media è decaduta, e così l’ argine che essa costituiva a comportamenti dispendiosi e inefficienti. Oggi gli idraulici divorziano più delle star di Hollywood, i padri finiscono sotto i ponti e le madri-single tirano la carretta sempre sul filo del rasoio. I ceti privilegiati invece vanno in controtendenza, la loro morale migliora, il calo dei divorzi è sintomatico. In poche parole, oggi divorziare è da "sfigati" ma gli "sfigati" non lo sanno e continuano a farlo.
  11.  Mi concedo giusto un punto sulle conseguenze temute: le diseguaglianze generano violenza? Il fenomeno della crescente diseguaglianza di reddito è tipico degli USA anni 80. Quello è anche il periodo in cui la sicurezza è cresciuta di più in America. New York è una delle città più "diseguali" al mondo, ma anche una delle più sicure.
  12. Produttività e diseguaglianza. Greg Mankiw: The Economic Report of the President was released today.  A friend draws my attention to Table 1-3 on page 34, which presents several historical counterfactuals.  It finds: 1. If productivity growth had not slowed after 1973, the median household would have $30,000 of additional income today. 2. If income inequality had not increased after 1973, the median household would have $9,000 of additional income today. So, which is the bigger problem?
  13. Oggi il problema più preoccupante è la disgregazione della comunità. Megan McArdle. Non guardiamo alla diseguaglianza per sé ma alle conseguenze negative che implica.
  14. Il mondo d' oggi presenta un' insidia: mentre i vantaggi in termini di qualità della vita sono validi da misurare gli svantaggi lo sono assai meno: ansia, disagio, stress, invidia, alienazione. Brink Lindsey.
  15. Chi secondo una certa scala di valori arriva ultimo, tende a costruirsene una alternativa dove è meglio piazzato. Questo è facile, specie in una società libera. Se nella classifica della ricchezza materiale sono piazzato male, darò più importanza alla religione, o alla gang, o all' hip hop. Una volta che ho investito il mio capitale morale altrove gli aiuti per piazzarmi meglio su una scala di valori che ho rifiutato sono uno spreco. Le nicchie valoriali contribuiscono al fallimento dello strumento redistributivo quando si affrontano "problemi relativi". Il povero vive in un quartiere "relativamente" degradato? Ok, tuttavia è lì che ha costruito la sua socialità e il mondo dove esprime al meglio i valori che per lui più contano, è difficile spingerlo a spostarsi concedendo un mutuo agevolato. 
  16. I problemi relativi sono difficili da risolvere. Esempio: i quartieri degradati: ci vuole una bella ingegneria sociale per rimischiare in modo più omogeneo la popolazione! Ma soprattutto fanno da ostacolo due rigidità: 1) genetica e 2) valoriale
  17. Il governo puo' funzionare per risolvere i "problemi assoluti" (es. malnutrizione), molto meno per risolvere i problemi relativi (es. quartieri degradati). Questo perchè per i primi spesso basta una redistribuzione mentre i secondi richiedono una società flessibile. Megan McArdle
  18. L' invidia è un problema? No se miglioriamo la nostra condizione personale, vedi il lavoro Benjamin Friedman. Il guaio di oggi è che il miglioramento non si ha nel reddito ma nella disponibilità di merce, il che crea un effetto illusorio di stagnazione.
  19. Tyler Cowen: non guardare alla diseguaglianza ma alla mobilità (assoluta) dei più poveri. La loro condizioni migliora? Poco sul piano del reddito, di più sul piano delle opportunità di consumo. Immigrazione e liberalizzazioni spingono la mobilità dei più poveri. Se questo è vero il coefficiente Gini non misura il progresso sociale di una nazione.
  20. Il problema filosofico dell' eguaglianza viene puo' essere affrontato da un punto di vista assiologico (confronto tra sistemi) o deontologico (confronto tra comportamenti).
  21. Filosofia. Ci sono due modi per giustificare assiologicamente la redistribuzione, 1) egalitarismo: l' eguaglianza è un valore in sé (obiezione della livella) 2) prioritarismo: l' utilità dei poveri pesa di più di quella dei ricchi (obiezione paretiana). Vedi Huemer e Parfitt.
