venerdì 15 maggio 2015

I paradossi della cultura sussidiata

Chi nel dopoguerra spingeva per la "relativizzazione dei valori culturali" coincideva con chi si batteva per sempre maggiori sussidi alle attività culturali, il che creava un paradosso: come distinguere tra cultura e non-cultura? Si è finito per finanziare di tutto e di più, in genere a pioggia, dai trasgressivi centri sociali ai paludati enti lirici. Oramai nel marasma esiste un solo criterio per la cruciale distinzione di cui sopra: la non-cultura è cio' che si finanzia da sé.

Ancora sulla disobbedienza civile

I teorici della d.c. hanno una strana idea del comportamento più corretto: "è lecito disubbidire alla legge purché ci si lasci punire"

Perché?

Boh.

Forse per motivi esoterici: la massa autorizzata a disobbedire lo farebbe senza criterio, sopportare una punizione la spingerebbe a riflettere.

Se fosse così basterebbe dire "è giusto disubbidire alla legge purché si rifletta attentamente quando farlo".

Inoltre molti sono paurosi, temono le punizioni e consentono così alle ingiustizie di perdurare.

***

Ammettiamo ora di aver giurato fedeltà allo stato. Quando si puo' rompere una promessa?

  1. quando mantenerla crea danni gravi a terzi innocenti
  2. quando estorta con la minaccia
  3. se scopro che la promessa è funzionale a scopi malvagi
continua.

***
Obiezione: se i giuramenti non vengono rispettati si finisce nell'anarchia. Risposta: eppure noi possiamo ideare mille esempi in cui non rispettare un giuramento costituisce un comportamento virtuoso. Vedi il "caso dell'amico gay": vado a spasso con il mio amico gay quando incontro dei bulli omofobi che mi chiedono sotto giuramento di rivelare le tendenze sessuali del mio amico. Non lo faccio e ritengo giusto non farlo anche se il mio comportamento dovesse svalutare l'istituto del giuramento. Obiezione: ma nei giuramenti di stato siamo in un'altra dimensione. Risposta: ecco, appunto, solo assegnando allo stato uno status morale superiore posso concludere in modo diverso, ma questa operazione è a dir poco complicata.


Disobbedienza civile

Che legame esiste tra etica e legge? Tre teorie:

  1. Esiste un legame forte. Teoria contraddetta nei fatti: noi tutti violiamo ripetutamente la legge senza provare sensi di colpa. Esempio: limiti di velocità.
  2. Esiste un legame debole. Teoria coerente coi comportamenti. La legge conserva perlomeno una funzione rituale che le dà un valore etico. Tuttavia, quando ci sono buoni motivi ha senso violarla.
  3. Nessun legame. Teoria più coerente da un punto di vista filosofico: anche il valore rituale della legislazione è comunque malformato.
Continua.

martedì 12 maggio 2015

Deriva identitaria

E' un pericolo che non capisco, almeno stando alla mia esperienza.

Nel momento in cui ho cercato la mia identità - penso che questo processo riguardi tutti - ho aderito ad un gruppo.

Poi, quando il bisogno di identità si è fatto ancora più impellente, ho aderito ad un gruppo ancora più ridotto.

Infine, quando l'esigenza è stata massima, sono diventato un individualista.

In altre parole, i pericoli che ha in mente chi denuncia la "deriva identitaria" sono stati superati aumentando il desiderio identitario, mica diminuendolo!

Reddito minimo

Puo' essere utile per combattere la povertà? Argomenti pro:

  1. va valutato come alternativa allo status quo e non come sovrapposizione ad esso
  2. si indirizza ai poveri senza disperdersi su una vasta platea
  3. è semplice e quindi abbatte la burocrazia
  4. è semplice e quindi rende più difficile l'azione dei gruppi di pressione
  5. basandosi su elargizioni in denaro abbatte il paternalismo
Argomenti contro:
  1. è inefficiente: dove lo hanno adottato la partecipazione al lavoro è crollata
  2. è impraticabile: burocrazia, gruppi di pressione e paternalismo riemergono spingendo una serie di eccezioni
  3. è immorale: non ha giustificazioni filosofiche forti
Continua.


lunedì 11 maggio 2015

La finanza è utile?

Zingales pensa che sia difficile dimostralo, almeno per gran parte degli strumenti.

In effetti gran parte della finanza innovativa esiste per aggirare le regole. Più regole, più finanza inutile.

sabato 9 maggio 2015

Una proposta sulla bellezza

Ci si fa belli tacendo sulla "bellezza", o guardando male chi ha l'impudicizia di parlarne apertamente. L'arte ha da tempo rotto i ponti con la sua sorella gemella. In queste condizioni non è facile essere propositivi sull'argomento, ci vuole un bel coraggio per sbottonarsi. Provo ugualmente a porre qualche domanda in merito e a selezionare le risposte che più mi hanno convinto.
  1. Come posso identificare (e valutare) la bellezza artistica? Un buon metodo consiste nel chiedersi se l'opera adempie in modo soddisfacente alla sua funzione.
  2. Grazie, ma il problema si è solo spostato: come posso identificare la funzione dell'opera artistica? Un buon metodo consiste nel chiedersi qual è la sua origine.
  3. Grazie ancora, ma il problema ha solo fatto un ulteriore passettino più in là restando intatto: come posso identificare l'origine dell'attività artistica? Non si è spostato invano visto che qui è già più agevole formulare delle ipotesi. La più attendibile vede l'attività artistica come un riciclo dei linguaggi scartati nel corso di quel processo evolutivo che ha poi selezionato i linguaggi naturali parlati oggi.
  4. E perchè mai dovremmo "riciclare" dei materiali linguistici di scarto? Poichè si tratta di linguaggi lacunosi a causa della loro approssimazione, rappresentano una palestra ideale per chi intende dedicarsi ad "esercizi di vaghezza".
  5. Non capisco proprio perchè mai l'uomo dovrebbe sentire la necessetà di applicarsi a questo genere di esercizi. Allora? Perchè la vaghezza, per quanto una sua presenza eccessiva deteriori la comunicazione, conserva pur sempre una funzione cruciale anche nei linguaggi naturali. Dominarla è un'abilità decisiva per l'essere parlante.
  6. E qual è la funzione della vaghezza nei linguaggi naturali? Qui viene la parte difficile, una risposta sintetica è impossibile, mi limito a dire che la funzione è duplice e ce la spiegano i teorici dei giochi:1) corrobora la ricerca collettiva della verità e 2) consolida la coesione del gruppo. Ricerca e comunione.
  7. L'opera riuscita è dunque l'opera che scopre una verità? No, l'emersione della bellezza richiede "ricerca" (nella giusta direzione) più che "scoperta". Richiede una ricerca infinita, un viaggio da scoperta a scoperta: non risponde a quiz ma a domande esistenziali del tipo: "chi sono io?".
  8. Cos'è allora l'arte? Una ricerca di se stessi (ricerca identitaria) attraverso l'incontro con l'altro, ovvero l'artista.
  9. E la bellezza? L'esperienza di chi vive questo evento. Attenzione, la bellezza è dunque un'esperienza umana e non una proprietà formale dell'oggetto artistico.
  10. Ma queste considerazioni come si concretizzano, quali possono essere dei criteri specifici di giudizio? Qui posso solo fare congetture, non chiedermi di andare oltre. Io, per esempio, do un certo peso all'originalità dell'opera e alla contaminazione che si realizza in essa.
  11. Perché la novità? Poiché l'esperienza artistica è un'esperienza essenzialmente identitaria, aderendo ad un'opera vogliamo dire chi siamo, e poiché ci riteniamo "unici" cerchiamo qualcosa di "unico", ovvero di "nuovo". Cio' che è vecchio e risaputo ci respinge poichè ci chiama ad aderire a cio' a cui hanno già aderito le generazioni passate. La bellezza "inaugura", questo elementare processo è evidente anche nelle esperienze comuni, guarda solo alle classifiche dei dischi o dei libri, se la gente cercasse solo "buona musica" o "buona letteratura" sarebbe assurda la netta prevalenza della novità. Guarda poi alla scuola: difficile sperimentare il bello quando, nel tempio dell'ortodossia consolidata, ti vengono proposte opere col "visto" allegato. Ecco, sono solo esempi (con tutte le eccezioni del caso), spero solo sia chiara l'interazione tra opera e fruitore, è un processo che si realizza sia tra i fruitori occasionali che tra quelli professionali.
  12. E perché la contaminazione? Perché la novità si realizza perlopiù con accostamenti inediti.
  13. Quindi cos'è un capolavoro, chi è un grande artista? Chi inaugura una genealogia, chi fa una proposta originale e fertile, in grado cioè di produrre un seguito nella storia e ispirazioni a catena.
  14. L'arte ha il monopolio della bellezza? No, poiché la bellezza è un' "esperienza" e non una "forma" particolare, noi possiamo provarla anche in natura. Ci sono poi alcune esperienze molto vicine all'esperienza estetica, quella religiosa, per esempio: arte e religione sono amiche da sempre, qualcuno arriva a dire che sono due facce della stessa medaglia.

giovedì 7 maggio 2015

La moda

La moda è un fenomeno inerente alla natura umana, non alla società commerciale, esiste anche su cose che non sono oggetto di compravendita: i nomi, i vestiti nell'antichità.

Guardate le classifiche dei dischi, i più venduti sono i recenti, non ci sarebbe motivo se solo uno cercasse di ascoltare della buona musica.

La moda assolve a due funzioni:

  1. porta con sè il nuovo, il cambiamento e quindi apre al futuro, alla speranza (che forse conta ancor più della felicità)
  2. consente al soggetto di distinguersi associandosi ad un trend e costruendo una sua personalità (il vecchio ha già avuto l'adesione delle generazioni passate) 
  3. fissa gli status (chi detta la moda e chi la segue) in modo non violento

Copyright 2015

Qualche considerazione:

  1. il copyright non è mai stato forte e applicato come nell'era pre-internet, ora, con la pirateria, si tornerà agli standard storici del passato
  2. l'indebolimento del copyright è inevitabile poiché l'autore blinda il suo prodotto con una tecnologia data ma il pirata lo sblocca avendo a disposizione tutte le tecnologie offerte dal futuro
  3. difficile teorizzare sul copyright, anche i libertari sono confusi: qual è la situazione naturale, la situazione di partenza? il pragmatismo diventa l'unica via accettabile
  4. la pirateria internet non arrecherà un danno mortale agli autori poiché la merce culturale ha innanzitutto un valore simbolico: guarda quanto vengono letti i libri acquistati e lo capisci subito
  5. la cultura al tempo del copyright indebolito: ci si avvia verso una riscoperta dell'aurea, verso l'evento unico, l'evento dal vivo, ci sarà un ritorno al passato, chi lo avrebbe detto (walter benjamin no di sicuro)
continua

mercoledì 6 maggio 2015

Perché la privacy?

