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lunedì 20 aprile 2026

I 10 passi

CATECHISMO-FAI-DA-TE


Faccio una lista dei passi che deve affrontare una teologia cristiana, dopodichè dedicherò a ciascuno di essi le mie riflessioni compresse per estrarne un catechismo fai-da-te. Saranno le pillole di capitoli tutti da scrivere. L'intento è quello di rendere la dottrina cristiana più ragionevole e intuitiva, libero come sono dalle pastoie del retaggio storico. La sensazione è che il tomismo classico, carico com'è di metafisica, persuada solo i già persuasi, e talvolta nemmeno quelli. Da lettore onnivoro, mi sono ritrovato ad attingere a contributi eterogenei, cosicché la sintesi che ne è scaturita potrà forse risultare indigesta a qualcuno; nondimeno, la considero sufficientemente originale e non una mera rielaborazione di quanto è già stato altrove esposto in modo esaustivo. Ognuno giudicherà se con l'ortodossia si produce una frattura insanabile o c'è possibilità di convivenza. Gli strumenti di base saranno la razionalità bayesiana e il realismo naif. Chissà, probabilmente non sarà più cristianesimo, ma chi puo' dirlo? L'idea di base è che il cristianesimo non sia più una piattaforma per il vivere civile, cosicché non necessiti di piena ortodossia. Oggi, quando non è abitudine passiva, è più che altro un'impresa intellettuale a cui segue una scelta personale di vita, ovvero qualcosa in cui la libertà di pensiero è da mettere al centro.


INTRO: definizione di Dio.


CORPO:


1. Dio esiste


2. Dio è amore. Trinità. 


3. Dio ci condanna. Il peccato originale.


4. Dio è pietoso. L' Incarnato. 


5. Dio è misericordioso. Espia per noi.


6. Gesù è un modello. Vita perfetta. 


7. Dio ci giudica. Inferno e Paradiso.


INTERVALLO 1: perché il male?


INTERVALLO 2: perché Inferno e Paradiso?


INTERVALLO 3: il Purgatorio.


8. Dio ci parla. Bibbia e Chiesa.


9. Gesù è Dio.


10. Gesù risorge.


CODE: Preghiera, Messa, Eucaristia, dottrina sociale, Scienza & Fede, Animali, Equità dell'inferno, Apocalissi, Anima, Misericordia, Santi, Madonna, Rivelazione.


CONCLUSIONI.


Ringraziamenti.


***


INTRO Catechismo fai-da-te: definizione di Dio.


Alcuni mettono in dubbio l’idea di Dio per il semplice fatto che non sia possibile definirlo. Io, invece, ritengo che uno dei punti di forza dell’idea teista risieda proprio nella particolare semplicità della definizione di Dio. Dio, innanzitutto, è una persona; e già qui, diciamo pure, salutiamo il tomismo. È una persona che potremmo definire perfetta, ossia dotata di tutti gli attributi positivi nel loro grado massimo. Se la conoscenza è da considerarsi un bene, Dio è in grado di conoscere tutto ciò che vi è da conoscere. Se l’agire è considerato un bene, Dio può fare tutto ciò che è possibile fare. Se la bontà è una virtù, Dio è buono al massimo grado. In sostanza, la definizione è già conclusa. La sua semplicità è evidente, poiché, se devo definire una qualità finita e delimitata, devo stabilirne i confini e dunque ricorrere a formulazioni ben più complesse. Se invece adopero l’espressione “al massimo grado” oppure faccio ricorso al concetto di infinito, non vi è nulla da formalizzare: tutto è già racchiuso in quella sola parola. Aggiungo che, se la semplicità è un criterio epistemologico che ci induce a preferire una soluzione piuttosto che un’altra quando abbiano pari potere esplicativo, allora l’ipotesi teistica che fa perno sulla persona divina è un’ipotesi particolarmente semplice e, perciò, preferibile. Da quanto detto appare chiaro che il concetto di Dio è recepibile anche da un bambino, poiché può essere assimilato a quello di un supereroe. Dio, infatti, è una persona sommamente buona, che può fare tutto, conoscere tutto e ha come missione il bene. In pratica, un Superman, ma ancora più perfetto. Ultima cosa: Dio è anche libero; ma, se vogliamo attribuire a questa parola un significato comprensibile, dobbiamo concepire Dio come qualcuno che sceglie. Poiché Dio deve essere anche buono, tra una scelta buona e una cattiva sceglierà necessariamente la prima. Questa necessità lo rende meno libero. Affinché sia davvero libero, è necessario che in molti casi esistano scelte equivalenti, ossia opzioni da considerare sullo stesso piano, sotto ogni aspetto. Solo in questi casi Dio manifesta la sua libertà. Per esempio, Dio ha creato l’universo, ma possiamo supporre che avrebbe potuto fare anche qualcos’altro di altrettanto buono. Di conseguenza, possiamo concludere che abbia creato l’universo mediante un atto libero.


***


PASSO 1 Catechismo fai-da-te: Dio esiste.


Forse è il passo più facile, in fondo esistono molti argomenti ragionevoli per pensarlo. Io, anche per tenere aperto un dialogo con i non credenti, preferisco quelli che impiegano poca metafisica. Li classificherei così:


Argomenti della ARMONIE: fine tuning e fratellini ( = armonia psichica, armonia matematica, armonia della conoscenza). Tutta roba che l'esistenza di Dio spiega da dio.


Argomenti delle EVIDENZE: spiegare libertà, coscienza, ma anche morale, bellezza, giustizia... Senza Dio diventano tutti "hard problem", un eufemismo per invocare una impossibilità.


Argomenti ANTROPICI: sia il teismo che SIA (principio antropico razionalista) prevedono un universo il più popolato possibile. Nessuna teoria atea puo' farlo.


Argomento di INSTABILITA': la scienza stessa ci dice quanto siamo inaffidabili nel cercare la verità, e poi, dimentica di questo, ci proclama il vero. Anche un pragmatico come me deve chiedersi quale sia la filosofia migliore per vivere bene, e di solito NON è il pragmatismo.


Argomento della SEMPLICITA': l'ipotesi teista è più semplice da descrivere rispetto a qualsiasi risposta "finitista", poiché quest'ultima deve formalizzare dei confini mentre alla prima basta la semplice categoria dell'infinito. Inoltre, il regresso infinito, una teoria rivale al teismo, "non spiega" perché "spiega troppo". Dio, nel catechismo fai-da-te è una Persona, quindi assimilabile ad un Supereroe, ovvero comprensibile anche a un bambino. 