  22. Confutazione filosofica dell' egalitarismo e del prioritarismo.
    1. Tre mondi: 1) A: 1milione di persone con utilità 101 ciascuna; 2) A+: 1milione di persone con utilità 102 ciascuna più 1milione di persone con utilitù 1 ciascuna; 3) B: 2milioni di persone con utilità 50 ciascuna.
    2. A+>A in virtù del principio di Pareto e del Principio della livella. Il buon senso ci dice che un mondo dove tutti stanno meglio è un mondo migliore. La constatazione confuta l' egalitarismo ma non il prioritarismo.
    3. A>B in virtù di tutte le teorie etiche costruite per opporsi al principio di ripugnanza. In realtà anche quelle che accettano il principio di ripugnanza concordano in virtù del principio di utilità generale. 
    4. A+>B in virtù della proprietà transitiva. Ma questa relazione confuta il prioritarismo. 
    5. Conclusione: il prioritarista deve rinunciare a Pareto oppure alla proprietà transitiva, una rinuncia talmente problematica che si ritiene confutata la posizione..  
  23. Anche se molte diseguaglianze salgono la felicità delle persone sembra decisamente convergere. Possibile spiegazione: in una società ricca ognuno tgrova un suo ambito dove costruirsi uno status. 
  24. la diseguaglianza percepita si discosta da quella reale e questa discrepanza ha profonde implicazioni per la teoria politica. vedi caplan http://econlog.econlib.org/archives/2015/05/systematically_3.html
  25. c'è un nesso tra diseguaglianze e innovazione http://www.usnews.com/opinion/economic-intelligence/2015/06/04/love-your-iphone-learn-to-love-income-inequality
  26. Perché non redistribuire. In ordine sparso:
    1. Gli incentivi contano
    2. Il governo è inefficiente
    3. I costi del risentimento pesano
    4. Esiste un effetto dotazione per cui chi perde soffre più di quanto non goda chi guadagna
    5. Probabilmente l'utilitarismo è falso e redistribuire rappresenta un rischio etico
    Continua http://econlog.econlib.org/archives/2015/06/not_so_hard_to.html
  27. Jeffrey Miron sulle misure ridistributive del reddito
    • 3 metodi d'intervento contro le diseguaglianze: sussidi anti-povertà, progressività fiscale, regolamentazione privilegiata...
    • sussidi antipovertà sono difficili da contestare eticamente. Il loro costo, inoltre, è modesto. La modalità preferita di erogazione è la "Negative Income Tax"...
    • La progressività nelle imposte nn convince: come giustificare per esempio la redistribuzione dai ricchissimi ai ricchi? E poi la tassazione è tanto più distorsiva quanto più la si concentra sui  ricchi poichè x loro è più facile rinunciare al lavoro o agli investimenti produttivi. C'è anche una falla comunicativa: si crea l'idea  x cui il povero sia tale x colpa del ricco...
    • Intervenire con regole ad hoc sui mercati ha effetti ambigui: prendi solo la legge sul salario minimo, tra le sue vittime ci sono proprio i lavoratori a bassa specializzazione, ovvero i più bisognosi...
    continua
  28. Per Charles Murray una buona parte delle diseguaglianze è dovuta alla decadenza morale della classe medio bassa. Molti istituti, faccio solo l'esempio del divorzio, erano a disposizione solo delle classi più elevate, poi, da quando sono state rese più accessibili, le classi elevate hanno continuato a farne un parco uso mentre invece sono esplose tra i più poveri contribuendo a corrodere i valori familiari. Un tempo dio, la famiglia, il lavoro duro facevano parte di un bagaglio etico che consentiva a chi è dietro di tenere il passo, oggi questo bagaglio si sta sfaldando. I particolari di questo approccio sono illustrati dal sociologi nel suo libro Coming Apart (vedi tag elativa).
  29. Elite (intelligenza e istruzione) Americans show a far greater commitment to efficiency over equality than ordinary Americans. And this time, the bias toward efficiency increases with each increment of eliteness.
  30. La diversità (anche reddittuale) è un valore, se non fa danni va preservata.

  31. Coming Apart: The State of White America, 1960-2010 Charles Murray
    • Nel mondo contemporaneo un'élite cognitiva si sta isolando dal resto della società
    • Il resto della società si stacca e a questo distacco contribuisce l'abbandono delle virtù costitutive dell'america:  industriosità, religiosità, onestà e attaccamento ai valori familiari.