Alcuni motivi:

  1. L'ipocrisia puo' essere un valore per cui bisogna consentirne una quota senza intaccare troppo il valore della sincerità. Esempio: un po' di evasione fiscale va bene, purché non s'intacchi il valore della compliance.
  2. Fallire davanti a tutti sarebbe troppo costoso, senza privacy uno non sperimenta. Una società innovativa è una società dove si sperimenta e si fallisce parecchio.
  3. La privacy non serve per evitare conflitti tra persone, come sostiene Nagel. Quei conflitti nascono per delle norme sociali ritenute sane che nessuno pensa di abolire.
  4. Quando possiamo dirci in un sistema governato dalla rule of law? Essenzialmente quando puoi permetterti una critica politica senza risentirne poi nella tua vita quotidiana. Per esempio: io, multinazionale, posso criticare anche aspramente il fisco italico senza magari necessariamente ricevere la "visita" dell'agenzia entrate a stretto giro di posta. Ma avete mai visto voi un regolato criticare il regolatore? Un banchiere criticare la politica della banca centrale?
    Ecco, laddove la rule of law non esiste più la privacy è ancora un modo per esprimersi liberamente e fare magari anche opposizione politica. E la nostra rule of law è in grave pericolo: una montagna di regolamentazione farraginosa e vaga dà sempre più poteri discrezionali al regolatore il quale ha molte armi per i "regolati" che non appoggiano la sua linea politica.
  5. The transparent society di David Brin - terzi
    • Tesi: nn meno stato ma stato più trasparente
    • Snowden? Un eroe.
    • Le spiate del governo? Giustificabili se nn segrete
    • Le tecno di sorveglianza: disponibile x tutti. Soluzione migliore
    • Bandire la tecnosorv è utopia
    • Tecno in mano solo ai provati? Governo instabile
    • La tirannia nn si è mai retta solo sulla sorveglianza
    • Governo instabile più insicurezza poù occasioni x chidere potere
    • Se il governo aumenta nn sempre lo fa a spese degli individui
    • Tecnosorv disponibile x tutti. L ordine spontaneo della morale provvederà a limitare.
    • La società della trasparenza è la societá della critica. La c. terrà a bada il governo
    • Imho: anche la soluzione brin è utopica. Persono con una tradparenza ottima ideologia e intermediari distorcerebbero l immagine del governo
    continua
  6. Future Imperfect: Technology and Freedom in an Uncertain World di  David D. Friedman - privacy
    • tutto comincia in gb: e telecamere abbattono il crimine in modo prima impensabile
    • david brin: transparent society. la società come un panopticon.
    • la vera tesi: l alternativa al panopticon è un panopticon unidirezionale governativo.
    • già oggi la tecnologia è strepitosa: la vita di molti potrebbe essere ricostruita
    • brin: già oggi la ns privacy nn esiste ma in modo asimmetrico: il governo ci scruta. nn possiamo tornare indietro. possiamo solo rendere il rapporto più simmetrico. telecamere ovunque: polizia pa comuni...
    • chi custodisce i custodi? brin offre una soluzione
    • pa soluzione brin è improbabile specie se il ctrl è deandato ai governi: ampie zone opache verrebbero lasciate
    • soluzione brin: un tuffo nel passato. samoa. più educazione più dissimulazione
    • il problema di brin: grande rischio. hitler e stalin sognano tanto potere
    • altro problema: falsificazione dei video
    • 3 tipi di privacy
    • 1 quella che ci difende dai criminali
    • 2 quella che protegge i criminali in fuga
    • 3 quella relativa allo scambio
    • 2 e 3 sono mali in genere. 1 è un bene. ma solo se la legge è giusta
    • adam smith vs imposta sul reddito: viola la privacy
    • nella ts di brin la criminal law sarebbe abolita? ratio della cl: se le indagini fossero tropo costose la vittima potrebbe rinunciare a xseguire lasciando molti impuniti. nella ts il costo delle indagini è azzerato. in passato la cl nn c era forse x l assenza di privacy

    continua
  7. David Friedman sulla moderna funzione della privacy: offre le tutele che ieri offriva il secondo emendamento e il diritto a portare le armi. I cittadini armati potevano rispondere ad un colpo di stato dell'esercito professionale. Ora i rapporti di forza sono sproporzionati. Tuttavia, queste garanzie possono essere ancora offerte da una privacy dei cittadini che consentirà loro di realizzare una resistenza contro i golpisti.

martedì 28 aprile 2015

Obliqua difesa di Fabio Volo

Dopo i successi riscossi in radio e in televisione quel simpaticone di Fabio Volo ha cominciato a scrivere libri dominando ben presto le classifiche con oltre 5 milioni di copie vendute.
Il dibattito si è subito aperto: per molti la fama letteraria di Fabio Volo è un chiaro sintomo del degrado culturale in cui è precipitata la nostra editoria, d'altronde non poteva che finire altrimenti quando il dio denaro detta legge anche nel sacro tempio della cultura.
volo
E' difficile difendere il ragazzone bergamasco, specie se non hai letto i suoi libri, tuttavia si puo' tentare di farlo in modo obliquo, difendendo quel mondo di cui Fabio Volo rappresenta l' esito obbligato: la cultura commerciale. Nel mondo della cultura commerciale meriti e fama viaggiano separati, è chiaro che in casi del genere ti becchi tonnellate di Fabio Volo e anche di peggio.
Parto subito con un'ammissione: se il vostro obbiettivo è quello di educare il prossimo la cultura commerciale non è lo strumento ideale. Si tratta di un difetto così grave? Non penso: difficile educare un ventenne che entra in libreria, ormai è tardi. Vale la pena di ricordare il motto dei gesuiti: "dateci un bambino di sei anni e ne tireremo fuori un uomo". Per loro è tardi anche a sette anni! Se la cultura educa poco vorrà dire che ci penserà la scuola o qualcos’altro, vi sembra davvero una richiesta tanto bizzarra?
Ecco, molti si fermano qui: se la cultura non educa allora che me ne faccio? La scarsa capacità educativa della cultura commerciale è senz'altro un costo ma in un'analisi costi/benefici bisognerebbe dare un'occhiata anche ai secondi.
La cultura commerciale esalta le scelte del consumatore e se hai delle tare nella testa queste si trasferiscono anche nelle tue scelte. Il lato buono della faccenda è che perlomeno sarai più motivato in quel che fai. La motivazione non è cosa da poco, è la premessa necessaria per fare un'esperienza autentica. Così come molti hanno le loro poche ma reali esperienze estetiche guardando la pubblicità, molti avranno le loro uniche sincere emozioni letterarie impugnando un libro di Volo. Meglio che niente, lo deve ammettere anche chi immagina facilmente standard più elevati.
Tra le virtù della "celebrità" c'è quella di convivere bene col "merito".
La celebrità si limita ad essere celebre, non vuole accollarsi alcun merito, lo lascia volentieri ad altri, anzi, in un mondo complicato le chiare leggi della celebrità ci orientano, e orientano anche chi è ossessionato dai "meriti". Quando il fine letterato entra in libreria sa già dove trovare i libri di Osip Ėmil'evič Mandel'štam di cui è sempre in caccia: nell' angolo in fondo a destra (quello con la muffa incipiente) a fianco di Bolano e Sebald, giammai in vetrina o sul bancone centrale, da cui gira debitamente alla larga senza perder tempo. In fondo l' importante non è dove sta il suo tesoretto ma saperlo reperire alla svelta. Nel mondo dei fan di Volo posso leggere Dante in santa pace, ne posso disporre a poco prezzo, in tempo reale e in quantità elefantiache; nel mondo dei fan di Dante (per esempio la scuola obbligatoria) posso leggere Volo solo sottobanco, anzi, sotto il banco. Il paradosso è che in quel mondo scarseggia persino "Dante", è razionato con cura ed elargito dall'alto ad un'élite ristretta.
L'esistenza delle celebrità migliora il mondo anche facilitando le relazioni. Se voglio attaccare bottone con una ragazza posso buttar lì qualcosa su Volo, funziona! Funziona sia con l'analfabeta che con l’ esegeta di Paul Celan. Grazie a Volo non dobbiamo sempre ricorrere al tempo atmosferico, è un  gran passo avanti!
Ma la separazione tra fama e merito ha un pregio che s' impone su tutti: moltiplica la varietà. La varietà ci fa digerire meglio l’ abbondanza.
Nel mondo del merito oggettivo i Sacerdoti vergano  un unico canone letterario con al vertice una ristretta élite: la (ormai) sparuta schiera dei consumatori di libri registra e legge (spesso annoiandosi), quella dei produttori potenziali di libri registra e per una vita si rode  il fegato dall' invidia.
Nel mondo dove fama e merito convivono, invece, ognuno puo' cercare la sua nicchia e lì dentro realizzarsi. Ci sono nicchie ovunque.
Andy Warhol disse che c'è un quarto d'ora di celebrità per tutti. Un quarto d'ora dura poco ma di quarti d'ora ce n'è una caterva.
Avete presente quanto è voluminoso Il libro dei Guinness? Trovate il vostro record e primeggiate se ne avete voglia, e così anche in letteratura.
Cercate la vostra specialità! Il mondo è talmente vario che primeggia anche mia nonna: in parrocchia nella gara delle torte di ribes vanta una striscia di successi non indifferente e vive beata nella sua nicchia dove puo' sfoggiare uno status invidiabile, tutti si scappellano quando passa sul sagrato, anche se la gara delle torte ormai si perde indietro nel tempo.
E allora, basta rosicare! Cercate la vostra nicchia e coltivate lì una vostra rispettabilità. Un mondo vario ci salva dalle umiliazioni della “gerarchia unica” dove avrete inevitabilmente un posto infame.
I libri di volo vi offendono? Chiamateli libroidi e continuate a vivere tranquilli leggendo cio' che vi esalta, c'è posto per tutti nel grande mondo della cultura commerciale.
Senza contare che la varietà ha anche un valore sperimentale, a volte fai delle scoperte che neanche un pool di critici super-selezionati avrebbe potuto mai preventivare: alcuni videogame sono vere opere d'arte! Chi l'avrebbe detto? In fondo la cultura USA (una delle più commerciali) non ha prodotto solo schifezze, e uso un eufemismo, regge bene il confronto con la cultura sussidiata di stampo europeo (troppo spesso una ridistribuzione di reddito dai poveri ai ricchi). Certo, noi abbiamo un grande passato ma spesso dimentichiamo che persino gran parte di quel passato era “cultura commerciale” sponsorizzata da mecenati.
Per tirare le somme mi sembra proprio che i benefici compensino i costi, scelgo allora il mondo della cultura commerciale, scelgo il mondo che scinde fama e meriti, scelgo il mondo della varietà, scelgo il mondo che consacra Fabio Volo. E' il mondo migliore, forse, anche per leggere Dante.