Argomento STRATEGICO: le considerazioni di cui sopra colmano le lacune di una scommessa di Pascal presa allo stato "puro", e rendono quindi adottabile quel paradigma. Ma come far convivere un discorso pragmatista, quale quello della scommessa di Pascal, con un teismo autentico? Ebbene, siamo dotati di una mente modulare, che consente la coesistenza di idee differenti. Sfruttiamola!


***


Passo 2 catechismo fai-da-te: Dio è amore.


La ragione mi dice che l'amore è cosa buona, per cui, dalla definizione di Dio, discende il fatto che Dio ama. L'amore più nobile è quello tra pari poiché non indotto dalla natura ma da una libera scelta, il che giustifica la Trinità: il Padre genera il Figlio per amare un suo pari, e da questa unione si effonde lo Spirito che, disceso su di noi, ci spinge ad amare il prossimo nostro pari. Il Dio cristiano sembra rientrare nella categoria.


Un tocco personale: Dio potrebbe averci creato per amore. In altri termini: l'universo potrebbe essere una contingenza, ovvero un'opzione in concorrenza con altre altrettanto buone. Se fosse così, potremmo dire che si è realizzato attraverso un atto libero e gratuito, ovvero di amore inspiegabile. [Dio agisce sempre per massimizzare il bene, ma non è detto che non esistano percorsi equivalenti, a questo punto compie scelte realmente libere e quindi insondabili]


***


Passo 3 catechismo fai-da-te: Dio ci condanna con il peccato originale.


Come la scienza pone dei limiti alla nostra natura, anche la religione ci limita attraverso l'idea del peccato originale e la colpa trasmessaci dai Padri. La trasmissione di una colpa risulta poi del tutto naturale alla ragione: se hai un carattere di merda come tuo padre, non sarà una tua "colpa" ma nemmeno sei stato vittima di ingiustizie. Le cose funzionano così. L'analogia tra colpa e debito rende le cose ancora più chiare: quando erediti, erediti anche i debiti del patrimonio paterno. Se c'è una differenza tra il fai-da-te e l'originale, consiste nel fatto che il primo riduce la teoria del peccato a una descrizione avalutativa. Mi piace poi l'idea che la violazione da cui origina il peccato si stata quella di attingere dall'albero della conoscenza. Anche oggi le scienze umane ci dicono che l'abuso di conoscenza, più che l'ignoranza, sia fonte di guai.


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Passo 4 catechismo fai-da-te: Dio è pietoso e si incarna.


Che un Dio d'amore senta il legame con la sua creatura al punto di incarnarsi per stare più vicino a lei, è del tutto comprensibile. Tuttavia, non mancano i problemi: perché non si è incarnato prima? Forse non era pietoso con i primitivi o con l'antichità? Alla ragione ripugna un diverso trattamento degli uomini. Un rimedio potrebbe essere quello che si adotta a scuola: chi ha avuto un compito difficile sarà giudicato con più indulgenza, chi ha avuto un compito più facile sarà giudicato con più severità. L'incarnazione, nel mio catechismo, non rappresenta un atto d' amore ma un cambio equivalente di strategie di salvezza.


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Passo 5 catechismo fai-da-te: Dio è misericordioso. Espia per noi.


Per la ragione, è davvero strano che una colpa possa essere scontata da un altro. Questo è plausibile nel diritto civile, dove un risarcimento puo' essere pagato da un terzo verso cui poi saremo indebitati. Ma il peccato macchia di una colpa che assomiglia di più a quelle trattate nel diritto penale: non puo' essere lavata condannando un terzo innocente, per quanto costui si offra volontario. Conseguenze: Gesù è tra noi per esemplificare la vita perfetta, non per morire espiando in nostra vece. Questo fa parte del cambiamento tra strategie equivalenti di cui al post precedente. Il servizio alla nostra salvezza resta ma la divergenza con l'ortodossia è grande. La morte per le proprie idee e il proprio Dio è solo un'indicazione di vita perfetta. Sono le circostanze di vita che rendono necessaria la morte di Gesù, non la necessità di espiare per noi.


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Passo 6 catechismo fai-da-te. Gesù è un modello. Vita perfetta.


Vedi passo 5.


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Passo 7. Dio ci giudica. Inferno e Paradiso.


La ragione ha un concetto di giustizia per cui "ognuno deve avere il suo". Per questo la vita si chiude con un giudizio infallibile, in caso contrario entreremmo in un loop infinito e insensato. La fine è un fine, conferisce senso e delinea un obbiettivo. La vita, quindi, è solo una prova in vista di questo giudizio. Qualcosa che si rende necessario poiché nell'uomo si è incarnato uno scambio: libertà radicale vs sicurezza. La nostra libertà radicale è un bene che compensa la garanzia del bene. La libertà radicale: 1) ci mette a rischio di sbagliare e 2) ci rende almeno in parte misteriosi persino all'onniscienza divina. Quest'ultimo fatto rende necessario sottoporre l'uomo ad un banco di prova, ovvero la vita vissuta, che istruirà Dio per un giudizio infallibile. La nostra vita non è più qualcosa che l’onniscienza divina rende superflua ma una prova necessaria. 


INTERVALLO 1: il male naturale. Inutile aggiungere che questo schema giustifica il male naturale poiché nella prova sarà necessario valutare i comportamenti dell'uomo di fronte al Male.


INTERVALLO 2 Inferno e Paradiso. La Fine dei Tempi è qualcosa che non riesco a concepire, per cui vedo tutta la vicenda della salvezza all'interno di una dimensione temporale. Dio si limiterà a cristallizzare tutto, solo la fisica non puo' concepire il tempo senza dinamica ma la ragione sì. Può esistere un tempo in cui si manifesta l'immobilità dell'essenziale. Al termine della prova, i salvati saranno cristallizzati in una condizione spirituale paradisiaca e i dannati in una condizione spirituale infernale, ma questa sistemazione sarà graduale, per cui la condizione paradisiaca più bassa sarà simile alla condizione infernale più alta. Forse, ognuno di noi avrà la sua condizione eterna (non fuori dal tempo).


INTERVALLO 3: Purgatorio. Nel mio catechismo fai-da-te ha un posto: la nostra condizione di persone radicalmente libere ci rende sommamente misteriose, e un residuo del nostro mistero resta anche alla fine della prova. Puo' essere dissipato solo dalle preghiere dei viventi che, se sinceramente sentite, possono illuminare Dio sul destino di un'anima e mutare la sua sorte.


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Passo 8. Catechismo fai-da-te: Dio ci parla. Bibbia e Chiesa.


