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giovedì 26 febbraio 2026

IL MESTIERE DEL BASTIAN CONTRARIO

 IL MESTIERE DEL BASTIAN CONTRARIO


L’indipendenza di pensiero è una risorsa sociale di prim’ordine, poiché concorre a formare la cosiddetta "saggezza delle folle", un patrimonio che si dissolve all'istante nel momento in cui la "folla" pensa come "un sol uomo".

Ma come si estrae questo petrolio purissimo? In genere, quando le persone prendono posizione, lo fanno avendo cura di due valori: la comunità e l’identità. Consideriamo i casi estremi. Chi massimizza il valore della comunità decide a che cosa credere scegliendo prima a chi credere. È il conformismo: il conformista, in realtà, non decide nemmeno, si aggrega ad una comunità per lui promettente. All’estremo opposto si colloca il bastian contrario, il quale ambisce a sentirsi protagonista e, di fatto, sceglie "contro", poiché il contrasto esalta la sua posizione. Qui però interviene un elemento che non tutti notano: i bastian contrari, di solito, si raccolgono in minoranze che, per mia esperienza, risultano decisamente più conformiste dell'ottusa maggioranza silenziosa. In definitiva, il bastian contrario, più che contribuire alla produzione di diversità, aspira al protagonismo, ma lo fa con un grado latente di conformismo insospettabilmente elevato.

Chi è allora il vero motore della diversità? Direi il bastian contrario estremo: l’individualista, colui che si forma un’opinione senza metterla sotto l'egida di una minoranza stramba e iperconformista. Così facendo rimane però esposto e vulnerabile agli attacchi. Questa vulnerabilità esige, tuttavia, alcune forma di tutela. Gli attacchi degli strambi, nella mia esperienza, non fanno tanto "male", poiché possono essere liquidati come stramberie. Tuttavia, restano gli attacchi degli ortodossi, che tendono a ricacciarti nella comunità degli "strambi" contro cui hanno armi collaudate di confutazione. Sempre nella mia esperienza, le protezioni più efficaci in questi casi consistono nell’accettare i dati di partenza del proprio ragionamento così come sono elaborati da autorità indiscusse all’interno della comunità in cui si opera, di solito quelle dell' "accademia ufficiale", per poi ricombinarli in modo originale in modo da ottenere un modello che non è quello più immediato a cui arriva il coformista. Insomma, dovresti distinguerti nella modellizzazione e non nei dati oggettivi. Gli attacchi veementi a cui ci si espone saranno così arginati almeno nelle obiezioni più superficiali, quelle che il conformista ordinario solleva di consueto, poiché la sua originalità si colloca a un livello in cui né il conformista ortodosso né quello ordinario sono soliti avventurarsi. In tali casi, il bastian contrario sostituisce la comunità con un livello inedito di analisi e preserva l’identità attraverso un’opinione singolare. Il suo lavoro intellettuale è altresì socialmente utile, poiché produce senza stramberie la tanto preziosa pluralità delle opinioni.

P.S. La nostra comunità presenta le tipiche caratteristiche del branco, e ciò offre ampie opportunità per ritagliarsi una posizione da bastian contrario. Le gerarchie sociali che costruiamo non si fondano su competenze specifiche, bensì su abilità relazionali; così le prime restano in larga parte inesplorate. Non siamo come i nostri pseudo-cugini, gli scimpanzé e i gorilla, presso i quali il capo è il più forte, non produciamo processi in cui la capacità sostanziale coincide con il rango nel gruppo. Somigliamo piuttosto alle capre selvatiche: in questi animali, pur essendo decisiva l’abilità nell'individuare le fonti di cibo, l’esemplare più “dotato” occupa spesso una posizione subordinata nel branco, superato da chi invece padroneggia le dinamiche del gruppo. Nell’accademia, per esempio, la cattedra di ruolo viene assegnata a chi sa raccogliere il consenso dei colleghi ancor prima che a chi domina la disciplina con maggiore competenza; il che equivale a subordinare le capacità specifiche a quelle sociali. È qui che si aprono vaste praterie per il bastian contrario.

P.P.S. P.P.S. Aggiungo un fattore che puo' aiutare il bastian contrario, specie se ha competenze statistiche: l'analisi dei dati "crudi". Spesso gli "esperti" sanno molto della loro materia ma hanno solo un'infarinatura di statistica (lo abbiamo visto nell'esperienza con il Covid), il che lascia lacune dove il profano curioso e buon analista di dati puo' insinuarsi.