    • Non avere una famiglia stabile è un lusso che non tutti possono permettersi. 
    • Anche l'ateismo è un lusso per pochi ricchi. E questo al di là di cio' che si pensa della religione
    • Sosituire l'etica hard working con l'abitudine al piagnisteo si paga caro...
    • Paradosso: in una società meritocratica i lussi della rilassatezza etica si pagano ancor più cari poiché nelle società paternaliste si era per lo meno garantiti dalla benevolenza dei Nobili...
    • Oggi esiste uno iato tra l'élite e la massa e si è andato allargando. La cosa che stupisce è che parallelamente è andato allargandosi anche lo iato etico che riguarda i valori. Tra le due cose non puo' che esserci un collegamento...
    • L'élite cognitiva decide oggi per tutti ma, vivendo in un énclave, non conosce affatto gli altri
    • Il degrado morale è aumentato soprattutto tra i poveri

    • La povertà non sembra colpevole: i poveri si sono arricchiti, anche se meno dei ricchi.
    • La ricchezza non sembra correlata con comportamenti moralmente degradanti.
    • Alternativa possibile: la donna è economicamente più autonoma e il suo collante si è indebolito
    • Alternativa possibile: l' invidia corrode i valori.
    • Alternativa possibile: i mutamenti culturali e valoriali contano
    • Oggi anche gli USA sono minacciati dalla "sindrome europea"
    • Sindrome europea: cerchiamo di spassarcela il più possibile lavorando il meno possibile ed evitando rogne (tipo: matrimoni indissolubili, figli indesiderati...)
    • I padri fondatori avevano un'altra idea della felicità quando ne auspicavano la "ricerca": autogovernarsi, crescere una famiglia, avere amici, imparare un mestiere e farlo con passione.
    • L'equivoco: le persona hanno bisogno di autostima e a noi (al governo) costa poco darla.
    • Obiezione: l'autostima si guadagna sul campo: devo fare qualcosa di rischioso per sentirmi realizzato. L'autostima posticcia puo' ingannarci per un attimo, poi l'inganno crolla.
    • Sentirsi "responsabili" ci rende felici. Guarda il caso della famiglia. La responsabilità non è solo all'origine della libertà ma anche al suo termine in qualità di premio.
    • Il welfare europeo si basa su due pilastri traballanti: 1) nessuno ne approfitterà e 2) l'uomo non ha una natura difficile da plasmare, basta che un burocrate si prenda cura di lui...
    • Che la prima premessa sia problematica è sotto gli occhi di tutti
    • Ma è la confutazione della seconda premessa a far traballare il welfare europeo: la gente non cambia, la natura umana esiste ed è rigida...
    • Per l'europeo medio chi se la passa male non è veramente responsabile della sua condizione.
    • Inconveniente: quand'anche l'argomento dell'irresponsabilità fosse in parte vero, la sua credenza diffusa rende le "vittime" ancora più apatiche e infelici, così come diventa più problematico il loro recupero...
    continua
  32. The case against equality of opportunity di Dylan Matthwes
    • Uguaglianza di opportunità UO vs Uguaglianza sostanziale...
    • Con UO avrai sempre gli "ultimi". Che fai? Te ne disinteressi? Il timore è che chi sponsorizza UO desideri anche US contribuendo alla fine a costruire uno stato totalitario...
    • Se invece chi persegue UO si disinteresserà poi degli ultimi, allora UO potrebbe essere bollato come un ideale immorale...
    • La reale UO è un incubo. Come posso pretendere che la giovane ereditiera parta alla pari col nrro del ghetto? Introduco abnormi tasse di successione?…
    • Non è meglio migliorare la condizione degli ultimi piuttosto che assicurarsi che gli ultimi nn siano solo sfortunati? Il fattore fortuna del resto continuerà comunque ad agire incurante dei punti di partenza....
    • Meglio una migliore aristocrazia o una plebe alleviata?
    • UO potrebbe essere contrapposta anche a SO: sufficienti opportunità...
    • L'incubo di UO: molte scelte morali si riflettono sulle opportunità date ai piccoli. Il che richiede l'adozione forzata di un'unica morale, di un'unica scuola e di un esproprio generalizzato della genitorialità...
    • Ma direi che le scelte in generale determinano opportunità differenti. Ci viene richiesto di fondare il paese della scelta unica...