La Sacra Scrittura, se letta come un libro normale, è palesemente errata in più punti. Non solo, è anche contraddittoria. Cosicché richiede sempre nuove interpretazioni e matafore creative per adattarla ai tempi. Ma come possiamo considerare un simile libro sbilenco, per quanto poetico, come Sacro? E' necessario abbracciare l'assunto per cui il Libro non sia come gli altri. Va visto piuttosto come l'anello causale di partenza di una catena di eventi che ha diffuso sulla terra il messaggio cristiano. Alla domanda "cosa intendi come Bibbia?" non basta rispondere riferendosi a cio' che è scritto nella Bibbia, bisogna indicare qualcosa che si lega causalmente all'oggi e alla realtà cristiana dell'oggi. Una volta identificata in questo modo sarà possibile interpretare il messaggio secondo ragione. Allungando il brodo delle metafore è praticamente possibile dire tutto ovvero riempire qualsiasi contenitore, un po' come con la Costituzione. Alla fine possiamo considerare questa continua ermeneutica come una forma di liturgia più che come uno sforzo per il reperimento del significato, già a disposizione nella dottrina. Lo stesso percorso va fatto quando vogliamo rispondere alla domanda "qual è la vera Chiesa?". E' quella associazione di uomini che lega causalmente con continuità la compagnia di amici intorno a Gesù alla realtà contemporanea. Di solito, un'associazione ha una compagine sociale (istituzioni) e un oggetto sociale, l'analisi storica si concentrerà su questi due elementi.


***


Passo 9 e passo 10. Catechismo fai-da-te. Gesù risorge, Gesù è Dio.


La resurrezione di Gesù costituisce il sigillo che attesta la sua divinità, così come, del resto, i numerosi miracoli da lui compiuti durante la vita terrena. La possibilità di tali eventi non va esaminata isolatamente, ma deve essere affrontata risalendo al primo passo: una volta ammessa l’esistenza di Dio, la probabilità dei miracoli ne consegue naturalmente. Piuttosto, si impone l’interrogativo sul motivo per cui un Dio onnisciente dovrebbe intervenire a correggere la realtà; tuttavia, si è già osservato come il dono di una libertà radicale riduca, per così dire, l’onniscienza divina, rendendo necessari interventi correttivi. Il miracolo assolve dunque una duplice funzione: da un lato, attestare una presenza divina; dall’altro, operare una correzione resa necessaria dal conferimento della libertà radicale.


CODA 1: La preghiera. 


Nel momento in cui si affronta il tema dei miracoli, appare opportuno soffermarsi anche sulla preghiera, poiché vi si manifesta il medesimo principio. La riduzione dell’onniscienza divina conferisce alla preghiera un rilievo particolare: è infatti nella preghiera che l’animo umano si disvela con maggiore limpidezza a Dio, il quale può così adottare eventuali provvedimenti per orientare e correggere il corso degli eventi. Un Dio che si corregge è un Dio che può sbagliarsi e, in quanto tale, autenticamente libero.


CODA 2: la Messa.


Nel mio catechismo fai-da-te, la Messa e il rito in generale assume una rilevanza leggermente diminuita rispetto a quella della tradizione. Questo perché la funzione collaterale dei riti è quella di offrire coordinamento sociale, ovvero una funzione oggi sostituita da altre istituzioni. Ciò detto, resta la funzione principale, ovvero quella di aprire il proprio animo a Dio in modo che la divinità ci legga nel modo più trasparente. Ma questa funzione non richiede necessariamente il rito e quindi può essere svolta anche attraverso l'esame di coscienza o altri sacramenti come la confessione.


CODA 3: Scienza e Fede. 


Scienza e fede possono essere riconciliate a condizione che ciascun paradigma accetti di compiere alcune concessioni. La scienza, in particolare, dovrebbe adottare un quadro di razionalità di tipo bayesiano. Del resto, è proprio questo l’approccio che ho cercato di seguire qui. La fede, d’altro canto, è chiamata ad accogliere una prospettiva probabilistica: credo e spero in Dio perché considero l’ipotesi della sua esistenza la più plausibile tra quelle a mia disposizione. La possibilità di errore sarà sempre l'angelo con cui lotteremo.


CODA 4: L' Eucaristia.


La presenza del corpo e del sangue di Cristo nell’eucaristia richiede un miracolo di non lieve entità, ma ciò non costituisce un’obiezione dirimente. Tale presenza attesta, piuttosto, un tratto peculiare della religione cristiana: la prossimità corporea del Dio incarnato alla comunità dei fedeli. Questo aspetto mi è congeniale e lo accolgo, poiché la dimensione corporea quale elemento costitutivo dell’identità rappresenta un criterio rilevante nella raccolta degli indizi a favore dell’esistenza divina. Nel primo passo non vi è stato modo di soffermarsi adeguatamente su tale fattore, ma sarà possibile farlo in sede di commento.


CODA 5: dottrina sociale. 


Così come Dio ha donato all’uomo una libertà radicale, allo stesso modo i governi dovrebbero riconoscerla ai governati, anche perché il bene si realizza unicamente attraverso un atto libero. Un bene imposto dall’esterno è privo di valore, quindi inutile. Anzi, dannoso perché illude gli uomini e spiazza i volenterosi. Quel tale diceva: "non ti perdonerò mai perché mi hai imposto di fare ciò che avrei fatto spontaneamente".


CODA 6 animali.


Gli animali costituiscono un enigma, poiché sono presenze che condividono con l’uomo alcuni tratti, come una coscienza, sebbene attenuata, e quindi anche una capacità di soffrire, con tutte le conseguenze in termini di doveri che ne derivano nei loro confronti. Per altro verso, tuttavia, essi restano profondamente distanti dall’uomo. Non riesco, per esempio, a concepire che possano avere doveri in questo senso: così deresponsabilizzati, non possono essere oggetto di salvezza, né di un piano salvifico proporzionato alla loro coscienza diminuita. La loro esistenza non può essere pensata come una prova in vista di un giudizio. Non resta allora che attribuire loro la funzione di arricchire il materiale a disposizione di Dio per mettere alla prova l’uomo. L’uomo dovrà confrontarsi con i suoi simili, con la natura inanimata e anche con una natura peculiare, dotata di coscienza attenuata, quale è quella degli animali.


CODA 7 equità dell'inferno.


C'è chi l'ha revocata in dubbio ritenendo tale pena incostituzionale. Nel mio paradigma Dio si limita a far trascorrere il tempo in una sorta di immobilità (cristallizzazione della condizione spirituale). Un atto neutro che dà senso alla storia facendola uscire da un ciclo perenne, di per sè non incide sulla crudeltà della pena, la quale non ha "durata" in senso fisico. 


