giovedì 4 luglio 2019

FELICITA’ E VERITA’

FELICITA’ E VERITA’

Il mio amico virtuale (e ciellino) Stefano Bochdanovits sostiene che: SE QUALCOSA TI RENDE FELICE, ALLORA E’ VERA.

Il buon senso mi impone di modificare così la sua sentenza: SE QUALCOSA TI RENDE FELICE, ALLORA TI CONVIENE PENSARE CHE SIA VERA.

Purtroppo, da questa modifica scaturisce una conclusione che non piacerà molto al mio amico Stefano Bochdanovits: SE TI CONVIENE PENSARE CHE QUALCOSA SIA VERA, ALLORA E’ PIU’ PROBABILE CHE SIA FALSA.

Intendiamoci, non è affatto detto che la cosa sia falsa. Semplicemente, tu diventi un testimone inattendibile per la verità che proclami. Al limite testimoni la tua realizzazione! Ti trasformi da testimone di verità in testimone di felicità.

p.s. Naturalmente, posso aver frainteso il mio amico Stefano Bochdanovits, anche perché lui preferisce esprimersi citando Don Giussani, autore dall’idioma piuttosto esoterico per i miei standard anglosassoni. Ad ogni modo qui ha la possibilità di replicare (magari evitando citazioni e link).

SULL'INVASIONE MUSULMANA

DOMANDA: Qual è la tua proiezione di lungo periodo della presenza musulmana in Europa occidentale? Se ne parla molto, si sente spesso dire che nell’anno X – dài tu un valore - saranno più della metà della popolazione europea.

RISPOSTA: Non penso che andremo mai oltre il 20-25%. Innanzitutto, anche se il la popolazione europea sarà in futuro costituita esclusivamente da immigrati, il flusso di immigrazione musulmana è minoritario – con percentuali medie appunto intorno al 20-25. L'altra cosa è che i tassi di natalità per i musulmani non sono così abissalmente diversi dai nostri, in particolare nel mondo arabo. Il fatto è che sono drasticamente diminuiti negli ultimi due decenni. Inoltre, il matrimonio misto è un potente canale attraverso il quale i musulmani e loro figli approdano all’ateismo. Ho spulciato i dati relativi a coppie miste pakistani/bianchi britannici e arabi/bianchi britannici tra il 2001 e il 2011: chi prima rispondeva “sono musulmano”, dopo affermava “non ho alcuna religione”. Ci sono poi alcuni gruppi musulmani, come i bosniaci, che registrano tassi elevatissimi di abbandono della religione. Per tutte queste ragioni non penso che la presenza musulmana in Europa andrà mai oltre il 20-25%.


https://medium.com/@mercatus/tyler-cowen-eric-kaufmann-population-religion-culture-6e85bf9c8c07?fbclid=IwAR0F7C3R2ppPHDgY8gPlNYgQUTCWXnXqru7mIOxnFuihGX9pTiqtlkED83k

SOSTITUZIONE ETNICA

SOSTITUZIONE ETNICA
1) C’è un piano per realizzarla.
2) Si sta realizzando da sé.
3) E’ una fantasia per impaurirci.

Io prendo 2), e voi?

RIMESSE

Non puoi lamentarti delle rimesse degli immigrati e poi dire "aiutiamoli a casa loro". Le rimesse sono l'aiuto più efficiente fatto a chi resta "a casa loro".

https://feedly.com/i/entry/B7jw4LCucCLXhd0mcd9EmMn+sbxtNLGOdNAs60PDOTo=_16b947b9e5a:3b03c0:4b2e0c8b

IL DILEMMA DEL BANCHIERE CENTRALE

IL DILEMMA DEL BANCHIERE CENTRALE

POLITICA MONETARIA PRUDENTE => BOOM DELL' ECONOMIA: Sei stato virtuoso e ha pagato, sarai celebrato per sempre in tutte le canzoni (+10)