L' alleanza tra anti-abortisti e utilitaristi

Come mai tra gli anti-abortisti non si sente la voce degli utilitaristi? Eppure dovrebbe essere una delle più rumorose:

  1. L' utilitarista massimizza la felicità ed è quindi chiamato al confronto tra la la felicità di una vita (quella che il bambino vivrebbe se non venisse abortito) con la felicità dei nove mesi di gravidanza. L' esito del confronto non è scontato ma diversi elementi lo rendono piuttosto facile.
  2. Innanzitutto la lunghezza: una vita media dura 70/90 anni è difficilmente paragonabile con nove mesi di vita.
  3. Eseguire l' aborto non è una passeggiata: i nove mesi sono brevi ma sostituendoli con l' aborto non si fa un grande affare in termini di felicità per la donna. Ci sono conseguenze psicologiche.
  4. Non si dica che oltre ai nove mesi bisognerebbe considerare tutto il periodo di accudimento: c'è una fila lunga da qui a lì che attende di adottare, basta volerlo.
  5. I figli non voluti diventano generalmente figli voluti in tempi brevi, spesso appena nascono. Gli studi psicologici sono abbastanza concordi su questo importante punto.
  6. E la felicità del bambino?: in genere la gente non si suicida, in genere la gente è grata di vivere. Forse i bambini non voluti lo saranno un po' meno, tuttavia si puo' credibilmente presumere che lo siano anche loro.
  7. Si obbietterà: con una logica del genere saremmo obbligati ad avere tanti bambini. Bè, non mi sembra una conseguenza tanto imbarazzante, sempre inteso che non tutti i doveri sono anche obblighi (morale supererogatoria).
  8. Si obbietterà: e Malthus? Rilassiamoci, siamo ben lontani da una preoccupazione del genere, specie nelle società avanzate.
Continua.

Cristianesimo e innovazione

Si dice che il cristianesimo, e in particolare il cattolicesimo, abbia un problema con l' innovazione. Il che è in parte vero, stando ad alcuni studi. Tuttavia, l' affermazione non puo' essere generalizzata, basterebbe guardare alla storia. La libertà di coscienza e la libertà di religione è stata proclamata per la prima volta dai Padri della Chiesa, penso a Tertulliano. Anche l' uguaglianza di fronte alla legge è una rielaborazione della formula "creati uguali". Molta scienza nel corso della storia si è comodamente fondata sulla metafisica naturalista di stampo cristiano, lo scientismo è affare recente. Il progresso implica un senso del peccato, dicono gli psicologi, il cristianesimo ha spesso elargito l' assoluzione, senza dire che l' idea stessa di progresso è un concetto che deve molto al cristianesimo. E poi, diciamola tutta, l' innovazione non è mai un bene in sé, se scollegata ad una certa tradizione diviene inintellegibile e aliena chi dovrebbe beneficiarne. Vedi gli studi di Donald Yerxa.

venerdì 24 aprile 2015

Cultura e commerci


  1. la fama convive bene col merito
  2. la fama ha un valore segnaletico
  3. la fama crea varietà: cerca la tua nicchia e realizzati. la varietà risolve molti problemi legati all' invidia e allo status
  4. la cultura commerciale si fonda sulla scelta personale e la scelta motiva il consumatore.
  5. la cultura sussidiata ha un problema: chi sceglie cos'è cultura? perchè a te e a me no? questo ovvia obiezione si è spesso trasformata in una polverizzazione infruttuosa dei fondi disponibili. Inoltre il concetto di qualità cambia schizzofrenicamente: ieri era di qualità cio' che rispondeva ai parametri borghesei-umanistici, oggi è cultura cio' che critica e si ribella allo status quo.
  6. cultura e ricchezza: legame assente. più probabile il contrario. la cina si sta arricchendo ma non lo fa perché si è acculturata, probabilmente, invece, a breve sarà leader in campo culturale. anche da noi in europa la cultura è esplosa nei vari paesi ben dopo i vari boom economici.
  7. spesso il bene culturale è solo un fiore all'occhiello per segnalare uno status. vale per i singoli come vale per l' ente pubblico.
  8. spesso la cultura sussidiata è un finanziamento dei poveri ai ricchi
  9. teorema di baumol: la produttività media cresce di più della produttività culturale, di conseguenza il settore è destinato a restare indietro e va finanziato.
  10. obiezione a baumol: la produttività culturale non si misura solo dall' ispirazione degli artisti, oggi assistiamo ad un'esplosione nella diffusione di cultura ben oltre la produttività media.
  11. altro argomento (ue) per i sussidi: promuovere la diversità (obiezione: la promuovi meglio liberando le scelte, vedi metodo usa; se proprio vuoi giustificare i sussidi meglio esaltare il dovere di conservazione).
  12. altro argomento: elevati costi fissi (obiezione: esistono anche in altri settori)
  13. altro argomento: mantenere elevata la qualità (obiezione: spesso la qualità elevata delle culture sussidiate si è trasformata in astrusità, faziosità e musealità)
  14. altro argomento: la cultura crea esternalità? non sembra affatto, almeno in termini di ricchezza.
  15. teorema di alchian: i costi fissi della scelta fanno scegliere meglio. L' australiano consuma vini italiani di qualità media superiore rispetto a quelli che consuma l' italiano. oggi passo più tempo a scegliere ma scelgo qualcosa che mi motiva molto di più
  16. Oggi i problemi sono di abbondanza: la cultura è ovunque, è a un click da noi, ci sommerge, anche quella alta.
  17. nella gestione della cultura vige un approccio anti-democratico: l' offerta creerà la domanda, bisogna imporre una pedagogia e attendere i frutti. Cio' crea tensione valoriale con l' approccio democratico che domina la politica. Come si è rimediato?: sussidiando tutti e dando così un'impresssione di libertà. Da qui il collasso del settore.
  18. la cultura commerciale educa poco? ad educare ci penseranno scuola e famiglia, è tanto strano?
  19. I punti precedenti sono sintetizzati in questo articolo, una difesa della società commerciale.
  20. Il sussidio funziona quando il divario tra élite e massa è molto ampio; oggi, nell' era dell'accesso, questo divario è ai minimi.
  21. Se si adottano i sussidi meglio farli bene: non polverizzare ma concentrare, non aiutare ma consentire la nascita di cio' che non si farebbe. Massima indipendenza ai responsabili: devono poter fallire molte volte senza risentirne (non c'è scoperta senza fallimento).
  22. esempi di cultura privatistica assoluta? l'italia dell'800 (fino al 1920) e la venezia di 6/700. poi, con la concorrenza, le vecchie arti chiedono sussidi per sopravvivere.
  23. il metodo europeo: sussidi diretti; il metodo usa: donazioni a non profit + agevolazioni fiscali. gli usa sussidiano lasciando libera la scelta. forse il metodo europeo si giustifica quando i tesori da conservare sono oggettivi. le fondazioni bancarie sono un modo per andare verso la soluzione usa, vedi orchestra sinfonica di roma. il metodo usa è pur sempre un sussidio, potremmo interpretare quella soluzione come un buon punto intermedio tra la visione dell'economista e quella del purista.
  24. l'economista è tanto odiato perchè tratta l' esperto purista come un consumatore qualunque
  25. come giudicare un periodo di fioritura?. guardare ai picchi o alla varietà dei picchi?
  26. ricordiamoci che l'arte e la cultura fanno anche molti danni. spesso sono dei potenziatori e se potenziano idee sbagliate finiamo nei guai.
  27. l'europa spende più di tutti in cultura ma influisce meno di tutti nel dibattito culturale (dominato da usa e oriente).
  28. le fasi tipiche delle politiche culturali: 1 fase: cultura per tutti (ma la gente respingeva), fase seconda: didattica per tutti (ma la gente respingeva) fase terza: abbassamento della qualità.
  29. in italia il sussidio alla cultura è assorbito quasi del tutto dalla lirica, tipico esempio di redistribuzione dai poveri ai ricchi.
  30. Chi nel dopoguerra spingeva per la "relativizzazione dei valori culturali" coincideva con chi si batteva per sempre maggiori sussidi alle attività culturali, il che creava un paradosso: come distinguere tra cultura e non-cultura? Si è finito per finanziare di tutto e di più, in genere a pioggia, dai trasgressivi centri sociali ai paludati enti lirici. Oramai nel marasma esiste un solo criterio per la cruciale distinzione di cui sopra: la non-cultura è cio' che si finanzia da sé.
  31. Per i governi la politica culturale più importante è quella legata al copyright, qualche considerazione::

    1. il copyright non è mai stato forte e applicato come nell'era pre-internet, ora, con la pirateria, si tornerà agli standard storici del passato
    2. l'indebolimento del copyright è inevitabile poiché l'autore blinda il suo prodotto con una tecnologia data ma il pirata lo sblocca avendo a disposizione tutte le tecnologie offerte dal futuro
    3. difficile teorizzare sul copyright, anche i libertari sono confusi: qual è la situazione naturale, la situazione di partenza? il pragmatismo diventa l'unica via accettabile
    4. la pirateria internet non arrecherà un danno mortale agli autori poiché la merce culturale ha innanzitutto un valore simbolico: guarda quanto vengono letti i libri acquistati e lo capisci subito
    5. altro effetto mitigante: internet, minacciando il copyright, abbatte i ricavi ma abbatte anche i costi: specie quelli pubblicitari e di diffusione
    6. business-plan 1: pubblicità vs musica gratis
    7. business-plan 2: donazioni vs musica gratis
    8. business-plan 3: sottoscrizioni
    9. la cultura al tempo del copyright indebolito: ci si avvia verso una riscoperta dell'aurea, verso l'evento unico, l'evento dal vivo, ci sarà un ritorno al passato, chi lo avrebbe detto (walter benjamin no di sicuro)
    10. la qualità della musica senza copyright: migliorerà, in fondo a perderci saranno le megastar, i geni sentiranno soprattutto i benefici
    11. l'efficienza economica senza copyright: difficile misurarla nella cultura, due i motivi 1) le vendite non sono un buon segnale perché i fan sperimentano fallendo 2) i fan cercano il nuovo (se cercassero solo buona musica non si capirebbe questa fissazione sul recente), vogliono distinguersi dalla massa, ma se è questo che cercano le musiche sono sostituibili tra loro , la stessa musica è sostituibile con altro, se se ne produce meno il danno non è grave.
    12. ipotesi sul mondo ideale. 1) un mondo dove vige il copyright: no; 2) un mondo senza copyright: no; 3) un mondo dove vige il copyright ma è facile evaderlo.
    continua
  32. In Praise of Commercial Fame di Tyler Cowen
    • La celebrità rimpiazza oggi l' eroismo di ieri ma sono in molti a lamentarsi del degrado della cultura che questa dinamica favorisce.
    • Ci si concentra solo sui costi di un simile cambiamento: il degrado. Ma i benefici? A volte l'eroismo o per lo meno la sua ricerca era fonte di guai, di violenza diffusa. meglio competere sul mercato che in guerra
    • Problemi di filtro: la fama ci orienta almeno all inizio. E' una bussola utile anche a chi vuole fuggire certi prodotti. 
    • La fama ci coordina dandoci un comune argomento di discussione
    • Non esiste solo la fama assoluta ma anche quella relativa, cosicché uno puo' lamentarsi della fama assoluta ma puoi trarre i benefici di cui sopra dalla fama relativa
    • Problemi di status: le nicchie della celebrità sono molte. Il libro dei record è un tomo immenso e anche mia nonna puo' trovare una specialità in cui primeggiare e appagare il proprio status. La varietà è incentivata dalla molteplice scala dei valori: se ci fosse un solo record da battere migliaia di recordmen resterebbero a casa frustrati
    • Se merito e fama nn fossero separati nn avremmo varietà e le frustrazioni si moltiplicherebbero... 
    • Le forze commerciali forse non educano ma rintracciano i gusti reali delle persone meglio di molti critici.
    • La celebrità innesca anche un  rito di coordinamento che instaura relazioni (giù i costi di comunicazione)
    • La celebrità offre opportunità di giudizio estetico anche agli esclusi. Spesso la celebrità offre esperienze estetiche anche a chi non ne avrebbe mai avute.
    • La celebrità offre ampie garanzie ai prodotti che sponsorizza: il suo patrimonio reputazionale è immenso
    • Un mondo costruito sulla fama lascia molte vie di fuga ai fan rispetto al mondo costruito sul merito oggettivo. Tutto cio' è consolatorio
    • C'è manipolazione delle menti? Difficile in un mondo dove i medium sono tanti: il medium modella il messaggio ma spesso è il messaggiato che sceglie il medium
    • Con il metodo della sottoscrizione costruisci la tua cultura
    continua
  33. In praise of commercial culture di Tyler Cowen - i tre doni della cultura commerciale


