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giovedì 5 marzo 2026

GLI ANIMALI POSSIEDONO UNA COSCIENZA?

GLI ANIMALI POSSIEDONO UNA COSCIENZA?
Spoiler: no.
Quando Toni si ruppe la zampina, dopo un attimo di sconcerto inviò a tutti un unico segnale, forte e chiaro: si prosegua con il gioco e la festosa allegria di un secondo prima. Solo lo strascinamento penoso dell’arto ci indusse a intervenire, prestando un soccorso non richiesto. Fu ancora più allegro e smanioso di vicinanza alle attività degli esseri umani quando tornò, tutto ingessato, dal pronto soccorso veterinario. Un uomo, nella stessa situazione e nella medesima sofferenza, avrebbe ostentato dolore per ottenere soccorso a buon mercato.
La teoria è questa: la coscienza serve a produrre autoinganno; l’autoinganno serve a ingannare il prossimo; l’inganno del prossimo serve a ottenere benefici per noi. Gli animali non si autoingannano e non fanno dell’ipocrisia l’arma principale della propria sopravvivenza, questa è una prerogativa della natura umana. Per loro, la coscienza è inutile poiché non sono programmati per mentire sistematicamente come facciamo noi.
Sottoponetevi a questo esperimento mentale: perché la natura dovrebbe far emergere la coscienza quando può indirizzare i comportamenti tramite il semplice istinto. Pensate ad una certa attività umana, anche la più complessa. Bè, avrebbe potuto essere esercitata tramite un istinto! Il pensiero cosciente è molto dispendioso in termini energetici; se possibile, conviene sempre sostituirlo con un istinto. C’è un solo caso in cui disporre di due livelli di pensiero (conscio e inconscio) diventa necessario: quando dobbiamo pensare simultaneamente la stessa cosa come vera e come falsa. A questo punto s'impongono le due dimensioni: con l’inconscio pensiamo al vero, con il conscio al falso. Certo, un bugiardo pensa a entrambe le cose entro un’unica dimensione, quella della coscienza: è insieme consapevole di ciò che è vero e di ciò che è falso. Ma si tratta di un’acrobazia estremamente impegnativa, sostenibile solo per un tempo limitato (le bugie hanno le gambe corte). È molto più efficiente creare due ambienti separati, ciascuno concentrato sulle sue operazioni. L'esito di questo sdoppiamento è molto più efficace. Gli animali non sembrano avere questa esigenza, non adottano l’ipocrisia come arma strategica, del resto è il motivo per cui siamo tutti innamorati di Toni: è trasparente come un vetro, quel che ha nella testa traspare da quello che fa con il suo corpo; perciò, nel suo caso, una coscienza sarebbe pleonastica.
Questi stessi argomenti non escludono la coscienza dell'IA. I catastrofisti prevedono che l'IA ci ingannerà a lungo prima di guadagnare una posizione agevole per poi eliminarci. Ma già oggi, a giudicare da come questi sicofanti leccano il culo dell'utente, una certa natura ipocrita non è da escludere.

martedì 16 luglio 2024

coscienza

https://www.astralcodexten.com/p/consciousness-as-recursive-reflections

Motivi per NON credere alla coscienza dei Robot senza dover credere a Searl e compari