POLITICA MONETARIA PRUDENTE => L' ECONOMIA ARRANCA: Beh, hai fatto quel che dovevi fare ma qualcosa è andato storto ( +0)

POLITICA MONETARIA ESPANSIVA => BOOM DELL'ECONOMIA: hai fatto una scommessa audace e ha pagato, bel lavoro. (+10)

POLITICA MONETARIA ESPANSIVA => L'ECONOMIA COLLASSA IN UNA STAGFLAZIONE: sei stato avventato distruggendo la nostra economia, fottiti (-10)

https://feedly.com/i/entry//cnXVr/5HNe2pDqTI3udBeVx4AbJSW9TNhacAl8h6Dc=_16b8d81bccb:109fc29:cee4f987

PENSARE AL MARGINE...

PENSARE AL MARGINE...

Se uno pensa ai molti studi statistici su cui formiamo le nostre opinione, due considerazioni vengono alla mente.

A: quanto poco siano informativi.

B: come siano comunque meglio di niente.

Alcuni enfatizzano A, altri B.

La cosa migliore è enfatizzare A in alcuni periodi storici (quelli che sottovalutano A) e B in altri (quelli che sottovalutano B).

mercoledì 3 luglio 2019

CONSERVATIVE SENSIBILITY

La divisione destra/sinistra per Will: la destra vede la natura umana come fissa, per lei le istituzioni devono adattarsi a tale natura. La sinistra vede la natura umana come malleabile e le istituzioni vanno organizzate per migliorarla.

Non sono molto d'accordo,per me è di destra chi si affida all'evoluzione culturale. E' di sinistra chi si affida a riforme e rivoluzioni.

https://feedly.com/i/entry/Nkn6RK6HwBgWrvMj84SxHg63I5Wn8O87ZvoPCQT30Mw=_16bb79704ca:2de6911:561e4df6

DISUBBIDIENZA CIVILE E OBIEZIONE DI COSCIENZA

DISUBBIDIENZA CIVILE E OBIEZIONE DI COSCIENZA

Il primo è un atto politico, il secondo morale. Il primo richiede autodenuncia, il secondo no.

Ma con l’autodenuncia perdiamo la collaborazione dei cittadini più timorosi (la stragrande maggioranza)! Come puoi imporre loro di agire rettamente ad un prezzo così alto?

Io direi di fondere le due categorie e abbandonare il paradigma di Gandhi e Martin Luther King: l’auto-denuncia non è mai necessaria.

IL PROBLEMA CON LA MURGIA

IL PROBLEMA CON LA MURGIA

Siccome i fascisti hanno due gambe, chi ha due gambe è un fascista.

Ecco, lo psicofascista della Murgia a volta rischia di somigliare al “fascista bipede”.

Con questo, sbaglia chi le rinfaccia l’assurdità del concetto stesso di “psicofascista”. La psicopolitica esiste ed è una cosa seria, ma non puo’ essere strumentalizzata come fa la Murgia.

Diego Gambetta, per esempio, ha studiato la mentalità del terrorista islamico rinvenendo affinità con quella degli ingegneri, per altro sovra-rappresentati in quei gruppi. Ma non ha certo lanciato allarmi del tipo: occhio ai laureati in ingegneria nelle facoltà mediorientali!

Insomma, la Murgia sembra troppo poco desiderosa di far presente che una persona puo’ anche essere maschio, amare l’ordine, disdegnare le espressioni ambigue, avere una certa chiusura cognitiva, non essere particolarmente amante degli esotismi, provare un senso di disgusto per certi comportamenti in antitesi con la tradizione, manifestare una sincera lealtà al gruppo a cui appartiene… E NON ESSERE AFFATTO FASCISTA!

