sabato 13 settembre 2008

Segatura

La cosmopolita miri mi aveva fatto notare il package del CD: un legno circolare che riproduce nella forma e nel logo le scatolette dei formaggini olandesi, e infatti è da lì che arriva Avendolo estratto dalla massa in parete, poverino, a distanza di un anno ancora riposava sulla credenza intocco. Vittima di questa contingenza ha dovuto di recente subire un mio ascolto a distanza di almeno una dozzina d' anni dall' acquisto. C' è l' orchestra potentissima che ricordavo, un' orchestra che invita a bere birre pesanti, sono musicisti lunatici e virtuosi con tanta nostalgia di banda, la camminata malferma di chi esce dal pub ispira molti assoli............. E dopo che il violino lascia la scena, e dopo che i temi sono riproposti impetuosamente con il fascino della trascuratezza che hanno certe sbrigative sintesi negroidi, ecco che la voce e il sax cominciano a corteggiarsi - che carini!. I due si parlano e si trasformano a vicenda, lei si irrigidisce meccanizzandosi per avvicinarsi a quel pezzo di ottone, lui si antropomorfizza. Lei, riveste i tendini, le ossa, i muchi di tonsille e ugola con una specie di amianto; lui degrada la sua fredda lega fino a simulare i mugugni gutturali dello scimpanzè entusiasta per la banana inaspettata. Ad un certo punto della trasmutazione comiciano a giocare a nascondino, ci prendono in giro con l' antiquata arte del trompe l' oeil - si divertono con poco! Finale: c' è puzza di Europa decrepita in quel finale dalla comicità dinamitarda e sguaiata, c' è voglia di aprirsi un varco compromettendosi con qualche proclama tratto dal triviale e abborracciato anarchismo europeo; alcuni sono più propensi di altri nel bandire questi slanci fuori misura, io, che spesso trovo rifugio nella caricatura, ci metto sempre un attimo di troppo nel condannare i romanticismi quasti, ho sempre il dubbio che la passione, quando trova il coraggio di mischiarsi alla segatura dei circhi più baracconeschi, vada sempre perdonata.