    • smussa le astrusità dell'avanguadia
    • alimenta la diversità (il commercio richiede diversità)
    • alimenta il rinnovamento (il commercio richiede il rinnovamento)



    continua
  34. Il giudizio estetico secondo Tyler Cowen in  Good and Plenty: The Creative Successes of American Arts Funding. Vale di più l'Amleto o Re Lear?

    Quante canzoni di Gershwin ci vogliono per fare una sinfonia di Prokofiev?

    Anche chi professa l' oggettività dei valori estetici deve ammettere che c' è un problema di incomparabilità.

    Forse, se proprio dobbiamo "misurare" ha più senso misurare la qualità di un' epoca storica piuttosto che raffrontare le singole opere.

    Ma come?

    La qualità media in questo ambito ha poco senso, meglio concentrarsi sui picchi.

    Ma anche i picchi isolati possono trarre in inganno.

    Propongo due criteri: 1) qualità estesa (esempio i primi cento picchi) e 2) varietà (picchi per genere).
  35. Perché aboòlire la normativa:





    • First, it’s often the case that buildings of little historical worth are preserved by rules and regulations that are used as a pretext to slow competitors, maintain monopoly rents, and keep neighborhoods in a kind of aesthetic stasis that benefits a small number of people at the expense of many others. 
    •  Second, a confident nation builds so that future people may look back and marvel at their ancestors ingenuity and aesthetic vision. A nation in decline looks to the past in a vain attempt to “preserve” what was once great. Preservation is what you do to dead butterflies. Ironically, if today’s rules for historical preservation had been in place in the past the buildings that some now want to preserve would never have been built at all. The opportunity cost of preservation is future greatness
    •  Third, repealing historic preservation laws does not mean ending historic preservation. There is a very simple way that truly great buildings can be preserved–they can be bought or their preservation rights paid for. The problem with historic preservation laws is not the goal but the methods. Historic preservation laws attempt to foist the cost of preservation on those who want to build (very much including builders of infrastructure such as the government). Attempting to foist costs on others, however, almost inevitably leads to a system full of lawyers, lobbying and rent seeking–and that leads to high transaction costs and delay. Richard Epstein advocated a compensation system for takings because takings violat ethics and constitutional law. But perhaps an even bigger virtue of a compensation system is that it’s quick. A building worth preserving is worth paying to preserve. A compensation system unites builders and those who want to preserve and thus allows for quick decisions about what will be preserved and what will not."



    Creative destruction requires some destruction.
  36. Good and Plenty: The Creative Successes of American Arts Funding Tyler Cowen
    • l arte va finanziata? 2 partiti che nn riescono a capirsi. xchè?
    • meglio sussidi diretti o indiretti? più possibilità di compromesso
    • cultura liberale: il valore della diversità
    • conflitto tra valore ec. e valore estetico: l esperto è un consumatore qlnq?
    • economista deve demistificare il critico x trattarlo come un consumatore qlqn, x qs è tanto odiato
    • giudizio. meglio giudicare un epoca che un opera: guardare alla numerosità e alla varietà dei picchi.
    • specializzazione e qualità spacchettata
    • l economia nn muore mai x' è l unico approccio che consente facili comparazioni
    • l estetico nn considera i costi opportunità l ec. nn considera valori diversi dalle preferenze
    • il dogma della preferenza nn è condiviso da tutti. meglio rassegnarsi
    • preferenze poco definite: punto debole dell economia
    • occorre una teoria etica.. la ricchezza è solo una proxy x altri valori e nn sempre funziona
    • economista: l arte sussidiata crea esternalità?... esteta: l arte sussidiata crea bellezza?
    • ARGOMENTI PRO SUSSIDIO:
    • 1 l argomento dello sviluppo: l arte attira il turismo e bla bla bla... vale x tutte le attività... moltiplicatore e esternalità sono concetti diversi... venezia e il valore della tradizione. argomento cassato
    • 2 l argomento del "ci costa poco": a testa... argomento cassato
    • 3 l argomento della decentralizzazione: il talento è nascosto quanto diffuso conviene si inneschi un processo decentrato x scoprirlo (hayek). i sussidi possono aiutare il mercato a decentrarsi
    • 4 l argomento del prestigio: l orgoglio nazoonale è un esternalità dell arte... i simboli contano
    • 4 sembre l argomento sotteso ai finanziamenti centrali: il pop crea + esternalità ma non viene sussidiato... i musei sono un altro segno... l arte fa anche molti danni
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    • Il giudizio estetico secondo Tyler Cowen in  Good and Plenty: The Creative Successes of American Arts Funding. Vale di più l'Amleto o Re Lear?
      Quante canzoni di Gershwin ci vogliono per fare una sinfonia di Prokofiev?

      Anche chi professa l' oggettività dei valori estetici deve ammettere che c' è un problema di incomparabilità.

      Forse, se proprio dobbiamo "misurare" ha più senso misurare la qualità di un' epoca storica piuttosto che raffrontare le singole opere.

      Ma come?

      La qualità media in questo ambito ha poco senso, meglio concentrarsi sui picchi.

      Ma anche i picchi isolati possono trarre in inganno.

      Propongo due criteri: 1) qualità estesa (esempio i primi cento picchi) e 2) varietà (picchi per genere).
    • la società commerciale specializza. lo spettatore nel suo ambito è molto pià colto del critico d'arte o dell'artista. la specializzazione allontana i punti di vista cosicché lo spettatore guarda l'opera da un'angolazione molto differente rispetto a quella del critico. in questo senso il suo contributo nel giudizio puo' essere prezioso poichè l'opera d'arte per quanto mantenga una sua peculiarità tecnica resta comunque  un discorso sul mondo e sull'uomo mediante analogie generiche, cio' consente di approcciarla su versanti diversi alcuni dei quali particolarmente favorevoli allo spettatore più che al critico. anche questo rilievo mette in crisi il paternalismo classico
    • la critica mantiene una sua autorevolezza per i prodotti dall'accesso difficile. oggi il critico gastronomico conta molto di più di quello cinematografico.
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    • internet e la cultura: varietà e decentralizzazione
    • ma internet minaccia il copyright
    • copy... best=il governo compra (asta o prediction market) e le rende disponibili
    • la legge del copy è necessariamente vaga e discrezionale... neanche i libertari sanno che pesci prendere
    • come evolverà il copy? nella storia mai tanto copy come oggi
    • tecnologia... il copy è facile da aggirare: chi protegge lavora con tecnologie fisse chi decripta col flusso tecnologico che progredisce... oggi la protezione ad oltranza del copy è uno spreco di risose
    • fortunatamente la merce culturale ha un valore simbolico: uno vuole l originale x far parte del gruppo... i fornitori di cultura si concentreranno sul lato simbolico anzichè su quello sostanziale coperto dal copy... i libri esemplificano: gran parte dei libri comprati nn sono letti... comprare libri è un pò come votare... xchè prendersela tanto coi pirati e poco con le biblioteche? entrambe diffondono
    • il mondo simbolico e quello sostanziale saranno sempre più separati: su internet reperiremo la sostanza
    • si andrà verso il nn rubabile: eventi dal vivo esperienze uniche... un ritorno dell aurea a fini di profitto
    • musica: x molti scaricare è difficile e la qualità nn è la stessa... xchè il prezzo del cd sale? ormai i consumatori elastici sono perduti
    • musica: a soffrire saranno le major e quindi i musicisti privati dei loro investimenti: meno investimenti tecnologici ritorno alle radici registrata solo musica innovativa... scouting decentralizzato
    • morale: internet abbatte i ricavi dell artista (copy) ma abbatte anche i costi (produzione pubblicità distribuzione)
    • modello 1: musica gratis vs pubblicità... il business passa dalle major alle corporation
    • modello 2: musica vs donazioni
    • estetica... il copy indebolito sposterà l asse dalla cultura di massa a quella personalizzata (che avrà solo vantaggi visto che già nn vendeva)... anche se l originalità (l incontro tra tipi strani sarà più facile) e lo spontaneismo prevarranno su ciò che richiede preparazione anche scolastica (performance capital-intensive)
    • efficienza economica... in cultura le vendite sono un indicatore povero della soddisfazione al netto dei simboli: il fan sperimenta... difficile ora rifilare fuffa... inoltre le major grazie alla rete ricostruiscono la domanda in modo più affidabile
    • efficienza economica... difficile calcolarla xchè nn sappiamo bene cosa cerca l utente: xchè privilegia la musica recente?... evidentemente vuole vivere il qui ed ora insieme agli altri, vuole sentirsi protagonista... ciò significa che le musiche sono sostituibili tra loro e la musica è sostituibili... se se ne produce meno la cosa nn è un problema... il vecchio nn piace a chi si vuol differenziare ma il nuovo è reperibile ovunque... internet produce nuovo a volontà tagliando i tempi di creazione
    • arte... le copie pirata nn hanno mai abbattuto i prezzi degli originali l aura domina
    • cinema... i teatri si sono trasformati in luoghi di piacere... il dvd mantiene la sua aurea soffrono i noleggi... poichè il download è ancora faticoso bassi prezzi e alta qualità possono ancora sconfiggere i pirati
    • costi del copy: ricordo che è una soluzione subottima poichè realizza un monopolio... la soluzione ideale è impraticabile
    • alternativa al copy: licenze a pagamento x chi trasmette... i ricavi agli autori