HL 4. Anticipation

4. Anticipation
Note:cosa lega musica e linguaggi naturali?

Note | Location: 1,847
4@@@@@@@@

Yellow highlight | Location: 1,852
music is organized sound, but the organization has to involve some element of the unexpected or it is emotionally flat and robotic.
Note:FLESSIBILITÀ

Yellow highlight | Location: 1,855
The thrills, chills, and tears we experience from music are the result of having our expectations artfully manipulated by a skilled composer and the musicians who interpret that music.
Note:ECCITAZIONE

Yellow highlight | Location: 1,857
deceptive cadence.
Note:UN CLASSICO

Yellow highlight | Location: 1,863
The Beatles’ “For No One” ends on the V chord (the fifth degree of the scale we’re in) and we wait for a resolution that never comes—at least not in that song. But the very next song on the album Revolver starts a whole step down from the very chord we were waiting to hear,
Note:ESEMPIO

Yellow highlight | Location: 1,866
Steely Dan do it by playing songs that are essentially the blues (with blues structure and chord progressions) but by adding unusual harmonies to the chords that make them sound very unblues—for
Note:ALTRO CASO

Yellow highlight | Location: 1,868
“Chain Lightning.”
Note:Ccccccccc

Yellow highlight | Location: 1,868
Miles Davis and John Coltrane made careers out of reharmonizing blues progressions
Note:TRA FAMILIARITÀ BLUES ED ESOTISMO

Yellow highlight | Location: 1,871
(Aretha Franklin’s “Chain of Fools” is all one chord.)
Note:IMMOBILITÀ MAI ROTTA

Yellow highlight | Location: 1,871
In “Yesterday,” the main melodic phrase is seven measures long; the Beatles surprise us by violating one of the most basic assumptions of popular music, the four- or eight-measure phrase unit
Note:UNITÀ

Yellow highlight | Location: 1,873
In “I Want You (She’s So Heavy),” the Beatles violate expectations by first setting up a hypnotic, repetitive ending
Note:FINALE A SORPRESA

Yellow highlight | Location: 1,876
they end the song abruptly, and not even at the end of a phrase—they
Note:CccccNIENTE FADE OUT

Yellow highlight | Location: 1,877
The Carpenters use timbre to violate genre expectations; they were probably the last group people expected to use a distorted electric guitar, but they did on “Please Mr. Postman”
Note:DISTORSIONI

Yellow highlight | Location: 1,879
using violins (as for example, on “As Tears Go By”).
Note:GLI STONES LA BAND PIÙ GREZZA IN CIRCOLAZIONE

Yellow highlight | Location: 1,882
as in Stevie Ray Vaughan’s “Pride and Joy,” Elvis Presley’s “Hound Dog,” or the Allman Brothers’ “One Way Out.”
Note:APL CLIMAX SMETTERE DI SUONAR LASCIANDO IL SOLISTA

Yellow highlight | Location: 1,885
the band suddenly starts playing at half the tempo they were before.
Note:FINALE A SORPRESA DI TANTI ROCK BLUES

Yellow highlight | Location: 1,885
Creedence Clearwater Revival pulls out this slowed-down ending in “Lookin’ Out My Back Door”—by
Note:Ccccccccc

Yellow highlight | Location: 1,886
and they violate the expectations of that by coming in again for the real ending of the song at full tempo.
Note | Location: 1,887
Ccccccc

Yellow highlight | Location: 1,893
The Police combined reggae with rock to create a new sound that fulfilled some and violated other rhythmic expectations simultaneously.
Note:UPTEMPO E FFTEMPO COMBINATE

Yellow highlight | Location: 1,897
“Spirits in the Material World” from their album Ghost in the Machine takes this rhythmic play to such an extreme
Note:ASCOLTALO QUI IL BASSO DI STING

Yellow highlight | Location: 1,898
The scales they used deprive us of the notion of a resolution, a root to the scale, or a musical “home,” thus creating the illusion of no home,
Note:SHONBERG