CODA 8 Apocalssi.


Ho sostenuto che per dare senso alla storia occorre un termine (escatologia), altrimenti saremmo imprigionati in un ciclo infinito e insensato. Qui aggiungo che la fine dei Tempi è più vicina di quanto ci aspetteremmo. Mentre il doomsday argument è invalido, l'argomento del Grande Filtro abbinato al paradosso di Fermi è più che valido, e ci dice che dobbiamo ancora affrontare quel collo di bottiglia che le civiltà non riescono a superare.


CODA 9 La Misericordia. 


Non c’è spazio, in questo schema che privilegia la giustizia, per una misericordia vera e propria. Tuttavia, laddove vi è amore, può trovare spazio anche una specie di misericordia. E l’amore lo abbiamo riscontrato nel fatto che Dio abbia creato il mondo, invece di volgersi a un’alternativa equivalente. Oppure nel fatto che si è incarnato. Ma qualcosa di analogo alla misericordia traspare anche nella risposta alle nostre preghiere, attraverso l'ascolto delle quali Dio colma la propria ignoranza, dovuta alla libertà radicale che ha donato alla sua creatura. 


CODA 9 Anima.


Non esiste una teoria dell'identità soddisfacente, questo esalta l'ipotesi dell'anima. Esperimenti mentali come il teletrasporto e la divisione dei cervelli rinforzano questa conclusione. O accettiamo il fatto che possiamo fare a meno di un'identità personale o, conservando il senso comune, la assumiamo adottando il concetto di anima.


CODA 10 I Santi.


I Santi, con la Madonna in prima fila, sono intermediari tra Dio e l’uomo; quest’ultimo è una creatura dotata di una libertà radicale che lo rende parzialmente impermeabile persino all’onniscienza divina. Tuttavia, l’uomo può aprire il proprio cuore a Dio, così da abbattere questo muro di mistero: un’operazione che, per taluni, riesce più agevole attraverso i Santi. Se mi rivelo con la dovuta intensità a San Gennaro, posso confidare che tale preziosa confidenza giunga alla mente divina e sia presa in considerazione nella valutazione delle mie richieste o nel giudizio finale.


CODA 11. Rivelazione


Poiché il mio catechismo attribuisce grande rilievo alla ragione umana, è piuttosto scontato che la Rivelazione pura vi assuma un peso modesto. Di norma, nella fase rivelatoria, Dio stabilisce precetti che la ragione, da sola, non giunge a formulare, se non come indicazioni utili al coordinamento della comunità cristiana. E qui ritorna la consueta osservazione: oggi tale funzione è svolta da altre istituzioni, sicché ha poco senso investire molto su questo aspetto. Una conseguenza è il privilegiare l’etica protestante rispetto a quella cattolica: pochi precetti e severità di giudizio, contro molti precetti con un’assoluzione pressoché garantita. Quei “pochi precetti” non potranno che essere conformi alla ragione.


Ma vi è un altro ruolo che la Rivelazione può svolgere, e lo si ricava dal modo in cui ho scelto di procedere nei vari Passi: mi chiedo dapprima come la mia ragione immagini che Dio si manifesti, e valuto poi come egli si sia manifestato ai cristiani. Se le mie aspettative razionali risultano almeno in parte soddisfatte, tale coincidenza può essere spiegata con la conclusione che il Dio cristiano sia autentico. Ho dunque bisogno di due cose: ragione e Rivelazione. Do quindi per scontato che la dottrina del Credo abbia una componente robusta legata alla Rivelazione, così da potere svolgere il mio ragionamento da investigatore bayesiano


***


CONCLUSIONI.


Sono consapevole che il “Catechismo fai-da-te” non possa configurarsi come un catechismo ortodosso della religione cristiana. Sussistono, inevitabilmente, alcune frizioni suscettibili di turbare il credente più rigoroso, a cominciare dalla missione divina di Gesù, che, in questa prospettiva, non consiste nell’espiazione dei peccati, bensì nell’indicare un modello di vita perfetta. Tale variazione, che reputo maggiormente conforme a criteri di ragionevolezza, si inscrive tuttavia nel concetto di strategie equivalenti per la salvezza, nozione che si rende necessaria per salvaguardare un principio fondamentale di giustizia, evitando di accordare un privilegio a chi sia più direttamente esposto alla figura e all’insegnamento di Gesù.


Non meno problematico potrebbe risultare, per alcuni, il concetto di libertà radicale, che incide, almeno in parte, sull’idea tradizionale di onniscienza divina. Tuttavia, così come si può intendere l’onnipotenza come l’insieme di tutto ciò che è possibile fare, analogamente si può concepire l’onniscienza come l’insieme di tutto ciò che è conoscibile; e tra ciò che non può essere pienamente conosciuto si può includere il comportamento di una creatura autenticamente libera. D’altronde, la nozione di libertà radicale si armonizza razionalmente con l’atto della preghiera, con il giudizio finale, con il problema del male naturale, nonché con l’idea di una vita che, a questo punto, si rivela assolutamente necessaria.


Autori a cui mi sono ispirato: Richard Swinbourn (ortodosso), Michael Huemer (ateo), Peter van Inwagen (cristiano), Alvin Plantinga (cristiano), David Chalmers (ateo), Colin McGuinn (ateo), Nick Bostrom (ateo), Saul Kripke (ebreo), Eugene Wigner (?), Jerry Fodor (ateo) Dustin Crummett (cristiano), Matthew Adelstein (ateo in transizione), John Leslie (platonico), Pascal Boyer (ateo), Robin Hanson (ateo), Katja Grace (atea), Derek Parfit (ateo), Michael Suk-Young Chwe (rito), David Sloan Wilson (ateo), Edward Feser (criswtiano), Bryan Caplan (ateo), Paul Seabright (ateo), eccetera.


P.s. Mi interesserebbe il parere, senz’altro critico, di Montagner Alessio, benché esiti a infliggergli la seccatura di dover leggere questa spatafiata. Ad ogni modo, aggiungo che il paragrafo sugli animali è sommamente insoddisfacente e da completare, devo prima riflettervi. Tra le lacune che mi vengono in mente, vi è quella che riguarda le figure angeliche, i Santi e la Madonna, benché conti di aggiungerle a breve, poiché al riguardo ho idee piuttosto precise [aggiunta in coda 10]. Poi c'è anche il ruolo della Rivelazione [aggiunta in coda 12]. Resto nondimeno ben disposto ad accogliere eventuali suggerimenti. E ciò vale per tutti i miei amici maggiormente interessati al tema religioso.