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    1. consigli di policy
    2. la bellezza va scoperta o va conservata?
    3. proviamo a farci la stessa domanda pensando alla verità scientifica.
    4. se va scoperta meglio aprire molte fonti e decentralizzare il processo
    5. il sussidio indiretto (per esempio con agevolazione fiscale) è un buon compromesso tra purismo critico e purismo economico
    6. le decisioni culturali + importanti: internet copyright.
    7. il sussidio funziona quando il panorama è opaco e il divario tra èlites e massa è chiaro. in questo caso il paternalismo puo' anche avere un senso ma oggi qs condizioni nn ci sono
    8. concentrare i sussidi diretti: si evita la polverizzazione e si responsabilizza l'ente
    9. sussidiare anche i for profit se meritevoli
    10. sussidi e innovazione? affidati alla discrezionalità di un singolo responsabile
    11. paradosso della trasparenza eccessiva:  nn giova ai funzionari delle belle arti devono agire in modo indipendente liberi da pressioni in una privacy garantita... la trasparenza fa temere i passi falsi e i passi falsi sono necessari nel processo di scoperta.
    continua
  37. In praise of commercial culture - Tyler Cowen
    • tesi: le forze di mercato sono in grado di supportare la produzione artistica esaltando la varietà. tesi ottimistica
    • 1 obiettivo: contrastare la tesi dei pessimisti: conservatori e francoforte...
    • 2 obiettivo: ridefinire alto e basso in modo che la qualità dell arte alta dipenda dalla qualità di quella bassa. nella società contemporanea molti prodotti bassi sono di nicchia anche se seguono il circuito dell'arte bassa. beet. mozart e bach erano di fatto popolari per i loro tempi. l economicità della produzione ha di fatto incentivato l innovazione e sperimentazione...
    • 3 obiettivo: le innovazioni commerciali hanno forgiato le arti. dalla stampa all elettricità...
    • 4 obiettivo: xchè le tesi pessimistiche sono tanto seducenti?
    • artisti capitalisti: beet. michelangelo rembrandt. tesi: pensare al denaro nn degrada necessariamente l opera
    • controesempi alla tesi ottimista: difficoltà x i compositori. bassa qualità nei best sellers. tv spazzatura.
    • il mercato nn va comparato con l ideale (nessuna società eleva la bellezza a principio) ma ad alternative realistiche...
    • la battaglia ottimisti vs pessimisti sarà eterna xchè in arte molte valutazioni sono soggettive.
    • una tattica migliore: descrivere i 4 meccanismi x cui il capitalismo potrebbe sostenere la buona arte.
    • l avaibility bias del nostalgico: cfr i capolavori del passato col picco che si conosce dell oggi...
    • orson wells: il miglior giudice è il consumatore.
    • harold bloom: l arte è elitaria e il meglio è accessibile a pochi...
    • wells o bloom? il mercato può far felici entrambi: la massa (ovviamente) e la nicchia (i nuovi mezzi consentono di raggiungere tutti). l arte capitalista nn guarda in faccia a nessuno. nel senso che accontenta tutti.
    • la moderna tecnologia aiuta anche a custodire il passato...
    • pessimisti: eliot platone agostino rousseau pope shopenhauer nietzsche spengler swift daniel bell irving kristol allan bloom strauss adorno marcuse horkheimer habermas mc luhan
    • ottimisti: castiglione perrault samuel johnson condorcet fukuyama paglia
    • Xxx
    • l artista ha due entrate: ricavi monetari e soddisfazioni psicologiche.
    • 1 il mercato offre molte forme di finanziamento: ricchezza familiare lavori remunerativi contatti mecenateschi mercati capillari x raggiungere i clienti...
    • gli artisti del rinascimento erano businessman. nn si direbbe che il denaro corrompa l arte
    • tesi di baumol: l artista arranca nella corsa alla produttività
    • 2 controtesi: nn si direbbe. specie considerando la distribuzione dell opera.
    • 3 il mercato: specializzazione, diversità e innovazione. vale anche x l arte.
    • 4 mercato cosmopolitismo globalizzazione innovazione. vale anche x l arte
    • la massificazione è più un prodotto dei monopoli che della competizione. l es. della tv.
    • e il governo? meglio che crei lavoro (con cui l artista si finanzia).
    • governo e avanguardia astrusa
    • Xxx
    • la diffusione musicale è cambiata completamente. conseguenze?...
    • x alcuni nasce l economia delle rockstar. ovvero il one take all e la conseguente massificazione:  xchè dovrei comprare chi vale meno se ho tutti a disposizione?
    • x altri nasce la possibilità di raggruppare a largo raggio esaltando le nicchie: i consumatori hanno gusti diversi..
    • storia. polifonia e stampa. è un caso se qs musica si sviluppa nei paesi più capitalisti? ovvero nei paesi fiamminghi?
    • ma la stampa resta estremamente costose e in quel periodo i pittori sono molto più quotati a causa del fatto che i quadri restano più facilmente trasportabili e conservabili. il musicista dipendeva invece da chiese e governi con scarso accesso al mercato, una specie di giardiniere: la sua opera era locale e deperibile. monteverdi, la crema di allora, lasciò mantova da straccione dopo decenni al servizio. solo la mobilità dell artista consentiva di alzare l onorario. la decentralizzazione del potere politico aiutava il musicista.
    • bach sfruttò le molte corti germaniche x migliorare sempre la propria condizione, tuttavia si lamentò sempre per l gnoranza dei musicisti e i molti doveri extramusicali a cui era sottoposto. arrotondava con i concerti for profit e funerali a pagamento. noto x la sua attenzione al denaro accumulò una discreta fortuna x un musicista.
    • teleman: leader della commercializzazine della musica tedesca
    • cpe bach ormai nn aveva più alcun contratto con chiese corti ecc. viveva di concerti for profit spianando la strada a haydn e mozart...
    • da allora comporre x denaro divenne la regola: haydn mozart ma soprattutto handel
    • l opera italiana divenne l epitome della musica commerciale in opposizione alla musica di corte francese doce c'era un unico compositore: lully. risultato: mentre venezia produceva 12 opere la francia intera ne produceva solo 1, e naturalmente di lully.
    • la commercializzazione delle partiture cambia molte cose.
    • mozart e haydn. la commissione privata rimpiazzava il mecenatismo. iniziarono con principi mecenati che tarpavano la loro creatività ritrovata poi grazie alla musica commerciale. haydn la incontra a londra. la povertà di mozart fu largamente esagerata e i suoi lavori migliori erano commissioni private (flauto magico)...
    • musica in famiglia: con la vendita dello spartito stampato e la moda della musica in famiglia si incrementano gli introiti e l autonomia del musicista ma soprattutto si diffonde la musica nelle famiglie. molti grandi hanno cominciato proprio ascoltando musica prodotta in famiglia...
    • notare una costante: la libertà creativa è correlata con l accesso alla musica commerciale. con beet qs legame raggiunge un suo picco.
    • l'idea di arte come la concepiamo noi  non esisteva in passato, possiamo dire che è nata con la crescente commercializzazione dei prodotti artistici che consentivano all artista una crescente autonomia.
    • quando iniziano a divergere musica alta e bassa? con le ultime opere di beet poi wagner per finire con stra e shon. nota: la musica alta comincia con l indipendenza finanziaria dell artista da sempre facilitata dalla commercializzazione della musica...
    • tesi: la musica come arte nasce grazie alla commercializzazione della musica. è l arte bassa che fa nascere quella alta, storicamente nn c è contrapposizione tra le due ma sinergia...
    • la diversità consentì il ripescaggio di musiche del passato cosicchè mendelssohn ripropose bach come vintage...
    • oggi radio e internet diffondono musica ovunque da ogni luogo. i grandi compositori si ispirano un pò a tutto. il capitalismo moltiplica le fonti d'ispirazione...
    • avanguardie astruse e sussidi governativi. un eccesso di artisticità
    continua
  38. The needless complexity of academic writing di Francois Schnell
    • negli usa esiste un onlus: center for plain langueage
    • esiste anche una legge: plain writing act
    • proposta: che i ricercatori presentino i loro lavori su twitter con l'uso di emoji
    • ig nobel: se scrivi semplice sei più intelligente.
    • gli intellettuali di solito non pensano al pubblico ma parlano a tra loro
    • se vivono in un mondo sussidiato come la scuola questo è ancora più vero
    • gli intellettuali vogliono escludere gli outsider
    • gli intellettuali vogliono mostrare i muscoli
    • gli intellettuali vogliono tenere in allenamento il loro cervello rimanendo immersi nella complessità, anche quando è inutile farlo
    • gli intellettuali vogliono tener nascosta la pochezza delle loro idee
    continua
  39. No crac capitolo 4 di Tyler Cowen
    • beni scarsi nella società del benessere: attenzione e tempo. la sensazione di un rilassamento
    • in questi casi l incentivo dobbiamo applicarlo su di noi
    • ti piace l arte ma ti vengono le gambe da museo (specie se passi più tempo a leggere i cartelli) e sei contento quando il concerto finisce
    • l abbondanza ti fa sentire in colpa. costo opportunità.
    • l arte non è mai stata tanto economica cosa c è che non va?
    • due consigli: 1 ammettere cosa scarseggia 2 rassegnarsi a quel che si perde
    • consigli al museo: 1 scegliere il quadro da portarsi a casa per ogni sala 2 saltare netta la prima sala (troppo traffico) 3 stroncare anche i grandi maestri 4 fuori: quali quadri restano in testa?
    • confrontare i quadri e tornarci su a costo di trascurarne altri
    • ammettere: noi non amiamo l arte per l arte ma per l immagine che ci conferisce. esiste un fattore io
    • un museo non è mc donald non sta lì per farti felice, devi lavorarci su altrimenti...
    • i guai della sovraesposizione: gioconda guglielmo tell. forse è anche per questo che la gente non ama il contatto frequente con la grande arte
    • consigli per letture noiose
    • leggere in mezzo stimola l interesse
    • saltare dove la noia raggiunge una soglia x
    • leggere bene l inizio magari più volte
    • leggere tutto a volo d uccello poi riprendere
    • cominciare leggendo il riassunto del libro
    • prendere appunti su nomi ed eventi principali
    • mollare il libro più spesso. robert hall: se non hai mai perso un aereo passi troppo tempo negli aeroporti