Yellow highlight | Location: 1,901
lack of grounding,
Note:cccccf

Yellow highlight | Location: 1,904
There is nothing intrinsically catlike about the word cat or even any of the letters in the word. We have learned that this collection of sounds represents the feline house pet. Similarly, we have learned that certain sequences of tones go together, and we expect them to continue to do so.
Note:IL SUONO È ecc NTERPRETATO PIÙ CHE ASCOLTATO

Yellow highlight | Location: 1,907
statistical analysis our brain has performed of how often they have gone together in the past.
Note:LO STRUMENTO

Yellow highlight | Location: 1,916
Life presents us with similar situations that differ only in details, and often those details are insignificant. Learning to read is an example.
Note:ANALOGIE

Yellow highlight | Location: 1,924
An important way that our brain deals with standard situations is that it extracts those elements that are common to multiple situations and creates a framework within which to place them;
Note:SCHEMA

Yellow highlight | Location: 1,929
The schema leads to clear expectations,
Note:DALLO SCHEMA ALL ASPETTATIVA

Yellow highlight | Location: 1,939
Our musical schema for Western music includes implicit knowledge of the scales that are normally used. This is why Indian or Pakistani music, for example, sounds “strange” to us
Note:TONALITÀ

Yellow highlight | Location: 1,944
We develop schemas for particular musical genres and styles; style is just another word for “repetition.”
Note:STILE

Yellow highlight | Location: 1,952
The principal schemas we develop include a vocabulary of genres and styles, as well as of eras (1970s music sounds different from 1930s music), rhythms, chord progressions, phrase structure (how many measures to a phrase), how long a song is, and what notes typically follow what.
Note:GENERI

Yellow highlight | Location: 1,958
Songs that we keep coming back to for years play around with expectations just enough that they are always at least a little bit surprising. Steely Dan, the Beatles, Rachmaninoff, and Miles Davis are just a few of the artists that some people say they never tire of, and this is a big part of the reason.
Note:MAI STANCHI

Yellow highlight | Location: 1,961
Music theorists have identified a principle called gap fill; in a sequence of tones, if a melody makes a large leap, either up or down, the next note should change direction.
Note:GAP FILL

Yellow highlight | Location: 1,963
If the melody makes a big leap, theorists describe a tendency for the melody to “want” to return to the jumping-off point;
Note:RIMBALZO

Yellow highlight | Location: 1,965
In “Over the Rainbow,” the melody begins with one of the largest leaps we’ve ever experienced in a lifetime of music listening: an octave. This is a strong schematic violation, and so the composer rewards and soothes us by bringing the melody back toward home again,
Note:TUTTI A CASA

Yellow highlight | Location: 1,968
Sting does the same thing in “Roxanne”:
Note:ALTRO ESEMPIO

Yellow highlight | Location: 1,970
We also hear gap fill in the adagio cantabile from Beethoven’s “Pathétique” Sonata.
Note:ALTRO ESEMPIO

Yellow highlight | Location: 1,973
To delay the resolution—Beethoven was a master of suspense—instead of continuing the descent down to the tonic, Beethoven moves away from it.
Note:DELEY RESOLUTION...I MAESTRI

Yellow highlight | Location: 1,991
What do we know about the neural basis for musical expectations and musical emotion?
Note | Location: 1,991
Ttttttttttt

Yellow highlight | Location: 1,996
When you store a picture on your computer, the picture is not stored on your hard drive the way that a photograph is stored in your grandmother’s photo album.
Note:PC E MENTE

Yellow highlight | Location: 1,999
stored in a file made up of 0s and 1s—the binary code that computers use to represent everything.
Note:CODICI...LA REALTÀ DIGITALIZZATA

Yellow highlight | Location: 2,003
In the simplest case of a black-and-white photograph, a 1 might represent that there is a black dot at a particular place in the picture, and a 0 might indicate the absence of a black dot, or a white dot.
Note:ESEMPIO

Yellow highlight | Location: 2,011
Similarly, audio files are stored in binary format, as sequences of 0s and 1s. The 0s and 1s represent whether or not there is any sound at particular parts of the frequency spectrum.
Note:AUDIO

