mercoledì 18 maggio 2011

Contro il diritto d’ autore

Cosa c’ è che non va nella proprietà intellettuale (brevetti e copyright)?

L’ argomento utilitarista è spesso avanzato a sua difesa: più brevetti, più innovazione; più copyright, più cultura.

Ma non convince…

… cominciamo con il notare che i guadagno ottenuti in termini di utilità dagli accresciuti incentivi all’ innovazione deve essere soppesato con le perdite in utilità conseguente al monopolio dell’ innovazione e alla ristretta diffusione della stessa… il saldo potrebbe essere sia positivo che negativo a seconda del caso considerato… ma anche il saldo complessivo è dubbio… brevetti e diritti d’ autore potrebbero comprimere l’ innovazione anziché espanderla… ma questa osservazione non esaurisce la critica all’ approccio utilitaristico standard… di seguito comparerò le argomentazioni di questo tenore – che chiamerò argomenti di “massimizzazione” – con un concetto alternativo di utilitarismo – che chiamerò “giustizia come ordine”… nel primo caso si cerca di manipolare i diritti di proprietà tramite i brevetti e il diritto d’ autore al fine di massimizzare una certa quantità X che misura il benessere sociale; nel secondo caso si cerca di creare un ordine – prevedibile grazie alla sua coerenza interna – entro il quale gli esseri umani possano perseguire in modo efficiente i loro fini senza soffrire delle incertezze dovute agli arbitri che comporta una soluzione massimizzante… infatti le questioni relative al metodo della “massimizzazione” dipendono da questioni di fatto contingenti che mutano dalle circostanze ambientali e dalla sensibilità dei soggetti chiamati a “massimizzare”…

Tom Palmer – I diritti d’ autore sono moralmente giustificabili? La filosofia dei diritti di proprietà sugli oggetti ideali – Rubettino.

In teoria, quando ci sono problemi di copyright, sappiamo cosa fare, ma non possiamo nasconderci l’ incertezza che s’ introduce nel sistema. Nell’ asta di cui al link, quanto deve offrire lo Stato? Cosa tutelare con copyright? Per quanto tempo?

Concludo facendo osservare che c’ è un incertezza sul passato circa la misura dei benefici ricevuti dal copyright (qui uno studio che li stima negativi – ovviamente disponibile senza copyright), ma c’ è anche l’ incertezza futura: quella che ci consiglia di deporre il calcolo utilitaristico di massimizzazione per puntare invece su regole chiare e coerenti.

google

Passiamo all’ altro argomento “pro” (bound of sticks): supponiamo che Mr Brown costruisca una trappola per topi eccellente e la venda in gran quantità dopo aver inciso sull’ oggetto: “copyright Mr. Brown”. Cio’ che sta facendo non è rivendere l’ intero oggetto ma vendere tutti i diritti su di esso tranne quello di copiarlo.

Qui la coerenza del sistema sembra esserci, ma ecco che sorgono altri problemi.

Sarebbe forse legittima l’ esclusiva sul “ricordare” un’ opera?… supponiamo che abbia scritto un libro e ve lo offra alla lettura tenendo per me il diritto a ricordarlo… con che prova potrei trascinarvi in tribunale accusandovi che ricordate il nome del personaggio principale?… in alternativa supponiamo che io, dopo aver udito recitare parte di un’ opera, l’ abbia riscritta e pubblicata… sarei colpevole di una qualche violazione sebbene non mi sia mai esplicitamente impegnato in nulla?…

Tom Palmer – I diritti d’ autore sono moralmente giustificabili? La filosofia dei diritti di proprietà sugli oggetti ideali – Rubettino.

Il bound of sticks, per quanto plausibile in apparenza, è poi di fatto inapplicabile.

Incertezza e inapplicabilità stendono i due argomenti più ragionevoli con i quali viene difesa la proprietà intellettuale. Ne esistono altri? A me non vengono in mente.

Bottom line: sono emozionato come un bambino all’ idea di cambiare idea su questi temi. Negli ultimi anni, dapprima un cartone animato sul concetto d’ “identità” e poi Donald Wittman sul concetto di “democrazia”, mi avevano fatto cambiare rotta. Ora il bel saggio di Tom Palmer sulla proprietà intellettuale. E parlo di argomenti su cui pensavo di aver riflettuto a sufficienza! Forse lo spirito non è ancora completamente sclerotizzato.

Tom Palmer – I diritti d’ autore sono moralmente giustificabili? La filosofia dei diritti di proprietà sugli oggetti ideali – Rubettino.