    • cambiare l ideologia sottostante al libro. ci fa sembrare più intelligenti dell autore turlupinato
    • la lettura d avanguardia è sovvenzionata. un tempo la condivisione con il lettore era più forte
    • perché compriamo solo dischi recenti? cos è questo irrazionale amore per il nuovo?
    • risposta: la musica ci dà identità. non posso identificarmi col vecchio devo essere originale. più gente detesta un genere più individui vi si identificano
    • quelli a cui piace tutto? quelli che hanno superato il problema identitario. i più esperti.
    • la musica ribelle? un segno del consumismo: non appena i giovani avevano da spendere il mercato li ha studiati
    • una legge: il meglio di qualsiasi genere di solito è di qualità. solo il fattore io ci fa odiare un genere.
    • come avvicinare qualsiasi musica: pensarla come se parlasse di me.
    • com è difficile cambiare idea: se abbiamo pagato per un ricco buffet mangiamo tutto. se abbiamo lottato per qualcosa diamo valore a prescindere.
    • tirannia dello status quo: serve per cementare amore e figli ma in ambito culturale è disastrosa.
    continua
  40. The secret of our success di Joseph Henrich - terzi
    • l'evoluzione ci predispone a dirigere la ns attenzione verso alcune persone
    • great divide: conoscenza personale / conoscenza (da trasmissione) culturale. la seconda vince 
    • effetto collaterale: i progetti della singola intelligenza falliscono
    • soluzione: predisporre un meccanismo che operi tramite variazione e selezione
    • imo: ce l'abbiamo si chiama mercato
    conclusione
  41. The secret of our success di Joseph Henrich - Robin Hanson
    • Tesi: le preferenze variano
    • Peperoncino: piccante x difesa. La reazione dell uomo: ha cambiato gusti facendosi piacere la piccantezza
    • I bambini imparano piano piano ad apprezzarla imitando le xsone che ammirano
    • Idem x il vino: un gusto sgradevole che impariamo ad apprezzare grazie alla cultura
    • Correre è una faticaccia, eppure ai runners piace (sembra incredibile). Perchè? Per cultura. Idem sollevare pesi idem scalare montagne.
    • Virilità. Il duro ha reazioni anche corporee più adeguate alle minacce. La cultura è un arma incredibile
    • Come si diffonde cultura? Copiando i fighi.
    • Uomo: status seekers
    • La cultura internaluzza gli incentivi.
    • Sesso: la plasticità dei valori qui è massima: quel che x qlcn è dolore x altri è piacere
    • Le preferenze cambiano ma è dura cambiarle da soli
    • Conseguenza: nn preoccupiamoci troppo delle generazioni future
    • Conseguenza: nn presumiamo che gli altri siano come noi
    • Avvertenza: la tesi nn nega l esistenza di un limite
    continua
  42. Yes We Can di Tyler Cowen
    • premessa: non siamo razionali, siamo diversi, siamo liberi. quindi? quindi che ognuno crei la sua via
    • cap1 tag e stringhe: l' homo hordo
    • autismo: l era dell'informazione rivaluta certi stili cognitivi (classificare, ordinare...)
    • autismo: mix di debolezze e forze cognitive. forza: capacità organizzativa. erudizione di certi aut. debolezze disorientamento smarrimento manca un quadro generale
    • autismo: casi patologici ma anche persone semplicemente diverse. esiste la diversità!
    • autismo: introversione contatto oculare tono diretto tono impersonale ripetitività insistenza gusti difficili
    • autismo: niente voglia di socializzazione o umorismo o solidarietà? No, solo incapacità a capire
    • autismo: origine genetica. molti bambini e gli adulti? nn li notate: spesso sono persone molto competenti
    • il caso di vernon smith simon baron cohen craig newmark
    • sowell: teme diagnosi fallaci. nn afferra il problema: la diagnosi è corretta. è l autismo che ha anche punti di forza
    • autistico: si sente sopraffatto dal mondo: troppa info da organizzare. la ns esp con la rete
    • organizzare lo smartphone. la sorpresa programmata del shuffle
    • qualità sonora: oggi secondaria. la selezione sulla quantità è primaria
    • l investimento più produttivo: l'organizzazione del pensiero personale. saper produrre tag. saper produrre stringhe
    • cultura: tag e stringhe. ovvero organizzazione mentale. siamo chiamati a diventare tutti un po' più autistici
    • foto: una narrazione emotiva della famiglia
    • imporre coerenza ad una massa di dati
    • homo ordo
    • vi piace ordinare, collezionare, organizzare... potreste avere successo
    • cultura. oggi più disponibile
    • cultura: oggi l' accesso è più autonomo
    • cultura: molti si lamentano di quanto sia scadente
    • oggi viaggiare è facile, tutto è a distanza di un click. conseguenze? la frammentazione: si privilegia la frammentarietà e la leggerezza. non un album ma una canzone.non una sinfonia ma un movimento. bocconcini assaggi da archiviare e riordinare secondo la vs creatività
    • la scossa della novità. se manca vi rivolgete altrove
    • ansia: consumiamo sapendo che a distanza di un clic c'è qualcosa di meglio
    • si adora sia iniziare che finire i libri
    • teorema alchian allen: se a due beni (es di alta e di bassa qualità) viene aggiunta una somma fissa il consumo del bene più qualitativo aumenta.
    • oggi ci nutriamo di playlist ma il loro contenuto è su misura e qualitativamente superiore
    • l accusa: deficit di attenzione: accusa costante: dal romanzo al fumetto al rock.
    • google accorcia i ns archi di attenzione ma qs è una via verso la stupidità? nicholas carr pensa di sì
    • controeffetto1: google amplia i ns archi di attenzione con il contatto con cose più interessanti
    • controeffetto2: google stimola l'attenzione sul quadro generale: posso sempre seguire la storia che mi interessa
    • conclusione: nn esiste sovrainformazione, esiste incapacità di fare ordine
    • l autoassemblaggio: nell'opera del 7/800 c'era tutto: gioia, paura, morte... oggi non ci sono opere con tutto dentro. per avere tutto prendiamo un po' qui un po' lì e assembliamo. non latitano i capolavori perchè il capolavoro è un fai da te
    • importante ieri: conoscere i classici. importante oggi: sapete assemblare il vostro capolavoro?
    • capolavoro contemporaneo: si colloca nell interiorità, per qs molti non lo vedono negandone l'esistenza
    • similitudine. cultura del passato: rapporto con l'amante. cultura del presente: matrimonio.
    • è costoso contattare l'amante, e quando lo fai pretendi che sia un esperienza memorabile. la moglie è sempre intorno a te e quel che conta è stabilire una quotidianità
    • tesi: chi è felicemente sposato ha una vita interiore più ricca ed è mediamente più soddisfatta. ergo: la cultura ti attrae? nascere oggi è una fortuna.
    • cap4 la comunicazione in rete
    • tesi comune: la comunicazione virtuale  manca d'intimità. problema: in sè è oggettivamente più intima e sfumata rispetto a quella diretta.
    • internet parifica: tutti hanno una chance. internet esalta l'interiorità (non è mera astrazione)
    • sms e mail: ci si apre di più
    • costruire la propria immagine, taroccandola anche un po', è importante per essere felici
    • cass sunstein: il web estremizza le posizioni politiche. vero ma la politica nn è un tratto fondamentale per molti
    • cap5 scuola e modernità
    • scopo della scuola: farvi diventare un po' più autistici: più concentrati sul particolare
    • nerd: ama imparare ma non ama la scuola considerando segnalatoria
    • scuola segnalatoria: non s'impara granché ma si segnala il proprio valore. forse esagerano amplificando la propria esperienza personale?
    • perchè non decolla la scuola online? la presenza fisica motiva così come l interazione con gli altri allievi. l istruzione è un po' un teatro. se tenete conto di qs fatto capite meglio l'essenza dell'educazione
    • studiare l'effetto dell'istruzione: le medicine si paragonano ai placebo ma l'istruzione a cosa si paragona? ci vorrebbe una finta università
    • cap6 storie e narrazioni
    • se comprate una scarpa comprate la storia in essa incorporata: thomas schelling
    • qs fatto mette in crisi l economia tradizionale: le motivazioni degli individui sono più complesse. perchè uno stoico vuole soffrire?
    • nuova economia: le persone sono diverse, la cultura e le storie sono tutto (l incentivo complesso)
    • per avere una storia che piace dovete avere un problema da risolvere. nota: nel metodo classico il problema era trovare la soluzione, ora è trovare un problema da risolvere
    • una buona storia ordina la visione creando punti focali. la cultura è una storia condivisa. schelling
    • autistici: non sanno condividere storie ma qs è un inconveniente relativo oggi che con tanta info possiamo parlare analiticamente senza bisogno di punti focali. es un autistico non sa quando l altro ha finito di parlare ma se comunica via social qs nn è un problema
    • problema1: la storia semplifica e molte sorie sono troppo semplici
    • problema2: spesso le storie realizzano unione per confliggere con più potenza
    • problema3: una buona storia puo' ingannarci
    • nozick: la realtà mantiene un suo primato sulle storie: vedi esperim della macchina dell esperienza. ma forse anche la mente è una macchina dei sogni.
    • cap7 eroi autistici
    • holmes
    • cap8 la bellezza
    • i gusti divergono. a volte perchè diverge il modo di pensare
    • gusti diversi? di solito si guarda a cultura, istruzione... perché non guardare nei neuroni?
    • sacks: musicophilia. un tipo colpito dal fulmine che comincia ad appassionarsi di musica
    • musica e autismo sono abbastanza connessi
    • molta musica atonale è apprezzata dai neurologicamente diversi. forse perchè organizzano diversamente i suoni che ascoltano
    • le musiche atonali: una conseguenza dello specialismo. musica di nicchia
    • Cap9 politica
    • Progetto nerd: overcoming bias
    • L aut nn è egocentrino nn ha effetto dotazione. Poù cosmopolita neno status seekers
    • Le guerre spesso nascono da effetti dotaz
    • Ait: etica semplice scheletrica. Astratta. Hayek apprezerebbe
    • Aut: conosce xchè ordina. La mente ha un ruolo attivo. Kant apprezzrrebbe
    • Propensione a considerare vere certe regole asyratte: la chiave del successo di certe nazioni. Russia e sudamerica: menti poco astratte
    • L aut teme la vita sociale: il web una salvezza che lo rilassa
    • Colpo di fortuna: primato dello scritto
    • Altra fortuna: primato dei commerci. Lo scambio trasforma la diversitá in fortuna anzichè iattura. Ognuno ha una nicchia x primeggiare
    • Tour: tokyo (passioni totalizzante) finlandia (nn incrociare gli occhi)
    • Paradosso di fermi: xchè nn si fanno vivi? Perchè le civiltá avanzate vivono nell interiorità
    • +++++++++++La vita culturale di ieri è un po’ come l’adulterio: estemporaneo, rischioso e con grandi picchi emozionali.
    • Oggi assomiglia al matrimonio: stabile e ad intensità costante.
    • Sono dell’idea che chi è sposato abbia una vita interiore più ricca e soddisfacente.
    continua
  43. Kulturinfarkt: Azzerare i fondi pubblici per far rinascere la cultura di Dieter Haselbach, Armin Klein, Pius Knusel, Stephan Opitz
    • Con la crescita economica è giunta l'esplosione dei sussidi alla cultura. Non viceversa...
    • L' espansione è avvenuta senza un progetto e oggi, che l'economia europea registra una frenata decennale, un simile impero nn si sostiene senza ricorso allo sponsor privato...
    • Pensiero sottostante dell approccio mainstream: l offerta genera la domanda. È un pensiero elitario: il produttore nn è al servizio del consumatore ma è il suo educatore...
    • Le avanguardia miravano ad educare l'uomo nuovo ma lo scolaretto nn ha seguito il Maestro, anzi, spesso lo ha ripudiato. Oggi i "maestri" ben lungi dall'ammettere il loro scacco dicono che manca la pedagogia e la piacevolezza dell'opera...
    • Oggi domina la pedagogia e il suo è un modello predemocratico...
    • Una teoria sulla svalutazione della bellezza. Per compensare la contraddizione di chi si dice democratico senza voler rinunciare ai metodi antidemocratici si è deciso di finanziare tutto, qualsiasi tipo di arte. l arte deve essere libera e la bellezza relativa...
    • Il paradosso dell'Europa: oggi l' europa è quella che spende di più in cultura ma che influenza meno e domina meno in ambito culturale
    • Vvvv
    • Il nuovo dogma: poichè il pubblico nn va verso la qualità la qualità andrà verso il pubblico=>sociocultura e didatticismo...
    • il cambio di paradigma: dall arte borghese all'arte rivoluzionaria: la qualità è intollerante e l' arte va resa soggettiva...
    • Paradosso: i protagonisti dello sradicamento sono oggi assessori spendaccioni che devono far rientrare dalla finestra il concetto di qualità per decidere cosa finanziare ma poichè il concetto è irrecuperabile nelle loro scelte finisce x prevalere l'interesse e la relazione col finanziato. E x fortuna xchè l alternativa sono i sussidi a tappeto...
    • Ma la qualità continua ad avere una vita sottotraccia: nn la si menziona ma crea ststus e desideri di secondo ordine (si ascolta dante xchè il canone continua ad imporre soggezione: Benigni è più divertente quando fa altre cose ma è più seguito quando legge Dante). E le politiche culturali fanno leva proprio su queste debolezze: edificare la plebe spingendola all' imitazione delle elite in modo da premiare il loro status
    • Xxx
    • Cosa nn è cultura?  In assenza di alternative spunta un possibile candidato:  l'arte che si finanzia da sè…
    • Paradosso europeo: nn si finanzia la cultura ma la si crea con un fiat grazie al sussidio. Il tutto grazie all'impossibilità di definire cosa sia cultura
    • Bbb
    • Oggi c è troppo e bisogna ridurre ma al politico piace inaugurare nn tagliare. Sfrondare è una politica poco attraente che nn viene fatta da nessuno da qui la convivenza tra vuoto e costipazione culturale.
    • Un tempo si costruivano carriere politiche partendo dall'assessorato alla cultura. Oggi la cosa è impensabile...
    • Soluzione adottata: inserire la cultura in dipartimenti con vincoli di bilancio. Esito: una cultura critica contro il potere oggi è impensabile
    • Vvv
    • Il dibattito recente: i videogiochi sono arte? L'opinione di chi si contendeva i finanziamenti era chiara sin dall'inizio. E si capisce anche xchè un simile dibattito nn avrebbe senso negli USA.
    • Premi al miglior videogioco: il pc batte il design e la bellezza...
    • Il precariato di artisti e musicisti diventa la norma. I tagli si fanno sentire e la decadenza avanza. Si gestisce l'esistente, l'innovazione è una chimera, il sussidio una droga...
    • La foresta pietrifcata di sussidi: mantenere le strutture sacrificando i valori. L'identità si trae dall'eredità e i politici vogliono solo tramandare. Tutto diventa conservazione e "memoria" . Anche a "sinistra" si tende a fissare il passato...
    • Il rinnovarsi x sopravvivere è una prerogativa del privato...
    • L'istituzione culturale può anche essere sussidiata ma la sua sopravvivenza deve cmq dipendere dal mercato: la capacità di adeguarsi alla domanda garantisce il rinnovamento...
    • La dinamica classica (ratchet effect): 1) bolla con pioggia di soldi sulla cultura 2) scoppio della bolla senza rientro dei fondi stanziati...
    • l odio x la cultura commerciale. perchè? semplice: il postmoderno ci ha detto che tutto è arte e tutto deve essere sovvenzionato. l unico criterio di demarcazione è allora tra sovvenzionati e no
    • abolire il sussidio? impossibile è un marchio d identità
    • oggi l arte è disponibile x tutti e nn certo x i sussidi. eppure berlusconi viene rieletto.
    • la musica italiana: estraniata dai sussidi ancora nn si è ripresa
    • proposta baricco: basta soldi alla cultura. diamoli a tv e scuola.
    • il pubblico della cultura:  alta borghesia. fallito il sogno di un coinvolgimento
    • oggi il pubblico collassa come i finanziamenti privati. ovvio un eccesso o un errore nell offerta
    • perdita di status simbol per c.
    • lettori in calo. troppo tempo vitale sprecato
    continua
  44. Parte 2 (a) La disposizione genetica: due miti discutibili e una trappola - Kulturinfarkt: Azzerare i fondi pubblici per far rinascere la cultura di Dieter Haselbach, Pius Knusel, Armin Klein, Stephan Opitz - #laculturacompensa #kulturstadt #trappoladorno #semprecolpadegliusa #cio'chepiacehagiàperso #fasciocapitalismo #lagrandenarrazione #quantificazionedellacultura #innaffiatoiodeltuttoècultura
  45. Avanguardia e pop - cowen tabarrok an economic thery of avantgarde
    • Premessa: l artista è un tipo particolare: produce e consuma il suo lavoro
    • Premessa: per ragionare in termini economici distingui tra arte riproducibile (moltiplicabili a costo zero) e nn ripr
    • Musica e film sono riproducibili e il mercato per loro diventa una tentazione. La pittura è poco riproducibile (costi opportunità bassi) e nn per niente è la regina delle avanguardie
    • Guarda all estensione del mercato. Se il mercato è esteso si creano nicchie che favoriscono le avanguardie poichè favoriscono l incontro tra fornitore e consumatore, specie se l arte è nn riproducibile questo è uno stimolo all'avanguardia come specializzazione. Se è riproducibile le nicchie sono compensate dai costi opportunità di cui sopra.
    • Guarda anche al costo: i film devono coprire un alto costo rispetto alla pittura
    • Guarda alla ricchezza di una società. Le soc ricche producono più avanguardia. L artista ricco pensa più a se stesso. L utente con molto tempo libero approfondisce di più.
    • Convergenza: mozart e beet erano le rockstar dei loro tempi. Boulez e carter sono oggi degli sconosciuti. Perchè? 1 perchè la ricchezza libera l artista 2 perchè i sussidi alla cultura puovono
    continua
  46. Chi sono i veri nemici della scienza di Giogio Israel
    • Cap 5 cultura del divertimento
    • I festival. Dietro il divertimento l ideologia e la messa progressista.
    • Ideologia anche nella scuola: il democraticismo nn tollera i maestri. Meglio il sistema con tanto di macchine che quantificano le valutazioni, meglio se le appiattiscono. Tutti contro la didattica trasmissiva
    • Mai nella storia l esperienza ha preceduto la teoria. La riflessione sulla natura ci ha dato newton. Koyrè: la buona fisica si fa a priori. Questa sentenza la si trae studiando la storia. Il ministero dell istruzione nn si capisce bene cosa abbia studiato.
    • Conclusione la distorsione dei metodi
    • Cos è la scienza? I più rispondono con sicumera elucubrando sui metodi. Ma la scienza è piuttosto un cumulo di conoscenze. La scienza è un contenuto.
    • Thom: il metodo scientifico nn esiste e il metodo sperimentale è fatto solo da tradizioni locali di laboratorio
    • La scienza per i giornali: una tradizione post medievale. Cioè tipo che euclide è nato dopo il medioevo anzichè prima
    • Neuroscienza: nessuno dubita che se penso qualcosa accade nel mio cervello ma da qui a stabilire nessi. La questione è meramente ontologica. Eppure a leggere certi articoli tutto sembra risolto.
    continua
  47. Avoid News Towards a Healthy News Diet By Rolf Dobelli