Yellow highlight | Location: 2,016
Of course, the computer (brain) is running a lot of fancy software (mind) that translates the code effortlessly.
Note:UN TRADUTTORE FENOMENALE

Yellow highlight | Location: 2,019
This is what the neural code is like. Millions of nerves firing at different rates and different intensities, all of it invisible to us.
Note:NERVI FIRING

Yellow highlight | Location: 2,022
my friend Perry Cook and I were astonished when we read an article about a man who could look at phonograph records and identify the piece of music that was on them, by looking at the grooves, with the label obscured.
Note:MUSICA E SOLCHI

Yellow highlight | Location: 2,024
The grooves of a vinyl record contain a code that is “read” by the needle. Low notes create wide grooves, high notes create narrow grooves,
Note:Cccccccccc

Yellow highlight | Location: 2,026
If a person knew many pieces of music well, it would be possible to characterize them in terms of how many low notes there were (rap music has a lot, baroque concertos don’t), how steady versus percussive the low notes are (think of a jazz-swing tune with walking bass as opposed to a funk tune with slapping bass), and to learn how these shapes are encoded in vinyl.
Note:Ccccccccc

Yellow highlight | Location: 2,033
How can we study neural codes and learn to interpret them? Some neuroscientists start by studying neurons and their characteristics—what causes them to fire, how rapidly they fire, what their refractory period is (how long they need to recover between firings); we study how neurons communicate with each other and the role of neurotransmitters in conveying information in the brain.
Note:ANCHE IL CERVELLO HA I SUOI CODICI

Yellow highlight | Location: 2,039
Activity from outside the brain can cause a neuron to fire—such as when a tone of a particular frequency excites the basilar membrane, and it in turn passes a signal up to a frequency-selective neurons in the auditory cortex.
Note:ATTIVAZIONE

Yellow highlight | Location: 2,046
Generally, neurotransmitters cause the receiving neuron to fire or prevent it from firing.
Note:TRASMETTITORI

Yellow highlight | Location: 2,057
One finding at the macro level about the function of the brain is the popular notion about hemispheric specialization—the idea that the left half of the brain and the right half of the brain perform different cognitive functions.
Note:EMISFERI

Yellow highlight | Location: 2,060
To begin with, the research on which this is based was performed on right-handed people.
Note:PRIMO LIMITE A QS RICERCHE

Yellow highlight | Location: 2,065
Writers, businessmen, and engineers refer to themselves as left-brain dominant, and artists, dancers, and musicians as right-brain dominant. The popular conception that the left brain is analytical and the right brain is artistic
Note:VULGATA

Yellow highlight | Location: 2,075
We’ve found lateralization in the brain basis of music as well. The overall contour of a melody—simply its melodic shape, while ignoring intervals—is processed in the right hemisphere,
Note:MELODIA

Yellow highlight | Location: 2,081
Musical training appears to have the effect of shifting some music processing from the right (imagistic) hemisphere to the left (logical) hemisphere,
Note:TRAINING

Yellow highlight | Location: 2,083
Children show less lateralization of musical operations than do adults, regardless of whether they are musicians or not.
Note:BAMBINI

Yellow highlight | Location: 2,105
Stefan Koelsch, Angela Friederici,
Note:SOTTO

Yellow highlight | Location: 2,108
The structural processing—musical syntax—has been localized to the frontal lobes of both hemispheres in areas adjacent to and overlapping with those regions that process speech syntax, such as Broca’s area, and shows up regardless of whether listeners have musical training.
Note:DOVE...LA MUSICA NEL CERVELLO

Yellow highlight | Location: 2,112
The brain’s music system appears to operate with functional independence from the language system—the
Note:MUSICA E LINGUAGGIO

Yellow highlight | Location: 2,114
As reported by Oliver Sacks, Clive lost all memory except for musical memories, and the memory of his wife. Other cases have been reported for which the patient lost music but retained language
Note:CHI PERSE LE FACOLTÀ LINGUISTICHE

