sabato 5 ottobre 2019

PSEUDOADDISCTION

Avevo torto, le parole contano. Un tempo pensavo fossero mere formalità a cui non dedicare troppa attenzione.
Prendetene una, inserite il prefisso "pseudo" e potrete innescare una guerra culturale (non si sa bene su cosa).
È appena successo negli USA dove Big Pharma ha opposto al concetto di "dipendenza" da oppiacei quello di pseudo dipendenza.
La differenza concettuale è abbastanza oscura ma quella pratica no: se un paziente ha sviluppato una "dipendenza" da oppiacei il medico, anche dietro richiesta insistente, non dovrebbe aumentare le dosi prescritte. Se invece la sua è una "pseudo-dipendenza", allora può.
La cosa si fa seria nella terapia del dolore: se un paziente si lamenta perché la morfina ricevuta non è più sufficiente a lenire la sua sofferenza, lo fa perchè   ha sviluppato una dipendenza o una pseudo dipendenza? A seconda della risposta il medico si regolerà.
Insomma, Big Pharma ha notato che le prescrizioni gli oppiacei erano troppo prudenti (i pazienti soffrivano troppo),  così ha reagito inventando una parola  e risolto il (suo) problema. Il fatto è che probabilmente nel merito ha ragione. Naturalmente, i guerrieri in servizio permanente effettivo contro Big Pharma si sono rivoltati ed è partito così un conflitto sui giornali e in TV, ma non si sa bene su cosa.