    • Famiglia di musicisti e famiglia di programmatori. Se esiste una vocazione familiare il figlio dei musici avrà meno opportunità di lavoro, il che è un problema per chi sponsoriza UO. Soluzione: anche le vocazioni familiari e le relative scelte vanno corrette dall'esterno...
    • Ci sono molti valori oltre l'uguaglianza e UO li colpisce sistematicamente e  molto più severamente che US...
    • UO richiede che le O future siano conosciute il che è impossibile a meno che si voglia costruire un mondo artificiale, e qui comincia l'incubo...
    • Oggi che sappiamo l'importanza dei geni i sostenitori di UO sono in crisi: nella brain society i loro protetti o ce la fanno anche senza il loro aiuto o nn ce la faranno mai...
    • UO vs basic income...
    • Tanto rumore su UO e poi i numeri sulla mobilità sociale MS sono a dir poco deprimenti. Forse xchè l'obiettivo è troppo ambizioso. O no?...
    • Tesi: nn abbiamo una misura attendibile della MS virtuosa e quindi di UO...
    • In genere si misura MS calcolando la correlazione tra reddito della famiglia di provenienza e reddito dei figli dando per scontato che una correlazione debole sia virtuosa. Mqa una MS misurata in qs termini nn è sempre una buona notizia: c'è molta MS in una società dove la classe media collassa...
    • Anche conteggiare la prob. di ascendere è una misura inutile: se tu sali magari è perché sei fermo ed altri scendono...
    • Il modo migliore di misurare UO: identificare a naso i colli di bottiglia e vedere se nel tempo si sono allargati (es.: possedere un inglese fluente da parte di un immigrato). Ma anche qui: ognuno ha i suoi colli di bottiglia che dipendono dalle ambizioni personali...
    • Occupiamoci degli ultimi: nn facilitiamo il liceo ma la vita ai drop out...
    • UO nn è misurabile: concentriamoci su obiettivi misurabili: il reddito ecc
    continua
  33. Why and how we care about inquality di John Cochrane
    • Soluzione da sinistra: confischiamo ai ricchi.
    • Inconveniente: nn ci sono abbastanza ricchi.
    • Premessa: la diseguaglianza d è un male in sè
    • È più facile sostenere che d sia sintomo di altri problemi.
    • Ammissione: la d è aumentata. E allora?
    • Istruzione? C è istruzione e istruzione.
    • Droga criminalità isolamento
    • Gli usa hanno un problema ma ha poco a che fare coi supericchi. Vedi murray.
    • Mulligan: i sussidi sono il problema più che la soluzione.
    • Il grande livellamento:
    • Reddito donna/uomo
    • Reddito tra paesi
    • Xchè concentrarsi sull 1?
    • Anche il consumo si è livellato: bill gates e versailles.
    • Stiglitz: la diseguaglianza porta all imitazuone dei super ricchi con effetti disastrosi
    • Allora vietiamo tutti i film violenti.
    • Altro problema: i ricchi risparmiano troppo
    • Ma il risparmio nn è un problema!
    • Altro argomento: d è fonte di instabilità politica
    • La storia smentisce qs paura
    • Altro argento: ricchezze eccessive comprano la politica
    • Domanda: come coltivate preoccupazioni del genere e al contempo chiedete più governo?
    • Josh rauh: le megaricchezze sono oneste.
    • La d è una parola d ordine. Farla risuonare prelude alla rapina.
    • Ma xchè d è in cima all agenda politica?
    • Xchè nn si vuole parlare dei fallimenti del passato x riproporre soluzioni analoghe.
    • Nn abbiamo soluzioni x d ma x fortuna d nn è un problema. Abbiamo invece soluzioni x la prosperitá: proprietà rule of law libertá politica ed economica un governo decente che si occupi delle infrastrutture
    continua
  34. Il capitale nel XXI secolo di Piketty Thomas - fonti terze
    • tre parti: 1 storia diseguaglianze 2 congetture per il xxi secolo 3 policy
    • 2 è molto speculativa assume r >g e prevede un crescente ruolo per le eredità. ma i ricconi non consumano? i figli sono molti, si torna alla primogenitura? mankiw
    • 3 è fondata sulla filosofia della giustizia di piketty per cui rawls è meglio di nozick
    • cause della diseguaglianza: chi detiene capitale ha redditi superiori alla crescita
    • policy: taxing capital. anche se questo ridurrà i salari.