    • Il problema: We are so well informed and yet we know so little. Why?
    • In the past few decades, the fortunate among us have recognized the hazards of living with an overabundance of food (obesity, diabetes) and have started to shift our diets. But most of us do not yet understand that news is to the mind what sugar is to the body.
    • Un'esperienza personale. I have now gone without news for a year, so I can see, feel and report the effects of this freedom first hand: less disruption, more time, less anxiety, deeper thinking, more insights.
    • No 1 –News misleads us
    • systematically News reports do not represent the real world. Our brains are wired to pay attention to visible, large, scandalous, sensational, shocking,
    • Esempio. Take the following event. A car drives over a bridge, and the bridge collapses. What does the news media focus on? On the car. On the person in the car. Where he came from. Where he planned to go. How he experienced the crash (if he survived). What kind of person he is (was). But –that is all completely irrelevant. What’s relevant? The structural stability of the bridge.
    • Terrorism is overrated. Chronic stress is underrated. •The collapse of Lehman Brothers is overrated. Fiscal irresponsibility is underrated. •Astronauts are overrated. Nurses are underrated. •Britney Spears is overrated. IPCC reports are underrated. •Airplane crashes are overrated. Resistance to antibiotics is underrated.
    • No 2 –News is irrelevant
    • Out of the approximately 10,000 news stories you have read in the last 12 months, name one that –because you consumed it –allowed you to make a better decision
    • At its best, it is entertaining, but it is still irrelevant.
    • Esempio. In 1914, the news story about the assassination in Sarajevo dwarfed all other reports in terms of its global significance.
    • The first Internet browser debuted in 1995. The public birth of this hugely relevant piece of software barely made it into the press despite its vast future impact.
    • No 3 – News limits understanding
    • News organizations pride themselves on correctly reporting the facts, but the facts that they prize are just epiphenomena of deeper causes.
    • Il difetto di ciò che conta. The important stories are non-stories:
    • No evidence exists to indicate that information junkies are better decision makers.
    • No 4 –News is toxic to your body
    • Stress cronico. News constantly triggers the limbic system. Panicky stories spur the release of cascades of glucocordicoid (cortisol). This deregulates your immune system and inhibits the release of growth hormones. 
    • No 5 –News massively increases cognitive errors
    • News feeds the mother of all cognitive errors: confirmation bias. We automatically, systematically filter out evidence that contradicts our preconceptions
    • exacerbates another cognitive error: the story bias. Our brains crave stories that “make sense”– even if they don’t correspond to reality.
    • This reminds me of high school. My history textbook specified seven reasons (not six, not eight) why the French Revolution erupted. The fact is, we don’t know why the French Revolution broke out.
    • No 6 –News inhibits thinking
    • Thinking requires concentration. Concentration requires uninterrupted time. News items are like free-floating radicals that interfere with clear thinking.
    • In a 2001 study1 two scholars in Canada showed that comprehension declines as the number of hyperlinks in a document increase.
    • No 7 –News changes the structure of your brain
    • News works like a drug. As stories develop, we naturally want to know how they continue.
    • The human brain is highly plastic. Nerve cells routinely break old connections and form new ones. When we adapt to a new cultural phenomenon, including the consumption of news, we end up with a different brain. Adaptation to news occurs at a biological level. News reprograms us. Most news consumers –even if they used to be avid book readers –have lost the ability to read and absorb lengthy articles or books.
    • Michael Merzenich (University of California, San Francisco), a pioneer in the field of neuroplasticity: “We are training our brains to pay attention to the crap.”Deep reading is indistinguishable from deep thinking.
    • No 8 – News is costly
    • News taxes productivity three ways:
    • First, count the consumption-time that news demands.
    • Second, tally up the refocusing time – or switching cost.
    • Third, news distracts us even hours after we’ve digested today’s hot items. News stories and images may pop into your mind hours, sometimes days later,
    • No 9 – News sunders the relationship between reputation and achievement
    • Fame is misleading because generally people become famous for reasons that have little relevance to our lives.
    • No 10 – News is produced by journalists
    • My estimate: fewer than 10% of the news stories are original. Less than 1% are truly investigative.
    • No 11 – Reported facts are sometimes wrong,
    • Today, the fact checker is an endangered species at most news companies
    • No 12 – News is manipulative
    • Our evolutionary past has equipped us with a good bullshit detector for face-to-face interactions.
    • Stories are selected or slanted to please advertisers (advertising bias) or the owners of the media (corporate bias), and each media outlet has a tendency to report what everyone else is reporting, and to avoid stories that will offend anyone (mainstream bias).
    • No 13 –News makes us passive
    • News stories are overwhelmingly about things you cannot influence. This sets readers up to have a fatalistic outlook on the world.
    • Una teoria della depressione. Viewed on a timeline, the spread of depression coincides almost perfectly with the growth and maturity of the mass media.
    • 14 –News gives us the illusion of caring
    • “We may want to believe that we are still concerned. We sing “We Are the World”
    • No 15 – News kills creativity
    • Things we already know limit our creativity. This is one reason that mathematicians, novelists, composers and entrepreneurs often produce their most creative works at a young age.
    • Fatti. I don’t know a single truly creative mind who is a news junkie. On the other hand, I know a whole bunch of viciously uncreative minds who consume news like drugs.
    • Policy. What to do instead Go without news. Cut it out completely. Go cold turkey. glance through the summary page of the Economist once a week. Go for magazines that connect the dots
    • Morale. Society needs journalism – but in a different way. Investigative journalism is relevant in any society.