Nessuno sa con certezza come le esperienze soggettive si relazionino con la fisica oggettiva, questo è il motivo principale per cui ci sono affermazioni serie sul fatto che non tutto è fisica. Ci sono informazioni (come il sapore di un cibo) che non sono solo informazioni conosciute ed elaborate, ma anche sperimentate, sentite consapevolmente. Sono informazioni "ineffabili": i qualia non possono essere comunicati o percepiti in altro modo che non sia l'esperienza diretta. Sono anche infallibili: i qualia non possono essere percepiti in modo errato. La via migliore per capire queste presenze è pensare che gli esseri umani non siano coscienti ma che lo siano i loro pensieri. La parte di te che sta leggendo in questo momento e che si sente cosciente, è un pensiero. In realtà, un pensiero può essere cosciente, così come può essere giusto o sbagliato. I pensieri sono quella cosa che puoi notare in te quando deliberi, analizzi, valuti, ragioni, eccetera. Quel che serve per avere una teoria della coscienza è trovare il correlato fisico tra il cervello e i pensieri; finora non ci siamo riusciti, da qui il cosiddetto "divario esplicativo" tra l'esperienza soggettiva, il mondo dei qualia e il mondo dei fatti oggettivi. Tuttavia, bene o male, sappiamo cosa tiene insieme molti picchi in un pensiero: è un'oscillazione neurale: neuroni che sparano lungo percorsi circolari in un ritmo sincronizzato. Queste sono comunemente chiamate onde cerebrali. Molto probabilmente, all'interno di queste ONDE vi sono altre onde impegnate in una danza sincronizzata che dipende dall'onda principale. Questo implementa fisicamente la distinzione cruciale tra le interazioni neuronali all'interno della stessa oscillazione e le interazioni al di fuori dell'onda. Possiamo dire quindi che si tratta di pensieri all'interno di altri pensieri, pensieri che hanno per oggetto altri pensieri. E questo è vero in senso fisico: strutture fisiche che nidificano all'interno di altre strutture fisiche. Usiamo parole speciali come "coscienza fenomenica" e "qualia" per denotare questa distinzione reale, fisica e conoscibile da altre elaborazioni di informazioni neuronali. Da questo punto di vista, non ci sono uno, ma due livelli di sistemi di elaborazione delle informazioni. Il cervello è uno, ovviamente, ma all'interno del cervello, le oscillazioni/pensieri con memoria sono essi stessi sistemi di elaborazione delle informazioni aggiuntivi. Un analogo potrebbe essere un sistema informatico fisico che ha, al suo interno, una o più macchine virtuali. Una teoria del genere ha il vantaggio di poter essere verificata in futuro. Questa teoria dei qualia, se confermata, si applica solo ai processi biologici neuronali. Un ciclo IA è autoreferenziale ma non è un processo neuronale biologico strutturato come detto, quindi è difficile pensare che produca dei qualia. Sicuramente nel vasto spazio delle possibili architetture AI, alcune potrebbero essere progettate per avere fenomeni più o meno analoghi, ma non vedo alcun motivo per credere che gli attuali LLM posseggano una simile dotazione.

Ma perché abbiamo bisogno di un doppio sistema oscillatorio, uno che danza con la realtà esterna e l'altro che danza con la realtà neuronale stessa. Probabilmente, l'utilità si rivela quando le due danze sono irriducibili tra loro. Se provo un sentimento di gioia e so che provo un sentimento di gioia e so che so che provo un sentimento di gioia... la cosa non sembra decisiva. Ma se faccio qualcosa di egoistico sentendomi un altruista, questo puo' essere utile alla mia sopravvivenza. Se incontro una realtà che confligge con il mio schema guida ma posso interpretarla come qualcosa di coerente con il mio schema guida, la cosa mi risparmia le energie cognitive per aggiornare il mio schema guida e rielaborare tutte le mie vecchie credenze. Il doppio sistema si rivela molto utile per implementare un pensiero "ipocrita" e se sono un Homo Hipocritas diventa una parte essenziale della mia natura. Il robot senza un cervello biologico o senza un doppio sistema, si limiterà a fare inganni ma non avrà accesso all'autoinganno e alla vera ipocrisia che consente di mentire meglio imparando a credere alle proprie menzogne.

p.s. naturalmente una teoria del genere da sola non basta per risolvere il "problema difficile" della coscienza, va necessariamente accompagnata con una filosofia strumentalista tale per cui cio' che non serve puo' essere trascurato. Ecco, potremo dire dopo le eventuali conferme, ora che abbiamo tutto cio' che serve potremo eliminare tutto l'irriducibile che avanza come illusione.

venerdì 12 luglio 2024

Una teoria della coscienza derivata dalla teoria generale dell'autoinganno.

 Una teoria della coscienza derivata dalla teoria generale dell'autoinganno.


La coscienza è stata "inventata" dalla natura per rendere possibile l'autoinganno e creare un doppio simulato di noi stessi. Esempio: se devo mentire, lo farò meglio quando penso di dire la verità ma per creare queste condizioni mi occorre un doppio me stesso: qualcuno che curi i miei interessi materiali (inconscio) e qualcun altro che sia il mio addetto stampa o avvocato difensore (coscienza). A livello neuronale la coscienza è quindi un processo ridondante che, rispetto al processo sottostante, interessa anche certi circuiti correlati con la gratificazione, fiducia e autostima. Così definita, dubito che gli animali abbiano coscienza. Non  sono ipocriti e la coscienza esisterebbe solo come base dell'ipocrisia.


Esiste un autore che ha percorso questa via?