Luca Gb 

Mattia Pascale 

Stefano Zucconi

Massimo Scaglione 

Massimiliano Wieder Paniz Peroni 

Michele De Russi 

Michele Silvi 

Alessio Pizzutti 

Davide Curioni

J Alfred Prufrock 

Marco Maria Trasatti 

Andrea Facci 

Hic

Andrea Pennini 

Nicola Claudio Salvatore 

Nicola Mariani 

Sara Milano

lunedì 26 luglio 2021

definitivo RAGIONI PER CREDERE - ARGOMENTI RAZIONALI PER CREDERE IN DIO -

 ARGOMENTI RAZIONALI PER CREDERE IN DIO


E' ancora possibile coniugare la ragione e la fede una volta che si respinge l'apparato metafisico a cui fa ricorso Tommaso (vedi mio post precedente)? Io penso di sì, ecco gli argomenti che possono ancora supportare l'idea di un Dio presente (si accettano integrazioni e correzioni):

1) Fine Tuning. Spiegare il singolo caso di un universo come il nostro? L'ipotesi di un'intelligenza divina al lavoro non ha problemi nel farlo, anche se l'ateo può' ripiegare sull'altrettanto efficace ipotesi del multiverso. Ancora più efficace è il fine tuning per la conoscenza dell'universo.

2) Coscienza e altri Misteri. Ci sono realtà come quelle della coscienza - ma anche della libertà, la giustizia, la morale... - che sembrano travalicare la limitata analisi naturalista. In questi casi la presenza di Dio potrebbe metterci una pezza. Persino la har science come la fisica sembra produrre algoritmi anziché spiegazioni, cio' significa che al fondo c'è un Mistero, e lì possiamo inserire Dio.

3) Principio antropico (o armonia nomologica). Quante più persone esistono, tanto più è probabile l'incredibile caso della mia esistenza. Ma un Dio che ci ama e che ci considera preziosi crea tutte le persone la cui esistenza è possibile, quindi non dovrei sorprendermi. Nell'ipotesi atea questo non vale, e in questo caso non c'è multiverso che tenga.

4) Armonia psichica (e armonie varie). Facciamo quel che ci piace e fuggiamo da cio' che ci fa soffrire. Tutto cio' è sorprendente (pensateci bene)! Vieni a spiegare una similitudine "armonia"? Da dove esce? I teisti hanno la risposta migliore. Sulla scia dell'armonia psichica ne esistono molte altre che pongono gli stessi problemi: armonia della matematica, armonia della conoscenza...

5) Instabilità del naturalismo. La credenza naturalista, l'alternativa più credibile al teismo, sembra decisamente instabile. Prendiamo l'ipotesi evoluzionista: ci dice che non siamo fatti per cercare la verità ma poi pretende di raccontarci la verità. Simili circoli viziosi non intaccano chi presuppone l'esistenza di un Dio.

6) Instabilità del pragmatismo. La filosofia più credibile alla fine dovrà chiedersi quale filosofia ci conviene adottare, e qui la risposta non è mai "il pragmatismo" quanto piuttosto il realismo ingenuo, che è la base del miglior teismo

7) Semplicità. La spiegazione teistica rivaleggia con quelle finite, ma queste ultime sono più complesse poiché delimitare dei confini è più complicato che assumere una realtà senza confini.

8) Esplicatività. La spiegazione teistica rivaleggia con quella del regresso infinito, ma quest'ultima non spiega troppo, ovvero spiega sia A che non-A.

9)Pascal. Chi ritiene che i cinque punti precedenti facciano aumentare la probabilità dell'esistenza di un Dio di un certo tipo, può' completare l'opera scommetterci sopra secondo l'insegnamento pascaliano evitando di incorrere nei noti limiti del suo argomento.

Questi nove punti mi sembrano buoni perché accantonano la metafisica di Tommaso e si fondano sul buon senso ordinario. Fanno ricorso alle tipiche ragioni che utilizziamo nella nostra vita quotidiana o nel fare scienza. Personalmente, penso che i punti 2-3-4 siano i più solidi. Naturalmente, da qui alla fede in Gesù Cristo, tanto per dire, il salto da fare è ancora notevole, ei tentativi fatti dai teologi moderni, il mio preferito è Richard Swinburne, suonano un po' forzati. Tuttavia, ci siamo comunque costruiti un solido apriori che sembra indispensabile per dare un senso credibile alle Sacre Scritture. Anche per questo motivo mi piace molto la ragione 3 che, oltre a congetturare un Dio amoroso, fa trapelare una certa "preferenza" per l'uomo.


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EAASS:

Argomento della ARMONIE: fine tuning e fratellini (*) (armonia psichica, armonia matematica, armonia della conoscenza).

Argomento delle EVIDENZE: spiegare libertà, coscienza (**) ma anche morale, bellezza, giustizia...

Argomento ANTROPICO: sia il teismo che SIA prevedono un universo il più popolato possibile. Nessuna teoria atea puo' farlo.

Argomento di INSTABILITA': la scienza stessa ci dice quanto siamo inaffidabili nel cercare la verità, e la filosofia atea è travolta dallo scetticismo, persino il famoso "senza Dio nessuna morale" puo' rientrare nella categoria) (***). Anche il pragmatico deve chiedersi quale teoria conviene adorttare, e il pragmatismo non conviene.

Argomento della SEMPLICITA': l'ipotesi teista è più semplice da descrivere rispetto a qualsiasi risposta finitista. Inoltre, il regresso infinito "non spiega" perché "spiega troppo".

Argomento STRATEGICO: le considerazioni di cui sopra colmano le lacune di una scommessa di Pascal pura, e rendono adottabile quel paradigma.


risposta atea:

Al fine tuning si risponde con il multiverso.

All'evidenza si risponde con l'illusionismo.

All'instabilità si risponde con la bruttezza del reale.

All'argomento strategico si risponde dicendo che le precedenti risposte lo invalidano.

All'argomento antropico si risponde che SIA non valga.


*** post:

Il multiverso è l'alternativa più credibile alla presenza di un Dio creatore.

Ha dalla sua parte:

- La teoria delle stringhe (la più nota teoria del tutto);
- La teoria dei molti mondi (un'interpretazione comprensibile della meccanica quantistica);
- La SIA (l'applicazione più comune del principio antropico).

Al momento mi sembra l'ipotesi vincente. Dio potrebbe non esistere. Non solo, sappiamo anche spiegare bene perché se ne parla e se n'è parlato tanto nella storia.