Yellow highlight | Location: 2,115
When portions of his left cortex deteriorated, the composer Ravel selectively lost his sense of pitch while retaining his sense of timbre, a deficit that inspired his writing of Bolero,
Note:GENESI DEL BOLERO

Yellow highlight | Location: 2,132
resonance imaging machine (MRI)
Note | Location: 2,132
RISONANZA

Yellow highlight | Location: 2,134
(The research on the development of the first MRI scanners was performed by the British company EMI, financed in large part from their profits on Beatles records. “I Want to Hold Your Hand” might well have been titled “I Want to Scan Your Brain.”)
Note:MRI...GENESI

Yellow highlight | Location: 2,146
With fMRI I can tell that you are listening to music as opposed to watching a silent film, but we can’t yet tell if you’re listening to hip-hop versus Gregorian chants,
Note:I LIMITI

Yellow highlight | Location: 2,152
Listening to music and attending to its syntactic features—its structure—activated a particular region of the frontal cortex on the left side called pars orbitalis—a subsection of the region known as Brodmann Area 47.
Note:ANALISI FMRI

Yellow highlight | Location: 2,155
In addition to this left hemisphere activation, we also found activation in an analogous area of the right hemisphere. This told us that attending to structure in music requires both halves of the brain, while attending to structure in language only requires the left half.
Note:Ccccccccc

Yellow highlight | Location: 2,157
left-hemisphere regions that we found were active in tracking musical structure were the very same ones that are active when deaf people are communicating by sign language.
Note:I SORDI

Yellow highlight | Location: 2,160
We found evidence for the existence of a brain region that processes structure in general,
Note:STRUTTURE

Yellow highlight | Location: 2,167
The frontal lobes access our hippocampus and regions in the interior of the temporal lobe and ask if there is anything in our memory banks that can help to understand this signal. Have I heard this particular pattern before? If so, when? What does it mean? Is
RUOLO DELLA MEMORIA

martedì 2 luglio 2019

F i problemi di internet

http://marginalrevolution.com/marginalrevolution/2019/07/how-to-pro-actively-address-our-internet-problems.html

La scuola insegna cose ai ns ragazxi, vero?

Internet rovina i ns ragazxi, vero?

Perchè la scuola non insegna ai nostri ragazzi come usare internet?
You8 minutes ago
Perchè c'è così poca fiducia nell'educazione quando per tutto il resto c'è una fiducia sconfinata nell'educazione?

BYE BYE RAZIONALITA'

BYE BYE RAZIONALITA'

L'agire razionale non va lontano, appena fa due passi si paralizza di fronte a questo ostacolo.

Per superarlo occorre ben altro, occorre una cultura. Con la cultura, addio razionalità.

https://feedly.com/i/entry/Nkn6RK6HwBgWrvMj84SxHg63I5Wn8O87ZvoPCQT30Mw=_16bb26f715b:271a634:561e4df6

f probabilità dell'evento unico

per i frequentisti non esiste

https://feedly.com/i/entry/Od/Z0OrlTBzSrJtcae1t5qtueOtvOco3UFNx6gD9Pd4=_16bb2752b46:249b2:dd8759

IL MERCATO NON C’ENTRA

IL MERCATO NON C’ENTRA

E non chiamiamola “economia di mercato”, quella c’è fin dai tempi del medioevo.

Il mondo in cui viviamo da due secoli a questa parte è quello dell’ “economia dell’ innovazione”. Si crea distruggendo.

L'ECONOMIA E' UNA SCIENZA? (parte 13esima)

L'ECONOMIA E' UNA SCIENZA? (parte 13esima)

A chi sostiene che "l’economia non è una scienza", si risponde che l’economia applica in modo rigoroso il metodo scientifico.

Ma in pochi metterebbero mai in dubbio una cosa del genere. Anzi, sono convinto che tra gli economisti ci siano molti matematici sopraffini e alcuni tra i migliori ricercatori empirici in circolazione.