    • le tre ragioni della crescente diseguaglianza per gli esperti: 1 education 2 assortive marriage 3 lavoro delle donne sposate. morale: per tamponare le diseguaglianze bisognerebbe distruggere parecchio capitale umano.
    • perchè allora chiedere una tassa sul capitale? hanson: perchè la diseguaglianza è un argomento fondamentalmente messo in campo per arraffare non un disvalore in seé
    • p. e il merito: i ricchi di oggi sono ereditieri. affermazione azzardata visto che lavorano molto di più e spesso hanno redditi chiaramente legati alla produttività - scott sumner
    • una questione inesplorata da piketty: l'etnia dei nuovi ricchi.
    • caplan. prendi la lista dei ricconi usa nel 1982 e nel 2012. non sembra proprio che gli eredi se la siano cavata molto bene.
    • un dato: la diseguaglianza mondiale è crollata
    • piketty view: se la tua fetta della torta resta costante o diminuisce tu non puoi star meglio.
    • una ricetta alternativa implicita in p.: risparmia di più e investi in obbligazioni. ottimo argomento per la privatizzazione dei fondi previdenziali
    • cowen: molto capitale recente è capitale umano che distorce il rapporto reddito/ricchezza. conseguenze per piketty
    • studi empirici: nel xx secolo il rapporto ricchezza reddito non ha mai previsto la diseguaglianza futura. lindert
    • vero, il valore del capitale è salito molto ma è quasi tutto da attribuirsi alle case. matt rognlie. le diseguaglianze registrate da p. sono influenzate dalla bolla pre crisi dell'edilizia
    • cown: il modello p. è compatibile con maggiore eguaglianza nei consumi e salari crescenti. non un disastro
    conclusioni
  35. molte differenze sono spiegate, non tanto dalla erendie dei lavoratori più pagati, quanto dalle preferenze dei meno pagati: I would put it this way: very often when workers switch jobs, they take a pay cut, voluntarily, in return for better amenities.  In this regard “true inequality” is lower than measured income inequality would suggest. 
  36. On inequality di Harry Frankfurt
    • Obama papafra piketty. L armata vs la diseguaglianza. Ma xchè? Beati i poveri nn gli invidiosi
    • William watson: togli monopoli violenza e corruzione. Le altre dis sono ok
    • La lotta vs dis: distrugge il capitalismo più che la povertà
    • Se i ricchi si sposano tra loro dobbiamo impedirlo?
    • Un semplice esperimento mentale: Imagine a policy wherein all incomes and personal wealth are kept equally below the poverty line. Everybody is now exactly as poor as everybody else. If this does not look like a solution, then inequality, as such, cannot be the problem.
    • La preoccupazione comune: gli egalitarosti bloccano l economia
    • La preocc di hf: op l egalitarista nn si pone la somanda: "ma io cosa voglio"
    • Tesi: If your focus is on how your income stacks up against that of everyone else, you are allowing other people’s possessions to shape your sense of what you need.
    • La domanda elusa: What is enough for a good life? What, for that matter, is a good life?
    • Per drennan la dis ha cmq effetti xversi come l economia dell indebitamento: Income inequality was a decisive factor in precipitating the financial crisis of 2008 and the Great Recession that followed
    continua
    • Il rendimento scolastico dei bimbi è sempre + diseguale
    • La concorrenza in alto rinforza gli incentivi al biomatrimonio
    • Se i criteri di accoppiamento nn fossero mutati come sarebbe il gini attuale?
    • Metà del ns reddito dipende dal matrimonio
    • Dagli anni 50 l accoppiamento è sempre più tra pari
    • Anni 50: ci si sposava tra giovani. Ci si conosceva alle superiori dove c erano tutte le classi
    • Le donne nn lavoravano. Nemmeno quelle di buona famiglia
    • The marriages of power couples reinforce economic inequality http://marginalrevolution.com/marginalrevolution/2015/12/the-marriages-of-power-couples-reinforce-economic-inequality.html

  37. Tyler Cowen is asked a good question: are there any goods someone on a median income can afford which are the very best of their kind? The answer, as Tyler shows, is plenty – including some important ones such as books and recorded music. To this we might add that even where the very best goods are unaffordable, the median income earner can afford pretty decent ones, such as cars, TVs and sound systems.
