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venerdì 27 marzo 2015

Leggendo "Il partigiano Johnny" di Beppe Fenoglio


Solo quelli che non hanno rischiato nulla abusano della parola. Vale all' ippodromo come in letteratura.

Qualche lampo:
  1. Il candidato partigiano visto dai conoscenti: la sua vaga, gratuita, reputazione d’impraticità.
  2. Il rientro inatteso dello sbandato: la scultorea stupefazione del padre.
  3. Finalmente nei panni borghesi: quella ritrovata attillatezza, comodità e pulizia (basta la leva per capire al volo).
  4. Finalmente la lettura dei giornali: quarti d’ora e piú su un dettaglio...
  5. In cerca di un rifugio per imboscarsi: la villetta era stupida e pretenziosa
  6. Trasferimento a piedi sulle colline langarole: sotto un sole guasto.
  7. La stressante inattività: il guadagno fatto col dormire diurno si dilapida nell’insonnia notturna.
  8. Il padre: e la sua voce opaca, irrimediabilmente anarrativa (vengono in mente le fiction italiane).
  9. Spettacoli raccapriccianti: la faccia meteca del gerarca.
  10. L' imboscato in missione: nell' ora atramente propizia.
  11. Voce dalla radio americana: affascinante nella sua correttiva vibrazione twang (ricordi la la twang guitar di Dick Daley?).
  12. La guerra che torna in mente: il distante ricordo gliela magnificava.
  13. Fiorello La Guardia parla alla nazione: intollerabile nella sua sbracata inflessione siculo-inglese.
  14. I devoti di Radio Londra: l’orecchio teso a districare e tesaurizzare l’ultimo urlio di Churchill.
  15. Lo zio è nervoso: trema in tutta la sua mole gelatinosa... smania sudoroso col fare dell’omone dalla respirazione fischiante.
  16. Arriva l' autunno: si spande una nera tristezza piombata sulle colline derubate dei naturali colori.
  17. Brulichio accelerato della folla di paese vista a distanza: e nel ridicolo era una clandestina punta d’angoscia, viperina.
  18. Come onorare un genitore degno: l’unica maniera di ripagarlo sarebbe stata d’amare suo figlio come il padre aveva amato lui: al padre non ne verrà niente, ma il conto sarà pareggiato nel libro mastro della vita.
  19. Propaganda: quei sorrisi di esplodente fiducia... i sentimenti elementari a galla, che congelavano tutti i protagonisti in una antichissima iconicità, annullando secoli di progresso nell’atteggiamento.
  20. Un ricordo tra tanti: la bovina, esangue faccia del Duce liberato.
  21. Giornali che cadono dal tavolino: angoscioso planare di uccelli sparati.
  22. Presentimenti del genitore: tante ne succederanno che non ne avremo mai piú gli occhi asciutti.
  23. Un padre visto da lontano: scendeva il sentiero con l’accentuazione delle sue congenite spalle curve
  24. Imprevisti: e uno stimolo sessuale, repentino e clamoroso, giunse a complicare tutto.
  25. Continua.