Ma rispondere in questo modo significa non aver colto l’obiezione, anche una "non-scienza" puo' applicare il metodo scientifico. Ddire che l’economia non è una scienza significa affermare che va soggetta al “bias del lampione”.

[… BIAS DEL LAMPIONE: un ubriaco sta cercando qualcosa sotto un lampione. Ti avvicini a lui: cosa stai facendo? Cerco le chiavi che ho perduto. Dove le hai perdute? In quella stradina buia laggiù. E perché le cerchi qui? Ubriaco: qui c’è luce e si vede molto meglio…]

In altri termini: gli economisti hanno costruito lampioni di prim’ordine, con una luce che consente di vedere tutto nitidamente, tuttavia rischiarano un posto dove non ha molto senso cercare cio' che ci interessa.

L’IGNORANZA NON E’ MAI STATO UN PROBLEMA

L’IGNORANZA NON E’ MAI STATO UN PROBLEMA
L’uomo ignorante ha di fronte a se due sole strade: la saggezza (fondata sul buon senso) o l’irrazionalità (fondata sull’ideologia).
Di norma, sul mercato opta per la saggezza (“winsdom of the crowd”), in politica sceglie l’irrazionalità (“rational-irrational”).
Il motivo è semplice: sul mercato compie scelte di cui risponde (se sbaglio a selezionare la qualità delle mele, poi me le devo mangiare io e solo io). In politica no (se sbaglio a votare, la cosa ha minuscole conseguenze per me: il mio voto sposta poco e il mio eventuale errore è ripartito su una moltitudine di persone).
Per questo sul mercato noi ignoranti siamo saggi (pragmatici) mentre  in politica siamo irrazionali (ideologici).
L’ignoranza non è mai stata un problema poiché ieri la politica pesava meno e, in ogni caso, l’ignorante veniva provvidenzialmente tagliato fuori grazie ai “partitoni”, unica forma di partecipazione politica e ai “giornaloni”, unico canale per la circolazione delle idee. 

Oggi invece…

A CHE SERVE LA MUSICA?

A CHE SERVE LA MUSICA?

1) A niente (Steven Pinker). E’ solo materiale di risulta che ha prodotto l'uomo nello sforzo di forgiare il suo linguaggio.

2) A corteggiare (Charles Darwin). Pensa solo a quante avventure hanno le rock star!

3) A produrre un legame sociale (Daniel Levitin). Pensa al coordinamento che necessità ballare o cantare insieme una musica.

4) Allo sviluppo cognitivo (Sandra Threub). E’ un buon modo per preparare un bambino alle sfide cognitive che lo attendono (per esempio, imparare una lingua naturale).

IMO: 15-35-40-10

LA BATTAGLIA DELLE PAROLE

LA BATTAGLIA DELLE PAROLE

Schumpeter diceva che la parola "liberal" era l'omaggio reso dal vizio alla virtù.

Tuttavia, oggi i tempi per queste battutine sono tramontati, il termine "liberale" è irrimediabilmente ad appannaggio degli "egalitaristi" e della sinistra in generale. Rinunciamo allora ad ogni rivendicazione storica (la storia non interessa a nessuno), non perdiamo tempo con le etichette ed impegniamoci a scovare un'alternativa.

Che ne dite di "individualisti"?

IL SUCCESSO DEL CRISTIANESIMO

IL SUCCESSO DEL CRISTIANESIMO

La diffusione del cristianesimo nell'impero romano fu in gran parte dovuta all'intolleranza cieca dei primi cristiani; il loro proselitismo incondizionato, aggressivo e inarrestabile li rese vincenti. Anche le persecuzioni di cui furono oggetti avevano molto più a che fare con la loro intolleranza per il pantheon degli dei locali che non per il contrario. Quella che leggiamo è la storia scritta dai cristiani, non quella greco-romana. I pagani erano ben più disposti ad affiancare il loro credo a quello di altre popolazioni.

https://read.amazon.com/kp/notebook?amazonDeviceType=A2CLFWBIMVSE9N

lunedì 1 luglio 2019

F la morte del liberalismo. un'opinione contraria

https://feedly.com/i/entry/B7jw4LCucCLXhd0mcd9EmMn+sbxtNLGOdNAs60PDOTo=_16bad0ffc5c:2000e6c:561e4df6

non è vero che il ceoliberismo sia morto vedi cina, svizzera...