*antropico: https://www.facebook.com/riccardo.mariani.585/posts/pfbid0oa5BHRxyxm5cgnD7cM1qg4at66gYmU55VYzjBQiquSuoFECm9QLPJPYtFLdunTQFl


**armonia psicofisica: https://benthams.substack.com/p/why-im-an-atheist-despite-psychophysical

post face sull'argomento antropico * : IO, DUNQUE DIO.

L'argomento è abbastanza semplice: io esisto. Se ci fosse un Dio, la mia esistenza sarebbe molto probabile, ma se non ci fosse Dio, quasi certamente non esisterei.
Perché pensare che la mia esistenza sia molto probabile se c'è un Dio? Semplice: Dio avrebbe creato tutte le persone possibili. "Vide che era cosa buona e la creò" (nota che "persona possibile" non coincide con "persona immaginabile"). Al contrario, quali sono le probabilità della mia esistenza condizionata all'ateismo? All'incirca zero, visto che in un mondo senza Dio le persone possibili - che in questo caso coincidono con quelle immaginabili - sono all'incirca infinite e quelle effettivamente esistenti un numero bassissimo. C'è un solo modo per uscirne: accettare il realismo modale di David Lewis, secondo il quale tutti i mondi possibili sono anche concretamente reali. Da questo punto di vista, Sherlock Holmes esiste concretamente come noi. Questa visione, tuttavia, è molto improbabile per una serie di motivi, tra cui il fatto che mina l'induzionee e non dà alcuna ragione di pensare che la realtà sia semplice.

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Una teodicea portatile -

Il mondo è organizzato a diversi livelli: atomi, molecole, cellule, persone, eccetera. Dio non può creare un livello senza creare anche gli altri livelli ad esso correlati e se Dio ha opinioni diverse su cosa è bene a diversi livelli, deve fare dei compromessi. Non è un limite alla sua onnipotenza, il motivo è lo stesso per cui non puo' creare triangoli che non abbiano tre angoli. Da cio' ne consegue che se Dio si preoccupa di un livello diverso da quello umano, le cose a livello umano potrebbero essere subottimali. Sembra proprio che il livello a cui Dio si dedica di più sia la fisica fondamentale, da esso dipende la conoscibilità del mondo da parte dell'uomo. Volendo enfatizzare il livello umano, possiamo interpretare la cosa dicendo che la conoscenza è in grado di generare per l'uomo un benessere maggiore rispetto al suo piacere o alla mancanza di sofferenza umana.

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post face sul dio dell'armonia psicometafisica ** : Inspiegabile Armonia.


Inspiegabile Armonia. Il sostenitore del libero arbitrio combatte da sempre su un duplice fronte: da un lato la realtà potrebbe essere governata da leggi indifferenti ai suoi voleri (1), dall'altro alcuni demoni potrebbero sabotare il coordinamento tra i suoi voleri e le sue azioni (2). Non potrebbe reggere senza il soccorso del cosiddetto "Dio dell' Armonia Psicofisica". Ve lo presento. Se fosse vero (1), come mai quando voglio alzare un braccio quello si alza? La coincidenza è pazzesca. Viene da pensare che ci sia un essere super-potente che corre in giro per l'universo a sistemare le cose in modo che "corrispondano". Oppure un progettista superdeterminista che abbia previsto tutto in anticipo (servirebbe tanto anche ai fisici). Potrei chiamarlo "Dio" senza problemi. Certo, anche così non sarei libero ma potrei pensarmi "come se lo fossi", e poiché il convenzionalismo non è mai una buona filosofia opterei per un realismo in base al quale potrei dire che "sono libero!". Nel caso fosse vero (2), qui posso intervenire sulla realtà ma un demone controlla la mia volontà. Mi immagino questa situazione: metto una mano su una piastra, sento dolore e la ritraggo. Come mai succede tutto questo? Perché questo "salutare" ordine delle cose? Tutti a dire "la selezione naturale..." ma la selezione naturale spiega poco se si pensa ad un'alternativa equivalente: metto la mano sulla piastra, provo piacere ma, contro la mia volontà, la ritiro. In questa seconda situazione il mio comportamento è altrettanto funzionale ma la mia vita sarebbe una farsa: faccio continuamente cose che non voglio fare, quasi che la mia volontà sia governata da un demone. Inoltre, l'alternativa al dolore non si limita al piacere. Potrei provare una sensazione di nostalgia (e ritirare la mano), una sensazione di mestizia (e ritirare la mano), un "sapore-di-sale-sapore-di-mare", un gusto di liquirizia... I demoni possibili sono infiniti. Perché proprio il dolore che non necessità l'azione di nessun demone? E' una coincidenza pazzesca e la selezione naturale non ha nulla da dire in merito. Ci vuole davvero l'intervento di un Dio benevolo che mi abbia messo "in controllo" armonizzando cio' che faccio con cio' che voglio fare. In questo modo la mia vita acquista dignità cessando di essere una farsa. Fine. p.s. questo argomento per l'esistenza di Dio mi sembra abbastanza buono. Tuttavia, non ha tre millenni ma tre anni, è stato avanzato nel 2021 dal filosofo Brian Cutter, quindi non è stato testato da millenni di obiezioni. Chissà se reggerà. Nei commenti metto un video che lo illustra bene (purtroppo è in inglese e dure quasi mezz'ora!).

p.s. naturalmente, sia chiaro, il problema puo' sempre essere risolto in altro modo, ovvero facendo finta che non ci sia. Che, contro ogni evidenza, non esista una mente o comunque sia solo illusione. E' cio' che fanno in modo esplicito i fratellini Churchland e in modo implicito filosofi come Dennett.

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l'instabilità del naturtalismo è dimostrata da Plantinga ma ad essa fa riferimento anche Alexander Pruss con il suo argomento antiscettico.

il mio post face sul dio anti/scettico di alexander pruss: Il libro presenta diversi scenari scettici/bizzarri che non sono completamente privi di fondamento. Ne cito alcuni: i demoni ingannerebbero la maggior parte di noi su molte questioni; siamo cervelli in una vasca; esistiamo come entità inconsapevoli all'interno di una simulazione computerizzata; le persone simulate superano di gran lunga in numero quelle organiche; siamo cervelli di Boltzmann; le anime disincarnate sono illuse di avere un corpo; l'universo è stato creato con tutte le sue caratteristiche già formate cinque minuti fa; gli altri intorno a noi sono zombie; non vi è correlazione tra bellezza matematica e verità fisica; la semplicità non è una virtù suprema; il realismo modale potrebbe essere vero; viviamo in un sogno estremamente realistico; l'evoluzione ha reso la nostra percezione molto inaccurata; il mondo potrebbe trasformarsi in un insieme di pezzi di legno, ciascuno con lunghezze corrispondenti a un numero naturale, eccetera eccetera eccetera. Dato che esistono infiniti modi in cui l'induttivismo potrebbe fallire in un istante, il teismo fornisce una spiegazione naturale per il perché tutti questi scenari scettici sono infondati. Sarebbe male ritrovarsi in uno scenario di tale genere, e questo non è un destino che Dio permetterebbe alle persone di subire. Così il teismo risolve tutti questi scenari in una volta sola. Se l'ateismo fosse vero, invece, sarebbe piuttosto probabile che una persona con le mie esperienze si trovasse in uno scenario scettico.

