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lunedì 22 novembre 2010

Vertici

La perfezione non esiste, constatarlo non diminuisce l' ammirazione per un' opera riuscita.

Qualcuno, parlando di Musica, raggiunge un suo personale Nirvana al solo sentire il nome di Bach.

Ma le considerazioni critiche su Bach non appartengono a "qualche ascoltatore isolato e fuori dal coro" ma alla visione ortodossa che si ha della musica classica occidentale: Bach perfezionò l' arte del contrappunto ma gli "italiani" si applicarono all' innovativa arte dell' espressività in musica e in questo campo ottennero risultati più duraturi e profondi del grande tedesco (faccio solo il nome di Monteverdi). Impegnati in questo sforzo s' inventarono persino l' Opera!

Sarebbe del resto assurdo pensare che "tutto" si concentri nell' arte di un uomo. Lasciamo questo genere d' idolatria alla curva sud.

E poi, Bach è stato dimenticato per secoli, forse l' umanità di quei secoli si era completamente rincoglionita? No, voleva solo qualcosa e sentiva che non poteva averla da Bach. Evidentemente Bach non ha tutto in sè.

L' architettura sublime dei mosaici bizantini è di una perfezione inarrivabile ma l' ingenuo tratto con cui Giotto segnò l' occhio del Cristo sofferente è un grande passo in avanti nella storia dell' arte. Godiamo di entrambi senza lasciarci oscurare dal fanatismo del neofita.

Godere di entrambe le bellezze non è un "mordi e fuggi", non è una voglia di saltare di palo in frasca. E' solo il segno di una mente aperta e "cosmopolita". Fabbricarsi degli idoli invece significherebbe rinchiudersi in false sicurezze.

Se poi vogliamo giocare al gioco di quale sia la vetta della musica classica occidentale, Bach ha delle possibilità ma io vedo meglio piazzato l' ultimo Beethoven (quartetti d' archi e sonate per pianoforte), una musica non esente da pecche, sia chiaro.

Così come nell' arte penso al XVII secolo, magari a Rembrandt.

E' comunque un gioco che lascia il tempo che trova. Il soggettivismo imperversa.

p.s. oggi non penso nemmeno che un ascoltatore esperto di musica classica sia particolarmente interessato a Bach o a Beethoven o a Monteverdi. E' musica che ascolta da sempre e l' iperesposizione fa rischiare produce una trasparenza, tutto è già stato detto su quel soggetto. Cio' su cui ci si concentrano veramente le sue orecchie ansiose di toccare l' arte è l' interpretazione, il modo di farle rivivere.