F povertà initalia

UTILITA' DEL REDDITO DI CITTADINANZA

Grazie al programma del reddito minimo sappiamo due cose in più:

1) Il problema della povertà, in Italia, riguarda soprattutto gli immigrati.

2) Il tasso di povertà degli italiani è probabilmente sovrastimato.

UNO STUDIO DICE CHE…

UNO STUDIO DICE CHE…

Le statistiche sono importanti! Oggi più che mai. Quando un politico serio ci dice che A e B sono collegate e che quindi agire su A ci consente di influenzare B, ce lo dice sulla base di studi statistici rigorosi.

Ma noi profani non capiamo le statistiche, tendiamo a confondere due cose che sono completamente diverse:

A: la probabilità che il test statistico possa sbagliare.

B: la probabilità che il test statistico sia sbagliato.

Distinguere è cruciale: in genere, infatti, i test statistici che ci propongono sono strumenti quasi infallibili che quasi certamente sbagliano.

Vi gira la testa? Anche a me. Ecco, ci gira perché confondiamo di continuo A con B. Persino se conosciamo il nostro punto debole cadiamo nella trappola.

Mi spiego con un esempio. Ammettiamo che su 10.000 geni ce ne sia uno che causi la schizofrenia. Sottoponiamo i geni ad un test statistico quasi infallibile (1% di errore). Il test ci dirà che esistono 100 geni che causano la schizofrenia (tra cui quello che la causa realmente). Se di quei geni selezionati ne prendo uno a caso la probabilità che causi la schizofrenia è bassissima (1/100), quindi l’esito del test è quasi certamente sbagliato. In altri termini: un test quasi infallibile che quasi certamente ci fornirà verdetti errati.

Il profano davanti allo studio statistico sarà molto impressionato perché pensa ad A e si dimentica regolarmente di B, ovvero di cio’ che più conta realmente.

COMPAGNI LIBERALI CHE SBAGLIANO

COMPAGNI LIBERALI CHE SBAGLIANO
Molti liberali ingenui credono di dover tollerare tutti tranne gli intolleranti, ma non è così: devono tollerare tutti tranne una sottocategoria marginale di intolleranti: gli intolleranti asimmetrici.
Esempio: se escludo dalla mia festa negri ed ebrei perché li odio non sono un intollerante, ma sono simmetrico, e vado dunque tollerato. Se pretendo che negri ed ebrei siano esclusi anche dalla tua festa sono invece un intollerante asimmetrico, e non posso essere tollerato.  

Ecco, l’intollerante simmetrico è talmente odioso che il “liberale di larghe vedute” non riesce davvero a tollerarlo oltre e contro di lui invoca a sproposito l’intolleranza in nome famoso paradosso.

PERCHE’ I LIBERALI SONO POCHI E DIVISI? (1)

PERCHE’ I LIBERALI SONO POCHI E DIVISI? (1)

Tutto si spiega guardando alla loro filosofia di fondo: “i problemi sono complessi, facciamo un passo indietro e lasciamo che ciascuno scelga come crede”.
Ora, quando la gente si occupa di politica non vuole fare “un passo indietro”, vuole dire la sua su qualsiasi cosa. Per questo i liberali sono POCHI.

I liberali stessi non resistono alla tentazione di dire la loro su qualsiasi cosa e quando lo fanno sono inevitabilmente DIVISI poiché l’ideologia che condividono trascura le soluzioni specifiche.