Post sul pragmatismo giussaniano... (William James: volontà di credere.

Arroganza epistemica.

WJ è un pragmatista: quando la ragione è silente, sei autorizzato a scegliere quel che ti conviene, quel che fa bene per te (il Nostro era uno psicologo). Applica il precetto anche in materia di fede, poiché considera questo un ambito in cui la ragione è muta, almeno sulle questioni decisive. Quindi, se "credere" ti rende una persona più felice, sei epistemologicamente autorizzato a farlo. L'approccio attira prevedibili accuse di relativismo e soggettivismo ma io preferisco quella di "arroganza epistemica". Così come, di fronte a un problema, l'arcinemico razionalista propone con sicumera una soluzione apodittica, con la stessa sicumera il pragmatista sentenzia che in certi ambiti della conoscenza "la ragione è muta" e che l'agnosticismo è autorizzato, dopodiché applica il suo metodo legato alle convenienze. Ma siamo sicuri che l'agnosticismo sia una posizione sensata? Quando assegnamo ad un evento il suo valore probabilistico abbiamo di fronte a noi infinite possibilità. Se gli eventi sono due il fatto che abbiano lo stesso valore sarebbe una coincidenza straordinaria. Ovviamente, se il valore non fosse lo stesso dovremmo applicare la ragione e scegliere sulla base delle differenze senza ricorrere alla soluzione pragmatista. Ma ammettiamo, per amore di discussione, che alle ipotesi in campo noi assegnamo per comodità un valore che sia circa lo stesso, facciamo il 50%. Nel caso di due opzioni alternative siamo a 50/50. E' questo un caso di agnosticismo a cui applicare il metodo pragmatico? Direi di no, l'alternativa è quella di approfondire raccogliendo nuovi indizi affinche il "miracoloso" equilibrio 50/50 si alteri e diventi, per esempio un 52/48. A quel punto si sceglie razionalmente l'opzione più probabile. L'agnostico, secondo questo approccio, non è altro che un cercatore "pigro". Non intende "approfondire" le questioni raccogliendo nuovi indizi e infrangendo i "miracolosi" equilibri che crede di vedere, magari, il sospetto è lecito, perché così si ritiene autorizzato a scegliere quel che più gli conviene. Una volta confutata la posizione agnostica il pragmatismo crolla, poiché la prima è la base di partenza del secondo. Il pragmatismo ha buon gioco con il razionalismo classico ma è messo in difficoltà dal probabilismo. Un certo probabilismo bayesiano, poi, mette "tutto in relazione con tutto", il che significa che "raccogliere" nuovi indizi è particolarmente facile, così come è facile rompere gli equilibri miracolosi che conducono all'agnosticismo.






quarantena:


1) argomento empirico. Spiega il fine tuning (e la permanenza delle leggi naturali).

2) argomento razionale. Dà sia un FONDAMENTO (senso) che una credenza stabile. (*) (**)

3) argomento strategico. Credere fa bene alla tua salute mentale e alla comunità in cui vive. A parità del resto, la fede è da preferire.


(*) dio è fondamento di tutte le cose, più che creatore.


(**) Ma abbiamo davvero bisogno di un FONDAMENTO? Anche il fatto bruto è un fondamento ma, implicando l'evoluzionismo, genera una credenza instabile. L alternativa al fondamento è il regresso infinito delle ragioni ma il regresso infinito delle ragioni non sembra una buona "spiegazione". Perché? Data una serie infinita di ragioni, ci sono due possibilità: (i) ogni ragione della catena è giustificata perché la ragione successiva della catena è giustificata; (ii) ogni ragione della catena è ingiustificata perché la ragione successiva della catena è ingiustificato. Questa è una paralisi più che una spiegazione. Ovvero: avremo ancora bisogno di una spiegazione del perché l'intera catena di ragioni fosse una catena di ragioni giustificate, piuttosto che una catena di ragioni ingiustificate. La teoria di una catena infinita di ragioni non risponde alla domanda sul perché una qualsiasi delle proprie convinzioni dovrebbe essere giustificata, piuttosto che essere tutte ingiustificate. Il regresso della motivazione appare quindi vizioso e il FONDAMENTO l'alternativa da preferire.


ecco il mio post su facebook in cui fondo huemer swinburne e leslie:


Perché quando guardi il cielo stellato pensi a Dio? Ovvero, il primo passo verso una fede razionale.

E' un'esperienza comune, il meraviglioso ordine dell'universo ci fa pensare a Dio più che alle coincidenze. Chi è refrattario alla religione deve ammettere che l'impressione poetica si conferma approfondendo la materia: come mai il fine tuning? Come mai le proprietà del rame sono le stesse da secoli?... Ma chi è refrattatio alla religione approfondisce ulteriormente, perde un po' di poesia, ed escogita l'alternativa dei "many worlds": se il nostro è uno dei tanti mondi non dobbiamo stupirci delle coicidenze, così come non ci stupiamo che un tale vinca la lotteria. Chi si spinge oltre, poi, nota che i materialisti, per una questione legata all'identità personale, sono comunque esclusi da questa alternativa poiché non potrebbero mai pensarsi nati su un altro universo, visto che quando pensano a se stessi si pensano come un "pezzo di materia" ben specifica e, quindi, come appartenenti solo a "questo" universo. Diversamente, chi crede in una sorta di realtà non-materica (non oso dire spirituale) puo' pensarsi anche incarnato altrove e deve quindi risolvere il confronto tra Dio e i "molti mondi" (o multiverso). Richard Swinburne perora la causa del teismo esaltandone la semplicità. L'alternativa al fondamento divino potrebbe essere il regresso infinito, che di fatto non è mai una spiegazione. Oppure implica l'adozione di "fatti bruti" a fondamento delle proprie credenze sulla natura. Ebbene, la descrizione di un tale fatto è sempre più complessa rispetto a quella di Dio. A questo punto è opportuno ricordare i "monisti" gli abbiamo già persi di strada nel paragrafo precedente e, con loro, abbiamo perso per strada le loro rivendicazioni di semplicità. Ora il confronto è tra dualisti, con i teisti che pensano ad una realtà con attributi che sono o del tutto assenti oppure presenti in modo infinito. Il fatto bruto va, al contrario, è circoscritto e occorre quindi individuare i suoi complessi confini per descriverlo e rinviare ad esso. Considerando tutto questo, non dovremmo più meravigliarci se la persona qualunque, guardando il cielo stellato, pensa a Dio piuttosto che alle complicate equazioni che circoscrivono certi "bruti fatti", il suo intuito nasconde una soluzione intellettuale di qualità.