    continua
  48. Conservative vs. Liberal Jobs By Robin Hanson
    • some jobs that lean conservative: soldier, police, doctor, religious worker, insurance broker.
    • These seem to be jobs where there are rare big bad things that can go wrong,
    • other conservative jobs: grader & sorter, electrical contractor, car dealer, trucker, coal miner, construction worker, gas service station worker, non-professor scientist.
    • Conservatives are more focused on fear of bad things, and protecting against them.
    • some jobs that lean liberal: professor, journalist, artist, musician, author.
    • Here you might see these jobs as having rare but big upsides.
    • But consider these other liberal jobs: psychiatrist, lawyer, teacher.
    • Here the focus may just be on people who talk well. And that can also make sense of many of the previous list of liberal jobs.
    continua
  49. The Secret of Our Success: How Culture Is Driving Human Evolution, Domesticating Our Species, and Making Us Smarter by Joseph Henrich CHAPTER 1 A PUZZLING PRIMATE - #giocodelsopravvissuto - #intelligenzachenonspiega @obbedienzarito #ilgrandecumulo @infanziavecchiaia
  50. 6 Cultural Biases - Fair Play: What Your Child Can Teach You About Economics, Values and the Meaning of Life by Steven E. Landsburg - #fedeovunque #furtosingoloedimassa #abortoepenadimorte #schiavitùetassaprogressiva #ilbatteriodellapeste #safesexsafecrime #dirittolavorodirittofidanzate 


Obliqua difesa di Fabio Volo

Dopo i successi riscossi in radio e in televisione quel simpaticone di Fabio Volo ha cominciato a scrivere libri dominando ben presto le classifiche con oltre 5 milioni di copie vendute.
Il dibattito si è subito aperto: per molti la fama letteraria di Fabio Volo è un chiaro sintomo del degrado culturale in cui è precipitata la nostra editoria, d'altronde non poteva che finire altrimenti quando il dio denaro detta legge anche nel sacro tempio della cultura.
volo
E' difficile difendere il ragazzone bergamasco, specie se non hai letto i suoi libri, tuttavia si puo' tentare di farlo in modo obliquo, difendendo quel mondo di cui Fabio Volo rappresenta l' esito obbligato: la cultura commerciale. Nel mondo della cultura commerciale meriti e fama viaggiano separati, è chiaro che in casi del genere ti becchi tonnellate di Fabio Volo e anche di peggio.
Parto subito con un'ammissione: se il vostro obbiettivo è quello di educare il prossimo la cultura commerciale non è lo strumento ideale. Si tratta di un difetto così grave? Non penso: difficile educare un ventenne che entra in libreria, ormai è tardi. Vale la pena di ricordare il motto dei gesuiti: "dateci un bambino di sei anni e ne tireremo fuori un uomo". Per loro è tardi anche a sette anni! Se la cultura educa poco vorrà dire che ci penserà la scuola o qualcos’altro, vi sembra davvero una richiesta tanto bizzarra?
Ecco, molti si fermano qui: se la cultura non educa allora che me ne faccio? La scarsa capacità educativa della cultura commerciale è senz'altro un costo ma in un'analisi costi/benefici bisognerebbe dare un'occhiata anche ai secondi.
La cultura commerciale esalta le scelte del consumatore e se hai delle tare nella testa queste si trasferiscono anche nelle tue scelte. Il lato buono della faccenda è che perlomeno sarai più motivato in quel che fai. La motivazione non è cosa da poco, è la premessa necessaria per fare un'esperienza autentica. Così come molti hanno le loro poche ma reali esperienze estetiche guardando la pubblicità, molti avranno le loro uniche sincere emozioni letterarie impugnando un libro di Volo. Meglio che niente, lo deve ammettere anche chi immagina facilmente standard più elevati.
Tra le virtù della "celebrità" c'è quella di convivere bene col "merito".
La celebrità si limita ad essere celebre, non vuole accollarsi alcun merito, lo lascia volentieri ad altri, anzi, in un mondo complicato le chiare leggi della celebrità ci orientano, e orientano anche chi è ossessionato dai "meriti". Quando il fine letterato entra in libreria sa già dove trovare i libri di Iosif Aleksandrovič Brodskij di cui è sempre in caccia: nell' angolo in fondo a destra (quello con la muffa incipiente), giammai in vetrina o sul bancone centrale, da cui gira debitamente alla larga senza perder tempo. In fondo l' importante non è dove sta il suo tesoretto ma saperlo reperire alla svelta. Nel mondo dei fan di Volo posso leggere Dante in santa pace, ne posso disporre a poco prezzo, in tempo reale e in quantità elefantiache; nel mondo dei fan di Dante (per esempio la scuola obbligatoria) posso leggere Volo solo sottobanco, anzi, sotto il banco. Il paradosso è che in quel mondo scarseggia persino "Dante", è razionato con cura ed elargito dall'alto ad un'élite ristretta.
L'esistenza delle celebrità migliora il mondo anche facilitando le relazioni. Se voglio attaccare bottone con una ragazza posso buttar lì qualcosa su Volo, funziona! Funziona sia con l'analfabeta che con l’ esegeta di Paul Celan. Grazie a Volo non dobbiamo sempre ricorrere al tempo atmosferico, è un  gran passo avanti!
Ma la separazione tra fama e merito ha un pregio che s' impone su tutti: moltiplica la varietà. La varietà ci fa digerire meglio l’ abbondanza.
Nel mondo del merito oggettivo i Sacerdoti vergano  un unico canone letterario con al vertice una ristretta élite: la (ormai) sparuta schiera dei consumatori di libri registra e legge (spesso annoiandosi), quella dei produttori potenziali di libri registra e per una vita si rode  il fegato dall' invidia.
Nel mondo dove fama e merito convivono, invece, ognuno puo' cercare la sua nicchia e lì dentro realizzarsi. Ci sono nicchie ovunque.
Andy Warhol disse che c'è un quarto d'ora di celebrità per tutti. Un quarto d'ora dura poco ma di quarti d'ora ce n'è una caterva.
Avete presente quanto è voluminoso Il libro dei Guinness? Trovate la vostra nicchia e primeggiate se ne avete voglia, così anche in letteratura.
Cercate la vostra specialità! Il mondo è talmente vario che primeggia anche mia nonna: in parrocchia nella gara delle torte di ribes vanta una striscia di successi non indifferente e vive beata nella sua nicchia dove puo' sfoggiare uno status invidiabile, tutti si scappellano quando passa sul sagrato, anche se la gara delle torte ormai si perde indietro nel tempo.
E allora, basta rosicare! Cercate la vostra nicchia e coltivate lì una vostra rispettabilità. Un mondo vario ci salva dalle umiliazioni della “gerarchia unica” dove avrete inevitabilmente un posto infame.
I libri di volo vi offendono? Chiamateli libroidi e continuate a vivere tranquilli leggendo cio' che vi esalta, c'è posto per tutti nel grande mondo della cultura commerciale.
Senza contare che la varietà ha anche un valore sperimentale, a volte fai delle scoperte che neanche un pool di critici super-selezionati avrebbe potuto mai preventivare: alcuni videogame sono vere opere d'arte! Chi l'avrebbe detto? In fondo la cultura USA (una delle più commerciali) non ha prodotto solo schifezze, regge bene il confronto con la cultura sussidiata di stampo europeo, e parlo per eufemismi. Certo, noi abbiamo un grande passato ma spesso dimentichiamo che persino gran parte di quel passato era “cultura commerciale” sponsorizzata da mecenati.
Per tirare le somme mi sembra proprio che i benefici compensino i costi, scelgo allora il mondo della cultura commerciale, scelgo il mondo che scinde fama e meriti, scelgo il mondo della varietà, scelgo il mondo che consacra Fabio Volo. E' il mondo migliore, forse, anche per leggere Dante.