    Which poses the question: if someone on a median income can afford such a luxurious cornucopia, what can’t he buy?
    The obvious answer, in the UK, is a decent house. The average house costs over £208,000, equivalent to 7.5 times median annual earnings. Given that the bestschools tend to be in the most expensive areas, this means that our median earner can’t afford the best education for his kids either.
    However, I suspect that most of the best things that the median income-earner can’t buy are non-material goods.
    One is financial security. 49% of people, and most 35-44 year-olds live in households with less than £5000 of net financial wealth (pdf). They are only a pay cheque or two away from trouble.
    Another is status. Our wages are related to our sense of worth – which is one reason why most people would prefer (pdf) a lower but above-average income to a higher but below-average one. A median income, by definition doesn’t provide much status.
    You might reply that this problem would be solved if we could shake off envy. Not entirely. Status is one mechanism whereby income leads to political power:
  38. Inequality against freedom By Chris Dillow
    • inequality is the enemy of freedom.
    • He points out that Denmark –the sort of country Sanders wants the US to be more like – has greater economic freedom than the US.
    • My chart plots a measure of income inequality (taken from the World Bank) against the Heritage Foundation ’s index of business freedom...There is a slight negative correlation between them, of 0.16.
    • Inequality doesn’t just reduce freedom for workers . It reduces freedom for business owners too.
    • Spiegazioni
    • 1. countries that want to tax and redistribute must have a healthy economy, which requires business freedom.
    • 2.  many of the rich have no interest in economic freedom.... This, I suspect, explains why inequality and unfreedom go together in Latin America,
    • 3. people have a strong urge for fairness. If they cannot achieve this through market forces, they’ll demand it via the ballot box in the form of state regulation....there is a negative correlation between union density and minimum wages:
    • We should, though, ask: what sort of egalitarian institutions and policies might increase freedom?
    • For me, the answer is clear: those which increase workers’bargaining power.
    • if workers have the power to bargain for better wages and conditions, and the real freedom to reject exploitative demands from bosses, then we’ll not need so much business regulation.



    continua
  39. Four Who’s the Fairest of Them All? - More Sex Is Safer Sex: The Unconventional Wisdom of Economics by Steven E. Landsburg #èbelloesserebelli? #inefficienzadellarmrace #economianeoclassicaeinvidia #control'invidia:lacampagnadeipolitici #controlinvidia:rischioepiacere #controlinvidia:lostipendiodeimikebongiorno #controlinvidia:megliocompeteresullaricchezza #diseguaglianzeafisarmonicaeinvidia
  40. Inequality Talk Is About Grabbing By Robin Hanson
    • what if most billionaires had super-powers of the traditional comic book sort, like x-ray vision or an ability to fly, etc.? That is, what if people with physical super-powers earned billions in the labor market by selling the use of these powers? Would folks be just as eager to tax them to reduce unfair inequality? My guess is no,
    • my favored theory of expressed inequality concerns: that inequality talk is usually a covert way of coordinating who to maybe grab stuff from
    • teoria generale: la società pone dei principi e poi escogita dei modi per violarli nei confronti di chi in ogni caso non potrebbe difendersi da un'aggressione, per esempio i pochi ricchi nei confronti della massa. Questi principi sono spesso condivisi sia dalla massa (che ottiene il suo bottino) sia dai pochi (che scampano l'aggressione limitando i danni) 
    • people usually justify their inequality concerns by noting that inequality can make lower folks feel bad, that justification can apply equally to a great many sorts of inequality. Yet concern is actually only voiced about a very particular sort: financial inequality at a given time between the families of a nation. The puzzle in need of explaining is: why is so little concern expressed about all the other sorts of inequality? 
    • We don’t discuss (manca l'indignazione morale) inequalities across time, because it is hard to grab much more than we do from the past or the future. We don’t much discuss the inequality of rich foreigners, because it is much harder to grab their stuff. We don’t much discuss inequality of those with unusual artistic abilities or sexual attractiveness, because we can’t directly grab their advantages and while we might try to grab their material goods to compensate, they don’t have that much, and the grabbing would be hard
    • diseguaglianze che non ci indignano: finanziarie tra persone distanti nel tempo e nello spazio; tra qualità artistiche e sportive; bellezza, simpatia, buon umore; 
    continua