p.s. Sull'alternativa tra Teismo e Multiverso, vedi John Leslie. Sull'inaccettabilità del Multiverso per i materialisti vedi Michael Huemer. Sulla semplicità di Dio rispetto al fatto bruto vedi Richard Swinburne.

p.p.s. Naturalmente ci sono molte altre posizioni filosofiche; esistono, per esempio, dei monisti che non sono materialisti. Mi sono limitato alle posizioni che considero più credibili e alla moda.




**** ALTERNATIVA


A me piacciono questi tre, li elenco in ordine di importanza.

1) ORDINE. L'universo presenta un ordine sorprendente, il che sembra presupporre un disegno intelligente. La spiegazione concorrente più plausibile è quella che ipotizza l'esistenza di molti universi, ma sembra alquanto bizzarra. Si può sempre ripiegare sul caso ma quando il caso è tanto improbabile postularlo non soddisfa il cercatore di verità.

2) EVIDENZA. L'esistenza di cose come la libertà, la mente, il colore giallo, il suono di do maggiore mi sembra evidente. Il materialista non riesce a spiegarsela e considera queste presenze o illusioni o equivoci. Non riesce a smascherarle come tali ma è stranamente riluttante ad ammetterne l'esistenza. Trovo più sensato considerarle evidenze e trascendere quindi la spiegazione materiale.

3) FONDAMENTO. Il naturalismo è auto-rimuovente, la fede in Dio no. In questo senso il teismo sembra un pensiero più lineare, ovvero più saldamente FONDATO. Mi spiego meglio, il materialismo dice che il nostro valore guida è la sopravvivenza, non la verità. Noi facciamo di tutto per sopravvivere, non per cercare la verità, che diventa quindi sacrificabile. Dopodiché, però, il materialismo pretende di insegnarci proprio la verità. Non dico che vi sia contraddizione in tutto questo ma una certa perdita del FONDAMENTO sì. La teoria di Dio è immune da questo inconveniente.

CONTRO TOMMASO

Perché San Tommaso non mi convince.
Sono abbastanza convinto della mia scarsa convinzione perché è maturata leggendo un tomista di ferro come EF. La teologia naturale del Santo, come esposta in questo libro, si fonda su alcune intuizioni intellettuali che non sono "abbastanza intuitiva" (per me). Niente di particolare, per carità, sono le intuizioni che fondano la metafisica classica di Aristotele. Non che ci siano confutazioni inappellabili ma quando tratti certi concetti come se fossero assiomi di partenza, dovrebbero davvero essere condivisi da tutti, praticamente come lo sono i principi della logica classica. Faccio qualche esempio.
1) Tommaso presuppone l'esistenza degli universali ma la critica nominalista non è facilmente liquidabile. La scienza moderna utilizza con profitto tutti i giorni forme di riduzionismo.
2) Collegato a quanto sopra potrei dire che il concetto di "sostanza" (che potrebbe tradurre alla buona con il termine più moderno di "identità") è rilevante per Tommaso ma non per la scienza di oggi, che non riconosce una forte identità ai vari "enti" di cui si occupa, i confini sono sempre sfumati ei nomi vengono assegnati come pura convenzione per un trattamento efficiente della materia.
3) Tommaso designa gran parte degli oggetti come composti di forma e materia. Molte filosofie moderne stanno in piedi più che decentemente assumendo solo la materia ("it-to-bit") o solo l'informazione (bit-to-it).
4) Tommaso presume che ogni cosa abbia una spiegazione ma la scienza del XX secolo ha scoperto fenomeni indeterminati, ovvero senza spiegazione.
5) Tommaso assume l'esistenza di causa (ogni effetto ha una causa) ma una buona fetta di empiristi ispirati da Hume preferisce parlare di regolarità statistiche. Se le cause non esistono, Tommaso è nei guai.
6) Tommaso crede nella natura degli oggetti, ovvero in una loro finalità. Tuttavia, l'evoluzionismo ci ha spiegato come nel gioco della vita gli effetti collaterali siano ancora più importanti di cio' che consideriamo il fine ultimo do qualcosa.
7) Tommaso crede nella semplicità di Dio - qui non siamo più nell'ambito degli assunti ma delle derivazioni. Ovvero, un Dio senza "parti" in cui le varie caratteristiche sono in realtà la medesima caratteristica. L'infinita bontà di Dio, per esempio, coincide con la sua infinita potenza. Ma che significa? Riuscite voi ad immaginare una Persona perfettamente semplice nel senso appena detto? Io faccio fatica. Una derivazione tanto paradosso potrebbe derivare da un difetto negli assunti.
Ripeto, alcune di queste critiche non sono poi così impressionanti (la quinta, per esempio, è piuttosto debole), tuttavia prese tutte insieme infliggono un danno all'impalcatura tomistica, specie se consideriamo che sono rivolte ad assunti di base che, in un tentativo di dialogo tramite la Ragione, dovrebbero essere condivisi da tutti senza problemi. In conclusione, direi che per instaurare un dialogo con l'ateo l'impianto tomistico non sembra un riferimento affidabile.


domenica 25 novembre 2018

CATECHISMO PER ADULTI IN SETTE PASSI - FLUSSO

1. Dio esiste

2. Dio è amore. Trinità. 

3. Dio è pietoso. Incarnato. 

4. Dio è misericordioso. Espia per noi.

5. Dio è un modello. Vita perfetta. 

6. Dio è giusto. Inferno e Paradiso.

7. Dio ci parla. Bibbia è Chiesa.

8. Gesù è Dio.

9. Gesù risorge. 



catechismo per adulti in nove passi - FLUSSO -
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Forse è vero, forse la ragione non è necessaria per credere. Lo hanno sostenuto molti grandi maestri del passato e sarà anche così. Sia come sia, la ragione è comunque necessaria per discutere. Tra…